LA ZATTERA DELLA MEDUSA (1818)
Théodore Géricault (26.6.1791 - 26.1.1824)
Museo del Louvre - Parigi
Tela cm. 491 x 719
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Géricault ha scelto di rappresentare il momento cruciale in cui l’ingegnere Corréard indica al medico Savigny, appoggiato all’albero, l’avvicinarsi del brigantino Argus, che li porterà in salvo.
L’ardita e imponente rappresentazione è basata su un groviglio di corpi, ammassati in una composizione piramidale.
Dal basso in alto i personaggi esprimono i vari atteggiamenti umani di fronte alla morte, alla sofferenza e alla speranza… terrore, incredulità, stupore.
In primo piano giacciono i morti…, un uomo disperato, volgendo il dorso all’orizzonte, sorregge il cadavere del figlio.
In secondi piano sono ritratti coloro che, oramai prossimi alla fine, trovano comunque l’energia per rialzarsi e per gettare un ultimo sguardo in lontananza.
L’insieme dei gesti e degli sguardi crea un movimento ascendente che culmina nella mano dell’uomo che, ancora in forze, riesce ad agitare un drappo segnaletico per attirare l’attenzione dell’equipaggio dell’Argus.
Il senso di orrore della scena è rafforzato inoltre dall’uso del colore… il pallore dei cadaveri, soprattutto del giovane corpo a destra, il grigio plumbeo del mare dove le onde si scatenano.
LA ZATTERA DELLA MEDUSA, che fu accolta molto male in Francia, venne considerata a Londra come il manifesto della scuola romantica, apparsa in Europa in reazione alla cultura neoclassica.
Il Romanticismo esprime una nuova sensibilità in cui la natura si fa portatrice di sentimenti e di stati d’animo sul razionalismo ed ogni artista rivendica una libertà interpretativa che si allontana radicalmente dai dettami del neoclassicismo.
Esposta al Salon del 1819, LA ZATTERA DELLA MEDUSA fece subito scandalo. L’opera venne considerata quella di un visionario… pur obbedendo a un realismo intenso era direttamente legata alla sensibilità artistica del tempo e il soggetto venne subito interpretato come un’aspra critica al regime napoleonico.
LA ZATTERA DELLA MEDUSA fu giudicata, quindi, come un manifesto politico anziché un’opera d’arte e i conservatori la attaccarono ferocemente.
Il dipinto figurava con il numero 1 alla vendita postuma dell'artista (2 - 3 novembre 1824)..., in quell'occasione fu acquistato da Dedreux-Dorcy per 6.500 franchi e da lui ceduto al Louvre l'anno successivo per la stessa somma. Al Salon del 1819 era esposto con il numero 510 e con il titolo a scena di naufragio.
LA STORIA DELLA ZATTERA DELLA MEDUSA
Il 17 giugno 1816 una flottiglia francese salpò dal porto di Le Havre per condurre in Senegal un gruppo di funzionari e di coloni..., il capitano era privo di esperienza e ciò si rivelò fatale per la spedizione.
Durante una tempesta la fregata "Medusa" naufragò..., quando i 365 passeggeri tentarono di imbarcarsi sulle scialuppe di salvataggio risultò drammaticamente evidente che queste non erano sufficienti.
Fu così che venne deciso di costruire la famosa zattera, dove trovarono posto 149 passeggeri.
Solo 15 di essi sopravvissero alla fame, alla sete e al sole.
Su di loro pesò anche il sospetto di cannibalismo e l'opinione pubblica rimase scossa da questa tragedia.
Géricault impiegò più di un anno per documentarsi prima di eseguire la versione finale del suo quadro, e ciò è attestato dai numerosi studi preparatori, che si trovano al Louvre.
Egli si incontrò con due superstiti, Corréard e Savigny, dai quali apprese i particolari del naufragio, e che gli fecero da modelli insieme al giovane Delacroix.
Géricault fece inoltre costruire un modello della zattera, studiò l'anatomia dei cadaveri e contemplò il mare in tempesta per tentare di carpirne i segreti.
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