giovedì 24 luglio 2014

8 - PACEM IN TERRIS - Enciclica di Giovanni XXIII - Rapporti degli esseri umani e delle comunità politiche con la comunità mondiale (Encyclical of Pope John XXIII - Reports of human beings and of political communities with the global community)



PACEM IN TERRIS -  Enciclica di Giovanni XXIII

PARTE IV

RAPPORTI DEGLI ESSERI UMANI E DELLE COMUNITA' POLITICHE CON LA COMUNITA' MONDIALE


Interdipenderza tra le comunità politiche 

68 -  I recenti progressi delle scienze e delle tecniche incidono profondamente sugli esseri umani, sollecitandoli a collaborare tra loro e orientandoli verso una convivenza unitaria a raggio mondiale. Si è infatti intensamente accentuata la circolazione delle idee, degli uomini, delle cose. Per cui sono aumentai enormemente e si sono infittiti i rapporti tra i cittadini, le famiglie, i corpi intermedi appartenenti a diverse comunità politiche; come pure fra i poteri pubblici delle medesime. Mentre si approfondisce I'interdipendenza tra le economie nazionali: le une si inseriscono progressivamente sulle altre fino a diventare ciascuna quasi parte integrante di un'unica economia mondiale; e il progresso sociale, l'ordine, la sicurezza, e la pace all'interno di ciascuna comunità politica e in rapporto vitale con il progresso sociale, l'ordine, la sicurezza, la pace di tutte le altre comunità politiche.
Nessuna comunità politica oggi è in grado di perseguire i suoi interessi e di svilupparsi chiudendosi in se stessa; giacché il grado della sua prosperità e del suo sviluppo sono pure il riflesso ed una componente del grado di prosperità e dello sviluppo di tutte le altre comunità politiche.

Insufficienza dell'organizzazione dell'autorità pubblica nei confronti del bene comune universale 

69 -  L'unità della famiglia umana è esistita in ogni tempo, giacché essa ha come membri gli esseri umani che sono tutti uguali per dignità naturale. Di conseguenza esisterà sempre I'esigenza obiettiva all'attuazione, in grado sufficiente, del bene comune universale, e cioè del bene comune della intera famiglia umana.
Nei tempi passati si poteva, a ragione, ritenere che i poteri pubblici delle differenti comunità politiche potessero essere in grado di attuare il bene comune universale; o attraverso le normali vie diplomatiche o con incontri a più alto livello, utilizzando gli strumenti giuridici, quali, ad esempio, le convenzioni e i trattati: strumenti giuridici suggeriti dal diritto naturale, e determinati dal diritto delle genti e dal diritto internazionale.

70 -  In seguito alle profonde trasformazioni intervenute nei rapporti della convivenza umana, da una parte il bene comune universale solleva problemi complessi, gravissimi, estremamente urgenti, specialmente per ciò che riguarda la sicurezza e la pace mondiale; dall'altra parte i poteri pubblici delle singole comunità politiche, posti come sono su un piede di uguaglianza giuridica tra essi, per quanto moltiplichino i loro incontri e acuiscano la loro ingegnosità nell'elaborare nuovi strumenti giuridici, non sono più in grado di affrontare e risolvere gli accennati problemi adeguatamente; e ciò non tanto per mancanza di buona volontà o di iniziativa, ma a motivo di una loro deficienza strutturale.
Si può dunque affermare che sul terreno storico è venuta meno la rispondenza fra I'attuale organizzazione e il rispettivo funzionamento del principio autoritario operante su piano mondiale e le esigenze obiettive del bene comune universale.

Rapporto fra contenuti storici del bene comune e struttura e funzionamento dei poteri pubblici

71 -  Esiste un rapporto intrinseco fra i contenuti storici del bene comune da una parte e la configurazione e il funzionamento dei poteri pubblici dall'altra. L'ordine morale, cioè, come esige l'autorità pubblica nella convivenza per I'attuazione del bene comune, di conseguenza esige pure che l'autorità a tale scopo sia efficiente. Ciò postula che gli organi nei quali l'autorità prende corpo, diviene operante e persegue il suo fine, siano strutturali e agiscano in maniera da essere idonei a tradurre nella realtà i contenuti nuovi che il bene comune viene assumendo nell'evolversi storico della convivenza.
Il bene comune universale pone ora problemi a dimensioni mondiali che non possono essere adeguatamente affrontati e risolti che ad opera di poteri pubblici aventi ampiezza, strutture e mezzi delle stesse proporzioni; di poteri pubblici, cioè, che siano in grado di operare in modo efficiente su piano mondiale. Lo stesso ordine morale quindi domanda che tali poteri vengano istituiti.

