venerdì 18 gennaio 2008

ADORAZIONE DEI PASTORI (Adoration of the Shepherds) - Pieter Paul Rubens


ADORAZIONE DEI PASTORI (1608) 
Pieter Paul Rubens (1577- 1640) 
Pittore fiammingo 
Pinacoteca Comunale di Fermo (AP) 
Pastelli a olio su tela cm. 300 x 192 


"L'Adorazione dei pastori" di Fermo fu dipinta da Rubens durante il suo ultimo anno di soggiorno in Italia. 
Si tratta di un dipinto che raccoglie e sintetizza tutte le varie esperienze che il grande pittore fiammingo aveva compiuto nella penisola italiana. 
Lo studio dei maestri veneti del Cinquecento, l'osservazione delle opere del Correggio e del Barocci, la frequentazione dell'ambiente romano dei primi anni del XVII secolo, ricco di fermenti e nuove istanze, sono caratteri leggibili nello stile dell'opera marchigiana. 

Tuttavia Rubens va ben oltre le qualità del dipinto della "Notte" di Correggio e dimostra di superare gli esempi di notturno, dipinti da Tintoretto: qui l'artista si spinge a ben più ardite soluzioni luministiche e a una resa più pregnante della corposità della materia. 
Rubens dimostra inoltre di avere assimilato la pennellata cangiante e morbida della pittura del Barocci e la trasforma in un fluire continuo e libero di luci, di forme, di colori. 
Lo schema compositivo diagonale è ripreso da Correggio, ma viene arricchito dall'artista con l'inserimento di alcuni elementi originali: il turbinoso movimento degli angeli nella parte superiore della tela, gli scatti improvvisi delle teste, l'uso di una tonalità di rosso particolarmente accesa. 

I suggerimenti in questa direzione giunsero forse al pittore dalla conoscenza delle opere di Annibale Carracci durante il suo soggiorno romano. 
Ma nelle figure colpite dalla luce che emergono dal fondo scuro, non possiamo non leggere un interesse di Rubens per i dipinti romani del Caravaggio che certamente il fiammingo dovette conoscere e apprezzare. 
La luminosità irradiata dal piccolo Gesù si espande all'intorno e scopre il gruppo dei pastori adoranti, rustici ed eroici al tempo stesso, come in un dipinto caravaggesco, monumentali e solidi come una scultura classica. 
Rubens per altro durante la sua permanenza in Italia guardò con notevole interesse anche all'arte antica. 
Per quanto concerne il rapporto con l'opera caravaggesca è opportuno ricordare che fu Rubens a consigliare al duca di Mantova nel 1607 l'acquisto della "Morte della Vergine" del Caravaggio, rifiutata dai Padri di Santa Maria della Scala. 


Il dipinto fu commissionato da Francesco Francellucci, padre superiore dell'Oratorio fermano di San Filippo Neri. 
Per la scelta del pittore egli si rivolse ad un suo confratello della chiesa della Vallicella a Roma, padre Flaminio Ricci. 
A Roma Rubens era entrato in contatto con i Padri Oratoriani nel 1607, quando aveva eseguito la grande pala tripartita di Santa Maria in Vallicella, o Chiesa Nuova. 
"L'Adorazione dei pastori" fu dipinta da Rubens a Roma e giunse nell'Oratorio fermano nel luglio del 1608, dove fu collocata sull'altare dedicato alla natività. 


Rubens in Italia 

Nel maggio del 1600 Pieter Paul Rubens parte alla volta dell'Italia per un viaggio di istruzione. 
Dopo un breve passaggio a Venezia sosta a Mantova presso i Gonzaga, di cui diventa il ritrattista ufficiale. 
In quel periodo esegue molte copie di capolavori di pittura italiana. 
Il 5 ottobre 1600, al seguito di Vincenzo Gonzaga, assiste a Firenze al matrimonio di Maria de' Medici. 
Nel 1601 e 1602 soggiorna a Roma, protetto dal cardinale Montalto. 
Dopo una parentesi spagnola come diplomatico inviato dai Gonzaga (1602-1604), il pittore si ferma a Genova nel 1604 e a Mantova nel 1605. 
Alla fine dello stesso anno ottiene un permesso dal duca per recarsi a Roma a trovare il fratello Filippo, allora bibliotecario del cardinale Colonna. 
Rientra definitivamente in patria nel 1608.  


