domenica 10 maggio 2009

ADDIO ALLE ARMI (A Farewell to Arms) - Ernest Hemingway




ADDIO ALLE ARMI

Ernest Hemingway

Editore Mondadori

Collana - Oscar Mondadori

Traduzione di Fernanda Pivano



Nella primavera del 1916 ci furono molte vittorie contro gli Austriaci e in agosto, attraversato il fiume, gli Italiani si stabilirono a Gorizia. Pochi chilometri più in là si combatteva sulle montagne; erano montagne difficili da conquistare: gli Austriaci le tenevano saldamente e quando venne l'inverno non si era ancora fatto un passo avanti. Quando la neve bloccò l'offensiva, sul fronte italiano si ebbe un periodo di stasi; a molti fu concessa una licenza: bisognava approfittare di quella temporanea tranquillità.


Anche Frederick Henry, giovane tenente americano aggregato all'esercito italiano, ottenne la sua licenza. Aveva svolto per parecchi mesi un buon lavoro nei servizi sanitari, al comando di quattordici autoambulanze per il trasporto dei feriti, e si meritava un premio. Il maggiore medico e gli altri ufficiali di Sanità lo stimavano molto e lo consideravano uno dei loro; Henry portava la loro stessa divisa, amava l'Italia, e parlava l'italiano abbastanza bene. Il tenente Rinaldi, giovane e simpaticissimo medico napoletano, considerava Frederick un vero amico; dividevano la medesima stanza e facevano cassa comune, fraternamente.

Quando il tenente Henry ritornò dalla licenza, Gorizia era ancora quasi intatta; forse gli Austriaci non l'avevano bombardata nella speranza di riprendersela presto. Da parte italiana si stava organizzando l'offensiva sul fiume Isonzo e anche Frederick ebbe subito il suo da fare: il maggiore lo incaricò di allestire gli ospedaletti da campo e preparare le autoambulanze per il momento dell'attacco. In città era stato installato qualche nuovo ospedale; in una grande villa circondata da un vasto giardino c'era l'ospedale inglese, molto bene attrezzato.

Il tenente Rinaldi informò Frederick che c'erano anche delle bellissime infermiere inglesi; una soprattutto spiccava, miss Barkley, addirittura meravigliosa... "Voglio condurti da lei".. disse Rinaldi a Frederick.

Miss Barkley era davvero molto bella: alta e bionda, aveva la pelle abbronzata e gli occhi grigi. Portava con disinvolta eleganza la sua uniforme di infermiera. Frederick Henry ritornò a trovarla, ma da solo.
Rinaldi aveva capito di non attirare le simpatie dell'inglesina e aveva lasciato il posto al "pupo". Così chiamava affettuosamente il suo amico Frederick, tanto più alto di lui.

Il tenente Henry era un bel ragazzo, riusciva simpatico a tutti e la sua audacia con le donne era di una estrema naturalezza, Catherine Barkley si trovò innamorata di lui quasi senza accorgersene e in principio ne fu spaventata; intuiva che Frederick non aveva nessuna idea di amarla; per lui era il gioco di sempre, in cui il cuore non c'entrava per nulla. La sera precedente all'attacco sull'Isonzo, il maggiore comandò al tenente Henry di partire con quattro autoambulanze e recarsi nel luogo prestabilito, che era vicinissimo al fiume ma abbastanza al riparo. Frederick passò con le ambulanze davanti all'ospedale inglese: non voleva partire senza salutare Catherine Barkley. Fino alla sera prima aveva dato poca importanza alla cosa, ma ora sentiva che gli era impossibile allontanarsi senza dirle almeno "addio".

"No - disse lei - non addio" ... "Bene"... rispose Frederick; si allontanò e poi si voltò a salutarla ancora. Le mandò un bacio sulla mano. Lei stava ferma sugli scalini e sorrideva. Era bellissima.


La prima esplosione, forte come un fracasso di locomotiva in partenza, colse di sorpresa il tenente Henry e i suoi uomini; il terreno del ricovero tremò. Non era un ricovero scavato in profondità. Alla seconda esplosione, Henry
vide una vampata, come se si spalancasse lo sportello di un altoforno, poi si sentì scagliare fuori e un attimo dopo si ritrovò disteso sulla schiena, su un terreno sconvolto. Qualcuno lì vicino si lamentava ad alta voce.