Poteri pubblici istituiti di comune accordo e non imposti con la forza 

72 -  I poteri pubblici, aventi autorità su piano mondiale e dotati di mezzi idonei a perseguire efficacemente gli obiettivi che costituiscono i contenuti concreti del bene comune universale, vanno istituiti di comune accordo e non imposti con la forza. La ragione è che siffatti poteri devono essere in grado di operare efficacemente; però, nello stesso tempo, la loro azione deve essere informata a sincera ed effettiva imparzialità; deve cioè essere un'azione diretta a soddisfare alle esigenze obiettive del bene comune universale. Senonché ci sarebbe certamente da temere che poteri pubblici supernazionali o mondiali imposti con la forza dalle comunità politiche più potenti non siano o non divengano strumento di interessi particolaristici; e qualora ciò non si verifichi, è assai difficile che nel loro operare risultino immuni da ogni sospetto di parzialità: il che comprometterebbe l'efficacia della loro azione.
Le comunità politiche, anche se fra esse corrano differenze accentuate nel grado di sviluppo militare, sono tutte assai sensibili quanto a parità giuridica e alla loro dignità morale. Per cui, a ragione, non facilmente si piegano ad obbedire a poteri imposti con la forza; o a poteri alla cui creazione non abbiano contribuito; o ai quali non abbiano esse stesse deciso di sottoporsi con scelte consapevoli e libere.

Il bene comune universale e i diritti della persona 

73 - Come il bene comune delle singole comunità politiche, così il bene comune universale non può essere determinato che avendo riguardo alla persona umana. Per cui anche i poteri pubblici della comunità mondiale devono proporsi come obiettivo fondamentale il riconoscimento, il rispetto, la tutela e la promozione dei diritti della persona: con un'azione diretta, quando il caso Io comporti; o creando un ambiente a raggio mondiale in cui sia reso più facile ai poteri pubblici delle singole comunità politiche.svolgere le proprie specifiche funzioni.

Il principio di sussidiarietà 

74 - Come i rapporti tra individui, famiglie, corpi intermedi, e i poteri pubblici delle rispettive comunità politiche, nell'interno delle medesime, vanno regolati secondo il principio di sussidiarietà, così nella luce dello stesso principio vanno regolati pure i rapporti fra i poteri pubblici delle singole comunità politiche e i poteri pubblici della comunità mondiale. Ciò significa che i poteri pubblici della comunità mondiale devono affrontare e risolvere i problemi a contenuto economico, sociale, politico, culturale che pone il bene comune universale; problemi però che per la loro ampiezza, complessità e urgenza i poteri pubblici delle singole comunità politiche non sono in grado di affrontare con prospettiva di soluzioni positive.
I poteri pubblici della comunità mondiale non hanno lo scopo di limitare la sfera di azione ai poteri pubblici delle singole comunità politiche e tanto meno di sostituirsi ad essi; hanno invece lo scopo di contribuire alla creazione, su piano mondiale, di un ambiente nel quale i poteri pubblici delle singole comunità politiche, i rispettivi cittadini e i corpi intermedi possano svolgere i loro compiti, adempiere i loro doveri, esercitare i loro diritti con maggiore sicurezza.

Segni dei tempi

75. Come è noto il 26 giugno 1915 venne costituita l'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu); alla quale, in seguito, si collegarono gli istituti intergovernativi aventi vasti compiti internazionali in campo economico, sociale, culturale, educativo, sanitario. Le Nazioni Unite si proposero come fine essenziale di mantenere e consolidare la pace fra i popoli, sviluppando fra essi le amichevoli relazioni, fondate sui principi della uguaglianza, del vicendevole rispetto, della multiforme cooperazione in tutti i settori della convivenza.
Un atto della più alta importanza compiuto dalle Nazioni Unite è la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo approvata in assemblea generale il 10 dicembre 1948. Nel preambolo della stessa dichiarazione si proclama come un ideale da perseguirsi da tutti i popoli e da tutte le nazioni l'effettivo riconoscimento e rispetto di quei diritti e delle rispettive libertà.
Su qualche punto particolare della dichiarazione sono state sollevate obiezioni e fondate riserve. Non è dubbio però che il documento segni un passo importante nel cammino verso l'organizzazione giuridico-politica della comunità mondiale. In esso infatti viene riconosciuta, nella forma più solenne, la dignità di persona a tutti gli esseri umani; e viene di conseguenza proclamato come loro fondamentale diritto quello di muoversi liberamente nella ricerca del vero, nell'attuazione del bene morale e della giustizia; e il diritto a una vita dignitosa; e vengono pure proclamati altri diritti connessi con quelli accennati.
Auspichiamo pertanto che l'Organizzazione delle Nazioni Unite - nelle strutture e nei mezzi - si adegui sempre più alla vastità e nobiltà dei suoi compiti; e che arrivi il giorno nel quale i singoli esseri umani trovino in essa una tutela efficace in ordine ai diritti che scaturiscono immediatamente dalla loro dignità di persone; e che perciò sono diritti universali, inviolabili, inalienabili. Tanto più che i singoli esseri umani, mentre partecipano sempre più attivamente alla vita pubblica delle proprie comunità politiche, mostrano un crescente interessamento alle vicende di tutti i popoli, e avvertono con maggiore consapevolezza di essere membra vive di una comunità mondiale.





martedì 15 luglio 2014

SAN FRANCESCO RICEVE LE STIMMATE (St. Francis Receiving the Stigmata) - Giotto

San Francesco riceve le stimmate (1300 circa)
Giotto - 
Parigi, Louvre
Tempera e oro su tav
ola cm 314 x 162 

In buone condizioni di conservazione la tavola sagomata proviene dalla chiesa di San Francesco a Pisa, ed è la conferma dell'ottimo legame con l'Ordine francescano, che caratterizza tutta la carriera di Giotto. 
L'uso del tradizionale fondo-oro limita gli effetti di profondità spaziale ottenuti negli altri affreschi di Assisi, ma conferisce all'immagine, e soprattutto alle tre piccole scene in basso, una delicata poesia.

