domenica 29 giugno 2008

CIME TEMPESTOSE (Wuthering Heights) - Emily Brontë


CIME TEMPESTOSE (Wuthering Heights) - Emily Brontë

Quando il signor Earnshaw partì per Liverpool, per un breve viaggio di affari, promise ai suoi figlioli un dono per ciascuno: un violino al quattordicenne Hindley e un frustino alla piccola Cathy, che a sei anni sapeva montare tutti i cavalli della scuderia.
Ritornò a "La Tempestosa" (così si chiamava la sua vecchia casa battuta dai venti) tre giorni dopo, e con un dono del tutto inatteso: un ragazzetto sporco e lacero di circa sei anni, magro da far paura, nero di occhi e di capelli come uno zingaro.
Dopo qualche tempo, visto che nessuno veniva a reclamare il ragazzo, Earnshaw decise di adottarlo: l'avrebbe educato insieme a Hindley e a Cathy e trattato come un figlio. Gli dette il nome di Heathcliff: così si chiamava un suo bambino morto in tenera età.
La piccola Cathy ben presto simpatizzò col suo nuovo fratello, ma Hindley, violento ed egoista, dimostrò subito il suo malcontento per la decisione paterna: non poteva soffrire l'intruso e lo tormentava senza sosta.
Meno di due anni dopo, la signora Earnshaw morì: e Cathy si sentì ancor più legata a Heathcliff, sul quale riversò tutto il suo affetto.
Quando Hindley, ormai giovanetto, fu mandato a studiare in un collegio vicino a Londra, Cathy e Heathcliff
Divennero inseparabili: amavano cavalcare all'impazzata, correre a piedi nudi per la brughiera selvaggia e deserta, nascondendosi tra i cespugli e fantasticare insieme di meravigliose imprese e di straordinari personaggi, nati dalla loro accesa immaginazione.
La loro felicità durò fino alla morte di Earnshaw, che sopravvisse all'amata moglie soltanto di pochi anni. Hindley fu urgentemente richiamato a "La Tempestosa" e giunse in tempo per i funerali. Ora egli era il capofamiglia e fece subito comprendere che avrebbe duramente esercitato tutti i suoi diritti. A meno di venti anni, e senza dir nulla al padre, Hindley si era sposato con una ragazza giovanissima e un po' sciocca, della quale era innamoratissimo. Bastò qualche parola di lei, che dimostrava poca simpatia nei riguardi di Heathcliff, per risvegliare l'odio di un tempo. Obbligò Heathcliff a starsene insieme ai domestici e gli impose di lavorare nei campi, insieme agli altri garzoni della fattoria.

La moglie di Hindley morì di tisi poco dopo aver dato alla luce un bimbo, che fu chiamato Hareton, come il nonno. Il dolore rese Hindley più aspro verso Heathcliff e addirittura indifferente nei confronti di Cathy, di cui non si curò più. Cathy crebbe così in una selvaggia libertà.
Nelly, la buona governante di casa Earnshaw, non aveva alcuna autorità su di lei e Heathcliff, sempre associati nelle più pazze scorribande. I due giovani trascorrevano insieme tutte le ore in cui Heathcliff era libero dal lavoro. Essi erano perfettamente felici; c'era fra di loro una perfetta comunione spirituale.
Heathcliff sopportava qualsiasi angheria senza mai ribellarsi; avrebbe potuto benissimo fuggire (Hindley non l'avrebbe certo trattenuto), ma il suo affetto per Cathy era così grande che egli non poteva neppure immaginare di vivere lontano da lei. Non era più un ragazzo, ormai; sapeva ciò che voleva: un giorno avrebbe fatto pagare a Hindley, tutte in una volta, le angherie e le ingiustizie. Per amore di Cathy, Heathcliff aveva dunque deciso di sopportare e di aspettare.
Cathy si era fatta davvero splendida, ma sembrava non far caso alla sua bellezza e non si curava del suo aspetto; era una deliziosa monella, con gran disperazione di Nelly, che avrebbe voluto fare di lei una vera signora.
Spesso Heathcliff si incantava a guardare gli occhi scuri di Cathy, così grandi e luminosi nel pallido viso incorniciato dai riccioli neri; Nelly coglieva quello sguardo, scuoteva la testa e non osava dir nulla. Si rendeva conto che i due giovani erano innamorati; intuiva confusamente che quell'amore avrebbe procurato un mucchio di guai, ma inutilmente si chiedeva come porvi rimedio. Se lei avesse avvertito Hindley, egli avrebbe certamente scacciato Heathcliff; ma Nelly non si sentiva di assumersi tale responsabilità.

