martedì 29 aprile 2008

LE COSE CHE AMO DI PIU'



Ringrazio la cara amica Gy che mi ha indicato come staffetta sua preferita di questo Meme.

Il suo link è - http://gy-raggiodisole.blogspot.com/




Si tratta di scrivere le sei cose che ti piacciono fare, seguendo queste regole al fine di partecipare:

- indicare il blog che vi ha nominato e linkarlo

- inserire le regole di svolgimento

- scrivere sei cose che vi piace fare

- nominare altre sei persone affinché proseguono il Meme

- lasciare un commento sul blog dei sei prescelti amici 'memati'



Ora scandaglio la mia mente per trovare qualcosa …


LE SEI COSE CHE MI PIACE FARE :


Mi piace (accarezzare) il seno della donna… in tutte le sue forme…

Mi piace poltrire sognando quello che non ho avuto e che avrei potuto avere…

Mi piace costruire aquiloni... per poi liberare la fantasia...

Mi piace pedalare in campagna con mio figlio Manuel…e rincorrere i fagiani….

Mi piace giocare a pallavolo…schiena permettendo…

Mi piaci tu….



Ora , anche se non siete obbligati a proseguire, nomino :










* * * * * * * * * * * * ** * * * * *

MADONNA SISTINA - Raffaello Sanzio


 
MADONNA SISTINA (1513 - 1520)
Madonna col Bambino tra i santi Sisto e Barbara
Raffaello (1483-1520)
Gemäldegalerie – Dresda
Olio su tela cm. 265 x 196
Clicca immagine per un'alta risoluzione
Pixel 2540 x 1800 - Mb 2,26



Ormai è comunemente accettata la testimonianza del Vasari, secondo il quale Raffaello dipinse questa pala d’altare per i monaci della chiesa di San Sisto di Piacenza.
Controversa è la sua datazione, da collocarsi tra il 1513-1514 secondo alcuni studiosi, verso il 1516 secondo altri.
Nel 1754 il dipinto fu acquistato da Augusto III di Sassonia e il suo posto fu occupato da una mediocre copia eseguita dal Nogari. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale soggiornò per un periodo a Mosca.
Come in un palcoscenico teatrale, oltre il tendaggio aperto, la Madonna con il Bambino nudo in grembo, appare sulla scena sollevata su folte nuvole: un’aria mistica gonfia i suoi ampi panneggi. Ai lati due figure inginocchiate: San Sisto e Santa Barbara che, abbassando lo sguardo, rivolge il suo viso allo spettatore.
In basso accanto alla tiara papale, appoggiati a una balaustra sono due angioletti dall’ara curiosa e birichina. Numerose teste di cherubini affollano, serrate ed eteree come nubi, le quinte della composizione che presenta, dietro alle spalle della Santa, come unico accenno alla realtà, un piccolo brano paesaggistico formato da edifici turriti.

La scena è illuminata da una luce fredda, che si accende di toni più intensi solo dietro al capo della Vergine, come per formare una impalpabile aureola. Raffaello ha rinunciato a rappresentare i tradizionali attributi della regalità (il trono, la corona) per accentuare la concezione illuministica dello spazio e consentire un diretto rapporto con i fedeli.
La MADONNA SISTINA rappresenta una delle numerose divagazioni di Raffaello sul tema della pala d’altare. Situabile nel periodo compreso tra l’esecuzione della STANZA VATICANA DELLA SEGNATURA e di ELIODORO e quella dell’INCENDIO DEL BORGO, la MADONNA SISTINA assolve a un duplice significato: da un lato esalta l’aspetto fortemente umanizzato delle figure – si osservi la Vergine a piedi nudi e priva di aureola – dall’altro mette in evidenza il momento mistico, così come si deduce dalla presenza delle nubi e dallo sfondo con le teste di cherubini. La forte accentuazione spaziale provocata dalla mano di San Sisto sta a indicare la simbolica intercessione dei Santi tra Dio e l’uomo, qui identificato con lo spettatore al quale sembra alludere Santa Barbara.
Un circuito triangolare ideale e simbolico quello costituito dunque dai tre personaggi sacri confermato anche dalla composizione pittorica e piramide.
  
