venerdì 1 febbraio 2008

LA GRECIA SPIRANTE SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI (Greece on the ruins of Missolonghi) – Eugène Delacroix

 
LA GRECIA SPIRANTE
SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI (1826)
Eugène Delacroix ( 1798-1863)
Musée des Beaux – Arts di Bordeaux
XVIII – XIX secolo
Tela di cm. 209 x 147
CLICCA IMMAGINE per un'alta risoluzione
Pixel 2500 x 1750 - Mb 2,02



LA GRECIA SPIRANTE SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI, opera firmata da Delacroix, venne esposta per la prima volta nel 1826 alla galleria Lebrun, in una “Exposition au profit des Grecs”. Successivamente fu esibita a Londra nel 1828 insieme al dipinto MARIN FALIERO e ancora nel 1829 al Musée Colbert.

Fu acquistato dalla città di Boredeaux nel 1852 per la considerevole somma di 2.500 franchi e possiamo ammirarlo nel Musée des Beaux - Arts della stessa città.

La Grecia è rappresentata da una fanciulla in costume su un masso da cui spunta la mano di un caduto; in fondo a destra si scorge la presenza di un soldato turco.
L’allegoria si riferisce ai difensori di Missolungi che il 22 aprile del 1825 preferirono saltare in aria con le donne e i bambini piuttosto che arrendersi ai soldati turchi.

Insieme a Byron, Delacroix era rimasto particolarmente scosso dagli episodi della guerra per l’indipendenza greca, e aveva partecipato attivamente agli avvenimenti esaltandone gli eroismi a partire dal 1824, attraverso una serie di opere come IL MASSACRO DI SCIO e quindi LA GRECIA SPIRANTE SULLE ROVINE DI MISSOLUNGI.
In questi dipinti si individua una adesione completa agli ideali patriottici ed insieme al gusto esotico e romantico tipici di quegli anni.
Sono questi infatti gli anni nei quali Eugène stringe rapporti di amicizia con i Romantici quali Victor Hugo e Charles Baudelaire, grande ammiratore della tecnica di Delacroix, della quale diceva:

- Une véritable explosion de couleurs.

Sono anche anni cruciali che porteranno ai moti parigini del 1830 e alla conseguente rottura del fronte conservatore delle grandi potenze europee.

Nella figura femminile che personifica la Grecia si può identificare M.lle Laure, una delle modelle preferite da Delacroix, che ha posato anche per il dipinto DONNA CON PAPPAGALLO, del 1827, al Musée des Beaux – Arts di Lione.
La posa della giovane, nel suo gesto così eloquente, quasi monumentale, ricorda l’atteggiamento di certe immagini religiose del Quattrocento.
Del dipinto in questione esiste un primo abbozzo ad olio nella Collezione Reinhart di Winterthut.
Nel 1870 fu copiato da Odilon Redon.

Il periodo del sopravvento popolare si esaurisce con il rinnovato slancio rivoluzionario del 1848.
Il 3 settembre 1857, Delacroix scrive sul “Journal” :
- Il mondo nuovo, buono o cattivo, che cerca di farsi luce tra le nostre rovine, è come un vulcano sotto i nostri piedi: permette di riprendere fiato solo a chi, come me, comincia a considerarsi un estraneo a quello che succede e limita le proprie speranze a un buon impiego del giornale.



DUE NOTE SU DELACROIX

Eugène Delacroix nacque a Charenton-Saint-Maurice il 26 aprile 1798 (secondo alcune fonti sarebbe il figlio naturale di Talleyrand, che l’aiutò molto agli inizi della carriera). Nel 1816 entrò nell’atelier di Guérin e l’anno successivo si iscrisse all’Accademia di Belle Arti, dove fu fortemente attratto dalla pittura di Gèricault, tanto che il primo importante dipinto di Delacroix, LA BARCA DI DANTE (1822), rivela chiaramente l’influenza subita. L’artista raggiunse grande fama e ricevette numerose commissioni: la biblioteca del Palazzo Bourbon, gli affreschi della chiesa di San Sulpicio, il soffitto della galleria di Apollo al Louvre, la cupola della biblioteca del Palazzo del Lussemburgo e il Salon de la Paix all’Hotel de Ville di Parigi. Nel 1855 presentò 42 tele all’Esposizione Mondiale; nel 1857 aprì il suo atelier al n. 6 di Place de Furstemberg (oggi Museo Delacroix).
La salute iniziava a peggiorare e l’artista fu costretto a lunghi soggiorni in campagna; morì il 13 agosto 1863.