VEDI ANCHE ...











HANS CHRISTIAN ANDERSEN

Il nostro mondo bambino.

Narratore di fiabe, non personaggio da fiaba.
Hans Christian Andersen nacque nella cittadina danese di Odense nel 1805, l’anno della battaglia di Austerliz.
Le prime favole che ascoltò da bambino furono, forse, più piene dei fatti napoleonici che non di prodigi di fate e di maghi; il padre, ciabattino, in omaggio alle nuove idee di libertà non volle mai entrare nella corporazione di mestiere, e andò invece a combattere volontario con le armate di Napoleone, tornando pieno acciacchi e più entusiasta che mai.
La Danimarca, alleata della Francia, uscì diminuita nel suo territorio dal Congresso di Vienna; più tardi Bismarck le avrebbe inferto un altro colpo. Le due sconfitte non distolsero però la monarchia illuminata che reggeva il paese dal realizzare alcune riforme, fra cui l’abolizione della servitù della gleba.
Il babbo di Andersen morì nel 1816, l’anno dopo il Congresso, e il ragazzo piombò da una condizione disagiata nella più cupa miseria.

A quattordici anni partì per Copenaghen, la capitale, con la confusa aspirazione a vivere facendo l’attore.Aveva in tasca una decina di talleri e sapeva leggere. Non ebbe successo, ma riuscì ad ottenere una borsa di studio dai finanziatori del re e finire gli studi liceali alla meno peggio.A ventidue anni cominciò la sua carriera di scrittore. Morì celebre nel 1875.

La sua produzione è vastissima: poesie, romanzi, lavori teatrali, libri di viaggio (sull’Italia e su altri paesi), un’autobiografia. Opere di diverso livello, ma sovrastate dal capolavoro, che ha reso celebre il nome di Andersen tutto il mondo: le fiabe.
La sirenetta, l’acciarino, La piccola fiammiferaia, I vestiti nuovi dell’imperatore, Il brutto anatroccolo: ognuno di questi titoli ci ricorda una storia meravigliosa che ci ha incantati da bambini e per la quale, adulti, conserviamo la stessa ammirazione.
Lo scrittore le pubblicò, un fascicolo all’anno, con puntualità quasi ininterrotta, dal 1835 al 1872.
Trentasette anni di lavoro assiduo, preciso, metodico intercorrono tra queste due date. E’ bene non dimenticarsene.

Infatti, parlando di Andersen a due secoli dalla nascita, è facile cedere alla tentazione di rappresentarlo come un personaggio delle sue favole: anzi come il super-personaggio, il più magico, il più ideale, il più stravagante di tutti; come quello che le favole non le scriveva, ma “le viveva davvero”.
Un simile ritratto ci ha dato il film “Il favoloso Andersen”, girato in America con Danny Kaye e che venne programmato anche in Italia.
Per costruire un’immagine avventurosa e strampalata di Andersen uomo si insiste nel citare il suo viaggio in Italia, Grecia e Turchia. Ma questo era l’itinerario obbligato di tutti i poeti del mondo germanico nel periodo del Romanticismo. Così se Andersen dedicò il meglio del suo talento a scrivere fiabe, non significa necessariamente che avesse un animo da fanciullo: ai suoi tempi l’interesse per le fiabe era assai vivo fra gli uomini di cultura, come la ricerca delle tradizioni popolari (basterà ricordare i fratelli Grimm). Sono cose che provano, semmai, proprio la partecipazione dello scrittore danese alla cultura del suo tempo. Di eccezionale, di straordinario in lui non c’è che la forza della fantasia.
Il ricordo dell’infanzia miserabile e gli insegnamenti del movimento romantico si fanno sentire nelle novelle di Adersen: l’atteggiamento dello scrittore verso le sofferenze degli uomini è di costante comprensione, di patetica solidarietà, di filantropia. (E forse, in un eccesso di questi sentimenti si trovano i suoi limiti). Accanto a questi motivi mi sembra di avvertirne, a volte, un altro, fatto di sferzante ironia verso i privilegiati e i parassiti; un sommesso e forse involontario omaggio alle idee del babbo ciabattino, leale sostenitore della Grande Rivoluzione.
Provate a leggere la fiaba di Andersen intitolata “I fiammiferi presuntuosi… Se qualcuna delle allegorie resta oscura o generica, altre sono però trasparentissime: dai fiammiferi di legno simili a boriosi rampolli di un’aristocratica spodestata, ai piatti sciocchi e adulatori come cortigiani, alla penna arcadizzante e rimbambita come un erudito da tavolino, alla tortiera patriottarda che strizza l’occhio ai fautori del manganello rappresentati dal cesto di legna, le cui minacce però non fanno paura a nessuno. Ma basta che dall’uscio faccia capolino la domestica perché tutti stiano zitti.