I PERSONAGGI DEL DIPINTO



Nella figura di San Sisto si suole genericamente individuare l’effige di papa Giulio II, grande protettore di Raffaello.
Fu questo pontefice, ritratto dal maestro urbinate in uno splendido dipinto oggi agli Uffizi di Firenze, ad affidare a Raffaello fra il 1508 e il 1509 la decorazione di alcune stanze in Vaticano.
Santa Barbara raffigurerebbe invece Giulia Orsini o Lucrezia della Rovere, entrambe nipoti del pontefice.
La Vergine, infine, rimanderebbe alla Fornarina, la donna amata da Raffaello e di cui si vuole identificare le sembianze del noto RITRATTO DI GIOVANE DONNA oggi nella Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma.




lunedì 28 aprile 2008

DON CHISCIOTTE (Don Quixote) - Honoré Daumier

DON CHISCIOTTE ( 1870)
Honoré Daumier (1808-1879)
Pittore francese
Neue Pinakothek – Monaco
Olio su tela cm. 52 x 32


Si tratta della più celebre versione di una serie di dipinti, eseguita dal 1850, dedicati da Daumier a DON CHISCIOTTE di Miguel Cervantes. Il poema, così come l’ILIADE e l’ODISSEA, era una delle letture preferite dal pittore affascinato dalle fantastiche vicende vissute dal protagonista insieme al suo scudiero Sancho Panza.
Daumier amava Don Chisciotte perché incarna perfettamente l’eroe idealista, pronto a morire per i suoi valori, ma sempre con ironia, senza mai scadere nel melodramma. Dunque, in qualche modo, il carattere dell’eroe spagnolo riflette quello di Daumier che fu un fedele sostenitore delle proprie idee politiche, convinto assertore che la Francia avesse bisogno di maggior giustizia e libertà. Ma siamo certi che Daumier non sia stato così folle da combattere la sua lotta senza mai alcun cedimento: non è un caso, infatti, che in quest’opera di Monaco, più che nelle altre versioni, Don Chisciotte, ridotto ad una scarna silhouette, cavalchi il suo ronzino da solo attraverso un paesaggio deserto; egli è seguito dal suo fedele compagno, ridotto anche egli ad una vaga presenza appena percepibile all’orizzonte.
Mai come in questa opera Daumier aveva saputo abbandonarsi alla potenza della pennellata, sciolta e libera, che segue la miglior tradizione della pittura francese., da Fragonard a Delacroix. Il disegno scompare completamente per lasciare libero campo al colore: terre bruciate e bitume spezzati dalle bianche lumeggiature, ma soprattutto quell’intenso azzurro del cielo.
Siglando in basso a destra “h.D.”, così come consuetudine nell’opera di Daumier, il quadro non è datato.
Considerato fino a qualche tempo fa uno studio per un dipinto oggi conservato nella Collezione Paine di Boston, il quadro, databile intorno al 1870, è invece da considerarsi un lavoro autonomo incluso da Daumier nella serie dedicata a Don Chisciotte.
Appartenuto in passato ai Boy e agli Uhle, nel 1913 la tela è stata acquistata dallo Stato tedesco per la Nuova Pinacoteca di Monaco.


