sabato 18 ottobre 2008

NATURA MORTA CON UVA E PEPERONI (Still Life with Grapes and peppers) - Giorgio De Chirico

NATURA MORTA CON UVA E PEPERONI (1923 - 1924)
Giorgio De Chirico (1888 - 1978)
Galleria d'Arte Moderna di Firenze
Tela cm. 60 x 79
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Pixel 1800 x 2440 - Mb 2,08


Quest'opera appartiene al cosiddetto "periodo romantico", vissuto dall'artista tra Firenze, da lui considerata città metafisica per eccellenza, e Roma, dal 1922 al 1924; un nuovo periodo di ricerca che si apre dopo la collaborazione alla rivista VALORI PLASTICI.
Giorgio De Chirico si riavvicina a Böcklin per la tecnica (l'artista svizzero era infatti esperto di pittura a tempera) e per l'iconografia di "città", "personaggi antichi" e "nature morte", dove lo stile tradisce anche un'influenza dell'arte di Courbet.
In uno scritto del 1942 De Chirico chiarisce le sue idee sulla natura morta...

"La natura morta ha nella lingua tedesca e inglese un altro nome, molto più bello e molto più giusto.
Questo nome è... STILL LEBEN ... e STILL LIFE, "vita silenziosa".

E' infatti un quadro che rappresenta la vita silenziosa degli oggetti e delle cose, una vita calma, senza rumori e senza movimenti, un'esistenza che si esprime per mezzo del volume, della forma, della plasticità.
In realtà gli oggetti, la frutta, le foglie sono immobili, ma potrebbero essere mossi dalla mano umana o dal vento.
Le nature morte rappresentano le cose che non sono vive, nel senso degli uomini, degli animali e delle piante: queste cose stanno sulla terra, questa terra che respira intensamente la vita, piena di rumori e di movimento[...].
Una natura morta contiene tutta una geografia, tutto un mondo ridotto come nei dizionari".

NATURA MORTA CON UVA E PEPERONI è stato acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Firenze, durante la personale dell'artista tenutasi in quella città nel 1932 a Palazzo Ferroni.


Giorgio De Chirico è un pittore e scrittore italiano, nato a Volos in Grecia nel 1888 dove il padre, ingegnere costruttore delle ferrovie, si trovava per lavoro.
Rimarrà segnato per tutta la vita dalla cultura classica e dall'atmosfera della Grecia.
I suoi studi, iniziati ad Atene, proseguono all'Accademia di Belle Arti di Monaco, dove De Chirico rimane influenzato dagli artisti e dagli scrittori romantici di fine secolo, che cercano di tradurre simbolicamente nelle loro opere il senso della morte e dell'aldilà.
Nel 1908 si trasferisce a Firenze.
Due anni dopo è a Parigi, al Salone degli Indipendenti i suoi lavori sono stati già notati da Picasso e da Apollinaire; di quest'ultimo eseguirà un ritratto in cui lo rappresenta, profeticamente, con la fronte ferita da una pallottola (come in effetti accadde in guerra dieci anni dopo).
La sua pittura è inizialmente caratterizzata dal tema dell'assenza.
I suoi paesaggi sono vuoti, le piazze deserte, immensi simulacri prospettici abitati da spettri.
In un periodo successivo la sua opera si popola di una umanità di manichini, di robot ciechi e sordi, di oggetti insoliti asserviti ad una incombente fatalità: la guerra.
Nel 1915 è a Ferrara, dove soffre di una grave depressione.
Continuando la propria ricerca, definisce la "pittura metafisica" che cerca di strappare alle cose, al loro silenzio, alla loro inerzia qualche segreto soprannaturale.
A partire dal 1930 egli vive fra Parigi e l'Italia; nel 1944 si stabilisce definitivamente a Roma.
Dopo aver riscoperto la pittura del Rinascimento italiano, vive un periodo neo-classico, durante il quale dipinge fiori, nature morte, cavalli al galoppo e autoritratti di eccellente fattura.
Muore a Roma nel 1978.


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La vita di Giorgio De Chirico

COMBATTIMENTO - Giorgio De Chirico


SAN CRISTOFORO (St. Christopher) - Lorenzo Lotto

  

SAN CRISTOFORO (1531)
Lorenzo Lotto (1480 circa - 1556)
Gemäldegalerie di Berlino
Olio su tela cm. 160 x 55

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Pixel 2540 x 1080 - Mb 1,34


Le figure dei Santi Sebastiano e Cristoforo sono dipinte su due tele separate e appaiono incorniciate nella parte superiore da un'arcata che si apre sul paesaggio.

Il SAN CRISTOFORO, dalla corporatura massiccia, si incurva verso sinistra e volge la testa dalla parte opposta verso il Bambino Gesù che porta sulle spalle.

Il pittore Lorenzo Lotto ha reso in maniera veramente efficace l'avanzare lento e faticoso del Santo nelle basse acque del fiume... e lo scorcio ardito della testa.

