martedì 15 gennaio 2008

LE AFFINITA' ELETTIVE - ELECTIVE AFFINITY - Johann Wolfgang Goethe

Una storia d'amore ambientata in Germania, nei primi anni del secolo scorso.In un castello antico e imponente, circondato da uno splendido parco, vivevano felici Edoardo e Carlotta, sposi da pochi mesi.
Edoardo era un ricchissimo barone di circa quarant'anni, di temperamento vivace e di aspetto assai attraente. Carlotta, di poco più giovane del marito, era ancora una splendida donna, dal carattere dolce e fermo a un tempo…, tutto in lei rivelava la dama di gran classe, ma la sua spontanea semplicità le rendeva simpatica a chiunque l'avvicinasse.


In gioventù si erano amati appassionatamente, ma poi le vicende della vita li avevano separati. Quando, dopo molti anni, si erano ritrovati, vedovi entrambi, Edoardo aveva chiesto a Carlotta di unirsi a lui per sempre. Si sposarono e andarono a vivere in campagna nel meraviglioso castello di Edoardo. Vivevano l'uno per l'altra e sembrava che niente al mondo non avrebbe mai potuto interrompere quella gioia tanto completa.


Un giorno Edoardo invitò al castello un caro amico, ex ufficiale, compagno d'armi e di viaggi.
Il Capitano arrivò. Ben presto Edoardo e il suo amico organizzarono le loro giornate in una vita "da uomini", nella quale non vi era posto per Carlotta…, sorvegliavano i lavori nei giardini, nelle serre, nell'immenso parco, cacciavano nelle riserve, si occupavano dell'allevamento e dell'addestramento dei cavalli. Stavano bene insieme, malgrado la differenza dei loro caratteri…, appassionato e fantasioso Edoardo, equilibrato e freddo ragionatore il Capitano.
Carlotta si sentì un po' abbandonata anche se ogni sera Edoardo e il suo amico trascorrevano con lei molte ore. In quelle serate si parlava molto, si discutevano i più diversi argomenti e Carlotta, donna di spirito acuto e riflessivo, era stimolata dall'intelligenza e dalla cultura del Capitano, a cui rivolgeva mille domande, ricevendo sempre la giusta risposta. Quelle serate tanto interessanti non riuscivano però a compensarla della sua solitudine.
Desiderò allora di avere un'amica, che stesse con lei e facesse parte del suo mondo femminile. Ciò avrebbe ristabilito l'equilibrio e reso meno tediose le sue giornate, almeno per il periodo in cui il Capitano si sarebbe trattenuto al castello. Pensò allora a sua nipote, la giovanissima Ottilia, che stava per concludere la sua educazione al collegio.Pochi giorni dopo Ottilia giunse al castello, accolta con grande tenerezza da Carlotta e con sincera cordialità dai due uomini, subito conquistati dalla grazia dei suoi modi e dalla straordinaria bellezza del suo viso. Vi erano in lei una dolcezza malinconica e tanto modestia che le davano un fascino particolare. Sia Edoardo che il Capitano non potevano fare a meno di ammirarla…, quella incantevole ragazza stimolava la naturale galanteria e facevano nascere in loro il desiderio di proteggerla. Diventavano più espansivi e premurosi…, non si facevano più aspettare né per i pasti, né all'ora del tè…, mai si affrettavano ad alzarsi da tavola. Insomma, con la venuta di Ottilia la compagnia, sotto vari aspetti, ci guadagnò…, una benevolenza reciproca, colma di attenzioni gentili, dominava i rapporti dei quattro amici.
Ormai vivevano assieme gran parte della giornata…, progettavano occupazioni e passeggiate in comune, manifestando un gran desiderio di essere sempre tutti e quattro nello stesso luogo. Carlotta notò il cambiamento prodottosi dopo la venuta della fanciulla e si mise ad osservare attentamente i due uomini, cercando di scoprire che dei due fosse più attratto dalla presenza di Ottilia. Non ci volle molto per accorgersi che nel cuore di Edoardo era nata una tacita, affettuosa simpatia per sua nipote. Una simpatia che Ottilia, senza ombra di malizia, ricambiava con spontanea cortesia. Era sempre attenta ai desideri di Edoardo, conosceva i cibi da lui preferiti e, poiché aiutava Carlotta nel governo della casa, badava a farglieli preparare con cura…, evitava tutto ciò che potesse farlo impazientire, occupandosi del suo benessere come un gentil angelo custode. In presenza di Edoardo, la silenziosa Ottilia diventava più comunicativa e vivace…, forse perché, nonostante la sua maturità, egli aveva conservato nel carattere qualcosa di infantile, che attirava la giovinezza di lei. Carlotta non se ne preoccupò…, era anzi lieta dell'atmosfera serena e amichevole stabilitasi al castello. Quanto a lei stessa, le sembrava di non aver nulla da temere dalla presenza del Capitano, di cui ogni giorno di più ammirava l'ingegno e la bontà. Erano diventati molto amici, Carlotta e il Capitano…, i loro caratteri si assomigliavano, e spesso capitava loro di esprimere la stessa opinione, quasi nello stesso istante. Quando ciò accadeva, ne sorridevano divertiti.