Alcuni momenti della vita di San Francesco figurano in un grande dipinto su tavola a fondo oro, San Francesco riceve le stimmate, firmato, proveniente dalla chiesa di San Francesco a Pisa e oggi al Louvre, coevo all'esecuzione degli affreschi assisati.
Nell'anno 1300, quando probabilmente aveva appena finito le Storie di San Francesco,Giotto ritorna a Roma e partecipa alle manifestazioni del Giubileo, indetto da papa Bonifacio VIII. In questo periodo dipinge alcuni affreschi, ricordati dalle fonti e oggi per lo più scomparsi: rimane il frammento di una Composizione celebrativa dell'anno santo, inserita in un pilastro di San Giovanni in Laterano.

Nel proporre ai fedeli la vita del santo (Francesco, negli affreschi di Assisi), Giotto è dunque ora tenero ora solenne, ora drammatico ora sereno, ora colloquiale ora lirico, ora mistico ora popolare, ora apostolico ora cronistico; alterna la notazione contemporanea con l'ammonimento dell'eterno, il miracoloso con il quotidiano. Nato come opera di agiografia, questo ciclo pittorico ci appare ispirato a un eroismo naturale, ad un sovrannaturale domestico, irraggiungibile ma al tempo stesso accessibile (non è così, sempre, la grande poesia?). 
Il santo è l'eroe dell'umano: non è un modello, ma un esempio, di cui, pur nella infinita distanza che ci separa dalla santità, siamo nel profondo della nostra umanità intimamente partecipi. In questo senso il ciclo francescano di Assisi è uno dei monumenti meno clericali di tutta l'arte religiosa.



SAN FRANCESCO RICEVE LE STIMMATE - Giotto




lunedì 14 luglio 2014

7 - PACEM IN TERRIS - Enciclica di Giovanni XXIII - RAPPORTI FRA LE COMUNITA' POLITICHE (Encyclical of Pope John XXIII - Relations between political communities)

     
PACEM IN TERRIS -  Enciclica di Giovanni XXIII

PARTE III

RAPPORTI FRA LE COMUNITA' POLITICHE


Soggetti di diritti e di doveri 

47 -  Riaffermiamo noi pure quello che costantemente hanno insegnato i nostri predecessori: le comunità politiche, le une rispetto alle altre, sono soggetti di diritti e di doveri; per cui anche i loro rapporti vanno regolati nella verità, nella giustizia, nella solidarietà operante, nella libertà. La stessa legge morale, che regola i rapporti fra i singoli esseri umani, regola pure i rapporti tra le rispettive comunità politiche.
Ciò non è difficile a capirsi quando si pensi che le persone che rappresentano le comunità politiche, mentre operano in nome e per l'interesse delle medesime, non possono venire meno alla propria dignità; e quindi non possono violare la legge della propria natura, che è la legge morale.
Sarebbe del resto assurdo anche solo il pensare che gli uomini, per il fatto che vengono preposti al governo della cosa pubblica, possano essere costretti a rinunciare alla propria umanità; quando invece sono scelti a quell'alto compito perché considerati membra più ricche di qualità umane e fra le migliori del corpo sociale.
Inoltre, l'autorità è un'esigenza dell'ordine morale nella società umana; non può quindi essere usata contro di esso, e se lo fosse, nello stesso istante cesserebbe di essere tale; perciò ammonisce il Signore: Udite pertanto voi, o re, e ponete mente, imparate voi che giudicate tutta la terra. Porgete le orecchie voi che avete il governo dei popoli, e vi gloriate di aver soggette molte nazioni: la potestà è stata data a voi dal Signore e la dominazione dall'Altissimo, il quale disaminerà le opere vostre e sarà scrutatore dei pensieri.

48 - Infine è pure da ricordare che anche nella regolazione dei rapporti fra le comunità politiche, l'autorità va esercitata per attuare il bene comune, che costituisce la sua ragione di essere. Elemento però fondamentale del bene comune è il riconoscimento e il rispetto dell'ordine morale. L'ordine tra le comunità politiche ha da essere innalzato sullo rupe incrollabile e immutabile della legge morale, manifestata dal Creatore stesso per mezzo dell'ordine naturale e da lui scolpita nei cuori degli uomini con caratteri incancellabili..... Quale faro splendente, essa deve, coi raggi dei suoi principi, dirigere il corso dell'operosità degli uomini e degli Stati, i quali avranno da seguirne le ammonitrici, salutari e proficue segnalazioni, se non vorranno condannare alla bufera e al naufragio ogni lavoro e sforzo per stabilire un nuovo ordinamento.

