sabato 19 gennaio 2008

MADAME BOVARY - Gustave Flaubert


TRAMA

Quando il dottor Bovary entrò nella fattoria dei Rouault, era notte avanzata. Papà Rouault era a letto con una gamba rotta… da parecchie ore alternava flebili lamenti a furiose imprecazioni. Poiché la frattura era semplice, il dottor Bovary sistemò la gamba alla svelta, con bende e assicelle, silenziosamente assistito dalla figlia del malato, una ragazza dagli splendidi occhi scuri.
Carlo Bovary era certo di non averla incontrata prima… l'avrebbe senza dubbio notata, così diversa dalle ragazze di campagna, così graziosa, elegante e snella nel semplice abito di casa. Emma Rouault lo scrutava a sua volta di sottecchi… quel giovane medico, dall'aria semplice e seria, non le dispiaceva.
Sperò di rivederlo.
Emma si annoiava da morire… la vita alla fattoria di suo padre le faceva rimpiangere il collegio lasciato da poco, un pensionato assai distinto, in cui aveva appreso tutte le formalità necessarie al vivere in società. Emma odiava la vita semplice della campagna, la cadenza monotona di quelle giornate tutte uguali. In collegio aveva letto molti libri d'amore che descrivevano la passione, la felicità di amare luoghi meravigliosi, di una bellezza selvaggia, esotica.
Emma si chiedeva se non le sarebbe mai toccata quella felicità travolgente descritta nei romanzi. Carlo Bovary non aveva l'aspetto di un eroe romantico, ma non era né brutto né antipatico. Riceverlo al capezzale del padre e riaccompagnarlo al cancello divenne per lei un piacevole diversivo.
Fu in quel tempo che il dottor Bovary rimase vedovo. La morte della moglie non gli spezzò il cuore, tuttavia egli sentì la mancanza delle materne cure che quella donna bisbetica e assai più anziana di lui gli prodigava. Carlo aveva più l'aspetto di un orfano che quello di un vedovo ed Emma ne fu intenerita. Dal canto suo il dottor Bovary s'innamorò ben presto di lei...
Mai in vita sua aveva provato un sentimento così profondo, un desiderio così veemente…, voleva sposare quella deliziosa ragazza, vivere con lei per sempre. Emma credette di amarlo e lo sposò.
Nei primi tempi Emma, occupata a riordinare la casa, ebbe poco tempo per riflettere. Poi cominciò a pensare che doveva essersi sbagliata…, vivere con Carlo non le dava felicità. Avrebbe tanto voluto sapere che cosa significassero quelle parole lette nei romanzi… felicità, passione, ebbrezza. Non poteva persuadersi che la calma in cui viveva fosse la felicità che aveva sognato.
Soffocata dalla noia, la signora Bovary diventò pallida e nervosa…, Carlo la credette ammalata, pensò che le avrebbe giovato un mutamento d'aria e decise che si sarebbero trasferiti nella borgata di Yonville, presso Rouen.
Quando lasciarono Tostes, Emma aspettava un bambino. Si concentrò nel desiderio di avere un figlio maschio…, lo sognava forte e bruno e aveva deciso di chiamarlo Giorgio. Egli avrebbe fatto tutto ciò che lei, nella sua condizione di donna, non poteva fare…, avrebbe percorso il mondo in lungo e in largo e avrebbe amato appassionatamente.
Nacque invece una bambina e la delusione di Emma fu enorme. La piccola Berta fu affidata a una balia e la signora Bovary continuò ad annoiarsi anche a Yonville. L'unica distrazione erano le visite del farmacista del paese, il signor Homais. Fu il giovane Leone Dupuius, il segretario del notaio, a scuotere Emma dal suo torpore. Si era innamorato di lei e le prodigava un'estatica ammirazione, pur non osando esprimerle chiaramente i suoi sentimenti. Il pudore o la paura impedirono alla signora Bovary di incoraggiare il suo spasimante.
Ma quando Leone andò a Parigi per terminarvi gli studi, ne fu disperata e tutto ritornò grigio intorno a lei.Le affettuosità del marito le divennero intollerabili…, perfino la bambina le dava noia. Emma non lo sapeva, ma era ormai pronta per amare il primo bellimbusto che si fosse proposto di corteggiarla.Fu una semplice combinazione che le fece conoscere Rodolfo Boulanger, giovane ed elegante signorotto dei dintorni. Egli aveva accompagnato un suo domestico, bisognoso di un salasso. La bellezza di Emma, così fine, così diversa dalle altre signore di campagna, lo colpì subito. Rodolfo conosceva bene le donne…, sentiva istintivamente che non gli sarebbe stato difficile conquistare la signora Bovary.
Il giorno dei comizi agricoli, Rodolfo Boulanger incontrò Emma sulla piazza di Yonville. Approfittando della folla e della confusione, non si staccò da lei per tutta la mattinata. Il suo desiderio di conquistarla lo fece diventare eloquente, appassionato, persuasivo…, le disse molte di quelle frasi che lei aveva letto nei romanzi e poté constatare che facevano effetto. Pochi giorni dopo, Rodolfo invitò Emma a una gita a cavallo…, il povero, ingenuo Carlo, sempre preoccupato di far cosa gradita a sua moglie, la persuase ad accettare l'invito. Quando Emma ritornò a casa, si guardò allo specchio, contemplò avidamente il suo viso…, non aveva mai avuto occhi così grandi, così luminosi e profondi. Pensò alle eroine dei romanzi e si riconobbe, finalmente, in quel tipo di donna che l'aveva fatta sospirare d'invidia per tanto tempo. Si scatenò allora in lei una passione insensata…, presto arrivò a proporre a Rodolfo di fuggire insieme. Vivere lontana da lui era insopportabile…, sognava un paese lontano, dove avrebbero potuto vivere liberi e felici.