*

Jacopo Robusti detto il TINTORETTO - Vita e opere (Life and Work)

Disegno di Michelangelo, colore di Tiziano…… ecco l’arte del Tintoretto.


Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, nacque a Venezia nel 1518.
Egli opera quindi in un periodo in cui la Serenissima non è più la città del secolo d’oro, che aveva visto nascere l’arte di Giorgione e di Tiziano.
Già nei primi decenni del secolo XVI si notano segni della sua decadenza come potenza politica e commerciale: Venezia infatti, stava perdendo una dopo l’altra le sue colonie mediterranee, mentre le imprese militari di terraferma ne minavano il prestigio e la forza.
Tuttavia la Serenissima restava pur sempre la grande, ricca città, opulenta e sfarzosa, dove gli artisti trovavano sempre modo di dispiegare tutto il loro genio in opere degne della tradizione.
Il mondo della cultura e dell’arte però risentiva, almeno in parte di questa nuova situazione. Da un lato, con sempre maggior vivacità penetravano in Venezia le idee protestanti e democratiche che circolavano in Europa, dall’altro si facevano pure sentire gli echi della crisi generale del Rinascimento, insieme alla pressione negativa delle forze controriformiste.

Era dunque un periodo folto di contraddizioni, quello in cui Tintoretto dipinse le sue vaste tele, nelle quali si riflette in pieno l’inquietudine della sua epoca.
Sembra che sulla porta del suo studio Tintoretto avesse scritto: "Disegno di Michelangelo, colore di Tiziano". Certo è che Michelangelo e tutto l’indirizzo figurativo romano-fiorentino furono argomento di attento studio da parte di Tintoretto e di ciò è pure diretta testimonianza tutta la sua opera in cui il dinamismo e la plasticità della figura e della composizione michelangiolesca è di prima evidenza.
La sua pittura a differenza di quella di Tiziano, viva, soddisfatta, carnale, spirante sicura potenza, è invece una pittura piena di accenti drammatici, di agitazione, di bagliori e di ombre, una pittura in cui Tintoretto ama esprimersi, anzicchè attraverso l’espressione intensa dei volti, attraverso i movimenti, i gesti eloquenti dei personaggi o delle masse dei personaggi.
Il complesso di opere più impressionante per vastità ed energia pittorica è senza dubbio la decorazione della SCUOLA DI SAN ROCCO a Venezia.
A questa impresa egli si dedicò in vari tempi : dal 1564 al ’66 compì le pitture della SALA DELL’ALBERGO; dal 1567 al ’81 quelle della sala grande superiore; dal 1583 al ’87 quelle della sala terrena. Tema di questa vasta serie di tele è l’Antico Testamento e la vita di Cristo.
La CROCIFISSIONE, la FUGA IN EGITTO, la STRAGE DEGLI INNOCENTI, il BATTESIMO, l’ORAZIONE SUL MONTE DEGLI ULIVI sono, insieme ad altre ancora, altissimi esempi dello stile vibrante, veemente, ampio e complesso del Tintoretto. In queste scene appaiono, oltrechè le figure, anche i personaggi tintoretteschi: cieli nuvolosi intrisi di luce lunare, cieli sanguigni al tramonto, alberi rabbrividenti nella luce dell’alba, acque, monti, ogni cosa trasformata da una fantasia impetuosa e grandiosa.
I colori prendono squillo dalle zone d’ombra: spiccano così i gialli, i verdi, i rossi, applicati con pennello energico, con mano nervosa, con tocco costruttivo. Ma non è tanto lo squillo del colore quanto l’efficacia plastica che interessa Tintoretto: così nella elaborazione del suo linguaggio, egli giungerà ad affidare il risultato dell’opera principalmente alla potenza del chiaro-scuro.

