martedì 18 novembre 2008

TESTA FEMMINILE (Female head) - Edgar Degas

    

TESTA FEMMINILE
(1867)

Edgar Degas
(1834 - 1917)

Pittore francese

Musée d'Orsay - Parigi

XIX secolo

Tela cm. 27 x 22







Si tratta senz'altro di uno dei più straordinari ritratti eseguirti da Degas dopo l'apprendistato italiano e dopo la ricerca che ha condotto alla realizzazione del ritratto di tutta la famiglia Bellelli, suoi parenti fiorentini.

La scelta da parte di Degas di dedicarsi al ritratto appare alquanto insolita se si pensa che durante il suo soggiorno giovanile in Italia scrive al padre della sua repulsione per questo genere di pittura, mentre al suo ritorno in patria sarà uno dei temi da lui più studiati.

Grazie all'uso di pochi toni e della spessa materia Degas in questo quadro della Gare d'Orsay riesce a modellare un ritratto di grandissima efficacia naturalistica da cui traspare la grande influenza che Manet esercita su di lui, incontrato proprio in questo periodo.
Per i suoi ritratti Degas sceglie personaggi a lui contemporanei, soprattutto persone a lui vicine, ed è probabile che sperimentasse allora i meriti rispettivi del ritratto dipinto e della fotografia che praticava con passione.
Il rapporto con la fotografia è evidente in opere quali DEGAS ET EVARISTE DE VALERNES, dove l'immagine appare rovesciata, come vista attraverso uno specchio.

Il quadro, attualmente conservato al Musée d'Orsay, è stato dipinto da Degas dopo il suo apprendistato in Italia. La donna ritratta è stata identificata con Rose Adélaide Morbelli Sartre, zia dell'artista.
Il dipinto è generalmente considerato dalla critica come capolavoro dell'attività giovanile dell'artista.
Del ritratto di madame Sartre, Gorge Riviére apprezza in particolare la bellezza formale del disegno, a suo giudizio degno di essere paragonato a quello dei grandi maestri del passato (... c'est une merveille dessin, il est beau comme le plus beau des Closet, le plus grand des primitifs.)


LA CRISI DEL RITRATTO NELL'OTTOCENTO

Nell'Ottocento la scoperta della macchina fotografica assume un significato particolare, ed una evidente importanza sociale.
La prima fotografia è stata realizzata in Francia nel 1826 da J. N. Niépce, ma il primo a riuscire ad ottenere delle immagini permanenti è stato L. J. Mandé Daguerre che ha scritto uno dei primi ed interessanti manuali di fotografia.
L'artista che ha legato la sua attività alla ritrattistica è Nadar, colto dilettante pittore di metà Ottocento.
Amico dei giovani artisti dell'avanguardia parigina, da Daumier a Manet, da lui fotografati mirabilmente, è spesso ricordato perché nel suo studio, nel 1874, ha ospitato la prima mostra degli Impressionisti.
Quindi con l'introduzione della più efficace macchina fotografica a poco a poco il ritratto perde la sua funzione primitiva.
Non è più il valido mezzo di diffusione e di emulazione dell'immagine utilizzato sin dall'antichità dai più grandi pittori e scultori.
E' certo che gli artisti dell'Ottocento operano in sintonia con l'utilizzazione della fotografia.
Per alcuni ani persiste il ritratto di tipo naturalistico dovuto alla cerchia degli Impressionisti, ma anche questo è destinato ad essere sostituito dal nuovo strumento, ed infine il tema del ritratto sarà indagato dagli artisti, quali Vincent Van Gogh, solo come mezzo introspettivo, intimo, specchio dei valori morali.

lo portò alla cecità totale.

Ormai infermo da molto tempo l'artista si spense a Parigi nel 1917.







venerdì 14 novembre 2008

NATURA MORTA CON PEONIE (Still life, vase with peonies) - Édouard Manet

NATURA MORTA CON PEONIE
(1864)


Édouard Manet
Pittore francese

Museo d'Orsay
Parigi


XIX secolo

Tela cm. 31 x 46,5


Risoluzione foto
Pixel 1788 x 2368
Mb 2,34








Su un fondo nero da cui si distingue a malapena il tavolo marrone scuro, sono due peonie dalle ampie corolle, un po' sfiorite e sfatte, corredate da foglie di un verde cupo.

