FRUTTA CON GERANI(1886 circa)
Paul Cézanne
Pittore francese
Metropolitan Museum of Art
New York
Tela cm. 73 x 92
L'opera è caratterizzata da un particolare aspetto statico.
L'insolita nitidezza dei contorni degli oggetti e la compostezza dei volumi delle mele, disposte sul panno bianco, danno all'opera una carica enfatica.
Ciò che rende ancora più originale questa natura morta rispetto alle altre dipinte da Cézanne è il curioso effetto controluce delle foglie che proiettano la propria ombra sulla parete di fondo.
Il pittore cerca di trovare una giusta distanza dal soggetto, quindi ricrea intorno ad esso uno spazio ben preciso, in questo caso suggerito dalle pareti sullo sfondo, dipinto con tonalità diverse.
L'artista segue infatti il proprio intento di dare forma allo spazio attraverso il suo colore.
Il quadro è concepito come un'opera architettonica nella ricerca di equilibri cromatici e volumetrici.
Apparentemente sembra che il vaso di fiori con quelle foglie dalle tonalità cangianti domini la scena, ma se osserviamo attentamente le sue dimensioni , l'altezza e la collocazione sono controbilanciate dai giochi chiaroscurali del panno bianco piegato e "modellato" come una scultura ai suoi piedi.
Niente è lasciato al caso e l'artista riesce a controllare ogni sfumatura e ogni tonalità che possano toccare l'animo di chi osserva questo dipinto.
La datazione di quest'opera è materia controversa tra gli studiosi.
Il catalogo del Metropolitan Museum of Art di New York, dove oggi si trova il dipinto, accetta come data indicativa il 1886 fornita dal catalogo della grande retrospettiva del 1925, prestato per quella occasione da Claude Monet, primitivo proprietario.
Dal 1929 al 1938 l'opera fece parte della collezione di Adolf Lewishon di New York e successivamente passò a Samuel A. Lewishon che nel 1951 la donò al Metropolitan Museum di New York.
Negli anni in cui dipinse questo quadro Cézanne si rifugiava sempre più spesso ad Aix dove conduceva una vita pressoché solitaria.
Ai pochi artisti che lo andavano a trovare, prevalentemente giovani seguaci di Gauguin, non rivolgeva consigli, non impartiva lezioni, preferiva accompagnarli sulle colline dove quotidianamente si recava a lavorare.
Secondo lui il pittore doveva porsi di fronte alla natura piuttosto che annunciare teorie puramente speculative.
Le sue creazioni dovevano contenere un insegnamento.
Le testimonianze parlano di un uomo senza altri interessi che l'arte, tutto volto nel lavoro a penetrare ciò che gli si poneva davanti sforzandosi di esprimersi il più logicamente possibile.
Egli stesso diceva...
"Bisogna vedere in natura il cilindro, la sfera, il cono collocando ogni cosa nella giusta prospettiva in modo che ogni lato di un oggetto, di un piano, sia diretto verso un punto centrale".
Ancora più chiarificatrici nel nostro caso risultano le parole che l'artista indirizzò in quel periodo ad un collezionista...
"Temo di rendere la prospettiva col solo strumento di colore... in un quadro, il principio è di trovare la distanza giusta.
È qui che si riconosce il talento di un pittore".
DUE GIOCATORI DI CARTE - Paul Cézanne (Versione Gramigna)
CASA E FATTORIA DEL JAS DE BOUFFAN - Paul Cézanne
L'insolita nitidezza dei contorni degli oggetti e la compostezza dei volumi delle mele, disposte sul panno bianco, danno all'opera una carica enfatica.
Ciò che rende ancora più originale questa natura morta rispetto alle altre dipinte da Cézanne è il curioso effetto controluce delle foglie che proiettano la propria ombra sulla parete di fondo.
Il pittore cerca di trovare una giusta distanza dal soggetto, quindi ricrea intorno ad esso uno spazio ben preciso, in questo caso suggerito dalle pareti sullo sfondo, dipinto con tonalità diverse.
L'artista segue infatti il proprio intento di dare forma allo spazio attraverso il suo colore.
Il quadro è concepito come un'opera architettonica nella ricerca di equilibri cromatici e volumetrici.
Apparentemente sembra che il vaso di fiori con quelle foglie dalle tonalità cangianti domini la scena, ma se osserviamo attentamente le sue dimensioni , l'altezza e la collocazione sono controbilanciate dai giochi chiaroscurali del panno bianco piegato e "modellato" come una scultura ai suoi piedi.
Niente è lasciato al caso e l'artista riesce a controllare ogni sfumatura e ogni tonalità che possano toccare l'animo di chi osserva questo dipinto.
La datazione di quest'opera è materia controversa tra gli studiosi.
Il catalogo del Metropolitan Museum of Art di New York, dove oggi si trova il dipinto, accetta come data indicativa il 1886 fornita dal catalogo della grande retrospettiva del 1925, prestato per quella occasione da Claude Monet, primitivo proprietario.
Dal 1929 al 1938 l'opera fece parte della collezione di Adolf Lewishon di New York e successivamente passò a Samuel A. Lewishon che nel 1951 la donò al Metropolitan Museum di New York.
LA PITTURA NELLA "TEORIA" DI CÉZANNE
Negli anni in cui dipinse questo quadro Cézanne si rifugiava sempre più spesso ad Aix dove conduceva una vita pressoché solitaria.
Ai pochi artisti che lo andavano a trovare, prevalentemente giovani seguaci di Gauguin, non rivolgeva consigli, non impartiva lezioni, preferiva accompagnarli sulle colline dove quotidianamente si recava a lavorare.
Secondo lui il pittore doveva porsi di fronte alla natura piuttosto che annunciare teorie puramente speculative.
Le sue creazioni dovevano contenere un insegnamento.
Le testimonianze parlano di un uomo senza altri interessi che l'arte, tutto volto nel lavoro a penetrare ciò che gli si poneva davanti sforzandosi di esprimersi il più logicamente possibile.
Egli stesso diceva...
"Bisogna vedere in natura il cilindro, la sfera, il cono collocando ogni cosa nella giusta prospettiva in modo che ogni lato di un oggetto, di un piano, sia diretto verso un punto centrale".
Ancora più chiarificatrici nel nostro caso risultano le parole che l'artista indirizzò in quel periodo ad un collezionista...
"Temo di rendere la prospettiva col solo strumento di colore... in un quadro, il principio è di trovare la distanza giusta.
È qui che si riconosce il talento di un pittore".
VEDI ANCHE ...
CASA E FATTORIA DEL JAS DE BOUFFAN - Paul Cézanne
1 commento:
E' la prima volta che vengo a trovarti nel tuo blog e quindi ne approfitto per lasciarti un salutino quasi notturno...
A presto
Crstina 1717
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