SPERIMENTALISMO NELLE TECNICHE DI DAUMIER

L’approccio di Daumier con la pittura non fu tra i più ortodossi: le sue modeste origini non gli permisero una buona formazione artistica e agli esordi ebbe solo sporadici contatti con Alexandre Lenoir, più noto come direttore del Musée des Monuments Français che come pittore. Eppure quando Daumier si cimentò per la prima volta nella litografia, sebbene privo di alcuna pratica, produsse dell’ottimo materiale. Stessa cosa successe con la scultura: per mancanza di soldi dovette adottare terra non cotta che ha in seguito causato la dispersione di questa interessante attività di Daumier.
La stessa ansia creativa, apparentemente disordinata, si ripresenta in pittura. Daumier invece di trattare la tela seguendo i precisi procedimenti che le consentono di ricevere e trattenere correttamente l colore, vi stendeva sopra una rapida mano di olio, con conseguenze disastrose. Stessa cosa con la tavola, che prima di essere dipinta deve essere ricoperta con la stesura, in varie fasi, di gesso e colle gradualmente più raffinate e debitamente asciugate: l’artista invece l’”aggrediva” stendendovi tempere miste, bitume e biacca.
Questi errati procedimenti causano il deterioramento della superficie pittorica che velocemente si secca e si cretta con la conseguente caduta di colore.
Ecco perché oggi le opere di Daumier ci appaiono come volti rugosi e recano comprensibili problemi a conservatori e restauratori.


VEDI ANCHE ...

HONORE DAUMIER - Vita e opere

ECCE HOMO - Honoré Daumier

CRISPIN E SCAPIN - Honoré Daumier

A TEATRO (1860) - Honoré Daumier

AVVOCATI (1848) - Honoré Daumier


domenica 27 aprile 2008

SALVATOR MUNDI - Antonello da Messina

             

SALVATOR MUNDI (1465)
Antonello da Messina (1430-1479)
National Gallery – Londra
XV secolo
Tavola cm. 39 x 26,5



Su un fondo nero, Cristo, posto frontalmente osserva lo spettatore benedicendo. Ha una semplice veste rossa e un manto blu. Il gesto delle mani, specie di quella benedicente, dà alla figura un senso di profondità. Il volto è studiato con attenzione nei particolari: i peli della barba, i capelli, i nei, ricordano ritratti fiamminghi. Sul cartiglio raffigurato nel quadro si trova la firma del pittore e la data 1465.
Osservando il dipinto si nota che Antonello ha costretto l’immagine in alcuni punti: sono infatti evidenti le tracce di un’altra mano benedicente sotto quella attuale e la chiusura dello scollo della veste.
Memling, qualche anno dopo Antonello, realizzò alcune composizioni simili, rappresentanti CRISTO BENEDICENTE; gli esemplari noti dovuti al pittore fiammingo sono: il quadro appartenente fino al 1960 circa alla collezione A. Hamilton Rice di Londra e ora di ubicazione ignota, datato 1478; quello della collezione John Coolidge a Cambridge (Mass.); infine quello del Metropolitan Museum of Art di New Jork. Sia Memling che Antonello conobbero probabilmente prototipi di Rogier van der Weyden (Trittico Braque, Parigi, Louvre) e di Petrus Christus. D’altronde il Regno di Napoli, che dal 1442 comprendeva anche la Sicilia, fu culturalmente in stretto rapporto con le altre aree provenzali e iberiche, ispirate allo stile delle Fiandre.Seguendo tale gusto il re Alfonso I d’Aragona (1443-1458) fu grande collezionista di quadri fiamminghi.
La tavola è firmata e datata dall’artista sul cartellino dipinto in primo piano. Da Napoli, dove l’opera era nel 1840, passò in Piemonte. Nel 1861 fu acquistata presso G. Isola e P. Orlandi di Genova, per essere poi collocata alla National Gallery di Londra, l’attuale sede.

La National Gallery di Londra Conserva altre opere di Antonello:




Madonna col Bambino e due angeli reggicorona
(Madonna Salting)
1470 circa
National Gallery Londra
Olio su tavola cm. 43,2 x 34,3
















RITRATTO DI UOMO
( Ritenuto anche un AUTORITRATTO)

Databile intorno al 1473 - 1474

National Gallery Londra

Olio su tavola di pioppo cm. 35,5 x 25,5








SAN GEROLAMO NELLO STUDIO

Datato 1474 - 1475 circa


National Gallery Londra


Olio su tavola di tiglio cm. 45,7 x 36,2










LA CROCIFISSIONE

Nota come Crocifissione di Sibiu

Probabilmente datata 1475

National Gallery Londra

Olio su tavola cm. 38,7 x 29,8




venerdì 25 aprile 2008

Morire per vivere (Dying to live)




MORIRE PER VIVERE


Se un giorno la prepotenza
metterà un sigillo sulle mie labbra
appena potrò spezzerò quel sigillo
perché anch' io come molti
ho visto e non posso tacere

Ci sarà un angolo sulla terra
dove possa far intendere il mio no...