La combinazione dei bianchi che compongono i fiori, stesi con una pennellata densa e larga, dà uno straordinario effetto di ricchezza e splendore alla materia.
È una pittura semplice di pochi elementi ma efficacemente studiata nei contrasti fra il nero e il bianco, che interessarono particolarmente Manet.
Basti ricordare il brano della serva nell'OLIMPYA (Museo d'Orsay) di solo un anno prima.

Pochi anni dopo (1872) anche Fantin Latour dipinse lo stesso soggetto in PIVOINES DANS UN VASE BLEU ET BLANC, andando al di là della semplice copia naturale, fedele al vero, per giungere ad un'interpretazione sottile e sofisticata in un armonico comporsi di particolari.

Mentre il dipinto di Fantin mostra come la grazia è sposata con la dignità, come la forza si lega alla dolcezza, che ne risulterà l'eleganza, ma la forma e la linea assumono un forte carattere decorativo, nelle nature morte di Édouard Manet, invece, la materia è una pura e semplice esplosione di colori.

Firmata in basso a destra (riconoscibile nell'ingrandimento la mano di Madame Manet) il quadro oggi al Museo d'Orsay è stato dipinto nel 1864.
È entrato nelle collezioni del Louvre nel 1911, con il legato testamentario del conte Isaac de Camodo.
Era presente alla mostra sull'Impressionismo tenutasi al Louvre nel 1958.
Al Musei d'Orsay sono presenti altre due nature morte con peonie di Manet...

VASE DE PIVOINES SUR PIÉDOUCHE

TIGE DE PIVOINES ET SÉCATEUR.

Tutte e tre le opere sono state dipinte nel 1864.


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IMPRESSIONISMO

UN BAR ALLE FOLIES-BERGÈRE - Édouard Manet

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OLYMPIA – Edouard Manet

RITRATTO DI ZOLA - Édouard Manet

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L'AUTUNNO - Édouard Manet
LA LETTURA - Edouard Manet
IL BALCONE - Édouard Manet
ALLA FERROVIA (Al ferrocarril) - Édouard Manet

martedì 11 novembre 2008

CAVALLI DA CORSA DAVANTI ALLE TRIBUNE (Race Horses in front of the grandstands) - Edgar Degas

  
CAVALLI DA CORSA DAVANTI ALLE TRIBUNE
(1879)

Edgar Degas

Pittore francese

Museo d'Orsay - Parigi

XIX secolo

Tavola cm. 46 x 61





Quasi in controluce, sullo sfondo di un cielo bianco, alcuni cavalli con i loro fantini attendono davanti alle tribune.
Queste ultime, affollate di gente, sono tratteggiate in maniera sintetica e rapida, dimostrando che l'artista è interessato soprattutto ai cavallerizzi e ai loro animali, studiati attentamente nelle loro pose, senza interesse specifico per le fisionomie dei volti degli uomini.

Singolare è il disegno di contorno, così preciso e evidente che delinea sia gli uomini che i cavalli.
Edgar Degas aveva studiato a fondo questo soggetto attraverso schizzi e bozzetti di cui uno dei più belli è quello rappresentante QUATTRO FANTINI DI SCHIENA del 1866 - 1870 conservato all'Art Institute di Chicago.
D'altronde Degas stesso affermava...

"Nessun'arte è meno spontanea della vita.
(...) Bisogna rifare dieci volte, cento volte lo stesso soggetto.
Nulla in arte deve sembrare casuale, nemmeno il movimento".

Indipendentemente dai modelli più antichi, quali le composizioni di Gericault (CORSA DI CAVALLI A EPSOM, Museo del Louvre a Parigi), Degas studiò il mondo delle corse sin dal 1862, avvicinandosi a quella realtà, curioso di coglierne anche le più piccole manifestazioni, immortalandole nei suoi dipinti che appaiono come delle istantanee fotografiche.
Il tema delle corse dei cavalli affascinò molti artisti contemporanei di Degas, come ad esempio Manet (CORSE DI CAVALLI A LONGCHAMP, 1864 circa, Art Institute di Chicago..., CORSE AL BOIS DE BOULOGNE, 1872, Collezione John Hay Witney di New York).