Qualcosa stava accadendo, ma nessuno dei quattro sembrava accorgersene…, erano meravigliosamente felici.
Non passò un mese e i sentimenti delle due coppie si determinarono…, il Capitano e Carlotta si sentivano, con crescente spavento, irresistibilmente portati l'uno verso l'altra e si rendevano conto che la loro reciproca attrazione aumentava esattamente come quella di Edoardo verso Ottilia. Il Capitano intuì per primo il pericolo che li minacciava e cercò di non incontrarsi da solo con la moglie del suo amico.
Sarebbe morto, piuttosto che tradire la fiducia di Edoardo.
Un giorno, rimasti per poco soli, Carlotta e il Capitano osarono accennare a quanto li turbava, senza cercare scappatoie. "Lei deve partire, amico mio…, e partirà"... Concluse mestamente Carlotta, dicendogli addio nel suo cuore.Era, come sempre, padrona di se, ma faticava a trattenere le lacrime. Confessò all'amico la sua inquietudine, per Edoardo e Ottilia, i cui sentimenti ormai non lasciavano più dubbi…, Edoardo non si controllava più…, neppure in presenza di estranei si tratteneva dal dimostrare il suo amore per la ragazza.
Dopo la partenza del Capitano, Carlotta parlò al marito con estrema franchezza…, voleva salvare il suo matrimonio, ad ogni costo…, avrebbe allontanato Ottilia, l'avrebbe rimandata in collegio, e a poco a poco tutto sarebbe forse tornato come prima.
Verso Ottilia non provava rancore…, lei stessa, donna equilibrata e matura, si era lasciata trascinare, sia pur per poco tempo, da un sentimento proibito. Edoardo rispose evasivamente alle appassionate e sincere parole di sua moglie.
Pur sentendo fino a che punto ella avesse ragione, non voleva che Ottilia fosse allontanata dalla sua casa…, non voleva che vivesse in mezzo a persone estranee, lei così fragile, così sensibile, che un nulla bastava a ferire. Edoardo sapeva che Carlotta voleva bene a Ottilia e sapeva quanto la ragazza fosse affezionata alla zia…, ebbene, le avrebbe lasciate sole al castello. Sarebbe stato lui ad andarsene, come se ne era andato il Capitano. Sarebbe tornato soltanto quando avesse trovato il suo equilibrio e la pace del cuore.
Partì all'alba, di nascosto, senza salutare nessuno…, se avesse rivisto Ottilia non avrebbe più avuto il coraggio di lasciarla. Fu un momento terribile per Ottilia, quando si rese conto che Edoardo era partito e non sarebbe tornato tanto presto.
Ella non riusciva a rinunciare al suo amore…, le sembrava impossibile vivere a lungo separata da Edoardo…, qualcosa sarebbe accaduto…, forse un giorno essi avrebbero potuto essere felici insieme, senza che altri avessero a soffrire….
Ma quando seppe che Carlotta attendeva un bambino, Ottilia non volle più sperare in una futura felicità. Costrinse il suo cuore al silenzio e quando nacque il bambino si dedicò tutta a lui, al figlio di Edoardo.
Dopo qualche mese Edoardo ritornò all'improvviso, senza avvertire nessuno. Il suo cuore non era mutato…, tornava a casa per chiedere a Carlotta il suo consenso al divorzio. Sapeva che gli era nato un figlio, ma neppure questo avvenimento aveva potuto soffocare il suo amore per Ottilia. Carlotta avrebbe capito che non era più possibile ritornare al legame di un tempo, e non l'avrebbe ostacolato ma, anzi, aiutato. La sua incrollabile fiducia nel buon senso di sua moglie lo faceva sperare in una soluzione buona per tutti…, anche per Carlotta e il Capitano, di cui conosceva i sentimenti.