L’itinerario stilistico di Tintoretto possiamo pertanto fissarlo dal giovanile MIRACOLO DI SAN MARCO (1548) al PARADISO, una tela di duecento metri quadrati (nel Palazzo Ducale di Venezia), una delle ultime opere portate a termine prima della sua morte avvenuta nel 1594.
Altre opere del Tintoretto sono il MIRACOLO DELLA MANNA e L’ULTIMA CENA di San Giorgio Maggiore, l’ANNUNCIAZIONE del Museo di Berlino, l’ORAZIONE NELL’ORTO di Santo Stefano ed altre ancora, cui s’aggiunge una fitta serie di ritratti.

Tintoretto è senza dubbio uno dei più fervidi geni della pittura…
… una fantasia ardente, una prodigiosa maestria, nutrite da un drammatico senso della grandezza dell’uomo.



LE CASCATE DI TIVOLI (The Falls of Tivoli) – Jean-Honoré Fragonard

Jean-Honoré Fragonard, nato a Grasse il 5 aprile del 1732, tra i maggiori pittori francesi esponenti del rococò, trattò con estremo virtuosismo i soggetti più diversi, influenzato dal luminoso barocco fiammingo e dalla pittura del Tiepolo e di Rembrandt, fu autore di numerosissime opere che lo hanno collocato tra i più raffinati pittori del Settecento. Morì a Parigi il 22 agosto del 1806.

LE CASCATE DI TIVOLI
La tela fu dipinta durante il soggiorno a Tivoli con l’abate di Saint-Non. Lo testimonia una lettera di Natoire a Marigny dell’agosto 1760.
Nell’inventario post-mortem di Saint-Non del 1792, figura uno STUDIO DI PAESAGGIO DI FRAGONARD CON CASCATA E FIGURE, VEDUTA DI TIVOLI che, passato a Louis la Caze, entrò al Louvre nel 1869.

Siamo forse in autunno se dobbiamo prestare fede naturalistica a quell’albero dalle foglie arrossate e ingiallite campeggiante in mezzo alle fronde che coprono il dirupo sulla sinistra. Sopra si erge una casa davanti alla quale a inizio un ponte che raggiunge l’altra sponda, scavalcando la cascata sottostante. Con tenui toni verdolini l’acqua scende violenta e rapida fra le rocce aguzze e perigliose come un ruscello di alta montagna, ma la presenza sulla destra di una casa e di diverse figure umane fa capire che ci troviamo in luoghi abitati ed ameni.
Sulla terrazza alcuni uomini appoggiati al davanzale parlano allegramente all’ombra di una fila di panni stesi. Sotto, su un terrapieno a fianco del corso d’acqua, alcune donne sono intente a lavare dei panni deposti in mucchio presso la vasca esagonale dai rilievi scolpiti. Due uomini le osservano dallo stipite di una porta che lascia intravedere, all’interno della costruzione, un vano dove ardono delle braci.

E’ una tela dipinta a memoria con l’aiuto di schizzi presi dal vero, uno dei quali (Veduta della grande cascata di Tivoli presa dal ponte), eseguito a sanguigna e molto vicino al quadro, è conservato al museo di Besançon. Con sensibilità tipicamente settecentesca, e che rientra nella concezione del “pittoresco”, Fragonard restituisce un’immagine edulcorata della natura, anche se si compiace nel descrivere il degrado della casa o del ponte invasi da una vegetazione rigogliosa e indomabile.





LE CASCATE DI TIVOLI
( 1760 circa)

Jean-Honoré Fragonard (1732–1806)


Museo del Louvre – Parigi


XVIII secolo


Tela cm. 73 x 60













VEDI ANCHE ...

LE BAGNANTI - Jean Honoré Fragonard

LE CASCATE DI TIVOLI (The Falls of Tivoli) – Jean-Honoré Fragonard

TEMPESTA - Jean Honoré Fragonard

L'ISPIRAZIONE - JEAN HONORÉ FRAGONARD

LA CAMICIA TOLTA - Jean-Honoré Fragonard

IL SOGNO DEL GUERRIERO - Jean Honoré Fragonard

LA LEZIONE DI MUSICA - Jean Honoré Fragonard

BACCANTE ADDORMENTATA (1765 - 1772 circa) - Jean Honoré Fragonard


IL CONTRATTO SOCIALE - Jean-Jacques Rousseau - On The Social Contract


IL CONTRATTO SOCIALE
Jean-Jacques Rousseau
2005 - Rizzoli Editore
A cura di Roberto Gatt
i