Con le parole ho avuto l'audacia
quando la giustizia era ferita a morte
ho sempre reclamato i diritti
diritti per il povero e l' operaio

E' facile farsi paladini di una dottrina
che darà magari fama e danaro
é ancora più facile agitare un sistema
sorretto dalla forza
ma vivere una vita contro cui
spesso la forza umana s' avventa
non é altrettanto facile

Rispondo fieramente contro
alle intimidazioni inique...
...no!... non cedo...
al denaro alle prepotenze
alla seduzione alle armi...
...no! non cedo

sarò spogliato incatenato
deturpato avvilito
privato del sacro pane
della mia vita sana
infamato e rispondere ...no!
...no!... non cedo

Se la mia vita
ha un punto vulnerabile
la mia morte splenderà
nell'alone di un eroismo immortale

Ho tenuto fede alla mia bandiera
ho sopportato le sevizie più nefande
quando la mia carne fremeva
il mio spirito volava libero
contro tutte le prepotenze
ho squillato il mio no!


Vivere non è obbedire a quelle funzioni alle quali ogni animale obbedisce, nell'uomo la vita è qualcosa di ben più alto, almeno per quelli che non pensano al proprio ventre, ma quando saremo riusciti a piantare la bandiera sul picco che pareva irraggiungibile, da dove lo sguardo estasiato contemplerà l'infinito, allora capiremo tutta la bellezza di questa lotta costante che ci è imposta in questo mondo di passioni/e.


* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

5 Maggio – Alessandro Manzoni



5 maggio 1821: Napoleone Bonaparte, che aveva sconvolto l’Europa con le sue guerre vittoriose, muore nella piccola isola di Sant’Elena sperduta nell’Oceano Atlantico sconfinato. Quando Manzoni ne apprende la notizia resta così commosso che compone quest’ode di getto, in soli tre giorni, dal 17 al 19 giugno, mentre la moglie, pregata dal poeta, suonava al piano musica eroica. In quei tre giorni egli rivive l’epopea napoleonica e rappresenta, in sintesi potente e serrata, il dramma angoscioso del dominatore che conobbe la fuga e la vittoria, le sconfitte e l’altare, il trono e l’esilio. Le strofe più poetiche e commosse dell’ode sono quelle che rievocano il grande Còrso nella “breve sponda2 di Sant’Elena, quando travolto dall’onda dei ricordi, si sente oppresso dalla disperazione; ed è allora che Dio conforta la sua lenta agonia, aprendogli il cuore alla fede e alla speranza.
Anche quest’ode è ispirata alla concezione cristiana che della storia ebbe il Manzoni: i grandi eventi e le più umili vicende, la peste e le carestie, le gioie e i dolori, il dramma di Lucia e quello di Napoleone sono il segno sulla terra della volontà di Dio, che li permette per un suo fine imperscrutabile di giustizia e di bene. Anche il superbo Imperatore f strumento della Provvidenza divina che volle, servendosi di lui, stampare sulla terra un’orma più vasta della sua potenza. E fu la stessa Providenza, poi, che dal solitario letto di morte lo avviò alla felicità dei cieli “dov’è silenzio e tenebre – la gloria che passò”.