Il quadro (firmato in basso a destra... denominato anche FANTINI DAVANTI ALLE TRIBUNE) è entrato nelle collezioni del Louvre grazie al legato del conte Isaac Camondo insieme a numerose altre opere dell'artista.
Fra queste ve ne sono due, entrambe firmate, di soggetto affine ai CAVALLI DA CORSA DAVANTI ALLE TRIBUNE databile intorno al 1879..., LE CHAMP DE COURSE. JOCKEYS AMATEURS PRÈS D'UNE VOITURE del 1877 - 1880... e COURSE DU GENTLEMEN ; AVANT LE DÉPART datato 1862 ma ridipinto in parte dall'artista nel 1882.
I tre dipinti sono stati presenti alla grande retrospettiva sull'Impressionismo, allestita al Louvre nel 1958.


lo portò alla cecità totale.

Ormai infermo da molto tempo l'artista si spense a Parigi nel 1917.






   

BALLERINA CHE FA IL SALUTO - (The dancer on the stage - L'etoile) - Edgar Degas


       
BALLERINA CHE FA IL SALUTO
L'etoile (1876 - 1877)

Edgar Degas

Pittore Francese

Museo d'Orsay di Parigi

XIX secolo

Pastello su monotipo
cm. 58 x 42







Questa ballerina che saluta il pubblico è raffigurata tramite un'originale angolazione dall'alto; tra le quinte si intravedono altre figure di ballerine e un personaggio maschile vestito di scuro.
Ancora una volta possiamo notare l'esigenza formale delle opere di Degas e la cura tutta particolare posta nel rendere la vivacità luminosa del volto della giovane donna, la serica lucentezza delle calze e la leggera trasparenza del tutù.
Tanto più è preciso e attento per la figura in primo piano, tanto è approssimativo nel tratteggiare le quinte e le figure sullo sfondo, in penombra, rese con semplici tocchi di colore...

"Mi chiamano il pittore delle ballerine, non capiscono che la ballerina è per me un pretesto per dipingere belle stoffe e rendere dei movimenti...". (Degas).

La BALLERINA CHE FA IL SALUTO risale al periodo in cui Degas inizia a sperimentare la tecnica del monotipo.
Il dipinto fu acquistato da Gustave Caillebotte, pittore e amico degli impressionisti, che lasciò in eredità al Museo del Lussemburgo la sua notevole collezione.
Passato successivamente alla raccolta del Museo del Louvre, è oggi conservato al Museo d'Orsay.

Curioso delle varie tecniche pittoriche, così come nei metodi di stampa e di incisione, Degas "inventa" negli anni 1870 la tecnica del monotipo.
Questo procedimento consiste nel ricoprire una lastra di vetro con inchiostro grasso, che viene poi eliminato con un panno o uno spazzolino nelle zone che devono risultare chiare nella composizione finale; il disegno viene così trasferito, tramite la stampa.
Solo la prima copia, però, presenta dei buoni contrasti, da qui il nome di monotipo (da greco monos, unico).
Tuttavia Degas riusciva a ricavarne due o tre copie che poi colorava a pastello, come questa BALLERINA.
L'artista veniva spesso considerato "il pittore delle ballerine".
E' vero che il tema delle classi di danza, delle luci della ribalta, delle pose imposte dal balletto ai corpi delle giovanette, fu molto caro al pittore che, al rientro da un viaggio in America, confessò di essere molto contento di ritrovare le sue care danzatrici; infatti questo soggetto ricorrerà nella sua pittura fino alla fine.
In questo tema, tante volte trattato, c'è soprattutto un'instancabile ricerca degli effetti di luce che sempre lo avevano affascinato.







lunedì 10 novembre 2008

BALLERINE FRA LE QUINTE (Dancers in the wings) - Edgar Degas

      

BALLERINE FRA LE QUINTE (1900)
Edgar Degas (1834 - 1917)
City Art Museum - Saint Louis U.S.A.
Pastello cm. 66 x 71,1
Risoluzione foto px 1832 x 2000 - Mb 2,53



Nonostante questo pastello appartenga agli ultimi anni del suo percorso artistico, Edgar Degas non abbandonò l'abitudine di cogliere aspetti meno spettacolari del balletto classico e, come in molti altri suoi dipinti, si sofferma a spiare le fanciulle stanche e affaticate dietro le quinte.
Le ballerine, a coppia, sono disposte lungo una diagonale che crea la profondità.
Un giallo vivace accende uno sfondo non ben definito, e le vesti delle ragazze sono appena toccate dalla luce filtrata dalle lampade ad olio; l'azzurro acceso ravviva il verde opaco delle gonne, mentre su tutto spiccano le fluenti chiome rosse mogano delle fanciulle.