Il concetto di POPOLO SOVRANO in Rousseau


La sua massima opera filosofico-politica, IL CONTRATTO SOCIALE, è uscita lo stesso anno, 1762, della sua massima opera filosofico-pedagogica, l’EMILIO. L’una e l’altra gli procurarono fama imperitura e persecuzioni poliziesco-religiose. Poche opere sono state tanto lette ed ammirate ed altrettanto fraintese come il CONTRATTO SOCIALE. Qui Rousseau parte dalla sua concezione filosofica generale : tutto ciò che esce dalle mani della natura è perfetto, anche l’uomo, allo stato di natura, prima di ogni commercio e unione sociale, è perfettamente sano di corpo e di mente, incorrotto (non morale, ma senza immortalità), perfettamente libero ; e in quello stato ogni uomo è uguale ad ogni altro uomo, non vi sono né padroni né servi, né ricchi né poveri, né potenti né umili. Soltanto lo stato di civiltà ha prodotto tutti i guai, generando la disuguaglianza, la ricchezza e la povertà, lo Stato, il governo, ecc. ecc.
Nel DISCORSO SULLA ORIGINE DELLA DISUGUAGLIANZA TRA GLI UOMINI (1754), Rousseau aveva descritto questo stato di decadenza dell’uomo dal primitivo stato di perfezione come alienazione (concetto che in seguito verrà ripreso da Marx nei MANOSCRITTI ECONOMICO-FILOSOFICI), ossia separazione dell’uomo da se stesso, divisione dell’uomo in lavoratore e uomo, proprietario e uomo, cittadino e uomo, ecc. ecc.; e ne aveva attribuito la causa alla divisione del lavoro e alla conseguente origine della proprietà, per difendere la quale venne poi creato lo Stato con le leggi e il governo.
Nel CONTRATTO SOCIALE Rousseau si pone il problema tipicamente dialettico: visto che non è possibile ritornare allo stato di natura e alla selva primigenia per porre fine alla miseria umana e reintegrare l’uomo nella sua completa umanità, cerchiamo di ottenere questo proprio attraverso l’alienazione, nello Stato e mediante lo Stato, di recuperare la libertà nella legge e mediante la legge.

A questo scopo Rousseau riprende la vecchia idea del contratto sociale, ma in un senso affatto nuovo: egli non crede, come pare credesse ancora nella ORIGINE DELLA DISUGUAGLIANZA, e come aveva creduto la maggior parte dei contrattualisti prima di lui, che di fatto, in una certa epoca della storia, gli uomini, dapprima isolati, si siano uniti in una società mediante la stipulazione reale di un patto. Rousseau dice che noi potremo conciliare libertà e comunità, stato di natura e stato di civiltà, se considereremo la società politica come se fosse sorta da un contratto in virtù del quale ogni individuo cede alla comunità di cui entra a far parte tutta la sua libertà, divenendo però contemporaneamente membro di tale collettività libera e sovrana e quindi sovrano di essa. In virtù di tale patto la libertà cambia senso: mentre la libertà allo stato di natura significava assenza di legge, ora significa partecipazione alla volontà legislatrice, quindi volontà sovrana. Quella libertà che prima era pura irresponsabilità ora diviene responsabilità piena; in una parola, la libertà di natura, animale, diviene libertà morale, umana. E poiché tutti i membri della società sono ugualmente sovrani, alla uguaglianza negativa dello stato di natura (uguaglianza come non differenza) subentra l’uguaglianza positiva della società democratica (uguaglianza dei diritti sovrani). E siccome l’uomo cede totalmente la sua libertà al consorzio sociale, egli vi porta dentro tutta la sua umanità: come cittadino sovrano ridiventa uomo totale, totalmente uomo e totalmente cittadino. L’individuo si risolve totalmente nella società; ma la società, il potere politico, il governo, etc. , si risolvono totalmente nella volontà del cittadino. Questa volontà non è più il volere immediato, impulsivo, dell’uomo bruto, bensì la volontà generale, cioè la volontà razionale, consapevole, riflessa del cittadino cosciente, che vuole ciò che è bene per tutti e non soltanto per se.
Da queste idee Rousseau trae le conseguenze politiche che gli servono a disegnare le linee dello Stato democratico. Come per Hobbes e a differenza dei liberali, anche per lui il contratto è unico: lo stesso atto che unisce gli individui in società costituisce l’esistenza dello Stato. Ma a differenza di Hobbes, egli concepisce questo atto unico non come "darsi a un sovrano", bensì come costituzione di un sovrano collettivo: dunque per lui il governo vero, legittimo, fondato sul contratto sociale, non può essere che quello repubblicano. Tanto più che la sovranità è indivisibile e inalienabile: il popolo, unico e vero sovrano, non può né cedere la sua sovranità (perché diventerebbe schiavo, e quindi non più libero di contrarre), né dividere i "poteri" fra vari enti ciascuno sovrano del proprio ordine, come volevano i liberali. Governo, parlamento, magistratura restano per lui soltanto varie forme di servizio sociale sotto l’unica indivisibile sovranità del popolo. Niente garantismo quindi: lo Stato è per lui totalmente sovrano, senza limiti alla sua azione; ma esso non è la volontà di un despota o di un gruppo, bensì azione di volontà collettiva e universale.