5 maggio

Ei fu. Siccome immobile
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,

muta, pensando all’ultima
ora dell’uom fatale; *

* Egli è morto (“ei fu”…in tutta l’ode Napoleone non viene mai nominato; sarebbe stato inutile perché tutto il mondo non parlava che di lui). Come la salma, dopo che ebbe emesso l’ultimo respiro, rimase immobile e dimentica di tutto (“immemore”), priva (“orba”) di un’anima così grande (“di tanto spiro”), così il mondo (“la terra”) colpito da tanta notizia rimane sgomento e muto, riflettendo sull’ultima ora di un uomo cui il destino ha riservato un compito tanto importante nella storia (“uomo fatal”).

né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà. *

* né sa immaginarsi, il mondo, quando un uomo così grande tornerà a calpestare (“orma di piè mortale”) la polvere sanguinosa della terra.

Lui folgorante in solìo
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sonito
mista la sua non ha. *

* Il mio estro poetico lo vide, splendente di gloria, sul trono (“in solìo”) e tacque; quando, con alterna vicenda (“vede assidua”) cadde (battaglia di Lipsia, 1813), risorse (ritorno dall’isola d’Elba, nel marzo del 1815) e giacque (Waterloo, 18 giugno 1815), il mio genio non ha mescolato la sua voce al suon (“sonito”) di mille altre.
Vergin di servizio encomio
E di codardo oltraggio, *
* (il mio genio) non macchiato da servile adulazione (quando Napoleone era nel pieno della gloria) né da un vile oltraggio (come quello di coloro che si scagliarono su di lui, dopo ch’era stato sconfitto)

sorge or commosso al subito
sparir di tanto raggio:
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà. *

* si leva ora commosso, di fronte alla scomparsa di una così vivida luce (“di tanto raggio”) e scioglie alla tomba (“urna”) un canto che forse non morirà.

Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall’uno all’altro mar. *

* Dalle Alpi (allusione alle due campagne d’Italia condotte da Napoleone nel 1796 e nel 1800) alle Piramidi (campagna d’Egitto, 1798-1799), dal Manzanarre (campagna di Spagna: il Manzanarre è il fiume che bagna Madrid) al Reno (le diverse imprese in Germania. Il Reno è un fiume tedesco), l’azione fulminea (“il fulmine”) di quell’uomo sicuro di sé, seguiva immediatamente il pensiero (“baleno”) che l’aveva progettata, scoppiando (il “fulmine”, cioè l’azione) da Scilla (località all’estrema punta d’Italia, di fronte a Messina) al Tanai (il fiume Don in Russia), da un mare all’altro.

Fu vera gloria? Ai posteri
L’ardua sentenza; nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
Del creator suo spirito
Più vasta orma stampar. *

* Fu vera gloria? La difficile risposta (“ardua sentenza”) la daranno le generazioni future(i “posteri”), noi (“NUI”) inchiniamo la fronte a Dio (“Massimo Fattor”) che volle imprimere in lui un più vasto segno (“più vasta orma stampar”) della sua potenza creatrice (“del creator suo spirito).

La procellosa e trepida
Gioia d’un gran disegno;
l’ansia d’un cor che indocile
serve, pensando al regno,
e il giunge, e tiene un premio
ch’era follia sperar; *

* Egli sperimentò tutto (“tutto ei provò”): la gioia tempestosa (“procellosa”) e trepidante di chi medita grandi progetti; l’ansia di uno spirito che si adatta, insofferente, a servire, mentre sogna di dominare. E questo sogno realizza (“e il giunge” e conquista un premio che era follia sperare di ottenere;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il perielio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il triste esiglio:
due volte nella polvere,
due volte sull’altar. *
* (tutto sperimentò): la gloria, tanto più grande perché ottenuta col pericolo, la fuga e la vittoria, la reggia e l’esilio; due volte sconfitto (“nella polvere”), due volte al massimo della potenza (“sull’altar”: riferimento alle vicende precedenti e successive alla battaglia di Lipsia).