Rodolfo Boulanger cominciò ad aver paura…, quella donnina deliziosa gli piaceva enormemente, ma non poteva rovinare la sua vita per lei! Il suo egoismo si ribellava a tutte le complicazioni. Scrisse una lettera di congedo e partì.
Emma cadde in una prostrazione così grave che per molti giorni Carlo ebbe il terrore di perderla. Egli non riusciva a comprendere che cosa fosse accaduto a sua moglie.Per prepararsi al viaggio con Rodolfo, Emma aveva fatto grandi compere a credito, presso un subdolo usuraio. Non avendo denaro per pagare subito, aveva firmato cambiali. Nei mesi seguenti, l'usuraio continuò a tessere la sua rete intorno alla signora Bovary, convincendola a sempre nuove spese e limitandosi a rinnovarle le cambiali. Emma non capiva un gran che di quei conti…, prima o poi, pensava, li avrebbe pagati, Lheureux, l'usuraio, non le faceva fretta. Al marito non disse nulla, se la sarebbe cavata da sola. Carlo l'adorava, aveva in lei una fiducia assoluta…, tutto ciò che lei faceva era ben fatto, gli bastava che ella fosse contenta. Una sera volle condurla a teatro, a Rouen…, pensava che quella distrazione le avrebbe giovato. Ma nel ridotto del teatro incontrò Leone Dupuius, l'antico innamorato di sua moglie e naturalmente lo invitò nel suo palco. Emma, elegante e disinvolta come una duchessa, seppe celare l'emozione che quell'incontro le procurava.Rivedendola ora, dopo tre anni di assenza, più bella che mai con quel visino malinconico, il giovane sentì rinascere la passione di un tempo. In lui non v'era più traccia di timidezza né di ingenuità…, ora sapeva come si conquista una donna. Quanto a Emma, la sua recente esperienza amorosa aveva distrutto il pudore che un tempo l'aveva trattenuta dall'incoraggiare Leone. Lo guardava con tenerezza…, nessun uomo le era mai parso così bello, così interessante. Fu di nuovo l'amore o, almeno, tutto ciò che aveva la parvenza dell'amore.
Emma si sentì per Leone l'amante di tutti i romanzi, la castellana feudale ora mistica ora violenta, l'odalisca delle novelle orientali. Con una serie di sotterfugi, si conquistò il diritto di andare a Rouen ogni settimana…, Leone l'attendeva in una via poco frequentata, poi raggiungevano insieme l'albergo.
Verso sera lei ritornava a Yonville. Giungeva a casa con la morte nell'anima. Spesso Carlo, notando il suo pallore, le domandava se si sentisse male.Valendosi del credito dell'usuraio, Emma spendeva a piene mani…, copriva Leone di regali, si concedeva squisite eleganze per sbalordirlo, terrorizzata dall'idea che potesse stancarsi di lei. In casa andava tutto in malora, ma la signora Bovary non sembrava accorgersene…, lasciava ogni cosa nelle mani della domestica.
Ma un giorno, all'improvviso, l'usuraio mise Emma alle strette…, la signora doveva saldare subito tutto il suo debito, altrimenti, valendosi delle cambiali scadute, egli avrebbe fatto operare il sequestro di tutti i mobili di casa Bovary. Lei pianse, supplicò, ma fu tutto inutile…, o quel denaro o la vergogna del sequestro e della vendita all'asta. Il denaro era molto ed Emma Bovary non sapeva davvero come trovarlo. In casa non v'era un soldo…, lei stessa aveva riscosso preso i clienti tutti i crediti di Carlo, all'insaputa di lui.
Leone, quando seppe, si rivelò del tutto indifferente ai problemi della donna che aveva amato.
Allora Emma, pazza di terrore all'idea dello scandalo, corse da Rodolfo, che non aveva più rivisto, lo supplicò di aiutarla, ma tutto fu inutile…, trovò nell'uomo solo egoismo e avarizia. Quando Emma comprese che nessuno l'avrebbe aiutata, desiderò soltanto scomparire e di non sapere più nulla.
Penetrò di nascosto nella farmacia di Homais, sottrasse da un barattolo una manciata di arsenico, l'inghiottì…, poi tornò a casa, col viso tranquillo. Poche ore dopo, distesa sul letto, in preda a dolori atroci, vedeva gli occhi di Carlo pieni di una tenerezza immensa…, nessuno l'aveva guardata così. Ora che se ne rendeva conto era troppo tardi. Né l'amore di Carlo, né la sua povera scienza poterono salvarla.
In pochi mesi il dottor Bovary venne a conoscenza di tutti i colpevoli segreti di sua moglie. Ma non cessò di amarla. Una sera, la piccola Berta andò a cercarlo nel giardino. Lo trovò seduto sulla panchina sotto la pergola…, immobile, con gli occhi chiusi, stringeva nelle mani una ciocca di lunghi capelli neri. La bimba lo spinse leggermente. Egli cadde a terra…, era morto.


