venerdì 7 marzo 2008

RESURREZIONE (Resurrection) - Lev Tolstoj

Nella camera dei giurati il principe Dimitri Necliudov trovò già riunite una decina di persone.
L’usciere invitò i giurati a entrare nella sala delle Assise, dove stava per iniziare il processo.
L’imputata era una donna di facili costumi, una certa Maslova, accusata di aver ucciso col veleno un suo amico, allo scopo di derubarlo.
Al suo entrare nella sala, gli sguardi di tutti gli uomini si volsero verso di lei e rimasero fissi sul suo viso pallido dagli occhi neri, scintillanti, sul corpo snello e provocante, che neppure i brutti abiti del carcere riuscivano a mortificare. Il principe Necliudov la osservò con più attenzione, mentre il Presidente la interrogava, e a un tratto impallidì, preso da un’emozione violenta, che subito si sforzò di nascondere.

“E’ impossibile – pensava – non può essere lei, il suo nome era un altro!”.
Ma pur cercando di illudersi, già sapeva, senza ombra di dubbio, che l’imputata Maslova era Katiuscia, la ragazza che per un tempo brevissimo e felice aveva amato di vero amore. Una folla di ricordi che credeva sepolti gli fecero salire le fiamme alla faccia.
Tutto era cominciato d’estate, tanti anni prima: Dimitri era in vacanza nella villa delle zie, presso le quali Katiuscia, da loro allevata e protetta, era una via di mezzo tra la pupilla e la cameriera. Dimitri aveva allora diciannove anni, era ingenuo sensibile, fremente per la troppa gioia di vivere. Katiuscia, coi suoi sedici anni, il suo sorriso raggiante, gli occhi luminosi, la gentile e svelta figuretta, ben presto lo conquistò. Per sentirsi felice, gli bastava ricordarsi dell’esistenza di lei o sperare di incontrarla, indaffarata e sorridente, in qualche stanza della grande casa. Le stesse sensazioni provava Katiuscia per lui, ma nessuno dei due aveva mai osato parlarne all’altro. Forse non si rendevano neppure conto di amarsi, non sapendo definire i loro sentimenti.

Alla fine dell’estate il giovane Dimitri era partito e per tre anni non aveva più avuto occasione di rivedere la fanciulla. Quando era tornato dalle zie per una breve visita, era ben diverso dal ragazzo leale e sognatore di allora. Ormai in ogni donna vedeva soltanto un a fonte di piacere. La vita militare, la compagnia di giovani camerati dissoluti, il troppo denaro fornitogli dalla famiglia l’avevano reso simile a tanti altri, conducendolo a un grado di egoismo e di indifferenza che soltanto tre anni prima gli avrebbe fatto orrore. Katiuscia per tre anni lo aveva atteso e ora i suoi occhi brillavano di felicità; non tentava neppure di nascondergli il suo amore. Dimitri nel suo intimo sentiva che avrebbe dovuto andarsene da quella casa, che qualcosa di male, altrimenti, sarebbe avvenuto. In lui lottavano due uomini: l’uno buono e generoso, che teneva cono del bene altrui e lo anteponeva al proprio; l’altro, egoista e senza scrupoli, che avrebbe sacrificato ai propri desideri il bene del mondo intero.
E fu purtroppo la parte meno nobile che alla fine prevalse: quella notte, l’ultima che avrebbe trascorso in casa delle zie, Dimitri raggiunse la camera di Katiuscia e non ebbe compassione di lei, della sua innocenza, dell’amore che la rendeva così tenera e indifesa.
Il giorno della partenza, dopo il pranzo, aspettò Katiuscia nell’ingresso e, malgrado i disperati dinieghi di lei, le infilò tra le mani una busta con un biglietto da cento rubli. In fondo all’animo sentiva di agire in modo indegno e crudele, ma non voleva assolutamente riconoscerlo, per non doversi vergognare di se stesso. Non aveva che un mezzo per conservare un’altra opinione di sé: non pensarci più. E così fece. La vita militare, i paesi diversi, i compagni, la guerra l’aiutarono a dimenticare.