Questo nelle grandi linee il contenuto della bellissima opera di Rousseau. Per quanto la teoria appaia seducente, non è a dire che in essa manchino difficoltà e soprattutto contraddizioni politiche. Prendo in esame le due difficoltà principali. L’una riguarda il significato che può avere il concetto di "volontà generale". E’ questa che è veramente sovrana e fonte della legge giusta. Ma se io voglio una cosa (per esempio una legge o un provvedimento di politica estera), e il mio vicino ne vuole una del tutto contraria, chi deciderà chi di noi due vuole di "volontà generale" e non egoisticamente, secondo il proprio interesse? Rousseau stesso osserva che la maggioranza dei voti non offre in ciò nessuna garanzia: può darsi che la volontà della minoranza sconfitta sia più razionale, e quindi più generale, della volontà della maggioranza vincente nelle votazioni. E allora? Tanto più, e qui sta un’altra difficoltà, che Rousseau non vuole abolire la proprietà privata, e quindi la divisione del lavoro, e quindi le classi sociali, e quindi..ecc. ecc.
Ora noi sappiamo, per averlo appreso prima ancora da lui (1754) che da Marx (4844), che dove ci sono classi c’è alienazione umana, quindi non può essere "uomo totale" e "volontà generale". Dove ci sono classi non c’è uguaglianza, e la "volontà generale" diventa in pratica la volontà egoistica dei più ricchi e dei più potenti.
Per questo la democrazia politica, sebbene a partire dai giacobini francesi molti si siano detti discepoli del filosofo ginevrino, non ha mai realizzato gli ideali di Rousseau, contaminandoli con l’ideologia liberale, dividendo l’uomo dal cittadino, i diritti dell’uomo dai diritti (e i doveri) del cittadino. La democrazia borghese non ha potuto, e non poteva, realizzare gli ideali teorici di Rousseau. Lo potranno fare altre forme di democrazia?
Queste, comunque, dovranno far subire ai pensieri di Rousseau una profonda revisione in sede teorica e anche più profonde modificazioni pratiche per arrivare ad un programma concretamente realizzabile.


VEDI ANCHE ...

PENSIERO POLITICO DEL XIX SECOLO – LIBERALISMO e SOCIALISMO

IL SOCIALISMO SCIENTIFICO (Scientific socialism)

MATERIALISMO STORICO

IL CAPITALE - THEORIEN UBEN DEN MEHRWERT - Karl Marx

MARX E L’ECONOMIA – IL CAPITALE - DAS KAPITAL - Kritider politischen Oekonomie


UTOPIA di Thomas More

LA CITTA' DEL SOLE di Tommaso Campanella

EMILIO - ÉMILE - Jean-Jacques Rousseau

CONTRATTO SOCIALE - Jean-Jacques Rousseau (Prima versione)

TRATTATO SUL GOVERNO - John Locke

SAGGIO SULL'INTELLETTO UMANO - John Locke

Storia del pensiero filosofico e scientifico - Ludovico Geymonat

_______________________________________________
Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (4) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (2) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Cervantes (3) Cézanne (19) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (26) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (2) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (16) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (10) Disegni Personali (2) Disney (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (7) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (9) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (55) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (1) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (3) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (4) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (85) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (4) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (43) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (3) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (17) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (14) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nobel (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (1) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (2) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (2) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (8) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (2) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicoanalisi (1) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (20) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (19) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Sciamanesimo (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (1) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (123) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (47) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (5) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (15) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (2) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)