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UNA PAGINA

"Quanto a Carlo, non si chiese perché andava ai Bertaux con piacere. Se ci avesse pensato, avrebbe indubbiamente attribuito il suo zelo alla gravità del caso o forse al profitto che se ne attendeva. Ma era proprio per quelle ragioni che le visite alla fattoria formavano un'eccezione deliziosa tra le occupazioni meschine della sua vita? In quei giorni si alzava presto, partiva al galoppo, incitava il cavallo, poi scendeva per pulirsi i piedi sull'erba, e infilava i suoi guanti neri prima d'entrare. Gli piaceva l'arrivo in quel cortile, gli piaceva sentire contro la spalla il cancello che girava, udire il gallo che cantava sul muro, vedere i braccianti che gli andavano incontro. Gli piacevano il granaio e le scuderie…, gli piaceva il papà Rouault che gli stringeva la mano chiamandolo il suo salvatore…, gli piacevano gli zoccoletti della signorina Emma sulle piastrelle lavate della cucina…, i tacchi alti la alzavano un poco, e, quando ella camminava davanti a lui, le suole di legno, nel rialzarsi rapide, schioccavano, con un rumore secco, contro il cuoio dello stivaletto.
Ella lo riaccompagnava sempre fino al gradino della scala esterna e, se non gli avevano portato ancora il cavallo, rimaneva là con lui.
Si erano già salutati, e ambedue tacevano…, l'aria libera la circondava sollevandole in disordine i riccetti sulla nuca o agitandole sull'anca i nastri del grembiale che si attorcigliavano come banderuole.
Un giorno, con un tempo da disgelo, la scorza degli alberi colava nel cortile, e la neve si scioglieva su tetti. Ella si trovava sulla soglia, andrò a prendere il suo ombrello e l'aprì. L'ombrello, di seta color gola di piccione, era attraversato dai raggi del sole e le illuminava di riflessi cangianti la pelle bianca del viso. Ella sorrideva là sotto a quel tiepido calore…, e si sentivano cadere le gocce d'acqua, a una a una, sulla seta tesa".


