Paul Cézanne (1839 - 1906)
Pittore francese
Kunstmuseum di Basilea
XIX secolo
Tela cm. 65,5 x 65,5
L'opera rappresenta la sintesi di un decennio di ricerche di Cézanne intorno al tema delle BAGNANTI, eseguita tra il periodo cosiddetto "costruttivo" (1878 - 1887), e quello "sintetico" (1888 - 1896).
Nella composizione persistono elementi chiaramente "costruttivi", come la struttura formale, creata con l'uso del colore e del tocco del pennello, e i rapporti tra le figure, sentite come parti in equilibrio nell'unità del quadro.
Tuttavia allo stesso tempo la monumentalità delle figure stesse e la sintesi con cui sono suggeriti i loro movimenti preannunciano la pittura cezanniana del decennio successivo.
A differenze di alcune tra le precedenti BAGNANTI, qui le figure femminili assumono una prevalenza notevole rispetto al paesaggio, dominano lo spazio del quadro con le loro masse semplificate.
Tra tutte, la figura accosciata al centro della composizione risulta di una tale potenza espressiva da poter essere percepita come volume, quasi come una scultura.
Le tonalità fredde della vegetazione entrano a far parte della carne del tessuto pittorico delle figure stesse, quasi come se Cézanne cercasse una compenetrazione tra le creature umane e la natura, e fisicamente possono essere accomunate a tronchi o a cespugli viventi.
Il dipinto fu realizzato da Cézanne a Gardanne presso Aix-en-Provence tra il 1885 e il 1887.
Attualmente si trova al Kunstmuseum di Basilea dove sono conservate altre opere di Cézanne, tra le quali una versione de IL MONTE DI SAINT VICTOIRE ... e BICCHIERE E MELE.
Nel 1886 Emile Zola pubblicò "L'oeuvre", un romanzo il cui protagonista, Claude Lantier, era un pittore all'avanguardia che nonostante le grandi innovazioni tecniche e pittoriche non ebbe successo e per questo decise di suicidarsi.
La trama è una evidente allusione all'esperienza impressionista e Cézanne si identificò, a ragione, al protagonista.
Sebbene anche Zola avesse condiviso gli ideali e le aspirazioni della pittura all'avanguardia, egli giudicò quella esperienza un fallimento, giudizio questo condiviso dagli amici.
Cézanne, in particolare, non accettò questa critica negativa e, profondamente offeso, inviò all'amico una lettera assai dura che metteva fine al loro rapporto di amicizia.
Cézanne aveva ragione di sentirsi offeso dal giudizio di Zola perché questi, scrivendo il suo romanzo, dimostrò di non aver inteso la rivoluzione che l'amico e gli artisti legati al movimento impressionista stavano portando avanti.
Nella composizione persistono elementi chiaramente "costruttivi", come la struttura formale, creata con l'uso del colore e del tocco del pennello, e i rapporti tra le figure, sentite come parti in equilibrio nell'unità del quadro.
Tuttavia allo stesso tempo la monumentalità delle figure stesse e la sintesi con cui sono suggeriti i loro movimenti preannunciano la pittura cezanniana del decennio successivo.
A differenze di alcune tra le precedenti BAGNANTI, qui le figure femminili assumono una prevalenza notevole rispetto al paesaggio, dominano lo spazio del quadro con le loro masse semplificate.
Tra tutte, la figura accosciata al centro della composizione risulta di una tale potenza espressiva da poter essere percepita come volume, quasi come una scultura.
Le tonalità fredde della vegetazione entrano a far parte della carne del tessuto pittorico delle figure stesse, quasi come se Cézanne cercasse una compenetrazione tra le creature umane e la natura, e fisicamente possono essere accomunate a tronchi o a cespugli viventi.
Il dipinto fu realizzato da Cézanne a Gardanne presso Aix-en-Provence tra il 1885 e il 1887.
Attualmente si trova al Kunstmuseum di Basilea dove sono conservate altre opere di Cézanne, tra le quali una versione de IL MONTE DI SAINT VICTOIRE ... e BICCHIERE E MELE.
LA ROTTURA CON EMILE ZOLA
Nel 1886 Emile Zola pubblicò "L'oeuvre", un romanzo il cui protagonista, Claude Lantier, era un pittore all'avanguardia che nonostante le grandi innovazioni tecniche e pittoriche non ebbe successo e per questo decise di suicidarsi.
La trama è una evidente allusione all'esperienza impressionista e Cézanne si identificò, a ragione, al protagonista.
Sebbene anche Zola avesse condiviso gli ideali e le aspirazioni della pittura all'avanguardia, egli giudicò quella esperienza un fallimento, giudizio questo condiviso dagli amici.
Cézanne, in particolare, non accettò questa critica negativa e, profondamente offeso, inviò all'amico una lettera assai dura che metteva fine al loro rapporto di amicizia.
Cézanne aveva ragione di sentirsi offeso dal giudizio di Zola perché questi, scrivendo il suo romanzo, dimostrò di non aver inteso la rivoluzione che l'amico e gli artisti legati al movimento impressionista stavano portando avanti.
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