Era Passini, uno dei suoi soldati; lo riconobbe alla luce di un razzo accesosi all'improvviso sopra di loro. Si stirò, si contorse e riuscì finalmente a liberare le gambe, ma si accorse subito che non potevano servirgli: era stato ferito e non gli riusciva assolutamente di rimettersi in piedi.

Ora Passini non gemeva più. Il tenente Henry strisciò fino a lui, gli toccò il viso e si accorse che era morto... "Oh, Dio, - disse - fammi uscire di qui!".

Pochi minuti dopo si sentì sollevare per le ascelle e per le gambe... "Sono Manera. - udì - Siamo andati a cercare un portaferiti ma non c'è. Come sta, tenente?".

"Dove sono Gordini e Gavuzzi?"... "Gordini è al posto di raccolta a farsi bendare. Gavuzzi le tiene le gambe. Si tenga al mio collo, tenente".

Il tenente Henry fu sommariamente medicato in un ricovero del pronto soccorso. Era ferito gravemente a tutte e due le gambe; il ginocchio destro non c'era quasi più. Qualche ora dopo, mentre ancora infuriava il combattimento, lo caricarono su un'ambulanza inglese e lo portarono al più vicino ospedale da campo. Vi rimase per molti giorni, disteso sulla schiena nel lettino stretto, in una lunga corsia piena di letti simili al suo, sempre tutti occupati. Poi decisero di mandarlo all'ospedale americano che era stato installato da poco tempo a Milano; lì avrebbe potuto essere operato al ginocchio, fare una cura di raggi X e la meccanoterapia. Rinaldi andò a salutare il suo amico Henry.... "Oh, pupo bello, - disse - che cosa farò quando te ne sarai andato?... Senti, ho una sorpresa per te. La tua inglese. Sai? L'inglese che andavi a trovare la sera all'ospedale? Va anche lei a Milano. Va con un'altra all'ospedale americano".

Il tenente Henry partì la mattina presto e il viaggio, penosissimo, durò quarantotto ore. Miss Barkley giunse all'ospedale americano il giorno dopo. Quando Catherine si avvicinò sorridente al suo letto, gli sembrò di non avere mai visto una ragazza così bella. Senti che era felice, veramente felice di rivederla. Comprese in quel momento di essere innamorato di lei.
Catherine guardò verso la aperta, vide che non c'era nessuno e allora si piegò su di lui e lo baciò. Frederick la tenne stretta a lungo; non gli pareva possibile di averla lì con sé e si sentiva pazzo di gioia.

"Tesoro, non sei stata magnifica a venire qui?... Devi rimanere. Oh, sei stupenda"... disse. Non aveva voluto innamorarsi di lei, non aveva voluto innamorarsi di nessuna donna, ma adesso si era innamorato davvero e non c'era più scampo.


Il dottor Valentini, maggiore medico e abilissimo chirurgo, operò Henry al ginocchio e riuscì a rimetterlo in piedi. Quell'estate fu straordinariamente bella per Frederick e Catherine. Frederick poté presto camminare con le grucce ed egli e Catherine andavano fuori insieme al Parco in carrozza e poi a pranzo in Galleria, al Biffi o al Grande Italia. Poi prendevano una carrozza davanti al Duomo per ritornare all'ospedale. Frederick si sedeva fuori, sul balcone della sua stanza, con la gamba su una sedia, e si stava a guardare le rondini sfreccianti nel tramonto, mentre aspettava che Catherine terminasse il suo lavoro di infermiera. Quando lei arrivava era come se fosse stata via molto tempo e si abbracciavano stretti.

Frederick voleva sposarla e in cuor suo la considerava già sua moglie, ma Catherine temeva che appena sposata l'avrebbero allontanata dall'ospedale, secondo il regolamento.

"Ma caro, mi manderebbero via... Mi manderebbero a casa e saremmo separati fin dopo la guerra".

Così passò quella calda estate. Alla fine di agosto Frederick smise le grucce e Catherine non poté più uscire con lui, non era più necessario che si facesse ancora accompagnare da un'infermiera. Gli fecero una cura per riattivare l'articolazione al ginocchio operato e alla fine dell'estate fu in grado di camminare quasi bene.

Ora usciva da solo, ma girava pochissimo per la città; aveva voglia soltanto di rivedere presto Catherine e niente altro lo interessava. Alla fine di settembre giunse una lettera del Comando: il tenente Henry doveva ritornare al fronte. La guerra, dopo le speranze dell'estate andava male; sulla Bainsizza e sul Carso erano caduti decine di migliaia di soldati. Venivano richiamati al fronte anche gli ufficiali che ancora non potevano essere dichiarati ben guariti dalle precedenti ferite.

