Terminati gli studi all'Accademia di Belle Arti di Dússeldorf, nel 1847-1848 compie viaggi a Bruxelles, Anversa c Parigi dove ammira Corote Couture al realismo dei quali Böcklin darà un'intonazione evocativa e tragica.
Stabilitosi a Roma nel 1850, conosce il pittore Anselm von Feuerbach e rimane influenzato dall'arte degli antichi.
Dopo la nascita della prima figlia, nel 1855, fa ritorno a Basilea e nel 1858 decora, per intervento di Feuerbach, la sala da pranzo di casa Wedekind ad Hannover.
Nel 1859 si stabilisce a Monaco e l'anno dopo diventa professore all'Accademia di Weimar.
Nel 1862, dopo una visita a Napoli e agli affreschi di Pompei che saranno decisivi per la sua arte, l'artista raggiunge Roma ammirandovi gli affreschi di Raffaello in Vaticano e dipingendovi le prime due versioni di "Villa sul mare".
Nel 1866 rientra a Basilea dove, dal 1868 al 1870, affresca lo scalone del Museo.
Nel 1867 è chiamato a Stoccarda dove, nel 1868. affresca la dimora estiva di Aldemar Sarasin.
Dal 1874 al 1884 vive a Firenze circondato da una schiera di allievi e realizza opere come il perduto "Tritone e Nereide" e "Odisseo e Calipso".
Nel 1878-1880 dipinge "I Campi Elisi", prima commissione ufficiale dalla Germania e realizza la prima versione de "L'isola dei morti".
Trasferitosi a Zurigo nel 1885, viene colpito da un attacco di paralisi ristabilitosi dal quale rientra a Firenze (1893) dove esegue un autoritratto per gli Uffizi e acquista una villa presso Fiesole che diverrà un importante circolo culturale.
L'aggravarsi della malattia rallenta il suo lavoro: prima di morire, nel 1901, dipinge ancora "La Peste" (1898)..., il "Trittico" (1899)..., e "Melancholia" (1900).
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L'ISOLA DEI MORTI - Arnold Böcklin
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