MADONNA SISTINA (1513 - 1520)
Madonna col Bambino tra i santi Sisto e Barbara
Raffaello (1483-1520)
Gemäldegalerie – Dresda
Olio su tela cm. 265 x 196
Clicca immagine per un'alta risoluzione
Pixel 2540 x 1800 - Mb 2,26
Ormai è comunemente accettata la testimonianza del Vasari, secondo il quale Raffaello dipinse questa pala d’altare per i monaci della chiesa di San Sisto di Piacenza.
Controversa è la sua datazione, da collocarsi tra il 1513-1514 secondo alcuni studiosi, verso il 1516 secondo altri.
Nel 1754 il dipinto fu acquistato da Augusto III di Sassonia e il suo posto fu occupato da una mediocre copia eseguita dal Nogari. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale soggiornò per un periodo a Mosca.
Come in un palcoscenico teatrale, oltre il tendaggio aperto, la Madonna con il Bambino nudo in grembo, appare sulla scena sollevata su folte nuvole: un’aria mistica gonfia i suoi ampi panneggi. Ai lati due figure inginocchiate: San Sisto e Santa Barbara che, abbassando lo sguardo, rivolge il suo viso allo spettatore.
In basso accanto alla tiara papale, appoggiati a una balaustra sono due angioletti dall’ara curiosa e birichina. Numerose teste di cherubini affollano, serrate ed eteree come nubi, le quinte della composizione che presenta, dietro alle spalle della Santa, come unico accenno alla realtà, un piccolo brano paesaggistico formato da edifici turriti.

La scena è illuminata da una luce fredda, che si accende di toni più intensi solo dietro al capo della Vergine, come per formare una impalpabile aureola. Raffaello ha rinunciato a rappresentare i tradizionali attributi della regalità (il trono, la corona) per accentuare la concezione illuministica dello spazio e consentire un diretto rapporto con i fedeli.
La MADONNA SISTINA rappresenta una delle numerose divagazioni di Raffaello sul tema della pala d’altare. Situabile nel periodo compreso tra l’esecuzione della STANZA VATICANA DELLA SEGNATURA e di ELIODORO e quella dell’INCENDIO DEL BORGO, la MADONNA SISTINA assolve a un duplice significato: da un lato esalta l’aspetto fortemente umanizzato delle figure – si osservi la Vergine a piedi nudi e priva di aureola – dall’altro mette in evidenza il momento mistico, così come si deduce dalla presenza delle nubi e dallo sfondo con le teste di cherubini. La forte accentuazione spaziale provocata dalla mano di San Sisto sta a indicare la simbolica intercessione dei Santi tra Dio e l’uomo, qui identificato con lo spettatore al quale sembra alludere Santa Barbara.
Un circuito triangolare ideale e simbolico quello costituito dunque dai tre personaggi sacri confermato anche dalla composizione pittorica e piramide.
I PERSONAGGI DEL DIPINTO
Nella figura di San Sisto si suole genericamente individuare l’effige di papa Giulio II, grande protettore di Raffaello.
Fu questo pontefice, ritratto dal maestro urbinate in uno splendido dipinto oggi agli Uffizi di Firenze, ad affidare a Raffaello fra il 1508 e il 1509 la decorazione di alcune stanze in Vaticano.
Santa Barbara raffigurerebbe invece Giulia Orsini o Lucrezia della Rovere, entrambe nipoti del pontefice.
La Vergine, infine, rimanderebbe alla Fornarina, la donna amata da Raffaello e di cui si vuole identificare le sembianze del noto RITRATTO DI GIOVANE DONNA oggi nella Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma.
VEDI ANCHE ...
LA BELLA GIARDINIERA - Raffaello Sanzio
SACRA FAMIGLIA CANIGIANI - Raffaello Sanzio
MADONNA CONNESTABILE - Raffaello Sanzio
LA SCUOLA D'ATENE (1509 - 1510) - Raffaello Sanzio
RITRATTO DI AGNOLO e MADDALENA DONI – Raffaello Sanzio
LE TRE GRAZIE (1504 - 1505) - Raffaello Sanzio
MADONNA DEL GRANDUCA - Raffaello Sanzio
_________________________________________________________