Il pastello induce a una riflessione sul rapporto che intercorre fra l'opera di Degas e la fotografia.
Osserviamo, ad esempio, i movimenti delle due coppie di ragazze: la successione dei passi di danza induce a credere che l'artista abbia fissato gli attimi successivi dello stesso movimento di una ballerina.

L'opera non è firmata né datata; è comunque opinione diffusa che si tratti di un lavoro databile al 1900.
Il dipinto è oggi conservato all'Art Museum di Saint Louis, negli Stati Uniti, che l'ha acquistato nel 1935.
Questo Museo, che possiede anche una scultura di Degas, fu fondato nel 1879 non come contenitore di opere riconducibili alle "Arti Maggiori", ma piuttosto come ampia vetrina della cultura della città.
Solo dal 1904 la direzione del Museo si rivolse con maggiore interesse alla pittura e alla scultura.
Inoltre, dal 1920 la politica degli acquisti mira all'acquisizione di opere di arte contemporanea, con particolare interesse per gli Impressionisti, sia europei che americani.


I DISEGNI DI DEGAS


L'opera grafica di Edgar Degas riveste un ruolo fondamentale nello studio del suo percorso artistico, soprattutto quello della tarda maturità tanto da indurlo ad abbandonare progressivamente la pittura ad olio.
Con sempre maggiore incisività, l'artista segnava e aggrediva la carta con grafite o carboncino, tracciando velocemente i gesti energici e improvvisi di una ballerina che si scalda, o quelli lenti di una ragazza che ormai stanca si abbandona ad uno sbadiglio; oppure di una fanciulla che si lava o si spoglia o si veste nell'intimità di un camerino.







L'ESAME DI DANZA (The Dance Examination) - Edgar Degas


   
L'ESAME DI DANZA (1879 circa)
Edgar Degas (1843 - 1917)
Pittore francese
Art Museum - Denver
Pastello cm. 63,4 x 48,2
CLICCA IMMAGINE per alta risoluzione
Pixel 1769 x 2400 - Mb 2,04


Durante l'esercitazione di una danza, ignare di essere spiate da Degas, alcune ballerine si concedono una pausa: quella in primo piano sta esercitandosi, mentre dietro di lei un'altra sta aggiustandosi le calze.
Intanto la donna vestita di scuro, posta alle spalle della ballerina china, sembra preoccuparsi di mettere in ordine l'abito.
In alto a destra si intravede appena il profilo buffo di un'altra signora acconciata con una curiosa piuma rossa che ravviva l'intera scena.

Tutta la freschezza dell'opera è data proprio dall'apparente improvvisazione, dall'idea dell'artista di voler carpire un attimo fuggevole, carico di tensioni, dove movimenti liberi e disordinati si rilevano altrettanto interessanti quanto eleganti e armonici compiuti durante un'esibizione ufficiale.

La particolarità del quadro è rappresentata dalla scelta originale del punto di osservazione, alto e in diagonale rispetto ai soggetti, e dall'inquadramento che non pretende di abbracciare per intero i corpi dei personaggi, ma, come in una fotografia istantanea, "taglia", come per caso, parte della figura del soggetto in primo piano.
Questo stratagemma, insieme al tracciato delle doghe del parquet, contribuisce a dare l'illusione di uno spazio molto ampio e profondo in rapporto di continuità con lo spazio reale. I colori a pastello sono stesi con rapidi tratti dritti; le tonalità calde e un po' monotone sono risvegliate dal vivace turchese del fiocco della seconda ballerina e dal rosso aragosta che punteggia la veste della vecchia e ritorna poi sul cappellino dell'altra donna.

L'opera, firmata in basso a destra, è generalmente datata dagli studiosi intorno al 1879 - 1880.
Essa è conservata all'Art Museum di Denver dove è giunta grazie al dono di un anonimo.