VEDI ANCHE . . .

MORTE DI SARDANAPALO - Eugène Delacroix

IL MASSACRO DI SCIO ( The massacre of Scio) – Eugène Delacroix

LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO - Eugène Delacroix 


PARISINA MALATESTA d'ESTE


PARISINA

Una ragazzina di quattordici anni, già donna nell'aspetto. ma con impressi sul volto, ancora ben chiari, i segni incerti dell'adolescenza, andava sposa nel 1418 a uno dei più begli uomini d'Italia, celebre per le sue gloriose imprese guerresche e per le sue innumerevoli e spregiudicate avventure amorose.
Il matrimonio avvenne per procura a Rimini, dove la fanciulla abitava in casa dello zio e tutore Carlo Malatesta.
Un mese dopo, la sposa-bambina si metteva finalmente in viaggio per raggiungere il marito a Ferrara, ma l'uomo, oramai stanco di attendere, le veniva incontro a mezza strada, a Ravenna, e la prendeva in consegna come un oggetto prezioso e fragile nello stesso tempo.
L'uomo si chiamava Niccolò III d'Este, era di parecchi anni più anziano della giovanissima moglie e, da non molto, era rimasto vedovo di Gigliola da Carrara, una donna senza attrattive che non esercitava nessun fascino in lui e che tra l'altro aveva avuto ai suoi occhi il grave torto di non aver dato nemmeno un erede al suo casato.
Uomo dal temperamento esuberante, Niccolò III non si era però rassegnato a non aver eredi. Per questo, aveva accolto nel suo palazzo di Ferrara ben sei figli illegittimi, tra i quali spiccavano per bellezza e intelligenza i tre maschi Ugo, Leonello e Borso, nati dalla sua lunga relazione con Stella de' Tolomei, una donna che aveva conquistato con la prepotenza e, forse, con una chiara promessa di matrimonio.
Purtroppo, la promessa era poi risultata vana. Quando, dopo la morte della moglie, Niccolò III giudicò più opportuno stipulare un matrimonio politico, che consolidasse il suo prestigio a Ferrara e in Italia e gli assicurasse l'amicizia di una famiglia potente.
Dopo aver preso in considerazione numerose ragazze di nobile casato, la scelta era caduta infine sulla quattordicenne Parisina Malatesta, orfana di entrambi i genitori, nelle cui vene scorreva il sangue di Gianciotto Malatesta, l'uomo che aveva ucciso la moglie FRANCESCA e il fratello PAOLO, da lui sorpresi in flagrante adulterio.


UN FIGLIASTRO SCONTROSO

Parisina non aveva avuto un'infanzia felice. La tragedia, infatti, era entrata presto nella sua casa. La madre era morta avvelenata in seguito ad un'oscura vicenda, quando la bimba aveva appena pochi giorni di vita, e il padre, valoroso guerriero, l'aveva seguita nella tomba dodici anni dopo, lasciando Parisina sola al mondo.
Nonostante questi tristi precedenti, la fanciulla che il marchese Niccolò d'Este portava a Ferrara come un trofeo da ostentare al cospetto del popolo che lo ammirava e lo rispettava, era tutt'altro che triste. Amava ridere e scherzare, si compiaceva delle belle vesti che il suo rango le permetteva di sfoggiare, era appassionata di caccia e di viaggi, adorava la musica.
In casa, portava sempre al collo una piccola arpa e, di tanto i tanto, la suonava con le mani così esperte da incantare le donne che costantemente le facevano cerchio attorno.
Ma né la musica né le altre mille raffinatezze di cui la nuova signora di Ferrara si mostrava esperta servirono, almeno apparentemente, a toccare il cuore di Ugo, il primogenito di Niccolò d'Este, destinato a succedere al padre nonostante la sua nascita illegittima. Era logico infatti che il ragazzo temesse per il proprio futuro…, se Parisina avesse dato al marchese un erede maschio, la successione sarebbe spettata a questo rampollo legittimo, la cui probabile venuta al mondo turbava i sonni di Ugo.
Ma Parisina non pensava, per il momento, a queste eventuali conseguenze del suo matrimonio. Sposa devota e sottomessa, obbediva in tutto al marito, felice di servirlo, e perciò non esitava a prendersi cura anche di Ugo, che ammirava sinceramente per la sua eccezionale bellezza.
La freddezza del figliastro la turbava e la immalinconiva. Non se ne lamentava col marito perché era orgogliosa come tutti i Malatesta, ma soffriva, e si chiedeva continuamente se la colpa non fosse anche sua, della sua incapacità di toccare il cuore di un ragazzo scontroso e impulsivo.