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Tratto dal libro MADAME BOVARY di Gustave Flaubert
1993 - Arnoldo Mondatori editore S.p.A.
Traduzione di Diego Valeri


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COMMENTO

Carlo Bovary non sa ancora di amare Emma. Egli è un uomo di scarsa fantasia, poco abituato ad approfondire i propri pensieri…, ma il suo sentimento per Emma è poetico e illumina di poesia ogni atteggiamento, ogni semplice gesto di lei, perfino i particolari del suo abbigliamento…, ..."amava gli zoccoletti della signorina Emma".
È notevole la cura scrupolosa, quasi ossessiva, con cui Flaubert lega i personaggi all'ambiente che li circonda…, possiamo vederli vivere, possiamo cogliere attraverso i loro sguardi tutti gli aspetti del loro mondo quotidiano…, ... "il gallo che cantava sul muro e i braccianti che gli andavano incontro".
Qui Flaubert contempla Emma Rouault con gli occhio innamorati di Carlo, che non si saziano di guardare. Un dolce incanto emana dal viso bianco di Emma, così luminoso sotto i riflessi della seta…, non sarà mai così bella, così giovane e pura, come in quel momento di grazia. Tutto intorno a lei è terso, pulito…, l'aria tiepida le sfiora il viso…, ella attende la rivelazione dell'amore e sorride alla speranza.


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VALORE DELL'OPERA

Quando nel 1856, "Madame Bovary" fu pubblicato su una rivista parigina, lo scandalo fu enorme…, si disse perfino che il libro era un insulto alla moralità delle donne. L'autore si salvò a stento da una condanna del tribunale penale.
Oggi non si discute più della moralità del capolavoro di Flaubert. Si è concordi nel giudicarlo un libro spietato e sincero, ma destinato a togliere inutili e pericolose illusioni. Emma Bovary è diventata il simbolo di quelle donne che, come lei, si abbandonano a fantasie romantiche ed ingannatrici, e rinnegano la felicità che è a portata di mano, perché la trovano meschina. La storia di Emma è un eloquente e salutare insegnamento per chi insegue una felicità impossibile e si gioca la vita per ottenerla.
Si dice … è una Bovary …, e si ha la certezza di essere compresi. Questo è il miracolo dell'arte di Flaubert…, aver creato "un tipo" in cui si possono riconoscere donne di tutti i tempi e di tutto il mondo, un personaggio quindi, che ha i caratteri dell'universalità. Oggi, Madame Bovary non prende più la diligenza per correre dai suoi amori…, si serve di mezzi più veloci e tiene in minor conto l'opinione pubblica…, ma il suo tormento, la sua irrequietezza, il suo vano desiderio di evasione sono gli stessi di allora. Sono le manifestazioni di una situazione psicologica che chiamiamo …bovarismo, che oggi è forse la più romantica delle illusioni e l'ultima delle umane stoltezze.
L'interesse del romanzo di Flaubert non si esaurisce nella storia di Emma e Carlo Bovary…, intorno a loro si muovono numerosi personaggi di secondo piano mirabilmente vivi e veri nella loro umanità. Sono borghesi di provincia, visti nel loro ambiente, descritti in ogni loro particolare, con uno stile nitido, esatto, di un'efficacia ineguagliabile. Tant'è vero che molti farmacisti normanni si riconobbero in Homais, il borghese sputasentenze, di scarsa cultura, e ridicolmente pieno di sé. Quei rispettabili signori, mortalmente offesi, volevano andare tutti insieme a schiaffeggiare Flaubert, e gli scrissero lettere piene di minacce. Lo scrittore ne rideva, con un gusto matto…, non si era mai divertito tanto! ..."La verità - diceva - è sempre fastidiosa per chi non la vuol conoscere…, la si può dichiarare dannosa e immorale, tuttavia essa esiste, trionfa su ogni pregiudizio e alla fine si afferma".
Con Madame Bovary si affermò in campo letterario il "realismo", cioè la tendenza a riprodurre la realtà, scrivendo libri in cui la società potesse specchiarsi e riconoscersi.