Ora, dopo dodici anni, di fronte a questa povera donna così diversa dalla Katiuscia di un tempo, il principe è costretto ad ammettere che soltanto la sua bestialità e la sua mancanza di cuore possono aver mutato la ragazza ingenua e dolce di un tempo in una donna viziosa e priva di senso morale. Si sente un miserabile, indegno di guardare in faccia la gente.
Ricorda con un brivido che qualche anno prima, passando dalle zie, aveva appreso che Katiuscia aveva messo al mondo un bambino. Il piccolo poteva essere suo, poiché le date corrispondevano, ma egli aveva preferito pensare che non lo fosse, perché gli tornava comodo.
Mentre il Presidente interroga l’imputata Maslova, il principe si sente oppresso da un peso insopportabile: tutta la vita condotta negli ultimo dodici anni gli appare oziosa, depravata, moralmente priva di qualsiasi scopo. Come ha potuto non accorgersene fino a questo momento? Si trova in quel tribunale per giudicare, quando egli stesso dovrebbe essere sottoposto a giudizio e condannato.
Dopo la discussione del processo, Katiuscia è condannata a quattro anni di lavori forzati in Siberia. Per Necliudov, che si considera la prima causa delle disgrazie di Katiuscia, è un colpo durissimo. Il rimorso non gli dà tregua. Decide di impiegare tutti i mezzi messi a sua disposizione per fare annullare la sentenza, con un ricorso alla Cassazione presentato da un valente avvocato.

“La vedrò, le dirò che sono un mascalzone, che riconosco la mia colpa. Le chiederò perdono come anno i bambini; appena sarà liberata le chiederò di sposarmi”. Questi i pensieri che per tutta quella notte lo tengono sveglio, in un’agitazione continua e dolorosa.
“Signore, aiutami, insegnami!” … supplica a mani giunte; e a un tratto si accorge che in lui è avvenuto un miracolo: si sente forte e capace di fare tutto ciò che di bello e di buono può compiere un uomo. E’ la notte della sua resurrezione. S risveglia in lui l’uomo nobile e generoso che per tanti anni aveva dormito, intorpidito dai vizi e dalla menzogna.
Dopo qualche giorno, il principe ottiene il permesso di un colloquio con la Maslova. Si rea nella prigione dove ella è rinchiusa: è l’ora delle visite, ma il chiasso, la confusione, le grida gli impediscono di parlarle. Il direttore allora la a chiamare e li fa incontrare in una stanza a parte. Sulle prime lei non lo riconosce, poi il suo viso si fa di fiamma e assume un’espressione dolorosa e cupa. Da molti anni si era imposta di non pensare a quel mondo meraviglioso di sentimenti che il principe le aveva dischiuso. Non è mai riuscita a spiegarsi il crudele comportamento di lui, l’umiliazione che egli le aveva inflitta.
Messa all’improvviso di fronte a Necliudov, Katiuscia prova solo un impeto di odio e repulsione. Quel signore elegante, che ora le sta di fronte in atteggiamento supplichevole, non è più il giovane che ha amato, ma un uomo sconosciuto, dal quale un essere come lei deve cercare di trarre il maggior vantaggio possibile. E subito capisce che può approfittare di lui.

“Vorrei chiedervi… un po’ di denaro, se potete, una decina di rubli…” dice a un tratto, guardandolo con civetteria.
“Ma certo, ma certo…” risponde confuso e imbarazzato il principe, rendendosi conto dolorosamente di come ella sia cambiata.
Egli capisce che vi è un solo mezzo per redimere Katiuscia: liberarla dal carcere e sposarla.
Ma, nonostante gli sforzi, il ricorso in Cassazione è respinto e Katiuscia è costretta a scontare la condanna. Dimitri decide allora di seguirla in Siberia: si spoglierà di tutti i suoi beni, regalerà la terra ai contadini e poi sposerà Katiuscia, dedicandole il resto della sua vita. Sarà accanto a lei per sempre, l’aiuterà a redimersi, a ritrovare il giusto cammino, le sarà di conforto e di guida; forse c’è ancora tempo per riparare. Questa decisione lo esalta, gli dà una felicità immensa, mai provata fino allora.
Il viaggio fu lungo, massacrante, in carrozzoni ferroviari più adatti alle bestie che agli uomini. Il principe constatò con orrore le condizioni in cui i forzati vivevano.
Dopo qualche giorno riuscì ad ottenere dal comandante del convoglio che la Maslova fosse trasferita nel reparto dei condannati politici. Questo fatto migliorò le condizioni della poveretta. Finalmente gli uomini cessarono di molestarla, di ricordarle un passato che voleva tanto dimenticare.
La vita coi condannati politici, nonostante la sua durezza, le sembrò un paradiso e le suscitò nuovi sentimenti. Era fierissima dell’amicizia che persone così “straordinarie” le dimostravano.