Poco distante dalla casa degli Earnshaw, nella parte bassa della brughiera, sorgeva la villa dei Linton, proprietari della "Grange", una bella e vasta tenuta. Una sera, durante una delle sue scorribande con Heathcliff, Caty fu addentata da un mastino nel parco dei Linton. Richiamati dai latrati e dalle grida, i proprietari uscirono e si precipitarono a soccorrere Cathy, in cui riconobbero la signorina Earnshaw, che avevano visto qualche volta in chiesa. L'aspetto di Heathcliff, che sembrava uno zingaro, li spaventò. Lo allontanarono senza complimenti e trattennero in casa loro la ragazza. Fu così che Cathy fece amicizia col giovane Edgar Linton e con sua sorella Isabella.
Ci volle qualche settimana perché le ferite di Cathy guarissero del tutto e lei potesse ritornare a casa. Durante il suo soggiorno presso la famiglia Linton, Cathy subì una trasformazione che rese felice la buona Nelly: la signorina aveva preso gusto agli abiti belli che Isabella le aveva prestato, ai cibi raffinati, a tutte quelle piccole cose che fanno di solito la felicità delle donne. Non vi era quasi più traccia in lei della monella che, fino a poche settimane prima, correva a a piedi nudi per la brughiera.
Ma insieme alle buone maniere, Cathy rivelò anche una civetteria che prima non le si riconosceva e questo mise Nelly in serio allarme. Cathy si era accorta che Edgar Linton subiva il suo fascino e ne approfittava, imponendogli la propria volontà e compiacendosi di avere in suo potere quel bel giovane colto e gentile.

Heathcliff fu il primo ad accorgersi della simpatia di Cathy per Edgar e un oscuro presentimento lo mise in guardia: quando Cathy non lo vedeva, posava su di lei uno sguardo cupo, che era insieme selvaggio risentimento e inesprimibile preghiera. Ma non diceva una parola. Cathy non riusciva quasi più a parlargli; spesso, vedendolo immusonito, gli voltava le spalle e fingeva di ignorarlo.
Una sera, Heathcliff udì Cathy discorrere tra Nelly e fu colpito dalle strane inflessioni della sua voce. Si nascose nell'angolo più buio della cucina e stette ad ascoltare, trattenendo il respiro, le parole della fanciulla...

"Nelly, - diceva Cathy con quella strana voce incerta - se mio fratello non avesse ridotto Heathcliff in quello stato così selvaggio, credi tu che io avrei mai preso in considerazione una cosa simile? Non avrei mai pensato di accettare la domanda di Edgar Linton e di andarmene via da qui. Ma ora sarebbe una degradazione per me sposare Heathcliff..."

Nelly trasalì e - zitta! - implorò sotto voce: aveva visto Heathcliff scivolar fuori dalla porta di cucina: il giovane aveva udito tutto; e quella stessa notte fuggì da "La Tempestosa".
Quando Cathy se ne accorse entrò in uno stato di agitazione terribile; vagò per ore sotto la pioggia nella brughiera, chiamandolo disperatamente, cercandolo in tutti i nascondigli che fin dall'infanzia erano noti soltanto a loro due.
Dovette infine convincersi che il suo compagno se n'era andato davvero e allora fu come pazza di dolore: le sembrava di aver perduto metà di se stessa. Da quel giorno cambiò completamente: insolente e collerica con tutti, si lasciava trascinare da violente crisi di nervi alla minima contrarietà. Soltanto Edgar Linton, innamoratissimo e paziente, riusciva a sopportare le sue estrosità e i suoi malumori.
Alcuni anni dopo, Edgar ebbe il premio per la propria pazienza: pensando che Heathcliff non sarebbe mai più tornato, Cathy acconsentì a sposarlo; non era innamorata di Edgar, ma gli voleva bene e lo stimava.

Una sera di settembre, pochi mesi dopo le nozze di Cathy con Edgar, Heathcliff ritornò. In quegli anni di lontananza era assai mutato: aveva acquistato modi raffinati e parlava con accento diverso, quasi da straniero. Era rimasto a lungo lontano dall'Inghilterra e ora ritornava ricco.
Amore e desiderio di vendetta tenevano un posto uguale nel cuore selvaggio di Heathcliff; adorava ancora Cathy, ed era fermamente deciso a far soffrire quelli che riteneva colpevoli di avergliela tolta. Sentiva che non avrebbe avuto pace finché non avesse annientato Hindley ed Edgar Linton.
L'esultanza di Cathy nel rivederlo e l'affettuosa amicizia di lei non valsero a modificare i suoi piani di vendetta. Heathcliff ebbe con facilità in suo potere Hindley, impoverito e ridotto a un rottame umano dal vizio del bere. Spinto dal bisogno, Hindley aveva ipotecato gran parte delle proprie terre e queste finirono nelle mani di Heathcliff. In pochi mesi questi divenne padrone nella casa in cui per anni era stato trattato come un servo. Tuttavia questo non bastò a placarlo. Quando si accorse che Isabella Linton si era innamorata di lui, non esitò a sposarla, felice di poterle infliggere sofferenze e d umiliazioni che avevano soltanto lo scopo di ferire Edgar.