Nella verità

49 - I rapporti fra le comunità politiche vanno regolati nella verità. La quale esige anzitutto che da quei rapporti venga eliminata ogni traccia di razzismo; e venga quindi riconosciuto il principio che tutte le comunità politiche sono uguali per dignità di natura; per cui ognuna di esse ha il diritto all'esistenza, al proprio sviluppo, ai mezzi idonei per attuarlo, ad essere la prima responsabile nell'attuazione del medesimo; e ha pure il diritto alla buona reputazione e ai dovuti onori.
Fra gli esseri umani molto spesso sussistono differenze anche spiccate, nel sapere, nella virtù, nelle capacità inventive, nel possesso di beni materiali. Ma ciò non può mai giustificare il proposito di far pesare la propria superiorità sugli altri; piuttosto costituisce una sorgente di maggiore responsabilità nell'apporto che ognuno e tutti devono addurre alla vicendevole elevazione.
Così le comunità politiche possono differire tra loro nel grado di cultura e di civiltà o di sviluppo economico; però ciò non può mai giustificare il fatto che le une facciano valere ingiustamente la loro superiorità sulle altre; piuttosto può costituire un motivo perché si sentano più impegnate
nell'opera per la comune ascesa.

50 - Non ci sono esseri umani superiori per natura ed esseri umani inferiori per natura; ma tutti gli esseri umani sono uguali per dignità naturale. Di conseguenza non ci sono neppure comunità politiche superiori per natura e comunità politiche inferiori per natura: tutte le comunità politiche sono uguali per dignità naturale, essendo esse dei corpi le cui membra sono gli stessi esseri umani. Né va quindi dimenticato che i popoli, a ragione, sono sensibilissimi in materia di dignità e di onore.
Inoltre la verità esige che nelle molteplici iniziative rese possibili dai progressi moderni nei mezzi espressivi - iniziative attraverso le quali si diffonde la mutua conoscenza fra i popoli - ci si ispiri a serena obiettività: il che non esclude che sia legittima nei popoli una preferenza di far conoscere gli aspetti positivi della loro vita. Vanno però respinti i metodi di informazione con i quali, venendo meno alla verità, si lede ingiustamente la riputazione di questo o di quel popolo.

Secondo giustizia

51 -  I rapporti fra le comunità politiche vanno inoltre regolati secondo giustizia: il che comporta, oltre che il riconoscimento dei vicendevoli diritti, l'adempimento dei rispettivi doveri.
Le comunità politiche hanno il diritto all'esistenza, al proprio sviluppo, ai mezzi idonei per attuarlo: ad essere le prime artefici nell'attuazione del medesimo; ed hanno pure il diritto alla buona reputazione e ai debiti onori: di conseguenza e simultaneamente le stesse comunità politiche hanno pure il dovere di rispettare ognuno di quei diritti; e di evitare quindi le azioni che ne costituiscono una violazione. Come nei rapporti tra i singoli esseri umani, agli uni non è lecito perseguire i propri interessi a danno degli altri, così nei rapporti fra le comunità politiche, alle une non e lecito sviluppare se stesse comprimendo od opprimendo le altre. Cade qui opportuno il detto di sant'Agostino: Abbandonata la giustizia, a che si riducono i regni, se non a grandi latrocini? 
Certo, anche tra le comunità politiche possono sorgere e di fatto sorgono contrasti di interessi; però i contrasti vanno superati e le rispettive controversie risolte, non con il ricorso alla forza, con la frode o con l'inganno, ma, come si addice agli esseri umani, con la reciproca comprensione, attraverso valutazioni serenamente obiettive e l'equa composizione.

Il trattamento delle minoranze 

52 - Dal XIX secolo una tendenza di fondo assai estesa nell'evolversi storico è che le comunità politiche si adeguano a quelle nazionali. Però, per un insieme di cause, non sempre riesce di far coincidere i confini geografici con quelli etnici: ciò dà origine al fenomeno delle minoranze e ai rispettivi complessi problemi.
Va affermato nel modo più esplicito che una azione diretta a comprimere e a soffocare il flusso vitale delle minoranze è grave violazione della giustizia; e tanto più lo è quando viene svolta per farle scomparire. 
Risponde invece ad un'esigenza di giustizia che i poteri pubblici portino il loro contributo nel promuovere Io sviluppo umano delle minoranze, con misure efficaci a favore della loro lingua, della loro cultura, del loro costume, delle loro risorse ed iniziative economiche.

53 - Qui però va rilevato che i membri delle minoranze, come conseguenza di una reazione al loro stato attuale o a causa delle loro vicende storiche, possono essere portati, non di rado, ad accentuare l'importanza degli elementi etnici, da cui sono caratterizzai, fino a porli al di sopra dei valori umani; come se ciò che è proprio dell'umanità fosse in funzione di ciò che è proprio della nazione. Mentre saggezza vorrebbe che sapessero pure apprezzare gli aspetti positivi di una condizione che consente loro l'arricchimento di se stessi con l'assimilazione graduale e continuata di valori propri di tradizioni o civiltà differenti da quella alla quale essi appartengono. Ciò però si verificherà soltanto se essi sapranno essere come un ponte che facilita la circolazione della vita nelle sue varie espressioni fra le differenti tradizioni o civiltà, e non invece una zona di attrito che arreca danni innumerevoli e determina ristagni o involuzioni.