“E pensare che ho pianto quando mi hanno condannata – diceva – invece dovrei ringraziare Iddio per l’eternità. Ho imparato cose che avrei ignorato per tutta la vita”.
Fra i condannati politici v’era un certo Simonson, un uomo generoso, sensibile e intelligente: egli si era subito innamorato di Katiuscia, ma non osava dichiararsi. La donna se ne era accorta ed era grata a questo Simonson che la stimava e che l’aveva aiutata a ritrovare il rispetto di se stessa. Il principe Necliudov le aveva offerto il matrimonio come riparazione e come mezzo di redenzione, ma Simonson l’amava così com’era e proprio per questo la costringeva a uno sforzo continuo per migliorare se stessa.
A ogni incontro con Katiuscia, Dimitri poté rendersi conto del mutamento profondo che stava verificandosi in lei Perfino il suo aspetto era cambiato: nell’abito e nel suo modo di fare non vi era più alcuna traccia di civetteria. Era un’altra Katiuscia, una donna coraggiosa e forte, ormai avviata sulla via del bene.
Quando il principe venne a sapere che Simonson desiderava sposarla, comprese che Katiuscia non aveva più bisogno di lui. Questo pensiero lo rese assai triste, ma negli ultimi due mesi qualcosa di più grave lo aveva tormentato ed era diventato per lui un problema assillante: come rimediare cioè al male che opprimeva centinaia di migliaia di esseri umani, rinchiusi in prigioni spaventose, esposti a ogni possibile corruzione, torturati da aguzzini che agivano in nome della legge.
Dimitri Necliudov prese il Vangelo e incominciò a leggere, cercando la risposta che forse poteva pacificarlo. Per tutta la notte meditò sul libro sacro e da quella notte si iniziò per lui una vita nuova che egli decise di dedicare soltanto al bene dei suoi simili.