Ei si nomò: due secoli,
l’un contro l’altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe’ silenzio, ed arbitro
s’assise in mezzo a lor. *

* Egli pronunziò il suo nome (come in atto di comando) e due secoli (il ‘700 illuminista e l’800 romantico) avversi l’uno all’altro si sottomisero a lui, attendendo, dalle sue decisioni, la propria sorte. (Napoleone è qui rappresentato arbitro di una intera fase storica).

E sparve; e i dì nell’ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d’immensa invidia,
e di pietà profonda,
d’inestinguibil odio
e l’indomato amor. *

* Eppure quest’uomo è scomparso; i suoi giorni si sono conclusi nell’ozio forzato dell’esilio in una piccola isola (“sì breve sponda”) mentre egli era fatto segno di invidia immensa e di profonda pietà, di odio inestinguibile e di amore indomato.

Come sul capo al naufrago
L’onda s’avvolve e pesa,
l’onda, su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan; *

* Come l’onda turbina (“s’avvolve”) e si abbatte (“pesa”) sul capo del naufrago, l’onda sulla quale fino a pochi momenti prima (“pur dianzi”) si stendeva lo sguardo del misero nel vano tentativo di scorgere (“tesa…a scernere…invan”) una terra lontana (“prode remote”);

tal su quell’alma il cumulo
delle memorie scese!
Oh quante volte ai posteri
Narrar se stesso imprese,
e sull’eterne pagine
cadde la stanca man! *

* così su quell’anima (Napoleone) scese il cumulo dei ricordi. Quante volte cominciò (“imprese”) a narrare la sua vita (“se stesso”) ai posteri, e sulle pagine che sarebbero dovute restare immortali (er la grandezza delle vicende narrate) cadde la mano stanca!

Oh! Quante volte, al tacito
morir d’un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l’assalse il sovvenir. *

* Quante volte, chinati gli occhi lampeggianti, stette immobile, le braccia conserte, dinanzi al silenzioso tramonto di un giorno inerte e lo assalì il ricordo dei giorni passati (“dei dì che furono”).

E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo dei manipoli,
e l’onda dei cavalli,
e il concitato imperio,
e il celere ubbidir. *

* E ripensò agli accampamenti (“le mobili tende”) e alle fortificazioni nemiche battute dalle artiglierie ((“percossi valli”), al lampeggiare delle armi dei suoi reparti, alla cavalleria lanciata, come un’onda, all’assalto; ai suoi ordini imperiosi e concitati e alla pronta ubbidienza dei suoi.

Ah! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò; *

* Forse l’animo angosciato (“lo spirto anelo”) si abbattè (“cadde”) a così straziati ricordi, finendo nella disperazione; ma venne una mano dal cielo a soccorrerlo e lo trasportò in una atmosfera più respirabile;

e l’avviò per floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio,
che i desideri avanza,
dov’è silenzio e tenebre
la gloria che passò. *

* e lo avviò, per i fioriti sentieri della speranza, al regno dei cieli (“ai campi eterni”), a quel premio che supera (“avanza”) ogni umano desiderio, dove la gloria terrena (“la gloria che passò”) altro non è che silenzio e tenebra, cioè non è più nulla.

Bella Immortal! benefica
fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allègrati:
ché più superba altezza
al disonor del Golgota
giammai non si chinò. *

* Bella, immortale fede, benefica, abituata a trionfare, aggiungi anche questo ai tuoi trionfi, rallegrati: perché nessun uomo mortale più grande (“più superba altezza”) di Napoleone si chinò alla Croce (“disonor del Golgota”: la croce rappresentava per gli ebrei un supplizio infante).

Tu dalle stanche ceneri
Sperdi ogni ria parola:
il Dio, che attera e suscita,
che affanna e consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò. *

* Tu (o fede) allontana ora dalle ceneri di quell’animo tanto provato dalla sorte (“stanche”) ogni parola d’odio: Dio, he dà e toglie la potenza (“atterra e suscita”), che dà affanno e consolazione, stette accanto a lui morente, quando tutti gli uomini lo avevano abbandonato, solo, sul letto di morte (“sulla deserta coltrice”).


