Paul Cézanne (1839 - 1906)
Pittore francese
National Gallery di Londra
XX secolo
Olio su tela cm. 127 x 196
Dal CONCERTO CAMPESTRE di Tiziano al DÉJEUNER SUR L'HERBE di Manet, il tema del nudo nel paesaggio entra a pieno titolo nella grande tradizione della pittura.
L'intento di raggiungere l'effetto di fusione fra uomo e natura è parte di una lunga serie di opere di Paul Cézanne che giunge a piena maturazione nel periodo intorno al 1900.
Nelle opere più tarde si moltiplicano i nudi che costituiscono l'elemento perno della composizione, costruita mediante la varietà delle pose.
L'interesse dell'artista non si concentra sul corpo umano che tratta al pari di tronchi d'albero, di cespugli e di nubi, cioè esclusivamente pensati come linee, superfici e volumi.
Nella composizione di Londra la coppia di nudi posta in secondo piano e volta di spalle, costringe lo spettatore a spingere lo sguardo in profondità.
Alla coppia si contrappone la massa monumentale della donna seduta all'estrema destra, le cui braccia si protraggono in avanti, a suggerire una realtà spaziale che va oltre la superficie pittorica.
La curva del corpo della donna sorpresa mentre si veste, girata verso lo spettatore, segue l'andamento del tronco dell'albero alle sue spalle, creando una spinta centripeta rispetto a tutta la composizione; il suo movimento è parallelo a quello della donna col telo bianco che, all'estrema sinistra, si appresta ad entrare in scena.
Al centro della composizione è una figura femminile distesa in diagonale che funziona da anello di congiunzione fra i nudi disposti a destra e quelli del gruppo di sinistra, quest'ultimo dominato dal massiccio corpo femminile posto di spalle.
Si tratta di una delle versioni più ampie de LE BAGNANTI, superata in dimensioni solo da quella di Filadelphia.
Secondo alcuni studiosi Paul Cézanne avrebbe iniziato la tela nel 1895, altri, invece, suggeriscono una datazione più tarda.
Esposta al Salon d'Automne del 1907, fu ammirata dai giovani artisti che poi diedero vita al Cubismo.
Essa è giunta alla National Gallery di Londra nel 1964 grazie al contributo della Fondazione Max Rayne.
LA TAVOLOZZA DI CÉZANNE
La varietà tonale usata in questa tela, sapientemente armonizzata in un'uniforme atmosfera azzurraa, testimonia che Cézanne faceva largo uso dei colori.
Per ogni tinta da adottare l'artista preparava sulla tavolozza tutte le gradazioni tonali che poi utilizzava.
L'importanza che egli dava al numero di tinte utilizzabili in un quadro emerge da un breve aneddoto raccontato da Émile Bernard in RICORDI E LETTERE DI PAUL CÉZANNE... : Recatosi dal maestro per fargli vedere la sua tavolozza, Bernard venne investito da un duro rimprovero perché utilizzava soltanto quattro colori e il giallo argento...
"Dov'è il vostro giallo di Napoli? Il nero pece, la terra di Siena, il blu cobalto, la lacca bruciata? È impossibile dipingere senza questi colori!".
Se è vero che Cézanne aveva sulla tavolozza cinque gialli, sei rossi, tre verdi, quattro blu, e di ciascun colore aveva costruito una gamma amplissima, è comprensibile la sua ira nei confronti di Bernard.
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1 commento:
ciao carissimo, volevo augurarti un buon fine settimana..
ciao
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