Tiziano Vecellio
(Pieve di Cadore 1490 - Venezia 1576)
(Pieve di Cadore 1490 - Venezia 1576)
Galleria degli Uffizi – Firenze
XVI secolo
Tela cm. 80 x 64
ALTA RISOLUZIONE
Una prosperosa donna occupa il primo piano della composizione. La succinta tunica ha un’ampia scollatura che lascia intravedere la bianca carnagione della mammella sinistra; i lunghi capelli ondulati che incorniciano il delicato volto scivolano sulle spalle contribuendo ad aumentare la sua sensualità.
Con la mano sinistra sorregge un prezioso scialle damascato, mentre con quella destra tiene un bouquet di gelsomini, viole e rose. In passato la donna ritratta è stata identificata con l’amante di Tiziano, Violante, figlia di Palma il Vecchio, ma non è di conforto a tale ipotesi il confronto con Santa Brigida della SACRA CONVERSAZIONE (Madrid, Museo del Prado) che la ritrae.
Con la mano sinistra sorregge un prezioso scialle damascato, mentre con quella destra tiene un bouquet di gelsomini, viole e rose. In passato la donna ritratta è stata identificata con l’amante di Tiziano, Violante, figlia di Palma il Vecchio, ma non è di conforto a tale ipotesi il confronto con Santa Brigida della SACRA CONVERSAZIONE (Madrid, Museo del Prado) che la ritrae.
E’ più probabile che la modella sia una sconosciuta agghindata da Tiziano all’antica, forse la dea Flora, così come indica l’incisione di Joachim Sandrart, datata 1640. La tipologia del ritratto è vicina a quella di Palma il Vecchio, in un dipinto datato intorno al 1522, oggi alla National Gallery di Londra.
Gli studiosi di iconografia hanno comunque escluso che ambedue i dipinti possano ritrarre Flora, in quanto la veste bianca indossata dalla giovane, anche se simile a quella delle spose, era una tipologia alla moda presso le attrici e le danzatrici veneziane che interpretavano il ruolo di ninfe.
Gli studiosi di iconografia hanno comunque escluso che ambedue i dipinti possano ritrarre Flora, in quanto la veste bianca indossata dalla giovane, anche se simile a quella delle spose, era una tipologia alla moda presso le attrici e le danzatrici veneziane che interpretavano il ruolo di ninfe.
La sensuale bellezza della fanciulla, la grande qualità pittorica e il perfetto equilibrio della composizione sono elementi determinanti per far considerare il quadro uno dei migliori ritratti giovanili di Tiziano; in passato la sua fama era tanta che il governo granducale negò ai giovani artisti l’autorizzazione a copiarlo.
Non si conosce il committente del ritratto che risulta essere documentato la prima volta nel Seicento nella collezione dello spagnolo Alfonso Lopez, a quel tempo residente ad Amsterdam.
Da questa collezione venne acquistato dall’arciduca d’Austria Leopoldo Guglielmo, e trasferito nella galleria imperiale di Vienna. Grazie ad uno scambio fra lo stato austriaco e quello italiano alla fine dell’Ottocento, il quadro, allora attribuito a Palma del Vecchio, venne riportato a Firenze, destinato ad incrementare la cospicua collezione di pittura veneta conservata nella Galleria degli Uffizi.
Da questa collezione venne acquistato dall’arciduca d’Austria Leopoldo Guglielmo, e trasferito nella galleria imperiale di Vienna. Grazie ad uno scambio fra lo stato austriaco e quello italiano alla fine dell’Ottocento, il quadro, allora attribuito a Palma del Vecchio, venne riportato a Firenze, destinato ad incrementare la cospicua collezione di pittura veneta conservata nella Galleria degli Uffizi.
FLORA (1522)
Palma il Vecchio
(Serina 1480 - Venezia 1528)
(Serina 1480 - Venezia 1528)
National Gallery
Londra
XVI secolo
Olio su tela cm. 77,5 x 64,1
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