In ottobre, pochi giorni prima della sua partenza per Gorizia, seppe che Catherine attendeva un bimbo.

"Non devi preoccuparti. - disse Catherine - Tutti hanno bambini, è una cosa naturale".
"Sei magnifica".
"No, non è vero".

Volle accompagnarlo alla stazione la sera della partenza. Era una sera piovosa e fredda; l'estate sembrava già lontana come fosse appartenuta a un altro periodo della vita... "Arrivederci. - disse Frederick - Abbi cura di te e della piccola Catherine".

"Arrivederci, caro"... Si sporse dalla carrozza che si allontanava e Frederick vide il suo viso attraverso la pioggia. Restò immobile a guardare la carrozza finché svoltò.

In quel terribile autunno si scatenò l'offensiva austro-tedesca sul fronte italiano e quando il nemico spezzò le linee italiane a Nord, verso Caporetto incominciò la ritirata. I Tedeschi e gli Austriaci irruppero dal Nord e scesero per
le valli verso Cividale e Udine. Il tenente Henry e i suoi uomini continuarono per ventiquattro ore, sotto la pioggia, a evacuare i feriti dagli ospedali da campo sparsi nei villaggi dell'altipiano. In mattinata passarono l'Isonzo e giunsero a Gorizia con le autoambulanze vuote. Caricarono tutto il materiale ammucchiato all'ingresso dell'ospedale e proseguirono verso Pordenone. Sulla strada principale incontrarono le colonne dei soldati e dei cannoni in lentissima marcia.

Il tenente Henry decise di districarsi dalla colonna e portarsi con le autoambulanze su una via più sgombra, tagliando per i campi. Ma non riuscirono a fare molta strada: le tre macchine rimasero impantanate nel terreno fangoso e cedevole e non fu più possibile smuoverle. Frederick e i suoi uomini dovettero abbandonarle e proseguire a piedi, sotto la pioggia sempre più fitta. Riuscirono a ricongiungersi alla fiumana della ritirata e camminarono quasi alla cieca per tutta la notte, verso il Tagliamento. Vi giunsero poco prima dell'alba. Il fiume era in piena e l'acqua sfiorava le tavole del ponte gremito di folla.
All'estremità del ponte, Henry vide un gruppo di ufficiali e di carabinieri che scrutavano nella calca e ogni tanto gettavano in faccia a qualcuno la luce delle lampade a pila. Ricordò che proprio quella mattina si era parlato di spie e sobillatori tedeschi mescolati all'esercito in ritirata. La storia gli era parsa inverosimile, ma ora sentiva che tutto poteva accadere. Quando passò davanti al gruppo degli ufficiali e dei carabinieri, si accorse che qualcuno di loro segnava a dito proprio lui. Poi un carabiniere si mosse e attraversò la colonna.
Frederick comprese che, a causa della sua pronuncia straniera, potevano crederlo un tedesco in uniforme italiana. Non avrebbero esitato a fucilarlo. Si lasciò quindi condurre dai carabinieri senza opporre resistenza, in silenzio. Nessuno poteva aiutarlo: in quella calca spaventosa aveva perduto anche i suoi uomini. Fu spinto in un campo vicino al fiume, dove era già un gruppo di prigionieri. Appena entrato nel gruppo, Frederick si chinò, corse a testa bassa verso il fiume e vi si gettò. L'acqua era gelida, ma lui rimase sotto, nuotando il più rapidamente possibile, perché era sicuro che gli stavano sparando addosso. Emerse dall'acqua con la testa soltanto quando non ne poté più; vide una trave che galleggiava davanti a lui, la raggiunse e si aggrappò, lasciandosi trascinare dalla corrente. Quando osò voltarsi indietro a scrutare nell'aria buia, vide che la riva era già lontana.


Non aveva mai dubitato di cavarsela, ma quando finalmente giunse a Milano riconobbe che una buona dose di fortuna l'aveva assistito. L'acqua gelida del fiume aveva cancellato la sua pena, il suo impegno di soldato e la collera per l'ingiusto sospetto che l'aveva colpito. Ora voleva liberarsi della sua divisa; sentiva che la sua parte era finita. Secondo il codice militare egli era un disertore, ma anche di questo non gli importava: desiderava soltanto raggiungere Catherine e vivere con lei. Il portinaio dell'ospedale americano gli disse che miss Barkley era andata a Stresa, due giorni prima. Frederick, procuratosi un vestito borghese e una valigia con pochi indumenti, raggiunse Stresa quel giorno stesso e fissò una stanza, ampia e luminosa, al Grand Hòtel, dove il barman gli era amico.