Solidarietà operante 

54 - I rapporti tra le comunità politiche vanno regolati nella verità e secondo giustizia; ma quei rapporti vanno pure vivificati dall'operante solidarietà attraverso le mille forme di collaborazione economica, sociale, politica, culturale, sanitaria, sportiva: forme possibili e feconde nella presente epoca storica. In argomento occorre sempre considerare che la ragione d'essere dei poteri pubblici non è quella di chiudere e comprimere gli esseri umani nell'ambito delle rispettive comunità politiche; è invece quella di attuare il bene comune delle stesse comunità politiche; il quale bene comune però va concepito e promosso come una componente del bene comune dell'intera famiglia umana.
Ciò importa non solo che le singole comunità politiche perseguano i propri interessi senza danneggiarsi le une le altre, ma che mettano pure in comune l'opera loro quando ciò sia indispensabile per il raggiungimento di obiettivi altrimenti non raggiungibili: nel qual caso però occorre usare ogni riguardo perchè ciò che torna di utilità ad un gruppo di comunità politiche, non sia di nocumento ad altre, ma abbia anche su esse riflessi positivi.
Il bene comune universale inoltre esige che le comunità politiche favoriscano gli scambi, in ogni settore, fra i rispettivi cittadini e i rispettivi corpi intermedi.

55 - Sulla terra esiste un numero rilevante di gruppi etnici, più o meno accentuatamente differenziati I'uno dall'altro.
Però gli elementi che caratterizzano un gruppo etnico non devono trasformarsi in uno scompartimento stagno in cui degli esseri umani vengano impediti di comunicare con gli esseri umani appartenenti a gruppi etnici differenti: ciò sarebbe in stridente contrasto con un'epoca come la nostra, nella quale le distanze tra i popoli sono state quasi eliminate.
Né va dimenticato che, se in virtù delle proprie peculiarità etniche gli esseri umani si distinguono gli uni dagli altri, posseggono però elementi essenziali comuni. e sono portati per natura a incontrarsi nel mondo dei valori spirituali, la cui progressiva assimilazione apre ad essi possibilità di perfezionamento senza limiti. Deve quindi essere loro riconosciuto il diritto e il dovere di vivere in comunione gli uni con gli altri.

Equilibrio tra popolazione, terra e capitali 

56 - Come è noto, vi sono sulla terra paesi che abbondano di terreni coltivabili e scarseggiano di uomini; in altri paesi invece non vi è proporzione tra le ricchezze naturali e i capitali a disposizione. Ciò pure domanda che i popoli instaurino rapporti di mutua collaborazione, facilitando tra essi la circolazione di capitali, di beni, di uomini.
Qui crediamo opportuno di osservare che, ogniqualvolta è possibile, pare che debba essere il capitale a cercare il lavoro e non viceversa.
In tal modo si offrono a molte persone possibilità concrete di crearsi un avvenire migliore senza essere costrette a trapiantarsi dal proprio ambiente in un altro; il che è quasi impossibile che si verifichi senza schianti dolorosi e senza difficili periodi di riassestamento umano o di integrazione sociale.

Il problema dei profughi politici 

57 - II sentimento di universale paternità che il Signore ha acceso nel nostro animo, ci fa sentire profonda amarezza nel considerare il fenomeno dei profughi politici: fenomeno che ha assunto proporzioni ampie e che nasconde sempre innumerevoli e acutissime sofferenze.
Esso sta purtroppo a indicare come vi sono regimi politici che non assicurano alle singole persone una sufficiente sfera di libertà, entro cui al loro spirito sia acconsentito respirare con ritmo umano; anzi in quei regimi è messa in discussione o addirittura misconosciuta la legittimità della stessa esistenza di quella sfera. Ciò, non v'è dubbio, rappresenta una radicale inversione nell'ordine della convivenza, giacché la ragione di essere dei poteri pubblici è quella di attuare il bene comune, di cui elemento fondamentale è riconoscere quella sfera di libertà e assicurarne l'immunità.
Non è superfluo ricordare che i profughi politici sono persone; e che a loro vanno riconosciuti tutti i diritti inerenti alla persona: diritti che non vengono meno quando essi siano stati privati della cittadinanza nelle comunità politiche di cui erano membri.
Fra i diritti inerenti alla persona vi è pure quello di inserirsi nella comunità politica in cui si ritiene di potersi creare un avvenire per sé e per la propria famiglia; di conseguenza quella comunità politica, nei limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso, ha il dovere di permettere quell'inserimento, come pure di favorire l'integrazione in se stessa delle nuove membra.