UNA PAGINA

“Nella camera delle donne ardeva una piccola lampada; Katiuscia sola era seduta presso la tavola, pensierosa, e guardava davanti a sé. Necliudov la osservò a lungo, senza muoversi, volendo sapere che cosa avrebbe fatto pensando che nessuno la vedeva.
Un paio di minuti essa rimase immobile, poi alzò gli occhi, sorrise, tentennò il capo quasi per rimproverarsi e, cambiata posizione, con mossa brusca mise le due mani sulla tavola e fissò gli occhi davanti a sé.
Egli stava fermo e la guardava e inconsciamente ascoltava anche il battito del suo cuore e gli strani suoni che giungevano dal fiume.
Laggiù, nella nebbia, si svolgeva un assiduo, lento lavorìo: ora si udiva un rombo, ora uno scricchiolìo, ora un tonfo, ora i ghiacciuoli sottili tinnivano come il vetro. Egli non si muoveva, guardava il viso assorto di Katiuscia, tormentato da una lotta interiore, e provava pietà di lei; ma, strano a dirsi, questa pietà accresceva soltanto la bramosia che lo possedeva tutto. Bussò alla finestra. Quasi colpita da una scossa elettrica, ella sussultò e il terrore le si dipinse sul volto. Poi balzò su, andò verso la finestra e accostò la faccia ai vetri.
L’espressione di terrore non abbandonò il suo viso neppure quando, facendosi schermo con le due mani, lo riconobbe. Era insolitamente seria, come non l’aveva mai vista. Sorrise soltanto quando sorrise lui, sorrise quasi sottomettendosi a lui ma nella sua anima non c’era il sorriso, c’era solo paura. Necliudov le fece segno con la mano per chiamarla fuori, ma ella scrollò la testa e non si mosse. Egli accostò di nuovo la faccia ai vetri per gridarle di uscire, ma in quel momento lei si voltò verso la porta come se qualcuno l’avesse chiamata. Necliudov si allontanò dalla finestra. La nebbia era così fitta che a cinque passi dalla casa non si vedevano più le finestre, ma solo una massa nereggiante, da cui traluceva il rosso lume della lampada che appariva grandissimo. Sul fiume continuava quello strano sibilare, frusciare, scricchiolare e tintinnare del ghiaccio. Poco distante, tra la nebbia del cortile un gallo cantò, dal vicinato altri risposero e dal villaggio lontano giunsero altri richiami che si alternavano e si fondevano in un unico grido. Tutto taceva all’intorno, eccetto il fiume. Era già il secondo canto dei galli. Dopo aver girato un paio di volte intorno all’angolo della casa, mettendo ogni tanto i piedi in una pozza d’acqua, Necliudov si accostò di nuovo alla finestra della camera della servitù. La lampada ardeva ancora e Katiuscia sedeva di nuovo sola davanti al tavolo, come indecisa. Giunto sotto la finestra, il giovane diede un’occhiata nella stanza, poi bussò. Senza guardare chi aveva bussato, ella uscì di corsa e si sentì schiudersi e cigolare la porta d’ingresso. Lui l’aspettava già vicino all’atrio e subito l’abbracciò senza dir parola. Ella gli si strinse addosso, alzò la testa e con le labbra incontrò il suo bacio.”
COMMENTO
Questa che ho presentato è senza dubbio una tra le più belle del romanzo. L’immagine del ghiaccio che si fonde al tiepido alito primaverile concorda mirabilmente con l’ansia dell’amore dei due protagonisti, col terrore dell’ignoto che in Katiuscia cede a poco a poco al desiderio d’amare: ella dice di no con le labbra, mentre tutto il suo corpo dice di sì. Nessuno scrittore russo ha sentito come Tolstoj il fascino della natura. Egli ama profondamente la sua terra, la conosce benissimo, la sente viva e presente in tutto il suo essere e proprio per questo motivo sa descriverne mirabilmente il paesaggio, il trapassare delle stagioni, la furia sconvolgente degli elementi e l’ardore delle passioni umane.
E’ uno scrittore che non eccede negli aggettivi: usa le parole che gli occorrono e non una di più.
Bada sempre e solo alla realtà delle cose e la descrive con una giusta e colorita espressione. L’esatta misura, la semplicità e la naturalezza della narrazione sono qualità caratteristiche dello stile di Tolstoj e non si perdono neppure nella traduzione delle sue opere.
Quello che Tolstoj voleva attuare era veramente l’amore di Dio e la legge del Vangelo. Non si contentò quindi di fare lo scrittore, volle essere filosofo e predicatore, combattendo per il rinnovamento spirituale dell’umanità.”L’arte al servizio della morale” fu il suo programma; perciò in ogni sua opera è contenuto un messaggio spirituale.
Quando nel 1899 il romanzo “Resurrezione” venne dato alle stampe, alcuni critici rimproverarono a Tolstoj di essersi lasciato troppo prendere dalle tesi morali e religiose, appesantendo il racconto con divagazioni che non conducono ad una conclusione pratica.
E’ ero: il libro annuncia alla fine una nuova vita del protagonista ma al punto di descriverla il racconto finisce. Il fatto è che in Necliudov, come sempre avviene per i personaggi di Tolstoj, c’è tanto dello scrittore, del conflitto tra la vita che è costretto ad accettare e quella tutta spirituale che vorrebbe vivere.
Necliudov non sa formulare un programma per vivere secondo la legge del Vangelo, perché lo stesso Tolstoj non sa come effettuare su piano pratico i suoi ideali religiosi e sociali.
Tolstoj odia la menzogna, e nemmeno a uno dei suoi personaggi può permettere di mentire o di annunciare, come sicure, imprese di incerta realizzazione. Piuttosto preferisce lasciare in sospeso ciò che non può essere definito con chiarezza. Ma non per questo è lecito dubitare della sua buona fede, del suo fervido desiderio di fratellanza universale.
Un motivo importante in “Resurrezione” è quello della sofferenza accettata come espiazione e come mezzo di elevazione spirituale. Infatti Katiuscia “risorgerà” scontando dolorosamente una pena; Necliudov cancellerà le colpe della sua vita viziosa e otterrà la propria “resurrezione” partecipando alle sofferenze dei condannati e tormentandosi nel desiderio di alleviare i loro tormenti.
Altro valido motivo dell’opera è quello sociale: Dimitri vuole riparare ai mali della società in cui vive; afferma che l’amore reciproco inteso in senso cristiano è la sola legge della vita. E’ Necliudov che parla, ma dietro di lui c’è Tolstoj, filosofo e predicatore.
Nonostante le tesi religiose e sociali ampiamente esposte, “Resurrezione” è un capolavoro dell’arte narrativa ed è anche il testamento artistico del settantenne Tolstoj.
L’osservazione degli esseri umani è realistica: egli ne fruga gli animi alla ricerca della verità. Uomini e donne sono esposti alla vista acuta del suo sguardo, che non risparmia nessuno: forti e deboli, ed è uno specchio senza difetti. Il campo d’osservazione è ben vasto: i salotti aristocratici e raffinati con le insulse chiacchiere degli oziosi; la vita tranquilla in campagna e le miserie dei contadini; la magistratura e gli alti funzionari dello Stato, egoisti e vili; il triste mondo dei criminali con le catene ai piedi e il mondo dei rivoluzionari che sacrificano la propria libertà e la vita in nome di un ideale.

Con obiettività, ma con pietà fraterna, Tolstoj descrive la società russa del suo tempo. Quando deve condannare lo fa con dolore, perché in ogni uomo egli vede il suo fratello; e la compassione gli consente di scrivere pagine così intensamente ricche di poesia e nello stesso tempo così semplici che tutti le possano capire. Non per nulla egli prese a modello il Vangelo, da lui giudicato l’opera più sublime di tutti i tempi, l’opera più vera e ricca di umanità, perché scritta da creature buone e semplici.

Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (4) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (2) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Cervantes (3) Cézanne (19) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (26) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (2) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (16) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (10) Disegni Personali (2) Disney (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (7) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (9) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (55) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (1) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (3) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (4) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (85) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (4) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (43) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (3) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (17) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (14) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (1) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (2) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (2) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (8) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (2) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicoanalisi (1) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (20) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (19) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (1) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (123) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (47) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (5) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (15) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (2) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)