"Sono in licenza di convalescenza e attendo qui mia moglie. - disse - Deve arrivare oggi stesso.". Gli bastò mezz'ora per trovare Catherine. Quando ella lo vide il viso le si riempì di luce. Non riusciva a crederci. Anche il mattino dopo, quando si svegliò nella grande stanza e vide Frederick accanto a sé, le parve di sognare. Non osava credere a tanta felicità. Pochi giorni dopo, con una barca procurata dal barman, Frederick e Catherine riuscirono a raggiungere il territorio svizzero. Fu una dura impresa: Frederick remò per tutta una notte sulle acque turbolente del lago; remò senza fermarsi mai per trentacinque chilometri, fino a sentirsi sfinito, con le mani piagate e tutto il corpo dolente, spezzato dalla fatica. Quando giunsero a Brissago, la prima cittadina svizzera dopo il confine italiano, era ormai giorno e cadeva una pioggia sottile, che velava appena le case bianche dietro gli alberi della riva.

"Non è bella questa pioggia? - disse Catherine - Non c'è mai stata una pioggia simile in Italia. È una pioggia allegra".

La sua voce tremava di felicità. Andarono ad abitare in un villaggio sopra Montreux, in casa dei coniugi Guttingen, una coppia simpaticissima e ospitale. Dalla finestra della loro stanza, Frederick e Catherine vedevano il lago di Ginevra e i monti oltre il lago, sulla riva francese. Andavano spesso a Montreux scendendo a piedi per il monte, lungo una strada che tagliava i campi. In città passeggiavano tenendosi a braccetto, comperavano libri e riviste, si fermavano a guardare le vetrine. Erano felici. Avevano entrambi la sensazione di vivere un meraviglioso periodo della loro vita... "Sposiamoci, subito"... diceva Frederick.
"No. È troppo imbarazzante, adesso... Non mi sposerò in questo stupendo stato matronale".
"Non sei matronale.".
"Oh, si, lo sono, caro..."
"Quando ci sposiamo?".
Appena sono di nuovo magra. Da Montreux ritornavano al loro villaggio in montagna col treno elettrico e giungevano in tempo per la cena, che consumavano da soli nella loro stanza ben riscaldata. Qualche volta, di notte, Frederick pensava al fronte e a quelli che aveva conosciuto lassù: Rinaldi, il maggiore, il cappellano e tanti altri. Ma non indugiava a lungo sui ricordi: non aveva voglia di pensare alla guerra. Voleva pensare a Catherine, a se stesso, al bambino che stava per nascere.


In marzo decisero di trasferirsi a Losanna dove era l'ospedale che avevano scelto per la nascita del bimbo. Lasciarono i Guttingen con rincrescimento e promisero che sarebbero ritornati a primavera inoltrata, col piccolo. Rimasero per tre settimane in albergo. Catherine preparava il corredino del nascituro e girava per i negozi, eccitata e lieta come per i preparativi di una festa. Spesso uscivano in carrozza per la campagna, ed era bellissimo nelle giornate miti. Tutto era stupendo per loro. Sapevano che il bambino non poteva tardare e questo dava a tutti e due una specie di fretta, come se dovessero affrettarsi a vivere la loro vita. Una notte, verso le tre, Frederick condusse Catherine all'ospedale: i dolori erano già forti, eppure lei li sopportava bene e si sforzava coraggiosamente di sorridere. Ma a mezzogiorno le cose stavano ancora allo stesso punto. Catherine aveva ora un aspetto stanchissimo, stravolto.

"Non sono buona a niente, caro. - disse - Mi dispiace tanto. Pensavo che sarebbe stato così facile...".
Frederick ebbe paura... "Ma se morisse? Non morirà... Sta soltanto male. Dopo si dirà come stava male, e Catherine dirà che non stava poi tanto male".
Verso sera l'ostetrico decise di praticare il taglio cesareo, perché diventava pericoloso attendere ancora. Il bimbo nacque morto: forse si era intervenuti troppo tardi. Ma Catherine non lo seppe. Non fece in tempo a saperlo: morì poche ore dopo l'operazione. Le sue ultime parole furono per Frederick, che piangeva disperatamente accanto a lei.
"Non preoccuparti, caro. Non ho paura..."...