CONCLUSIONI

L’ode si compone di diverse parti: incomincia col voler dare l’impressione di sbigottimento che si diffonde all’annuncio della morte di Napoleone. Il poeta che mai si era abbassato a adulare il trionfatore vivo, né mai si era macchiato di viltà condannandolo dopo la caduta, si sente ora tutto commosso dalla notizia della morte, e soprattutto della morte cristiana di quel grande. E da questa commozione nasce un canto che è pieno di simpatia, in parte anche per la figura dell’eroe, ma più pere quella del vinto e, specialmente, dell’infelice, che attraverso la sofferenza, trova la via della salvezza eterna.
Cosciente il Manzoni del fascino che sopra di lui esercitava la singolare figura, non la giudica da storico; ma vede in essa, più che in ogni altra, un’orma della grandezza del Creatore. Dopo la descrizione delle fulminee imprese militari e dopo aver investigato l’anima di questo grande e averlo indicato all’apice della gloria, arbitro del destino di due secoli, improvvisamente il Manzoni ricorre al significativo: e sparve.
Nonostante questa gloria, di colpo, non fu più nulla; la strofa, che è tutta un contrasto con le precedenti, rivela nel poeta un profondissimo conoscitore dell’anima umana, la quale scende all’abiezione dell’invidia come si nobilita nella pietà della sventura; che odia e ama con indomabile forza.
Non è molto felice nel tono un po’ macchinoso la similitudine dell’onda: ricordo che è fatto perché si senta, attraverso il peso dell’acqua che seppellisce il naufrago, il peso delle memorie che grava sull’anima di Napoleone; un peso invincibile, superiore alle sue forze e nel “tacito morir di un giorno inerte”, avvertì la condanna dell’inerzia che è la più terribile per un uomo di azione; si avverte l’amarezza di un silenzio che è dato dall’infinita distesa di mare che circonda l’isola e crea un distacco insormontabile fra il condannato e tutto il resto del mondo. E’ logico che in tanta desolazione il ricordo assalisse l’uomo con una forza soverchiante, travolgente: è quello che il Manzoni ti fa sentire nei suoi versi che sono i più concitati di tutta l’ode e che con ritmo celerissimo accresciuto dal polisindeto (un legame di parole e frasi) rendono perfettamente l’idea di un fulmineo incalzare dei fatti. Tanta concitazione prepara la situazione seguente: la furia dei ricordi soffoca l’anima umanamente incapace di sostenerli e la getta sull’orlo di un abisso: la disperazione.
Da qui fino alla fine, l’ode è più manzoniana che mai: il concetto cristiano di una fede che purifica attraverso la sofferenza è espresso in modo perfetto; la potenza di una grazia che viene dal cielo è tutta presente in quel “valida mano” e in quel “pietosa”, che suona contrastante con l’immensa invidia degli uomini. Nell’”avviò” si sente il paziente lavoro di tanta grazia che a poco a poco distoglie l’animo dalle terrene meditazioni, sterili di consolazione, e lo incammina per i sentieri della speranza, verso serene visioni soprannaturali (i campi eterni), verso la certezza di un premio che supera l’umana attesa perché sarà infinitamente più bello di tutte le umane glorie.
A questi concetti così rispondenti alle convinzioni religiose del Manzoni, si aggiunge la pietà dell’uomo per l’infelice che soffre: da questa pietà esce la preghiera con la quale l’ode si chiude: nessuno insulti un infelice che si è purificato nella sofferenza e ha meritato così la presenza di Dio accanto a sé in un trapasso che, senza questo Dio, sarebbe stato disperato, in una disperata solitudine.