IL ROMANZO GALEOTTO

Parisina era giunta a Ferrara mentre in città infieriva la peste. Il suo ingresso nel palazzo del marito era quindi avvenuto quasi in sordina e non c'erano state le feste e i tornei cavallereschi che di solito, a quell'epoca, accompagnavano i "grandi" matrimoni. Ma forse questo fatto le aveva giovato, perché le aveva consentito di rivelarsi a poco a poco, di addestrarsi, nell'ombra, alle sue difficili mansioni e al suo ruolo di marchesa senza commettere errori irreparabili.
Aveva la sua piccola corte che la serviva in tutto e per tutto e che le permetteva di condurre un'esistenza adeguata al suo rango di prima signora della città. Quando aveva voglia di uscire, faceva attaccare un superbo cavallo alla "carretta" scoperta che usava per le sue gite cittadine e sul cui sedile, ricoperta di un drappo prezioso, se ne stava seduta in atteggiamento severo e composto. Il suo svago principale era costituito dalla caccia al falcone, che praticava con grande maestria. Aveva poi una ricca scuderia di cavalli da corsa, che mietevano allori nei tornei che si svolgevano nelle maggiori città d'Italia.
Era giovane e aveva bisogno di sognare, di dimenticare le cure del palazzo, talvolta troppo assillanti. Per questo si rifugiava spesso in un cantuccio del suo "studiolo" e passava ore intere con gli occhi chini su un libro stupendamente miniato, dove erano narrate le vicende del grande amore di Tristano e Isotta, i due "perfetti" innamorati della letteratura medioevale.
La lettura del romanzo serviva a svagare Parisina meglio del suono della sua arpa, ma nello stesso tempo le accendeva nel cuore uno struggente desiderio di tenerezza, che rimaneva purtroppo insoddisfatto perché il marito, tutto preso dagli impegni pubblici e dalle continue avventure sentimentali, non aveva molto tempo da dedica a lei. Tra il popolo correva di bocca in bocca un motto scherzoso sui numerosi rampolli illegittimi dell'esuberante marchese.
Esso diceva testualmente… "Di qua e di là dal Po… sono tutti figli di Niccolò".
La cosa, ovviamente, non poteva far piacere a Parisina, che si riteneva doppiamente tradita, e come moglie e come discendente di una famiglia mobilissima. Ella considerava un affronto grave l'essere trascurata per delle donne spesso volgari o comunque non di nascita illustre.
Poiché non poteva ribellarsi a questa condizione, si abbandonava ai piaceri della fantasia, "costruendo" il suo uomo ideale sulle tracce dell'eroe del romanzo che leggeva nelle ore di ozio.