DEGAS E LA FOTOGRAFIA


Il rapporto tra pittura e fotografia nella seconda metà del XIX secolo ha degli aspetti veramente interessanti.
Gli artisti furono abbastanza riluttanti a mostrare il loro interesse per questa nuova tecnica, ma in realtà essi trassero spunto da essa.
Degas, egli stesso fotografo, s'interessò al lavoro dell'inglese Eadward Muybridge e del francese Étienne Marey sulla decomposizione del movimento.
Nel 1887 Muybridge pubblicò ANIMAL LOCOMOTION dove espose i risultati delle sue ricerche che mostrano le varie fasi del movimento, studi questi sottoscritti dal conte Jules Dalou e dagli artisti J. L. Gérome e Puvis de Chavannes.
Edgar Degas sembra essersi ispirato alle esperienze di Muybridge soprattutto nelle serie delle ballerine e dei cavalli con le quali si sofferma a rappresentare le diverse fasi di un movimento.



LA CLASSE DI DANZA (The dance class) - Edgar Degas

LA CLASSE DI DANZA (1873 - 1876)
Edgar Degas (1834 - 1917)
Pittore francese
Museo d'Orsay
Olio su tela cm. 85 x 75


Ancora una volta Edgar Degas sceglie come soggetto del suo dipinto un gruppo di ballerine dell'Opéra che si preparano per lo spettacolo.
L'artista si sofferma a studiare le inquadrature più suggestive, attento a cogliere quelle più efficaci per rendere simultaneamente l'azione delle tante figure che, come le note sopra uno spartito , si muovono armonicamente nello spazio in cui si trovano.
Servendosi delle diagonali tracciate dal parquet e dalla contrapposizione tra i corpi in primissimo piano e quelli piccoli e abbozzati sullo sfondo, l'artista riesce a raggiungere un effetto di eccezionale profondità.
Di grande intensità emotiva è la speciale atmosfera che si coglie nella composizione: è quella che si respira nel momento in cui le ballerine hanno appena cessato di danzare e si fermano ad ascoltare, silenziose e attente alcune, distratte e affaticate altre, i consigli del vecchio maestro.
Si tratta di Jules Pierrot, grande ballerino e poi coreografo dell'epoca romantica.
Il fulcro della scena è senz'altro lui: appoggiato all'asta con cui fino al momento prima batteva il tempo, intento a incoraggiare una giovane ballerina a provare alcuni passi di fronte alle compagne.
La figura dell'uomo sembra avere una straordinaria vicinanza con quella di un soldato romano tratta da un disegno-studio del CALVARIO di Mantenga che Degas realizzò nel 1853 durante il soggiorno in Italia.

LA CLASSE DI DANZA fu cominciata da Degas nel 1873 e portata a termine tra il 1875 e l'anno successivo (queste sono le date in mio possesso).
Nel 1911 il quadro fu legato da Isaac de Camondo al Museo del Louvre e dopo una lunga sosta al Jeu de Paume, nel 1986 è stato trasferito al Museo d'Orsay.


DEGAS E I MAESTRI DEL PASSATO


In gioventù Edgar Degas copiò dipinti dei grandi maestri del passato mostrando di aderire fedelmente al pensiero dei suoi illustri predecessori.
Un giorno rivelò al suo amico Edmond de Goncourt che con la sua pittura egli cercava "lo spirito e l'amore di Mantegna e il colore di Veronese".
E in seguito ancora l'artista dichiarò ...

"Nessuna arte è così poco spontanea quanto la mia (...).
Ciò che io faccio è il risultato della riflessione e dello studio dei grandi maestri; dell'ispirazione, della spontaneità, del temperamento, io non conosco niente".

Dopo gli anni di appassionato studio dell'arte italiana, nel periodo della maturità Degas si dedicò ai maestri europei quali El Greco..., Perroneau..., Ingres... e Delacroix.


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ORCHESTRA DELL'OPERA (The Opera Orchestra) - Edgar Degas

  



ORCHESTRA DELL'OPERA
(1868)

Edgar Degas
(1834 - 1917)