58 - Siamo lieti di cogliere l'occasione per esprimere il nostro sincero apprezzamento per tutte le iniziative suscitate e promosse dalla solidarietà umana e dall'amore cristiano allo scopo di rendere meno doloroso il trapianto di persone da un corpo sociale ad un altro.
E ci sia pure consentito di segnalare all'attenzione e alla gratitudine di ogni animo retto la multiforme opera che in un campo tanto delicato svolgono istituzioni internazionali specializzate.

Disarmo 

59 - Ci è pure doloroso constatare come nelle comunità politiche economicamente più sviluppate si siano creati e si continuano a creare armamenti giganteschi; come a tale scopo venga assorbita una percentuale altissima di energie spirituali e di risorse economiche; gli stessi cittadini di quelle comunità politiche siano sottoposti a sacrifici non lievi; mentre altre comunità politiche vengono, di conseguenza, private di collaborazioni indispensabili al loro sviluppo economico e al loro progresso sociale.
Gli armamenti, come è noto, si sogliono giustificare adducendo il motivo che se una pace oggi è possibile, non può essere che la pace fondata sull'equilibrio delle forze. Quindi se una comunità politica si arma, le altre comunità politiche devono tenere il passo ed armarsi esse pure. E se una comunità politica produce armi atomiche, le altre devono pure produrre armi atomiche di potenza distruttiva pari.

60 - In conseguenza gli esseri umani vivono sotto i'incubo di un uragano che potrebbe scatenarsi ad ogni istante con una travolgenza inimmaginabile. Giacché Ie armi ci sono; e se è
difficile persuadersi che vi siano persone capaci di assumersi la responsabilità delle distruzioni e dei dolori che una guerra causerebbe, non è escluso che un fatto imprevedibile ed
incontrollabile possa far scoccare la scintilla che metta in moto l'apparato bellico. Inoltre va pure tenuto presente che se anche una guerra a fondo, grazie all'efficacia detergente delle stesse armi, non avrà luogo, è giustificato il timore che il fatto della sola continuazione degli esperimenti nucleari a scopi bellici possa avere conseguenze fatali per la vita sulla terra.
Per cui giustizia, saggezza ed umanità domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti, si riducano simultaneamente e reciprocamente gli armamenti già esistenti; si mettano al bando le armi nucleari; e si pervenga finalmente al disarmo integrato da controlli efficaci. 
Non si deve permettere - proclama Pio XII - che la sciagura di una guerra mondiale con le sue rovine economiche e sociali e le sue aberrazioni e perturbamenti morali si rovesci per la terza volta sull'umanità.

61 - Occorre però riconoscere che I'arresto agli armamenti a scopi bellici, la loro effettiva riduzione, e, a maggior ragione, la loro eliminazione sono impossibili o quasi, se nello stesso tempo non si procedesse ad un disarmo integrale; se cioè non si smontano anche gli spiriti, adoprandosi sinceramente a dissolvere, in essi, la psicosi bellica: il che comporta, a sua volta, che al criterio della pace che si regge sull'equilibrio degli armamenti, si sostituisca il principio che la vera pace si può costruire soltanto nella vicendevole fiducia. Noi riteniamo che si tratti di un obiettivo che può essere conseguito. Giacché esso è reclamato dalla retta ragione, è desideratissimo, ed è della più alta utilità.

62 -  È un obiettivo reclamato dalla ragione. E' evidente, o almeno dovrebbe esserlo per tutti, che i rapporti fra le comunità politiche, come quelli fra i singoli esseri umani, vanno regolati non facendo ricorso alla forza delle armi ma nella luce della ragione; e cioè nella verità, nella giustizia, nella solidarietà operante.
È un obiettivo desideratissimo. Ed invero chi è che non desidera ardentissimamente che il pericolo della guerra sia eliminato e la pace sia salvaguardata e consolidata?
È un obiettivo della più alta utilità. Dalla pace tutti traggono vantaggi: individui, famiglie, popoli, intera famiglia umana.
Risuonano ancora oggi severamente ammonitrici le parole di Pio XII: 
Nulla è perduto con la pace. Tutto può essere perduto con la guerra.

63 - Perciò come vicario di Gesù Cristo, Salvatore del mondo e artefice della pace, e come interprete dell'anelito più profondo dell'intera famiglia umana, seguendo l'impulso del nostro animo, preso dall'ansia di bene per tutti, ci sentiamo in dovere di scongiurare gli uomini, soprattutto quelli che sono investiti di responsabilità pubbliche, a non risparmiare fatiche per imprimere alle cose un corso ragionevole ed umano.
Nelle assemblee più alte e qualificate considerino a fondo il problema della ricomposizione pacifica dei rapporti tra le comunità politiche su piano mondiale: ricomposizione fondata sulla mutua fiducia, sulla sincerità nelle trattative, sulla fedeltà agli impegni assunti. Scrutino il problema fino a individuare il punto, donde è possibile iniziare l'avvio verso intese leali, durature, feconde.
Da parte nostra non cesseremo di implorare le benedizioni di Dio sulle loro fatiche, affinchè apportino risultati positivi.