LA SCINTILLA FATALE

La delusione di Parisina, a ogni modo, pareva destinata a non influire sulla vita della giovane signora di Ferrara, che continuava ad essere, o almeno a mostrarsi, una moglie sottomessa e innamorata. Al massimo, serviva a conferire un'espressione malinconica al bel viso della sposina lasciata troppo sola.
Ma ecco che due avvenimenti imprevedibili fecero precipitare la situazione.
Parisina, che già aveva dato al marito due gemelline, Lucia e Ginevra, nel 1421 diede alla luce un maschio che visse appena trentanove giorni. Era il "pegno" che avrebbe potuto, anzi dovuto, intenerire il cuore di Niccolò III…, la sua scomparsa scavò un abisso tra i due coniugi e convinse Parisina a chiudersi sempre più in se stessa.
Nell'inverno del 1423, una nuova pestilenza si abbatté su Ferrara. Per sfuggire al contagio, il marchese si ritirò in campagna, seguito dalla moglie e dal figlio Ugo. Così i due giovani, che fino a quel momento si erano trattati con freddezza e indifferenza, evitando al massimo d'incontrarsi, furono costretti a frequentarsi e a conoscersi meglio l'un l'altro.
Fu un triste inverno per Parisina, che tra le nebbie di quella campagna monotona e grigia si scoprì a sognare il sole di Romagna, il mare, la dolcezza insomma del paese natio.
Un giorno chiese al marito il permesso di andare a soggiornare un poco a Ravenna, dove abitava il cognato Obizzo da Polenta, e Niccolò III acconsentì, a patto però che fosse Ugo ad accompagnarla. Al marchese non erano sfuggiti i cattivi rapporti che correvano tra la moglie e il figlio e desiderava sinceramente che il "malinteso" finisse al più presto. Perciò, Niccolò III disse chiaramente a Ugo e a Parisina che avrebbero dovuto smettere di trattarsi come nemici e aggiunse che col viaggio a Ravenna intendeva mettere alla prova la loro buona volontà.
Ai primi di maggio, mentre la primavera era in pieno rigoglio, Ugo e Parisina salirono sul ricco bucintoro, la barca che da Ferrara li avrebbe portati a Ravenna. Quando i marinai sciolsero gli ormeggi e la navigazione ebbe inizio la giovane donna, guardandosi attorno, ebbe un tuffo al cuore…, tutto in quel momento, le ricordava il romanzo di Tristano e Isotta, allorché la nave con a bordo i due "amanti perduti" corre verso il paese dove essi sognano di vivere indisturbati.
Fu questa rivelazione ad accendere nel suo cuore la terribile scintilla della passione amorosa. Come già era accaduto a Francesca da Rimini, dimenticò di colpo ogni dovere, ogni legge. A un tratto, nel giovane che le stava accanto non vide più il figliastro scontroso, ma nientemeno che l'uomo del suo destino.