Intanto Cathy si andava accorgendo di sentirsi ancora irresistibilmente attratta da Heathcliff. Non volendo però tradire Edgar, neppure in cuor suo, soffriva in silenzio.
Le sue guance erano livide e gli occhi avevano una fissità paurosa; tremava, incapace di dominarsi. Una sera, Cathy ebbe una spaventosa crisi di nervi e giacque incosciente per molti giorni, in preda a una febbre violenta. Quando si riusciva a distoglierla da quel sopore simile alla morte, pronunciava soltanto parole vaghe, senza senso. A tratti, il nome di Heathcliff le usciva fievolmente dalle labbra.
Edgar vegliò accanto a lei giorno e notte, per quasi due mesi. Essa attendeva un bimbo e sembrava impossibile a Edgar che il destino potesse divenire così crudele da strappargli in una sola volta ogni ragione di vita.
All'inizio della primavera Cathy si alzò; ma il medico non osò dichiararla guarita. Avvolta in una lunga vestaglia bianca, se ne stava per ore immobile e silenziosa, seduta nel vano della finestra: guardava lontano, ai confini della brughiera. A tratti un mesto e remoto sorriso, come il barlume di un ricordo, le sfiorava il volto. Nella sua debolezza, Cathy confondeva i ricordi del passato con la realtà del presente: le sembrava di essere la ragazza di un tempo e il cuore le batteva forte per il desiderio di attraversare di corsa il giardino e raggiungere Heathcliff, che l'attendeva là in fondo, dove l'allodola stava preparando il suo nido. Quando una mattina Heathcliff comparve davvero al suo fianco, lei parve dapprima non stupirsene affatto; ma la sua passione a lungo repressa ebbe poi uno scoppio così violento e disperato, che tolse a Cathy le sue ultime forze. Quella stessa notte morì, due ore dopo aver dato alla luce una bimba, un tesserino fragile e minuto, nato due mesi prima del tempo.

Dopo la morte di Cathy la malvagità di Heathcliff diventò mostruosa. Sua moglie Isabella, che era in attesa di un figlio, fu spinta a rifugiarsi in una città lontana, dove lui non potesse ritrovarla. Hindley morì poco dopo, distrutto dall'alcool. Allora Heathcliff si sfogò su Hareton, il giovanissimo figlio di Hindley: decise di farlo crescere nell'ignoranza e nella rozzezza, usandogli lo stesso trattamento che un tempo lui aveva subito da Hindley.
Parecchi anni dopo, infine, portò a effetto un suo diabolico piano: approfittando dell'ingenuità di Catherine, la figlia di Edgar e di Cathy, la costrinse a sposare il figlio che lui aveva avuto da Isabella. Heathcliff sapeva che quel suo figliolo, già minato dalla tubercolosi, non sarebbe vissuto a lungo; sapeva anche che Edgar Linton era malato gravemente e aveva poco tempo da vivere. Col matrimonio dei due raggiunse il suo malvagio scopo: impadronirsi delle ricchezze dei Linton e ridurre Catherine in suo potere, come già era accaduto per Hareton. Su quei due esseri indifesi egli ora poteva sfogare il suo feroce bisogno di persecuzione. Ma ogni volta che incontrava lo sguardo dei loro occhi neri, che entrambi avevano identici a quelli della "sua" Cathy, ogni desiderio di vendetta veniva improvvisamente a mancargli.
L'odio e l'amore senza speranza finirono per consumare ogni sua energia. Trascorreva notti completamente insonni perseguitato dallo spettro e dalla voce di Cathy, che lo invocava dal giardino con un lungo, infantile lamento... "Heathcliff................".
Finché una mattina lo trovarono morto. Stava disteso sul letto, presso la finestra che guardava sulla brughiera battuta dal vento e sembrava sorridesse, finalmente in pace.


UNA PAGINA

"... Hareton strappò delle zolle verdeggianti dalla terra vicina e le depose piangendo sulla tomba dove il morto dorme non meno profondamente degli altri; ma se interrogate la gente del paese, essa vi assicurerà che egli passeggia ancora. Taluni pretendono di averlo incontrato vicino alla chiesa o nella landa od anche in questa casa, ed il vecchio che sonnecchia in cucina accanto al fuoco giura che nelle notti piovose sono in due a guardare in casa dalla finestra della camera. Ed anche a me è successo un fatto bizzarro: una sera al buio andavo alla Grange e il temporale minacciava. Proprio alla svolta i Wuthering Heigts trovai un pastorello che spingeva davanti a sé una pecora e due agnelli; piangeva a più non posso ed io supposi che trovasse difficoltà a far camminare gli animali. "Che cosa ti succede, ragazzo mio?" ... "Heathcliff e una donna sono laggiù, alla punta della roccia, - mi rispose - ed io non oso passare loro vicino". Non vidi niente, ma forse al fanciullo era stata montata la testa da tutte le storie che aveva sentito."