Pittore francese

Museo d'Orsay di Parigi

XIX secolo

Tela cm. 56 x 46







L'immagine che sembra essere un'istantanea fotografica, rappresenta in primo piano alcuni componenti di un'orchestra ai piedi del palcoscenico dove si intravedono, illuminate dal basso e tagliate all'altezza delle spalle, alcune ballerine.
I musicisti, tutti concentrati sugli spartiti musicali, sono dei ritratti dal vivo ben caratterizzati dei componenti dell'orchestra dell'Opera, molti dei quali amici di Edgar Degas.
Fra questi, in primo piano, è Désiré Dihau, basso dell'orchestra, che forse inizialmente doveva essere l'unico protagonista del dipinto.
L'attenzione agli effetti della luce artificiale, l'originale inquadratura e la prospettiva falsata e sbilanciata derivano dall'interesse dell'artista per la fotografia.
Punto di riferimento di Degas sono Daumier, in particolare IL MELODRAMMA del 1856 - 1858 (Staatsgalerie di Monaco) e la litografia L'ORCHESTRA del 1852, e il tedesco Adolf Menzel, spesso a Parigi, autore di molte opere che ritraggono il mondo dell'Opera (AL GINNASIO - 1856 - National Galerie di Berlino).

Realizzata intorno al 1868, si tratta della prima opera in cui Degas affronta il tema dell'Opera.
Désiré Dihau (1833 - 1909), per il quale il quadro era stato dipinto, lo lasciò alla sorella Marie (1843 - 1935), che a sua volta lo cedette ai Musées Nationaux nel 1924, mantenendone l'usufrutto.
Entrato nelle collezioni del Louvre nel 1935 è recentemente passato al Museo d'Orsay.
Il quadro nel 1870 - 1871 era già esposto presso un mercante di Lille e nello stesso 1871 alla Gallerie Durand-Ruel di Parigi, in Rue La fitte.
Nel 1974 era presente alla mostra al Grand Palais per il "Centenarie de L'Impressionnisme".


RITRATTO DEGLI ORCHESTRALI SECONDO DEGAS


Come Degas aveva annotato in un manoscritto, oggi nella Biblioteca Nazionale di Parigi (Cabinet des Estampes), quando ritraeva strumentisti e strumenti, faceva particolarmente attenzione "alle forme, alla contrazione delle loro mani, delle braccia e del collo del violinista; per esempio la rotondità e l'incisione sulla fronte dei bassi e degli oboe, ecc.".
Degas ritraeva i suoi personaggi in atteggiamenti spontanei e naturali, perché a suo giudizio il ritratto è "uno studio di sentimenti moderni" e il suo intento primario deve essere quello di "dare alle figure la medesima espressione che conferisce ai corpi".


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L'ABSINTHE (L'assenzio) - Edgar Degas


L'ABSINTHE (L'assenzio) (1876)
Edgar Degas (1834 - 1917)
Pittore francese
Museo d'Orsay di Parigi
Olio su tela cm. 92 x 68
CLICCA IMMAGINE per alta soluzione
Pixel 1758 x 2500 - Mb 2,37


Questo dipinto, che certamente è uno tra i più conosciuti di Degas, colpisce immediatamente per l'alta qualità stilistica raggiunta dal suo autore.
L'aria del tutto assente dei personaggi, nella realtà l'attrice Ellen André e il pittore Marcellin Desboutin colti all'interno del Café de la Nouvelle Athènes, è in contraddizione con la ricerca del movimento nello spazio di Degas, problematica questa che l'artista condusse poi anche nell'ambito della scultura.
Il movimento è dato dall'andamento a zig zag dei contorni dei tavoli e dallo sfumare dell'immagine via via che ci si allontana dal centro del quadro occupato dal volto della donna.
Il movimento dunque è compiuto dallo sguardo dell'osservatore che seguendo le linee focali va alla ricerca della profondità e nel punto più nitido dell'immagine trova il volto inebetito della ragazza seduta.
Il percorso pressoché obbligato del nostro occhio muove verso il movimento psicologico dei due immobili personaggi.
Nonostante l'atmosfera estremamente delicata che avvolge la composizione, Degas non tocca i tasti dell'enfasi, della retorica commiserazione, ma semplicemente introduce lo spettatore con discrezione nella vita dei personaggi.
L'intenzione dell'artista è quella di voler superare la visione realistica con la convergenza dell'occhio e della mente, con il superamento della ricezione passiva delle immagini attraverso il coinvolgimento della complessità interiore.

L'opera, firmata in basso a sinistra e datata sul verso "1876", venne presentata da Edgar Degas alla mostra degli Impressionisti di quell'anno.
Passata in Gran Bretagna, fu esposta nel 1893 a Londra alle Grafton Galleries, ma fu talmente criticata da indurre il proprietario a venderla.
Ad acquistarla fu il conte Isaac de Camondo che nel 1911 la lasciò insieme alla sua collezione di pittura impressionista allo Stato francese.
Dopo un passaggio al Louvre (1947) e al Jeu de Paume, dal 1986 il quadro è esposto al Museo d'Orsay.


