BAGNO TURCO (1859-1863)
Jean Auguste Dominique Ingres
Museo Del Louvre – Parigi
Tela applicata su tavola
Diametro cm. 108
Questo tema trovò compimento negli anni intorno al 1860, dopo che In gres ne aveva fatto oggetto di studio ininterrotto per tutta la vita. L’artista ormai vecchio ripercorre nel dipinto le tappe della sua lunga esperienza pittorica. Vi si vede una ripresa evidente della BAGNANTE DI VALPINçON (1808 … e che presenterò entro il 2023) per la figura di suonatrice messa di schiena in primo piano: nel BAGNO TURCO il tema inseguito a lungo della effigie della bagnante trova splendido compimento. Il soggetto è ispirato alle descrizioni degli harem orientali riportate nelle lettere di Lady Montagne, ambasciatrice d’Inghilterra nel regno ottomano, pubblicate in edizione francese nel 1805. Sappiamo che Ingres si appassionò notevolmente alla lettura di quel documento, e ne trascrisse dei passi nei suoi quaderni. Fra questi il documento datato 1° aprile 1717, riporta la descrizione di un “Bagno turco ad Adrianopoli” e diviene la fonte principale alla quale Ingres si ispira per l’esecuzione del suo capolavoro.
Il dipinto ebbe una storia molto movimentata. Acquistato da Napoleone III nel 1859, appena un anno dopo veniva restituito all’artista a causa dell’avversione dimostrata dalla consorte dell’acquirente nei confronti del soggetto della tela; Ingres riprese il dipinto e donò in cambio un autoritratto del 1804. Risalgono a questo periodo le modifiche apportate all’opera dal suo autore: la tela rettangolare divenne rotonda, vennero aggiunti la bagnante seduta sul bordo della piscina, il tavolino in primo piano fu creata la nicchia con il grande vaso; infine fu ingrandita la porta sullo sfondo. Ingres lasciò inoltre interrotta la continuazione della scena ai margini, come si può notare nella figura in basso a destra, della quale si scorge solamente la testa.
IL TONDO
Questo termine (all’abbreviazione di “rotondo”) indica i dipinti di forma circolare il cui uso ebbe grande fortuna in età rinascimentale. Molti artisti hanno realizzato opere come questo formato, tra di essi ricordo: Domenico Veneziano (ADORAZIONE DEI MAGI), Filippo Lippi (ADORAZIONE DEI MAGI), Botticelli (MADONNA DEL MAGNIFICAT), Michelangelo (SACRA FAMIGLIA), Hieronymus Bosch (IL FIGLIOL PRODIGO). Se anche Ingres sceglie la raffigurazione in “tondo” (il BAGNO TURCO) è ultimato nel 1859,
ma solo l’anno successivo il pittore decide di iscrivere quest’opera in una orma circolare) ciò p dovuto con molta probabilità ad una sorta di omaggio a Raffaello, di cui Ingres aveva avuto modo di ammirare i dipinti durante il suo primo soggiorno a Roma. Raffaello è stato infatti uno degli artisti che riuscirono a dare al “tondo” la sua disposizione più completa e più perfetta: ne sono esempi indiscutibili la MADONNA DELLA SEGGIOLA) Palazzo Pitti, Firenze) e la MADONNA D'ALBA (Washington). Tuttavia la forma circolare scelta da Ingres per il BAGNO TURCO non esprime soltanto la sua ammirazione per Raffaello; ma viene utilizzata anche per sottolineare, come per risonanza, il modellato flessuoso, la ricerca incessante dell’arabesco e della sinuosità.
Raffaello Sanzio
Galleria Palatina Palazzo Pitti
Firenze
Tela diametro cm. 71
XVI secolo
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SACRA FAMIGLIA - TONDO DONI (1507)
Michelangelo (1475-1564)
Galleria degli Uffizi - Firenze
Tavola diametro cm. 120
XVI secolo
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MADONNA DEL MAGNIFICAT (1482 circa)
Sandro Botticelli (1445-1510)
Galleria degli Uffizi - Firenze
Tempera su tavola
diametro cm. 118
XV secolo
ADORAZIONE DEI MAGI (1430-1435 ca)
Domenico Veneziano (1405 ca - 1461 ca)
Staatliche Museum - Berlino
Tavola diametro cm. 84
XV secolo
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