Jean Baptiste Camille Corot (1796 - 1875)
Pittore francese
Museo del Louvre di Parigi
XIX secolo
Tela cm. 73 x 51
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Pixel 2530 x 1780 - Mb 2,13
La veduta raffigura il suggestivo panorama fiorentino che si coglie dai giardini di Boboli, alle spalle di Palazzo Pitti.
Sull'ampio terrazzo due monaci sono immersi in una piacevole conversazione mentre un terzo si sta allontanando dalla scena.
Da lontano si intravedono le sagome di Palazzo della Signoria, del Duomo, delle chiese di Santa Croce, di San Lorenzo e della Badia Fiorentina.
Fa da sfondo ai due frati un imponente cipresso, albero questo tipico della campagna toscana.
La tela, di modeste dimensioni, è stata dipinta da Corot nel suo atelier parigino, riprendendo uno studio dal vero eseguito durante il suo secondo viaggio in Italia nel 1834.
Rispetto ai paesaggi dipinti negli anni del primo soggiorno italiano, in questa veduta di Firenze si avverte l'intenzione dell'artista di prestare maggiore attenzione alla natura; in tale direzione appare significativo il confronto fra questa veduta e LA VASCA DELL'ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA, dipinta intorno al 1826 che raffigura uno scorcio di panorama di Roma visto dal Pincio, al di là della fontana del giardino di Villa Medici.
Rispetto a questo dipinto, quello del Louvre presenta senz'altro una maggiore sensibilità atmosferica, una costruzione architettonica più sintetica ed essenziale, una minore attenzione per i particolari a favore di una più ampia prospettiva.
Jean Baptiste Corot dipingeva queste vedute per se stesso e rappresentavano la trasposizione su tela delle sue emozioni davanti ai paesaggi ; per lui rappresentavano un pezzo della sua vita, della sua intimità e per questo non furono mai ceduti al mercato d'arte, riservandone a visione solo agli amici più cari.
Alla sua morte Jean Baptiste Corot lasciò il piccolo dipinto (firmato in basso a destra) ai suoi amici Christian, Maurice e Robert e questi a loro volta nel 1926 lo donarono al Museo del Louvre, dove si trova ancora oggi ad incrementare la già cospicua collezione di dipinti dell'artista che il museo parigino possiede.
Sull'ampio terrazzo due monaci sono immersi in una piacevole conversazione mentre un terzo si sta allontanando dalla scena.
Da lontano si intravedono le sagome di Palazzo della Signoria, del Duomo, delle chiese di Santa Croce, di San Lorenzo e della Badia Fiorentina.
Fa da sfondo ai due frati un imponente cipresso, albero questo tipico della campagna toscana.
La tela, di modeste dimensioni, è stata dipinta da Corot nel suo atelier parigino, riprendendo uno studio dal vero eseguito durante il suo secondo viaggio in Italia nel 1834.
Rispetto ai paesaggi dipinti negli anni del primo soggiorno italiano, in questa veduta di Firenze si avverte l'intenzione dell'artista di prestare maggiore attenzione alla natura; in tale direzione appare significativo il confronto fra questa veduta e LA VASCA DELL'ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA, dipinta intorno al 1826 che raffigura uno scorcio di panorama di Roma visto dal Pincio, al di là della fontana del giardino di Villa Medici.
Rispetto a questo dipinto, quello del Louvre presenta senz'altro una maggiore sensibilità atmosferica, una costruzione architettonica più sintetica ed essenziale, una minore attenzione per i particolari a favore di una più ampia prospettiva.
Jean Baptiste Corot dipingeva queste vedute per se stesso e rappresentavano la trasposizione su tela delle sue emozioni davanti ai paesaggi ; per lui rappresentavano un pezzo della sua vita, della sua intimità e per questo non furono mai ceduti al mercato d'arte, riservandone a visione solo agli amici più cari.
Alla sua morte Jean Baptiste Corot lasciò il piccolo dipinto (firmato in basso a destra) ai suoi amici Christian, Maurice e Robert e questi a loro volta nel 1926 lo donarono al Museo del Louvre, dove si trova ancora oggi ad incrementare la già cospicua collezione di dipinti dell'artista che il museo parigino possiede.
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