Nell'altra tela (qui non rappresentata) un San Sebastiano efebico e all'apparenza quasi femminea s'inarca verso destra, costretto in una posizione innaturale dai lacci che lo legano ad un tronco d'albero.
L'elegante braccio trafitto dalla freccia e ricurvo sopra la testa scopre un volto dall'espressione intensa e parzialmente in ombra, tipico della pittura lottesca.
Anche San Sebastiano, forse per armonizzare con il suo pendant, è rappresentato contro un paesaggio ricco di acque, forse un lago.
Le due figure di Santi, l'uno sottoposto a sforzo, l'altro vincolato ad un elemento fisso, sembrano quasi un pretesto del pittore per studiare la torsione violenta dei corpi e delle teste.
Un interesse perfettamente rispondente al clima manieristico di quegli anni, che Lorenzo Lotto sperimentò anche in altre opere come ad esempio la tela con i SANTI CRISTOFORO, ROCCO E SEBASTIANO, conservata nel Palazzo Apostolico di Loreto, ricordata già dal Vasari.
Ritornano anche in questo quadro le figure ritorte e inarcate, appoggiate o contrapposte ad elementi rigidi, come il bastone da pellegrino di San Rocco, quello da barcaiolo di San Cristoforo, o il tronco d'albero secco a cui è avvinto il San Sebastiano.

Le due tele (SAN CRISTOFORO E SAN SEBASTIANO) costituivano probabilmente parte della pala dell'altare della chiesa di San Sebastiano a Castelpiano, vicino a Jesi, dove risultano segnalate nel Settecento.
Il SAN SEBASTIANO reca la firma - L. Lotto - ..., il SAN CRISTOFORO, oltre alla medesima iscrizione, porta anche la data 1531.
I dipinti giunsero al Kaiser Friedrich Museum (attuale Gemäldegalerie) di Berlino nel 1821 con la Collezione Solly.


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LORENZO LOTTO (1480 - 1556) - Vita e opere

RITRATTO DI ARCHITETTO (1540 circa) Lorenzo Lotto

PIETA' (1508) Lorenzo Lotto

ANNUNCIAZIONE (1527) - Lorenzo Lotto
 

LA DAMA IN BLU (The lady in blue) - Jean Baptiste Camille Corot



LA DAMA IN BLU (1874)
Jean Baptiste Camille Corot (1796 - 1875)
Museo del Louvre
Olio su tela cm. 80 x 50

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Pixel 2530 x 1790 - Mb 1,77


In un interno spoglio, delineato dall'artista con pochi e rapidi tocchi di colore, per lo più basati su toni spenti e terrosi, è ritratta una bellissima donna in piedi di profilo.
Il suo corpo, elegante e statuario, è avvolto in un abito color blu polvere che le lascia scoperte le braccia e le spalle rotonde, le segna l'esile vita con un grande fiocco sulla schiena e si apre a corolla a terra.
La donna e il suo abito occupano prepotentemente lo spazio e catturano la mia attenzione e le mie emozioni.
La figura è colta in atteggiamento pensoso, con il mento appoggiato alla mano destra e il gomito mollemente adagiato sopra stoffe che ricoprono un tavolo.
La mano sinistra stringe un ventaglio chiuso.
Sia la posa inusuale che l'intensa espressione della donna conferiscono al dipinto un fascino speciale, particolarmente enigmatico.

Si tratta di una delle tante figure femminili che Corot dipinse durante gli ultimi anni della sua vita.
Sconosciute al pubblico mentre l'artista era ancora vivente, esse sono oggi molto ammirate, almeno quanto i suoi più celebri paesaggi.
E' un vero e proprio pezzo di bravura, un saggio di pittura pura, dedicato alla ricerca di una fusione armoniosa, semplice e monumentale al tempo stesso, fra forma e colore, che anticipa taluni risultati dell'Impressionismo, in parallelo con alcune opere coeve di Monet (Ritratto di Madame Louis-Joachim Gaudibert . 1868 - Museo d'Orsay di Parigi) e Manet (Il Riposo: ritratto di Berte Morisot - 1869 - Museum of Art, Providence, Rhode Island School of Design).


Il dipinto è firmato e datato nell'angolo inferiore destro "1874 Corot".
L'artista lo eseguì dunque, un anno prima della morte.
Come molte altre figure femminili dipinte da Corot in quegli anni anche questa fu probabilmente realizzata per puro diletto personale, e non allo scopo di essere posta in vendita.
Il quadro è stato acquistato dal Museo del Louvre, che conserva un numero ingente di opere di Corot, nel 1912.