VALORE DELL'OPERA


Quando nel 1929 uscì "Addio alle armi", l'arte di Hemingway aveva già dato buoni frutti, ma è con questo romanzo di guerra e di amore che lo scrittore americano raggiunse il capolavoro.
Guerra e amore sono per Hemingway due temi di uguale importanza e hanno nel libro uno svolgimento quasi parallelo. Contro le fosche immagini della guerra si stagliano luminose le immagini della vicenda d'amore quasi un'affermazione di vita contro la morte. Ma Hemingway è cosciente che alla morte non si sfugge. Da un momento all'altro la "trappola" scatterà e sarà impossibile sfuggirle.
Anche Frederick e Catherine pagheranno duramente la breve felicità che hanno avuta. Si erano fatti la loro isola in mezzo a un mare in tempesta, si erano illusi di sfuggire alla sorte comune dimenticandola, ma nessuno può sfuggire al proprio destino. Morte per Catherine e disperata solitudine per Frederick a questo dovevano inevitabilmente giungere, questo era stato decretato per loro.



Il pessimismo di Hemingway rispetto alla vita non risparmia nessuno dei suoi personaggi. Nemmeno quelli che, come Frederick Henry e Catherine Barkley, sembrano avere tutti i numeri per essere dei vincitori. Sono invece come tutti gli altri, soggetti a una legge che è più forte di ogni cosa, anche dell'amore.
I1 personaggio di Catherine così appassionato, così appassionato, sincero e dolce, non lo si dimentica tanto presto; è la più bella figura di donna creata da Hemingway. Egli ne fa un ritratto così vivo che vien fatto di pensare che gli sia stato suggerito dal ricordo struggente di un'esperienza realmente vissuta dallo scrittore.

La superiorità di Hemingway rispetto agli scrittori americani del suo tempo sta soprattutto nello stile. Un modo di scrivere che ha fatto scuola e che moltissimi scrittori hanno cercato di imitare.
Gran parte della letteratura successiva al 1930 subì l'influenza di Hemingway e specialmente i giovani furono magnetizzati dal suo stile rapido e secco, così limpido e incisivo nel rappresentare le cose e nel creare una atmosfera.
Uno stile in cui realtà e poesia raggiungono spesso la fusione perfetta.
In molte pagine di questo romanzo il dialogo ha un ritmo veloce, che non lascia respiro; ma ogni parola sembra contenerne molte altre, tanto è piena di significato.
Dietro le parole stanno pensieri e sentimenti, il chiuso dolore che si potrebbe esprimere soltanto con urla di disperazione e d'angoscia.
Nell'intensa semplicità dei dialoghi, nelle frasi brevi, scarne, martellanti, si avverte una tensione portata all'ultimo limite di resistenza.
Al di là di quel limite si perde il proprio controllo. E l'eroe di Hemingway, non può perderlo.


In "Addio alle armi", rivivono molte delle esperienze di guerra realmente vissute dallo stesso Hemingway che, nel 1916, non ancora ventenne, si arruolò come autista per il trasporto dei feriti nel nostro esercito. Si comportò valorosamente e fu gravemente ferito a Fossalta di Piave. Da quei ricordi nacquero, dieci anni più tardi, le bellissime pagine che rievocano la guerra del 1915-18, i nostri soldati, Milano, Udine e Gorizia di quegli anni.

Guidato da un'ispirazione intensa e lucida, Hemingway riuscì a presentare con arte vigorosa le sue esperienze giovanili. Dopo dieci anni, poté finalmente parlarne con obiettività, ma è evidente che egli recava nel suo spirito le cicatrici incancellabili di una bruciante esperienza.
E forse è incominciata di lì la tragica concezione della vita, presente in tutte le sue opere; quell'amara filosofia che è caratteristica dei personaggi dei suoi libri, così dolorosamente simili allo stesso Hemingway.


VEDI ANCHE ...

La vita di Ernest Hemingway

PER CHI SUONA LA CAMPANA - Ernest Hemingway

_______________________________________________

Nessun commento:

Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (4) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (2) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Cervantes (3) Cézanne (19) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (26) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (2) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (16) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (10) Disegni Personali (2) Disney (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (7) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (9) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (55) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (1) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (3) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (4) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (85) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (4) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (43) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (3) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (17) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (14) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nobel (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (1) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (2) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (2) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (8) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (2) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicoanalisi (1) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (20) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (19) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Sciamanesimo (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (1) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (123) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (47) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (5) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (15) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (2) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)