COMMENTO

Una qualità inconfondibile di Emily Brontë è la sua capacità di comunicare al lettore il senso tipicamente romantico del mistero e del soprannaturale. I fantasmi vaganti per la brughiera fanno parte del mondo di Emily fin dall'infanzia e non le sembravano così terribili; per questo può parlarne con tanta semplicità. Ella crede nei fantasmi e dona loro una poetica realtà, una realtà insopprimibile per lei che considera "vera" soltanto la vita spirituale.
CIME TEMPESTOSE è la storia d'amore più appassionata e più forte della letteratura romantica inglese. Ciò che appare addirittura straordinario è il fatto che un romanzo di questo tenore possa essere stato scritto da una ragazza come Emily Brontë, assolutamente ignara dell'amore, riservata e timida oltre il normale. Un'autentica intuizione poetica permise ad Emily di descrivere, in pagine intensamente emotive e vibrate, le passioni tumultuose, quasi selvagge dei suoi personaggi.
Heathcliff, istintivo e fatale, sempre diviso tra l'amore e l'odio, torturato fino allo spasimo, sembra incarnare il principio del male, che non conosce ostacoli sul suo cammino. Ma Emily non ha potuto renderlo del tutto odioso, perché ha visto in lui una personificazione della violenza naturale, della tempesta che tutto sconvolge e distrugge; la collera di Heathcliff è simile a quella del cielo irato che grava sulla brughiera. La genuina violenza dell'uomo e quella della natura che lo circonda sono per la Brontë due manifestazioni assai simili e per se stesse non giudicabili su un piano morale. Inoltre, Heathcliff ha troppo sofferto per avere colpa di essere quello che è; e neppure è colpevole di non saper trovare un rimedio alla passione che lo divora. Proprio per questo si è indotti a considerarlo con umana pietà e a scusare il suo modo di comportarsi.
L'amore di Cathy e di Heathcliff si attraggono perché sono entrambi figli della tempesta e vi è nella loro natura una profonda affinità, che essi non sanno né possono combattere. Cathy pagherà tragicamente l'errore di non aver seguito, quando era libera di farlo, la sua naturale inclinazione; poiché ella aveva scelto Heathcliff nel suo cuore, doveva tenere fede a quella scelta, senza lasciarsi fuorviare dal momentaneo capriccio per il gentile e colto Edgar Linton, così diverso da lei e da Heathcliff.
"Chi tradisce il suo stesso cuore si uccide con le sue mani" dice Emily Brontë per bocca di un suo personaggio. Lo dice con la sincerità e la convinzione di chi ha dentro di sé una salda sicurezza morale e un appassionato desiderio di armonia, di rettitudine e di profonda bontà.
Intorno ai personaggi, sfondo naturale alle loro passioni, è il paesaggio splendido, ricco di affascinante mistero che è proprio della brughiera inglese.


DUE NOTE SU EMILY BRONTË

Alle spalle del villaggio di Haworth, nel nord dell'Inghilterra, si stendeva la brughiera spazzata dai venti. Il folto dei mirtilli e dell'erica era la meta quotidiana delle lunghe passeggiate di Emily Brontë, che adorava quel paesaggio austero, di una bellezza selvaggia. Accompagnata da Keeper, un enorme bull-dog, feroce con tutti e mitissimo soltanto con lei, Emily camminava per ore, tutta chiusa nel sogno in cui a poco a poco prendevano corpo i fantastici personaggi di CIME TEMPESTOSE, il suo unico, straordinario romanzo.
Il padre di Emily Brontë era il parroco anglicano di Harwort e nella casa parrocchiale, circondata per tre lati dal cimitero del paese, Emily era cresciuta insieme alle sue sorelle e al fratello.
Non riusciva a vivere lontana da Haworth: se ne allontanò soltanto per ragioni di studio, ma si ammalò ogni volta di nostalgia e fu costretta a ritornarvi. La Brontë respinse da sé la realtà e visse come in sogno la sua reve vita. Amava l'austera semplicità della sua casetta e, sopra ogni cosa, amava la brughiera, che si stendeva per miglia e le offriva quella solitudine nella quale la sua ardente immaginazione poetica poteva meglio sfrenarsi.
Nel 1847, quando CIME TEMPESTOSE fu pubblicato, Emily era ancora giovanissima. Morì di tisi, soltanto un anno dopo, quando non aveva ancora i trent'anni...
Conclusione: Cime tempestose è la storia d'amore più appassionata e più forte della letteratura romantica inglese.

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1 commento:

Mauro ha detto...

ciao Loris un salutone da Roma

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