IL VASO BLU (1885 - 1887)
Paul Cézanne (1839 - 1906)
Pittore francese
Musée d'Orsay de Paris
Olio su tela cm. 61 x 50
Paul Cézanne (1839 - 1906)
Pittore francese
Musée d'Orsay de Paris
Olio su tela cm. 61 x 50
Paul Cézanne non considerava di minor importanza dedicarsi ai dipinti che avessero per soggetto nature morte o fiori, invece che paesaggi o figure.
Tutti i temi infatti anche se diversi tra loro richiedono un costante impegno nel costruire un'opera dalla struttura in equilibrio in tutte le sue parti.
Una parte essenziale del lavoro è costituita dalla preparazione degli oggetti e dalla loro disposizione intorno al vaso, facendo attenzione all'accostamento formale e cromatico.
Così prima ancora di iniziare a dipingere l'artista crea il quadro.
L'articolazione dei rapporti intercorrenti tra i piani e i colori è molto complessa, soprattutto se la confrontiamo con precedenti opere con lo stesso tema, come per esempio il VASETTO DI DELFT dipinto dieci anni prima e conservato nello stesso Museo.
Il disegno svolge un ruolo importante anche il contorno degli oggetti non prevale sugli altri elementi del dipinto.
Senza dubbio però l'uso del colore diventa determinate inventando nuovi rapporti tra le cose: se il contorno definiva un'affinità tra la mela in primo piano e le rotondità del vaso, le fredde tonalità che vibrano sul suo corpo si rispecchiano amplificate e polverizzate nella parete di fondo.
I tocchi pubescenti sui frutti dialogano con le tonalità delle rose, mentre i bianchi dei petali dei garofani, perduta la primitiva purezza accanto ad altri colori, si specchiano nel luminoso piatto posto dietro il recipiente.
Ogni possibile elemento entra in gioco affinché la verticalità del vaso con gli iris sfreccianti verso il bordo della tela non vinca rispetto ai piani e alle linee orizzontali.
Malgrado il complicato intrecciarsi di relazioni estremamente controllato dall'artista il dipinto mi appare con la delicatezza e la fragilità di un'immagine che sta per scomparire, come una tenue visione avvolta dalle nebbie di un mattino invernale, leggera come un pastello o un acquerello.
L'opera, datata sul verso "1885 - 1887" è stata ceduta nel 1911 allo Stato francese dal conte Isaac de Camondo, celebre collezionista di dipinti impressionisti.
Esposta fino al 1947 al Louvre, dopo venne trasferita al Jeu de Paume e dal 1986 si trova al Musée d'Orsay.
DUE GIOCATORI DI CARTE - Paul Cézanne (Versione Gramigna)
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Tutti i temi infatti anche se diversi tra loro richiedono un costante impegno nel costruire un'opera dalla struttura in equilibrio in tutte le sue parti.
Una parte essenziale del lavoro è costituita dalla preparazione degli oggetti e dalla loro disposizione intorno al vaso, facendo attenzione all'accostamento formale e cromatico.
Così prima ancora di iniziare a dipingere l'artista crea il quadro.
L'articolazione dei rapporti intercorrenti tra i piani e i colori è molto complessa, soprattutto se la confrontiamo con precedenti opere con lo stesso tema, come per esempio il VASETTO DI DELFT dipinto dieci anni prima e conservato nello stesso Museo.
Il disegno svolge un ruolo importante anche il contorno degli oggetti non prevale sugli altri elementi del dipinto.
Senza dubbio però l'uso del colore diventa determinate inventando nuovi rapporti tra le cose: se il contorno definiva un'affinità tra la mela in primo piano e le rotondità del vaso, le fredde tonalità che vibrano sul suo corpo si rispecchiano amplificate e polverizzate nella parete di fondo.
I tocchi pubescenti sui frutti dialogano con le tonalità delle rose, mentre i bianchi dei petali dei garofani, perduta la primitiva purezza accanto ad altri colori, si specchiano nel luminoso piatto posto dietro il recipiente.
Ogni possibile elemento entra in gioco affinché la verticalità del vaso con gli iris sfreccianti verso il bordo della tela non vinca rispetto ai piani e alle linee orizzontali.
Malgrado il complicato intrecciarsi di relazioni estremamente controllato dall'artista il dipinto mi appare con la delicatezza e la fragilità di un'immagine che sta per scomparire, come una tenue visione avvolta dalle nebbie di un mattino invernale, leggera come un pastello o un acquerello.
L'opera, datata sul verso "1885 - 1887" è stata ceduta nel 1911 allo Stato francese dal conte Isaac de Camondo, celebre collezionista di dipinti impressionisti.
Esposta fino al 1947 al Louvre, dopo venne trasferita al Jeu de Paume e dal 1986 si trova al Musée d'Orsay.
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1 commento:
un piccolo passaggio anche da parte mia sul tuo blog.... ieri non ci sono stata quasi per niente... Maria
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