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LA MELA - The apple - La pomme - Der Apfel - La manzana - 苹果的

 

La mela è un frutto che possiede un alto potere simbolico: è infatti l'emblema del peccato di Adamo ed Eva e segno di dominio sulla terra.
Il melo è uno degli alberi da frutto più diffusi in tutto il mondo, con un grande numero di varietà.
Da un punto di vista nutrizionale e dietetico la mela è molto pregiata, tanto da essere quasi considerata un frutto medicinale.
Secondo un antico proverbio... "Una mela al giorno toglie il medico di torno".
Infatti, grazie all'alto quantitativo di sostanze quali pectine, acidi organici, diversi zuccheri, cellulosa, tannini e oltre 20 tipi di minerali, la mela ha ottime proprietà curative: abbassa la pressione, il livello di colesterolo e i trigliceridi.
Inoltre, svolge un'azione depurativa sull'intestino, rinforza il sistema immunitario, neutralizza l'iperacidità dell'organismo e apporta importanti vitamine.




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AZIONE TERAPEUTICA

Grazie a tannini, oli eterici e soprattutto pectina, dall'effetto protettivo su intestino e vasi sanguigni, la mela possiede un alto valore nutrizionale.
Le sostanze minerali presenti disintossicano l'organismo, mentre il ferro è importante nella prevenzione delle anemie.
Gli acidi organici depurano il fegato e la vitamina C rinforza le difese immunitarie.


COMPOSIZIONE ( Note raccolte dall'enciclopedia)

In 100 grammi di mela (con buccia) sono contenuti in media 0,3 g di proteine..., 0,6 grassi, 10,4 g di carboidrati, 2 g di fibre (in particolare pectina), 3,3 mg di sodio, 144 mg di potassio, 7,3 mg di calcio, 12 mg di fosforo, 6,6 mg di magnesio, 0,5 mg di ferro e piccole quantità di altri minerali.
Inoltre, sono presenti 4 mg di vitamina A (sotto forma di carotina), 0,5 mg di vitamina E, 0,03 mg di vitamina B1, 0,03 mg di vitamina B2, 0,1 mg di vitamina B6, 0,3 mg di niacina e 12 mg di vitamina C.


SUCCO DI MELA PER CURARE LE FERITE

Impacchi di succo di mela fresco sono molto efficaci in caso di ferite ed escoriazioni.
Gli acidi e la vitamina C presenti disinfettano, senza provocare bruciore.
La pectina svolge un'azione antisettica, le sostanze minerali sono cicatrizzanti e accelerano il processo di guarigione.


CONTRO DISTURBI DIGESTIVI

Le mele sono indicate sia in caso di stipsi sia dissenteria.
Una mela intera, grattugiata, ha un'azione lassativa, perché la pectina contenuta nella buccia fermenta nell'intestino e assorbe i liquidi.
In tal modo le feci si ammorbidiscono e possono essere espulse con facilità.
Alo contrario, una mela grattugiata senza la buccia è utile in caso di dissenteria, perché ha proprietà antibatteriche, è capace di ristabilire l'equilibrio di sali minerali e calmare l'intestino irritato (questo sistema lo uso sempre con successo).




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APPLICAZIONI

DIETA DI MELE PER DISINTOSSICARSI

1 kg e mezzo di mele

Lavate le mele e mangiatele a pezzetti o grattugiate nell'arco della giornata.
Bevete 2 litri di liquidi, preferibilmente acqua minerale naturale con succo di mela.


TISANA DI MELE CONTRO LA FEBBRE E LA TOSSE

2 mele
300 ml d'acqua bollente
il succo di mezzo limone
zucchero o miele

Lavate le mele e tagliatele in fette sottili.
Versatevi sopra l'acqua bollente e lasciate riposare per 10 minuti, coprendo con un coperchio.
Unite il succo di limone e addolcite con zucchero o miele.
Bevetene una tazza più volte al giorno.


MOUSSE DI MELE E CAROTE CONTRO LA STIPSI

1 mela
1 carota
1 cucchiaino di succo di limone
 ½ cucchiaino di miele
½ cucchiaino di semi di lino

Lavate la mela e la carota.
Poi grattugiatele e aggiungete il succo di limone e il miele.
In caso di stipsi ostinata unite anche ½ cucchiaino di semi di lino.
Consumate questa mousse al mattino, a digiuno, mezz'ora prima di fare colazione.



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QUANDO E' MATURA LA MELA

Una mela è matura quando il picciolo si stacca facilmente dal frutto.
Alcune specie, tuttavia, raggiungono la maturazione solo dopo giorni, o addirittura settimane, dalla raccolta.
Dopo questo tempo di stoccaggio la mela è matura e contiene il più alto quantitativo dio zuccheri, vitamine ed elementi in traccia.


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Se mangiata al mattino, a digiuno, la mela stimola i succhi gastrici e solleva lo spirito, mentre alla sera, prima di coricarsi, ha un'azione calmante.


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Efficace in caso di disturbi digestivi, alto livello di trigliceridi, carenza di vitamine e di ferro, raffreddore; per disintossicarsi.


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