IL CAFÉ DE LA NOUVELLE ATHÈNES

Oltre che l'identità dei due personaggi è noto anche il luogo dove vennero ritratti da Degas : il Café de la Nouvelle Athènes a Parigi, in Place Pigalle non lontano dal Cirque Fernando.
Famoso per avere sul soffitto un dipinto con un ratto morto, il caffè in un passato recente era stato il luogo d'incontro degli oppositori di Napoleone III come Duranty, Courbet, Castagnary, Gambetta, Daudet e Nadar.
Riscoperto da Marcellin Desboutin, pittore e amico di Degas, a partire dal 1876 il ritrovo, oltre al Café Guerbois, divenne uno dei luoghi d'incontro più frequentati dagli impressionisti e dagli intellettuali a loro legati.
Tra i frequentatori più assidui erano i giovani artisti ammiratori degli impressionisti, come Forain, Raffaelli, Zandomeneghi, e poi poeti, scrittori e critici quali Duranty, Armand Silvestre e Burty, Ary Renan, Jean Richepin, Villiers de L'Isle-Adam e Alexis.


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MERCATO DEL COTONE A NEW ORLEANS (The cotton market) - Edgar Degas

    
MERCATO DEL COTONE A NEW ORLEANS (1873)
Ritratti in un ufficio
Edgar Degas (1834 - 1917)
Pittore francese
Musée des Beaux Arts de Pau
XIX secolo
Tela cm. 73 x 92




ANALISI STILISTICA

A seguito della crisi economica successiva alla fine della guerra franco-prussiana, nell'autunno del 1872 Degas e i fratelli Achille e René si recarono a New Orleans in visita allo zio Michel Musson, fratello della madre che era nata in Louisiana, per creare nuove opportunità di lavoro.
A detta dello stesso Degas, New Orleans era una città dove tutto lo interessava, incuriosito soprattutto da quella strana cultura diametralmente opposta a quella francese: eppure le opere di questo periodo sono assai rare.
In questo contesto nasce quello che può essere considerato il capolavoro della prima produzione artistica: il ritratto dello zio circondato dai dipendenti e dai clienti, nel suo ufficio di rappresentanza della compagnia del cotone.
All'interno del rumoroso e vivace ambiente mercanti e clienti discutono animatamente, gli impiegati sono intenti a svolgere le loro mansioni, mentre un uomo legge con attenzione il quotidiano.
Il ritratto di gruppo è quasi un'istantanea fotografica dove ogni personaggio è colto nella spontaneità della sua quotidianità.
L'interesse dell'artista si concentra sulla gestualità del momento, cercando di mantenere intatto il vivace naturalismo del momento ritratto.
Lo spazio è costruito con grande precisione facendo ricorso a un piccolo stratagemma: il punto di vista viene abbassato, mentre sul piano su cui si trovano i personaggi viene alzato verso lo spettatore.

In basso a destra del quadro è leggibile la firma di Degas e l'iscrizione "Nouvelle Orléans" cui segue la data 1873.
Commissionata dal mercante d'arte londinese Agnew che la doveva vendere a Manchester, l'opera venne dipinta da Degas durante il soggiorno negli Stati Uniti, quindi eseguita fra l'autunno del 1872 e la primavera dell'anno successivo.
In occasione della sua esposizione a una mostra allestita a Pau nel 1878 l'opera venne acquistata da Alfonso Cherfis che poi la donò al museo della città.
Il quadro vanta il primato di essere il primo della produzione di Degas ad essere entrato in un museo pubblico francese.


I PERSONAGGI RITRATTI

Grazie a John Reward (1946) è stato possibile dare un nome a buona parte dei personaggi ritratti:

- L'anziano signore con cilindro in primo piano è lo zio del pittore, Michel

- Il giovane seduto che legge il quotidiano "Times-Picyaunne" è René Degas.

- L'uomo con la giacca chiara seduto sullo sgabello, intento a discutere con un cliente è James Prestidge, socio di Musson.

- Accanto al tavolo è William Bell, marito di Mathilde Musson.

- In primo piano sulla destra è il cassiere Livandais.

- Sullo sfondo, appoggiato alla finestra, è Achille Degas.


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