Edoardo quasi corre lungo i noti sentieri del suo parco, spinto da un’irrefrenabile impazienza. Giunto al lago si ferma di colpo presso le antiche querce che ombreggiano l'approdo…, Ottilia è lì, a pochi metri da lui. Legge assorta, seduta accanto al piccolo addormentato. Ma non è la vista del bambino che commuove Edoardo…, egli vede lei, lei sola…, il colore del tramonto le indora una guancia e le spalle…, è ancora più bella di come lui l'ha sognata per tutti quei lunghissimi mesi.
Vola verso di lei, si getta ai suoi piedi, tentando invano di dominarsi. Appena può parlare, le chiede di volersi unire a lui, per sempre. Ottilia, oppressa dall'emozione, non riesce a rispondergli. Gli addita in silenzio il bambino.
Poi, giungendo le mani, lo supplica… "Allontanati, Edoardo! Abbiamo rinunciato per tanto tempo l'uno all'altra, abbiamo pazientato tanto! Pensa a quanto dobbiamo a Carlotta. E' lei che deve decidere il nostro destino. Ora va', ti prego. Carlotta mi attende, debbo riportarle il bimbo a casa !".
"Obbedisco ai tuoi ordini"... dice Edoardo, e la guarda appassionatamente. Si baciano, ed è la prima volta. Subito dopo Edoardo si allontana, facendo violenza a se stesso. Ottilia è sconvolta. Si fissa su un solo pensiero…, deve riportare subito il piccino a casa.
S'è fatto tardi e una nebbia umida e fredda sale dall'acqua. Pensa di attraversare il lago per fare più presto. Sale in barca, tenendo il bambino in braccio. Frettolosa e tremante, afferra il remo, ma perde il controllo dei suoi movimenti e scivola malamente sul fondo dell'imbarcazione…, il bimbo le sfugge dalle braccia, cade nell'acqua. Quando riesce ad afferrarlo, il piccino non respira più.

Nella morte del bimbo Ottilia vede la rivelazione della propria colpa. Le sembra che Dio abbia sacrificato il piccolo innocente per richiamare lei al proprio dovere. Fa allora voto di rinunciare all'uomo amato.
Si chiude in un silenzio disumano, da cui nessuno riesce a distoglierla, Edoardo è disperato e implora l'aiuto di Carlotta che, malgrado il recente dolore per la perdita del bambino, non sa negargli il suo affetto. Carlotta fa il possibile per scuotere Ottilia dal suo ostinato silenzio, da quella paurosa apatia…, ma ogni suo sforzo è inutile. Ottilia vuole essere soltanto un'ombra, si rifiuta di esistere…, è già lontana da loro, in un mondo che appartiene a lei sola. Soltanto in punto di morte ella rompe il voto del silenzio e supplica così Edoardo, con uno sguardo pieno d'amore… "Promettimi di vivere!". Ma Edoardo non può mantenere la promessa…, poco tempo dopo, la morte gli va incontro pietosa, senza che egli la cerchi.
Viene sepolto accanto a Ottilia. Carlotta stabilisce che nessun altro, mai, sia posto in quella cappella…, nulla turberà più la pace dei due innamorati.