Nella libertà 

64 - I rapporti tra le comunità politiche vanno regolati nella libertà. Il che significa che nessuna di esse ha il diritto di esercitare un'azione oppressiva sulle altre o di indebita ingerenza. Tutte invece devono proporsi di contribuire perché in ognuna sia sviluppato il senso di responsabilità, Io spirito di iniziativa, e l'impegno ad essere la prima protagonista nel realizzare la propria ascesa in tutti i campi.

L'ascesa delle comunità politiche in fase di sviluppo economico 

65 - Una comunanza di origine, di supremo destino lega tutti gli esseri umani e li chiama a formare un'unica famiglia cristiana. Per tale ragione nell'enciclica Mater et magistra abbiamo esortato le comunità politiche economicamente sviluppate a instaurare rapporti di multiforme cooperazione con le comunità politiche in via di sviluppo economico.
Possiamo ora constatare con soddisfazione che il nostro appello ha riscosso una larga favorevole accoglienza; e ci arride la speranza che ancor più per l'avvenire esso contribuisca a far sì che i paesi meno provvisti di beni pervengano, nel tempo più breve possibile, ad un grado di sviluppo economico che consenta ad ogni cittadino di vivere in condizioni rispondenti alla propria dignità di persona.

66 - Ma non è mai abbastanza ripetuto che la cooperazione, di cui si è fatto cenno, va attuata nel più grande rispetto per la libertà delle comunità politiche in fase di sviluppo. Le quali comunità è necessario che siano e si sentano le prime responsabili e le principali artefici nell'attuazione del loro sviluppo economico e del loro progresso sociale.
Già il nostro predecessore Pio XII proclamava che nel campo di un nuovo ordinamento fondato sui principi morali, non vi è posto per la lesione della libertà, dell'integrità e della sicurezza di altre nazioni, qualunque sia la loro estensione territoriale o la loro capacità di difesa Se è inevitabile che i grandi Stati, per le loro maggiori possibilità e loro la potenza, traccino il cammino per la costituzione di gruppi economici fra essi e le nazioni più piccole e deboli; è nondimeno incontestabile - come di tutti, nell'ambito dell'interesse generale - il diritto di queste al rispetto della loro libertà nel campo politico, alla efficace custodia  di quella neutralità nelle contese tra gli Stati, che loro spetta secondo il gius naturale e delle genti alla tutela del loro sviluppo economico giacchè soltanto in tal guisa potranno conseguire adeguatamente il bene comune, il benessere materiale e spirituale del proprio popolo.
Pertanto le comunità politiche economicamente sviluppate, nel prestare la loro multiforme opera, sono tenute al riconoscimento e al rispetto dei valori morali e delle peculiarità etniche proprie delle comunità in fase di sviluppo economico; come pure ad agire senza propositi di predominio politico; in tal modo portano un contributo prezioso alla formazione di una comunità mondiale nella quale tutti i membri siano soggetti consapevoli dei propri doveri e dei propri diritti, operanti in rapporto di uguaglianza all'attuazione del bene comune universale.

Segni dei tempi 

67 -  Si diffonde sempre più tra gli esseri umani la persuasione che le eventuali controversie tra i popoli non debbono essere risolte con il ricorso alle armi; ma invece attraverso il negoziato.
Vero è che sul terreno storico quella persuasione è piuttosto in rapporto con la forza terribilmente distruttiva delle armi moderne; ed è alimentata dall'omore che suscita nell'animo anche solo il pensiero delle distruzioni immani e dei dolori immensi che l'uso di quelle armi apporterebbe alla famiglia umana; per cui riesce quasi impossibile pensare che nell'era atomica la guerra possa essere utilizzata come strumento di giustizia.
Però tra i popoli, purtroppo, spesso regna ancora la legge del timore. Ciò Ii sospinge a profondere spese favolose in armamenti: non già, si afferma - né vi è motivo per non credervi - per aggredire, ma per dissuadere gli altri dall'aggressione.
È lecito tuttavia sperare che gli uomini, incontrandosi e negoziando, abbiano a scoprire meglio i vincoli che li legano, provenienti dalla loro comune umanità e abbiano pure a scoprire che una fra le più profonde esigenze della loro comune umanità è che tra essi e ha i rispettivi popoli regni non il timore, ma I'amore: il quale tende ad esprimersi nella collaborazione leale, multiforme, apportatrice di molti beni.