LA TERRIBILE VENDETTA

I cronisti dell'epoca sono tutti concordi nel riferire che fu la donna ad attirare il giovane a sé, con la forza cieca della propria passione. Ugo, dapprima, cercò di resistere e, forse, imprecò contro il padre che gli aveva imposto quel viaggio, ma poi si arrese e si lasciò prendere dalla stessa. cieca passione di Parisina, simile in tutto a Tristano dopo che ebbe bevuto il filtro d'amore.
Era molto giovane, Ugo…, aveva appena diciannove anni. E Parisina, a sua volta, non toccava i venti, essendo solo di qualche mese più anziana di lui. Questo spiega l'incoscienza e la leggerezza con cui cedettero di potersi amare a dispetto del mondo, senza minimamente considerare il terribile castigo che senz'altro si sarebbe abbattuto su di loro, se Niccolò III avesse scoperto il tradimento.
Da un anno durava l'amore "perduto" di Ugo e Parisina, quando accadde il fatto che fece precipitare la situazione e determinò la tragedia. In un momento di collera, la marchesa schiaffeggiò una cameriera e questa, che era a conoscenza del "segreto", per vendicarsi, si lasciò scappare parole irripetibili.
Un uomo le ascoltò involontariamente e tremò…, per non diventare complice del tradimento, con le conseguenze che è facile immaginare, corse a denunciare tutto al marchese d'Este. Questi da principio si rifiutò di credere alla denuncia, pretese di avere in mano delle prove, non voleva colpire solo per un sospetto, magari infondato, tanto più che amava Ugo teneramente e stimava Parisina una moglie esemplare.
Ma il tarlo del dubbio era ormai entrato in lui. Fece praticare di nascosto un foro nel soffitto della camera di Parisina e attese, in agguato. Purtroppo, la denuncia della cameriera era confermata. Niccolò III, preso da un furore spaventoso, ordinò che i due fossero arrestati e chiusi, separatamente, nei sotterranei di una torre…, quindi adunò i suoi consiglieri e impose loro di istruire immediatamente un regolare processo pubblico, incurante dello scandalo che ne sarebbe derivato. Per Ugo e Parisina non c'era più scampo… l'uno e l'altra vennero condannati alla decapitazione. Invano la donna cercò ripetutamente di parlare col marito al solo scopo di attribuire a se stessa tutta la colpa del tradimento e di salvare così la vita del giovane. Inflessibile e spietato, Niccolò III si rifiutò di vederla e di ascoltarla.
Ugo si rese subito conto dell'enormità della sua colpa e accettò il verdetto di morte con dignitoso coraggio e con cristiana rassegnazione.
Prima di essere condotto al patibolo, la sera del 21 maggio, chiese, per mezzo del confessore, il perdono del padre. Non così Parisina, che per tre giorni e tre notti, per quanto cioè durò l'attesa della fine, non fece altro che disperarsi e invocare il nome dell'amato. Ammutolì soltanto allorché le recarono l'annuncio che Ugo era già morto. Allora il suo volto, scavato dalle lacrime, parve diventare di pietra. Le sue labbra si riaprirono unicamente per chiedere, a chi aveva l'incarico di scortarla fino al carnefice, di aiutarla, per amor di dio, ad affrettare i tempi della morte, per giungere al più presto al momento della liberazione.


HANNO ISPIRATO POETI E MUSICISTI

La tragedia di Ugo d'Este e di Parisina Malatesta ha avuto una lunga e profonda eco nella letteratura, nella poesia e nella musica sia nei tempi che seguirono immediatamente la vicenda, sia nei giorni nostri.
Nel Cinquecento la storia dei due infelici amanti fu raccontata da Matteo Bandello, in una novella rimasta celebre.
All'epoca del Romanticismo il poeta inglese George Byron si ispirò al dramma di Ferrara per un poema che intitolò "Parisina" e che fu pubblicato a Londra nel 1816. Giacomo Leopardi fece di Ugo d'Este il protagonista di un o dei suoi canti giovanili, "L'Appressamento della morte".
Il musicista Gaetano Donizetti compose un'opera lirica intitolata "Parisina" e ispirata alla storia che vi ho appena narrato.
Ultimo, in ordine di tempo, Gabriele D'Annunzio compose una tragedia che fu musicata da Pietro Mascagni e che, col titolo di "Parisina", andò in scena al teatro alla Scala di Milano il 15 dicembre 1913.


*

Per Rosalba.…

*

RITRATTO DI AGNOLO e MADDALENA DONI – Raffaello Sanzio

   
RITRATTO DI AGNOLO DONI (1506-1507)
Raffaello Sanzio (1483-1520)
Palazzo Pitti – Galleria Palatina – Firenze
XVI secolo
Olio su tavola cm. 45,8 x 65






 






Il quadro ritrae di trequarti, sullo sfondo di un paesaggio, un giovane uomo con indosso un abito elegante ma sobrio che rivela la sua elevata posizione sociale. Si tratta di Agnolo Doni, fiorentino, mercante di stoffe, che si fece ritrarre da Raffaello insieme alla moglie, Maddalena Strozzi, raffigurata a pendant in un’altra tavola della stessa galleria Palatina. In entrambi i dipinti Raffaello si mostra attento alla resa dei dettagli, siano essi i tratti del volto, i tessuti, le mani segnate dalle vene azzurrine, così come nel ritratto di Agnolo.
In questa descrizione particolareggiata l’artista risulta influenzato da pittori fiamminghi come Memling, oltre che dal Perugino (FRANCESCO MARIA DELLE OPERE, 1494, Firenze, Uffizi), un tempo suo maestro.
Raffaello comunque va oltre questi modelli. Grazie alla luce calda e intensa e a un senso di ampiezza e di profondità, l’artista fonde armoniosamente i suoi personaggi con il paesaggio e l’ambiente circostante: significativa fu per Raffaello la lezione di Leonardo, tanto che la MADDALENA DONI è una brillante citazione de LA GIOCONDA.
.
I RITRATTI DONI compiuti a poca distanza l’uno dall’altro, così come dimostrano le recenti indagini di laboratorio che hanno stabilito che le tavole sono state ricavate dal medesimo albero, sono databili al 1506 - 1507, fra la MADONNA DEL BELVEDERE (Vienna, Kunsthistorisches) e la DEPOSIZIONE BAGLIONI (Roma, Galleria Borghese).


