National Gallery of Art -Washington
Olio su tela cm. 100 x 75
Olio su tela cm. 100 x 75
Renoir fu particolarmente attratto dai bambini, presenti in molti suoi quadri.
Spesso l'artista si divertì a ritrarre i piccoli che animavano le strade del suo quartiere, a Montmartre.
La sua particolare sensibilità lo indusse a fondare, insieme all'amica Marguerite Charpentier, un asilo per i bambini più bisognosi.
Nel caso di questo dipinto non è noto chi sia la bambina ritratta, forse la piccola Georgette, primogenita dell'editore Charles Charpentier, oppure la figlia del banchiere e collezionista Paul Bérard, per il quale Renoir aveva ritratto la figlia Marthe nel 1879.
La bambina, al centro della tela, mantiene uno stretto e intimo rapporto con il paesaggio.
Accanto a lei è un cespuglio di rose, reso con rapide pennellate, in grado di tracciare, animosamente, la disposizione e le varie tonalità delle foglie e dei fiori.
Il rosso che spicca sul boccio ritorna rafforzato sulle labbra della bimba, per poi esplodere nel fiocchetto che le raccoglie i capelli: una sapiente orchestrazione di colore e di luce, che ricorda la luminosità che Renoir realizzò durante il suo soggiorno ad Argenteuil.
Infatti, il modo di trattare i capelli ricorda la maniera di Monet, come sembra dimostrare il ritratto MONET CON LA TAVOLOZZA, che condivise l'esperienza di Renoir ad Argenteuil
Il prezioso vestitino blu, bordato con merletti e grossi bottoni, indica che, comunque, si tratta di un membro di una famiglia benestante.
L'aria serena della bambina, che posa divertita con in mano il suo innaffiatoio, sembra riflettere l'ottimismo di Renoir, che ne coglie con freschezza lo sguardo vivace.
Il quadro, datato e firmato in basso a destra - Renoir 76 -, è conservato alla National Gallery of Art di Washington, dove giunse nel 1963 dalla collezione di Chester Dale e, precedentemente, era appartenuto a Paul Bérard.
Nel 1875 Renoir conobbe alcuni mecenati che si rivelarono determinanti per il suo successo artistico.
Alla mostra del 24 marzo, presentata nella Galleria Burty, l'artista ricevette la commissione di ritrarre la moglie del doganiere Victor Chocquet, collezionista delle opere di Delacroix.
Sempre in questo periodo conobbe i coniugi Charpentier; fu Marguerite, che nel suo colto salotto ospitava intellettuali, poeti e artisti, come Zola, Flaubert, Manet e Degas, ad introdurlo nel ristretto circolo intellettuale parigino.
Di grande importanza fu, anche, la frequentazione della casa di Paul Bérard, presso il quale Renoir trascorse una vacanza nella villa di Wargemont, a Dieppe.
Spesso l'artista si divertì a ritrarre i piccoli che animavano le strade del suo quartiere, a Montmartre.
La sua particolare sensibilità lo indusse a fondare, insieme all'amica Marguerite Charpentier, un asilo per i bambini più bisognosi.
Nel caso di questo dipinto non è noto chi sia la bambina ritratta, forse la piccola Georgette, primogenita dell'editore Charles Charpentier, oppure la figlia del banchiere e collezionista Paul Bérard, per il quale Renoir aveva ritratto la figlia Marthe nel 1879.
La bambina, al centro della tela, mantiene uno stretto e intimo rapporto con il paesaggio.
Accanto a lei è un cespuglio di rose, reso con rapide pennellate, in grado di tracciare, animosamente, la disposizione e le varie tonalità delle foglie e dei fiori.
Il rosso che spicca sul boccio ritorna rafforzato sulle labbra della bimba, per poi esplodere nel fiocchetto che le raccoglie i capelli: una sapiente orchestrazione di colore e di luce, che ricorda la luminosità che Renoir realizzò durante il suo soggiorno ad Argenteuil.
Infatti, il modo di trattare i capelli ricorda la maniera di Monet, come sembra dimostrare il ritratto MONET CON LA TAVOLOZZA, che condivise l'esperienza di Renoir ad Argenteuil
Il prezioso vestitino blu, bordato con merletti e grossi bottoni, indica che, comunque, si tratta di un membro di una famiglia benestante.
L'aria serena della bambina, che posa divertita con in mano il suo innaffiatoio, sembra riflettere l'ottimismo di Renoir, che ne coglie con freschezza lo sguardo vivace.
Il quadro, datato e firmato in basso a destra - Renoir 76 -, è conservato alla National Gallery of Art di Washington, dove giunse nel 1963 dalla collezione di Chester Dale e, precedentemente, era appartenuto a Paul Bérard.
MECENATI ILLUMINATI NELLA CARRIERA DI RENOIR
Nel 1875 Renoir conobbe alcuni mecenati che si rivelarono determinanti per il suo successo artistico.
Alla mostra del 24 marzo, presentata nella Galleria Burty, l'artista ricevette la commissione di ritrarre la moglie del doganiere Victor Chocquet, collezionista delle opere di Delacroix.
Sempre in questo periodo conobbe i coniugi Charpentier; fu Marguerite, che nel suo colto salotto ospitava intellettuali, poeti e artisti, come Zola, Flaubert, Manet e Degas, ad introdurlo nel ristretto circolo intellettuale parigino.
Di grande importanza fu, anche, la frequentazione della casa di Paul Bérard, presso il quale Renoir trascorse una vacanza nella villa di Wargemont, a Dieppe.
1 commento:
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