L'influenza letteraria di Flaubert fu grandissima nel suo tempo, e ancora oggi vi sono scrittori che approfittano della sua lezione di stile.


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BREVE BIOGRAFIA DI FLAUBERT

Gustave Flaubert nacque a Rouen il 12 settembre 1821. Tutta la sua giovinezza fu un lungo tribolare alla ricerca della strada giusta. In obbedienza al volere del padre, che adorava, si mise a studiare legge, pur odiando i libri di diritto con tutte le sue forze. Sognava di fare lo scrittore, ma non aveva il coraggio di dirlo a suo padre. Una malattia nervosa, che lo colpì a poco più di vent'anni, lo sottrasse agli aborriti studi legali.
Dopo la morte del padre andò a vivere con sua madre, una donna autoritaria e austera, nella bella casa di Croisset affacciata sulla Senna. In una solitudine quasi monacale, il giovane Flaubert scrive e legge per dodici, quattordici ore al giorno. A vent'otto anni fa un lungo viaggio in Oriente con lo scrittore Du Camp, suo carissimo amico.
Quando ritorna, decide di scrivere una storia completamente "reale", non importa se sarà "piatta e borghese"…, ci metterà dentro i bravi borghesi di Rouen e dintorni, che egli conosce bene e odia con tutto il cuore.
Si chiude nella sua stanza di Croiset e si butta nel lavoro come un uomo a cui sia stato ordinato, pena la morte, di portare a termine una missione. Nasce così "Madame Bovary".
Lo scrittore, citato in giudizio per l'argomento, giudicato scabroso, del suo romanzo, evitò a stento una condanna, grazie alla appassionata difesa dell'avvocato Senard.
Lo scandalo, come sempre succede, acuì la curiosità del pubblico e del romanzo furono vendute ben quindicimila copie. Flaubert morì a Croisset l'8 maggio 1880.


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OPERE di Gustave Flaubert che si trovano sulla mia libreria

MADAME BOVARY
1993 - Arnoldo Mondatori editore S.p.A.
Edizione Club degli Editori spa - Milano
Traduzione di Diego Valeri


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SALAMBO' (1882)
Più che un romanzo storico, è una rievocazione di Cartagine, per la quale Flaubert si è valso dei più vari motivi…, guerra, superstizione, mistero, passione e crudeltà.


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L'EDUCAZIONE SENTIMENTALE - 1869 - E' la storia di un romantico studente pieno di entusiasmi, che vede delusi tutti i suoi progetti. Intorno a lui s'intrecciano i casi dei suoi giovani amici, studenti e artisti parigini…, figure ritratte dal vero, con molta evidenza e commossa sincerità.

1994 - R.C.S. Libri e Grandi Opere S.p.A.
Sulla collana "la Grande Biblioteca" - FABBRI EDITORE
Traduzione di Piero Bianconi


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2 commenti:

Anonimo ha detto...

mi dispiace mlt di nn aver avuto il tempo x leggere qst romanzo!!!credo k mi sarebbe piaciuto mlt.....kmq grz x qst fonti!!!!

viola ha detto...

bel romanzo, ottima recensione.

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