SprinTrade

Albani (2) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (3) Anonimo (2) Antonello da Messina (3) Antropologia (6) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (2) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arte (7) Assisi (1) Astrattismo (1) Astronomia (1) Attila (1) Autori (9) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balzac (2) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (4) Beccafumi (2) Befana (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Bocaccio (1) Boccaccio (1) Boccioni (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (2) Bonnard (2) Bosch (4) Botanica (6) Botticelli (6) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) Bramante (1) Brancati (1) Braque (1) Breton (2) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (3) Bruegel il Vecchio (3) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Böcklin (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (2) Campin (1) Canaletto (3) Cancro (2) Cantù (1) Capitalismo (1) Caravaggio (18) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carracci (4) Carriere (1) Cartesio (3) Cattaneo (1) Cavalcanti (1) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (27) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (16) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Cormon (2) Corot (9) Correggio (3) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (8) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Crispi (1) Cristianesimo (2) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) CUCINA (11) Cucina friulana (2) CURIOSITA' (1) Cézanne (18) D'Annunzio (1) Dalì (4) Dante Alighieri (7) Darwin (2) Daumier (6) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (2) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (15) Del Piombo (4) Delacroix (5) Delaroche (2) Delaunay (2) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (3) Disegni da colorare (9) Disegni Personali (2) Disney (1) Dix (2) Doganiere (5) Domenichino (2) Donne nella Storia (12) Dossi (1) Dostoevskij (7) DOTTRINE POLITICHE (68) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Dylan (2) Dürer (9) Ebrei (1) ECONOMIA (7) Edison (1) El Greco (8) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Engels (3) Ensor (2) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (14) Ernst (1) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (2) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fantin-Latour (1) Fascismo (11) Fattori (2) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) Fenoglio (2) FIABE (4) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (53) Finkelstein (1) Fisica (5) Fitoterapia (20) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (3) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Friedrich (5) FRIULI (8) Frutta (4) Gadda (2) Gainsborough (11) Galdieri (1) Galilei (2) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (1) Gassendi (1) Gauguin (15) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Ghiberti (1) Ghirlandaio (1) Gialli (1) Giallo (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (14) Giotto (11) Giovanni Bellini (9) Giovanni XXIII (8) Gnocchi-Viani (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (1) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (3) Greene (1) Greuze (4) Grimm (1) Gris (2) Gros (6) Grosz (2) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (4) Guercino (1) Guest (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (6) Gérôme (2) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (2) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (1) Impressionismo (83) Ingres (6) Invenzioni (29) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (8) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (2) Kant (6) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (3) Klee (2) Klimt (4) Kollwitz (1) Labriola (2) Lancret (3) Larsson (1) Le Nain (3) Le Sueur (2) Leggende (1) Leibniz (1) Leonardo (18) Leopardi (3) Letteratura (23) Liberalismo (1) LIBERTA' (24) LIBRI (32) Liotard (5) Lippi (4) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Lorenzetti (2) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (5) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (2) Léger (2) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (13) Mantegna (6) Mantenga (1) Manzoni (3) Marquet (2) Martini (5) Marx (4) Marxismo (3) Masaccio (6) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (30) Medicina naturale (24) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) METALLI (2) Meynier (1) Michelangelo (10) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minerali + Terapia naturale (1) Minerali - A (4) Minerali - B (1) Minerali - C (1) Minerali - E (1) Minerali - F (2) Minerali - G (2) Minerali - J (1) Minerali - K (1) Minerali - L (2) Minerali - M (4) Minerali - N (1) Minerali - O (2) Minerali - P (3) Minerali - R (3) Minerali - S (4) Minerali - T (1) Minerali - Z (1) Miró (1) Modigliani (2) Molinella (1) Mondrian (3) Monet (13) Montaigne (1) Monti (3) Monticelli (2) Morandi (3) Moreau (4) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (7) Munch (2) Murillo (4) Musei (3) Musica (14) Mussolini (2) Napoleone (10) Natale (7) Nazismo (4) Neo-impressionismo (3) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (1) Nietzseche (1) Nievo (1) Nolde (1) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (47) Némirovsky (1) Odissea (1) Omeopatia (27) Omero (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (4) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (2) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pavese (3) Pedagogia (1) Pellizza da Volpedo (2) PERSONAGGI DEL FRIULI (28) Perugino (2) Petrarca (4) Piante (7) Piazzetta (2) Picasso (7) Piero della Francesca (7) Piero di Cosimo (2) Pietre preziose (1) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (1) Pirandello (2) Pisanello (2) Pissarro (10) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (15) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (3) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Poussin (9) Pratolini (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) PSICOLOGIA (2) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (4) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (2) Racconti personali (1) Raffaello (18) Razzismo (1) Rebreanu (1) Recensione libri (18) Redon (1) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (16) Resistenza (3) Ribera (4) RICETTE (8) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (52) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanzi (4) Rosso Fiorentino (1) Rouault (1) Rousseau (3) Rubens (13) Russo (1) Sacchetti (1) SAGGI (14) Salute (23) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (31) Scoto (1) Scrittori e Poeti (25) Scultori (10) Scultori - C (3) Scultori - D (4) Scultori - M (2) Scultori - T (1) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Signac (3) Signorelli (1) Signorini (1) Sindacato (1) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (36) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) STORIA (60) Storia del Pensiero (72) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (70) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (38) Stubbs (1) Subleyras (2) Swift (3) Sérusier (2) Tacito (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (24) Thomas Mann (6) Tiepolo (2) Tintoretto (6) Tipografia (2) Tiziano (18) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (5) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (1) Turgenev (2) Turner (6) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (2) Usi e Costumi (1) Valgimigli (1) Van Der Goes (2) Van der Weyden (3) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (14) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (7) Veneziano (2) Verdura (6) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (3) Verrocchio (1) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (1) Vittorini (2) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (2) Vouet (4) Vuillard (3) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)

SprinTrade