UNA PAGINA

Salta nella barca, afferra il remo e spinge per staccarsi dalla riva. Deve fare forza, ripete la spinta, la barca oscilla e scivola per un tratto nel lago. Sul braccio sinistro il bimbo, nella mano sinistra il libro, nella destra il remo. Ottilia oscilla anche lei e cade nella barca. Il remo le sfugge da una parte e mentre cerca di reggersi le sfuggono il bambino e il libro dall'altra.
Tutto cade in acqua. Riesce ad afferrare la veste del bambino, ma l'incomoda posizione le impedisce di rialzarsi.
La mano destra che è libera non basta per voltarsi, per sollevarsi…, finalmente riesce a riprendere il bimbo dall'acqua, ma i suoi occhi sono chiusi, ha cessato di respirare! In quell'istante le ritorna tutta la sua presenza di spirito, ma tanto più grande è il suo dolore. La barca è quasi in mezzo al lago. Il remo galleggia lontano da lei. Non scorge nessuno sulla riva e del resto a che sarebbe servito vedere qualcuno! Isolata da tutto, vaga sull'infido e in scrutabile elemento. Cerca di aiutarsi da se.
Tante volte ha sentito parlare di salvataggi di annegati. Anche la sera del suo compleanno aveva assistito a un caso simile. Spoglia il bambino e lo asciuga con il suo abito di mussola, Si scopre il seno e per la prima volta preme sul suo puro e nudo seno un essere vivente, ahimè, no, non più un essere vivente!
Le membra gelide della povera creatura le agghiacciano il petto, fino in fondo al cuore. Lacrime senza fine le sgorgano dagli occhi e danno alla superficie del piccolo corpo irrigidito una parvenza di calore e di vita. Non desiste.
Lo avvolge nel suo scialle e con le sue carezze, le sue pressioni, col fiato, le lacrime e i baci crede di sostituire quei soccorsi che in quell'isolamento le sono negati. Si volge al cielo. Cade in ginocchio nella barca e con ambo le braccia solleva il bambino già rigido sopra il suo petto innocente, bianco e ahimè freddo come il marmo. Guarda in alto, con occhi umidi, implora aiuto da lassù, dove un tenero cuore spera sempre di trovarne in abbondanza, quando da ogni altra parte vien meno.


COMMENTO

Quando compone "Le affinità elettive" Goethe ha sessant'anni…, ha ormai raggiunto la piena padronanza della sua arte e usa i mezzi espressivi con la perizia dell'uomo di genio.
La pagina che ho riportato è un esempio mirabile dell'efficacia descrittiva del grande poeta tedesco…, le parole sono misurate e precise come colpi di scalpello e compongono un quadro perfetto in ogni particolare.
Con la morte del bimbo di Carlotta, il dramma che sta sconvolgendo la vita dei protagonisti tocca il culmine e di conseguenza anche lo stile diventa drammatico, nervoso, tutto periodi brevi e incalzanti. uno stile perfettamente aderente alla tragicità della scena, ma senza forzature…, non vi è una sola parola più del necessario.
La fulminea tragedia si svolge in una solitudine e in un silenzio paurosi, gelidi, a cui la natura stessa partecipa, muta. La donna inginocchiata tende al cielo il bimbo morto e dal gruppo doloroso emana una drammatica suggestione, quasi un'illusione di realtà. Ottilia che "implora aiuto da lassù" è tra le più commoventi immagini femminili che mai fantasia di artista abbia creato.


VALORE DELL'OPERA

Nel titolo insolito del romanzo, uscito nel 1829, si rivelano le inclinazioni scientifiche dell'autore, indagatore del profondo e attento della natura. Le affinità elettive sono, infatti, un fenomeno naturale, che il poeta.scienziato conosceva bene per averlo spesso sperimentato…, due elementi chimici tra loro congiunti si dividono quando subiscono l'attrazione di due altri elementi, dotati di maggior affinità.
Goethe trasporta il fenomeno chimico nel mondo degli affetti umani e immagina che la straordinaria legge delle affinità si compia anche tra i quattro protagonisti del romanzo.
Magnetizzati da una forza oscura e invincibile, Edoardo e Carlotta, malgrado il vincolo matrimoniale che li unisce, si sentono attratti rispettivamente da Ottilia e dal Capitano. Ma mentre nel mondo chimico il fenomeno delle affinità elettive è ben definito e si compie senza lasciare strascichi, quante battaglie e quanta sofferenza esso provoca invece nel mondo spirituale umano! La coscienza morale e il rispetto della legge si opporranno all'istinto amoroso…, nel conflitto tra ragione e sentimento si dibatteranno a lungo e dolorosamente le anime degli innamorati. Quando i quattro protagonisti del romanzo si rendono conto dei loro veri sentimenti è ormai troppo tardi per combatterli… il fenomeno dell'affinità si è compiuto. Ciascuno di essi reagisce al mistero dell'amore secondo le particolari qualità del proprio carattere… il Capitano e Carlotta sono i più forti e sanno resistere al sentimento che li attrae…, Edoardo e Ottilia, più deboli e disarmati di fronte alla passione, ne sono spiritualmente travolti e soccombono. E' una appassionata storia di anime, piena di poesia e di tristezza, mai sfiorata dalla volgarità e dalla violenza, tenuta sempre su un piano di assoluta spiritualità. Nella narrazione minuziosa, sia dei fatti esteriori che dei moti più intimi dello spirito, si rivela l'osservatore attento, lo scienziato-poeta…, ma l'analisi minuta e precisa dei personaggi e delle cose non toglie all'opera la sua sublime unità artistica.
Dei quattro protagonisti, quella che il poeta ha amato di più è senza dubbio Ottilia…, ogni gesto, ogni parola di lei sono riferiti con amore e rivelano la bellezza della sua anima. Ella rappresenta l'ideale femminile di Goethe, espresso nella sua massima purezza…, è una creatura fragile, eterea, avvolta dalla luce che emana dalla sua limpida coscienza.
L'amore per Edoardo è una fatalità…, ma Ottilia non soggiace al fato e diventa simbolo di bontà e di sacrificio. Goethe, con le vicende dei suoi protagonisti, vuole ricordarci che esiste in noi una legge morale più forte di tutto, anche della più travolgente passione umana, e che tocca a noi ricercarla e seguirla.