L'esplorazione dei meccanismi politici che governano il mondo, accanto alla meditazione sul destino ultraterreno dell'uomo, è l'interesse fondamentale di Manzoni. In questa ode, che egli scrisse nel luglio del 1821 dopo essere venuto a conoscenza della morte di Napoleone, domina il tema del potere visto nella sua prospettiva storica e soprattutto in quella teologica. Dapprima il poeta rappresenta la fulminea vicenda di Napoleone vittorioso e non la giudica, ma si astiene anzi da quella condanna del potere terreno, inevitabilmente iniquo, che aveva pronunciato nelle tragedie. La riflessione storico-teologica è qui ancora incentrata sulla figura dell'uomo singolo che domina gli eventi (così come nel caso di Carmagnola, Adelchi, Desiderio e Carlo Magno). Solo più avanti, con il romanzo, Manzoni individuerà, come veri soggetti della storia, le masse.
Nella seconda parte della poesia, la storia di Napoleone assume significato esemplare, dimostrando come la gloria umana sia fragile e caduca rispetto a quella divina. Il sogno di potere del grande condottiero infatti crolla e solo attraverso la fede egli recupera la speranza dell'eternità, invano attesa dalla gloria terrena. Infine può trovare la pace fra le braccia di Dio, unico arbitro dell'operare umano, il solo che può veramente consolare l'uomo delle sue cadute e delle sue sofferenze.
Anche in questo caso vi è un confronto tra realtà e ideale. La realtà è quella della storia, in cui Napoleone viene sconfitto; l'ideale è il premio divino nell'aldilà: un obiettivo difficile, ma - secondo Manzoni - raggiungibile attraverso la fede.

In questa poesia di Manzoni, il contrasto romantico tra ideale e reale viene composto in una concezione cristiana del mondo.
Nel periodo successivo alla conversione, Manzoni scrisse oltre agli "Inni sacri", le due liriche: “Marzo 1821”, dedicata ai moti piemontesi e "5 maggio", in morte di Napoleone Bonaparte.
Manzoni apprese solo il 17 luglio del ‘21, dalla "Gaz­zetta", della scomparsa di Napoleone, avvenuta oltre due mesi prima nell'Isola di Sant’Elena, e ne fu profondamente emozionato. Significativo il suo commento…

"Che volete? era un uomo che bisognava ammirare senza poterlo amare; il maggior tattico, il più infaticabile conquistatore, colla maggior qualità dell'uomo po­litico, il saper aspettare, il saper operare. La sua morte mi scosse, come al mondo venisse a mancare qual­che elemento essenziale; fui preso da smania di parlar ne e dovetti buttar giù quest'ode, l'unica che, si può dire, improvvisassi in men di tre giorni. Ne vedevo i difetti ma sentivo tale agitazione, e tal bisogno di uscir ne, di metterla via, che la mandai al censore. Questi mi consigliò di non pubblicarla, ma dal suo stesso uffizio ne uscirono le prime copie a mano''.

Parole illuminanti circa l'ispirazione dell'ode, il suo significato. In un impianto grandioso - come grandiosa è la vicenda cui si riferisce - la lirica ha un andamento insieme solenne e stringato, meditativo e di azione, tanto da far parlare di "taglio cinematografico" dei versi, per la vigoria e la capacità di sintesi con le quali i fatti so­no delineati. Alcuni critici hanno definito il "5 maggio" un esempio del "barocco" manzoniano, confortati in questo dalla osservazione di Francesco De Sanctis che, riferendo­si all'ode, affermava appunto…

“Si tratta di fare con la parola quello che fa il pittore: non rompere le distanze, sopprimere i tempi, togliere la successione degli avve­nimenti, fonderli, aggrupparli, e di tanti avvenimenti, diversi per tempi e per luoghi, formarne uno solo che pro duca impressione istantanea".



VEDI ANCHE . . .




Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (4) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (2) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Cervantes (3) Cézanne (19) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (26) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (2) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (16) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (10) Disegni Personali (2) Disney (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (7) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (9) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (55) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (1) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (3) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (4) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (85) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (4) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (43) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (3) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (17) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (14) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (1) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (2) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (2) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (8) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (2) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicoanalisi (1) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (20) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (19) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (1) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (123) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (47) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (5) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (15) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (2) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)