Il RITRATTO DI AGNOLO DONI insieme a quello di MADDALENA DONI, una volta messi in vendita dalla stessa famiglia Doni, furono acquistati nel 1826 dal granduca di Toscana, Leopoldo II di Lorena e entrarono così a far parte delle collezioni di Palazzo Pitti. Fra i ritratti del primo Cinquecento fiorentino sono i soli di cui le fonti, dal Vasari (1568) in poi, ricordino sia il nome dell’autore che dei personaggi. Agnolo Doni, che sposò Maddalena nel 1504, era un ricco mercante iscritto all’Arte della lana di Firenze. Collezionista di gemme, gioielli e oggetti antichi, fu committente anche di Michelangelo (TONDO DONI, Firenze, Uffizi) e di Fra’ Bartolomeo (SACRA FAMIGLIA, Roma, Galleria Corsini).

*

Nato il 6 aprile 1483 ad Urbino, figlio di un pittore legato alla corte dei Montefeltro, Raffaello Sanzio impronta la prima parte della sua opera all’esempio peruginesco. Distaccandosi dalla grazia un po’ leziosa del maestro, già nello SPOSALIZIO DELLA VERGINE (Milano, Brera, 1504) dà prova di sicuro dominio prospettico e spaziale, realizzando un impianto compositivo nitido e luminoso.
Il soggiorno fiorentino è caratterizzato dalla produzione di serie di Madonne col Bambino (nella variante della Sacra Famiglia e del Bambino con San Giovannino), sullo sfondo di paesaggi dolci e pieni di grazia, che determineranno il suo grande successo presso il pubblico contemporaneo. Importanti sono anche i ritratti dei membri delle famiglie dell’aristocrazia mercantile cittadina… ad esempio Agnolo e Maddalena Doni (Firenze – Pitti - …che presenterò più avanti nel tempo), ispirati a modelli leonardeschi, nei quali concentra la propria attenzione sulla fusione atmosferica tra personaggio e ambiente circostante.
Bramante lo chiama a Roma nel 1508 a lavorare per l’appartamento di Giulio II della Rovere, che rifiutava di abitare l’appartamento Borgia. I lavori vaticani costituiscono una tappa fondamentale dell’iter dell’artista in quanto bene interpretano i nuovi ideali e le aspirazioni della corte pontificia. Nascono così gli affreschi delle quattro stanze (della segnatura, di Eliodoro, di Costantino e dell’incendio di Borgo), che rappresentano il punto più alto di fusione del patrimonio culturale classico con gli elementi della spiritualità cristiana.
Fu anche architetto della fabbrica di San Pietro e sovrintendente alle antichità di Roma.
Raffaello morì a 37 anni, il 6 aprile del 1520.



*

RITRATTO DI MADDALENA STROZZI DONI (1506-1507)

Raffaello Sanzio (1483-1520)

Palazzo Pitti – Galleria Palatina – Firenze

XVI secolo

Olio su tavola cm. 45 x 65

*


Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (4) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (2) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Cervantes (3) Cézanne (19) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (26) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (2) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (16) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (10) Disegni Personali (2) Disney (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (7) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (9) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (55) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (1) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (3) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (4) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (85) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (4) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (43) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (3) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (17) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (14) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (1) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (2) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (2) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (8) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (2) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicoanalisi (1) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (20) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (19) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (1) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (123) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (47) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (5) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (15) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (2) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)