BREVE BIOGRAFIA DI GOETHE

Johann Wolfgang Goethe nacque il 28 agosto 1749 a Francoforte sul Meno.Ebbe una salute piuttosto cagionevole, specialmente nei suoi anni giovanili.

Recatosi a Lipsia piuttosto controvoglia per seguire gli studi di legge, ebbe, qualche tempo dopo, un'emottisi che lo costrinse ad abbandonare tutto e a ritornare nella città natale. 
Si fermò qui due anni, che furono i più difficili della sua vita. In seguito ad una lite col padre, cercò rifugio a Salisburgo, per completarvi gli studi di legge. Ebbe inizio in questo periodo a serie delle sue avventure amorose, che si conclusero tutte per stanchezza da parte di lui. Si innamorò, infatti, di una fanciulla, Federica Brion, alla quale promise amore e fedeltà eterni, ma che abbandonò non appena terminati gli studi. Si recò poi a Wetzlar, dove conobbe e amò la fidanzata di un suo amico, Charlotte Buff. Questo amore ebbe una certa importanza nella sua vita, se è vero che gli ispirò il romanzo "I dolori del giovane Werther". Quest'opera suscitò grande risonanza non solo in Germania, ma anche nell'intera Europa. Moltissimi giovani innamorati si identificarono nel protagonista e alcuni suggestionati dalle vicende di Werther, il protagonista del romanzo, giunsero fino al suicidio.Goethe passò poi al servizio di Carlo Augusto di Sassonia-Weimar e ne ebbe in cambio un titolo nobiliare e la nomina a ministro. Fu amico dell'altro grande poeta tedesco… Friedrich Schiller.

Nel 1808 sposò Christiane Vulpius, che gli aveva dato un figlio. La sua salute andò sempre migliorando, tanto che sopravvisse a tutte le persone che gli erano state care.Nel 1831 finì il suo capolavoro… "Il Faust".
Morì il 22 marzo del 1832.

Considerato il massimo scrittore di lingua tedesca, Goethe ha posto al centro del suo mondo spirituale e della sua esperienza artistica l'uomo all'eterna ricerca della verità e della pienezza dell'essere e, pur mosso nell'animo da profonde inquietudini e contrasti, ha saputo classicamente risolverli in forme artistiche di composta armonia.


7 commenti:

pabi71 ha detto...

ciao Loris,visto che avevi dei problemi col banner e mi sembrava di aver capito che lo volevi fare,mi sono permesso,prendendo il link dell'immagine che hai quì sotto,di fartene uno,l'ho inserito nella pagina banner amici.
Se stai ancora impazzendo,ti riporto quì di sotto il codice:

NO, L'HO DOVUTO CAVARE IL CODICE,NEL COMMENTO NON ACCETTA CERTI CARATTERI HTML,NON LO SAPEVO.

se lo copi ed incolli,va bene in un qualsiasi contesto html.
Spero ti faccia piacere.
Se il banner lo vuoi mettere in spazi più ristretti,devi modificare solo le 2 misure.Io l'ho messo con quelle original,così puoi avere un'idea di come è,anche perchè nella mia pagina sta bene,non ci sono problemi di spazio.
ciao a presto.
se ti piace te lo manderò tramite e-mail.

Raggio di sole ha detto...

Bello questo libro , che ho approffondito grazie a te , quando l'hai esposto su Ciao.it...........commovente.......

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

Perche non:)

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