Pittore italiano del Cinquecento
Secondo "Le VITE" di Giorgio Vasari (Da cui traggo spunto per la maggior parte delle mie notizie), Domenico Beccafumi era figlio di un povero contadino, Giacomo di Pace, e iniziò molto giovane a dilettarsi con il pennello.
In gioventù fu influenzato dal Perugino, dal Pinturicchio, autore a Siena degli affreschi della Libreria Piccolomini ospitata in duomo, dal Sodoma, suo maestro, e dalla pittura fiorentina.
Inoltre un viaggio a Roma, compiuto intorno al 1512, lo mise in contatto con gli affreschi della Sistina di Michelangelo e quelli delle Stanze vaticane di Raffaello.
Dal 1518, anno degli affreschi dell'Oratorio di San Bernardino, Beccafumi cominciò a collaborare costantemente per la sua città.
La commissione più prestigiosa gli fu affidata nel 1519 da Francesco Petrucci: l'esecuzione dei cartoni per il pavimento del duomo.
Nel 1527 il «sacco» di Roma costrinse Baldassare Peruzzi, protagonista della pittura della città papale insieme a Raffaello a ritornare a Siena.
Da questo momento in poi il Beccafumi venne influenzato dal collega più anziano.
La svolta stilistica si avverte in opere come "San Michele scaccia gli angeli ribelli" (Siena, Pinacoteca Nazionale).
Intorno al 1531 il Beccafumi, galantuomo solitario ed avvezzo al successo, rimase vedovo con due figli..., nel 1533 sposò in seconde nozze Caterina, la bellissima figlia di un libraio.
A parte brevi soggiorni a Roma, a Genova al servizio di Andrea Doria e a Pisa per eseguire le pale destinate al duomo, Domenico Beccafumi spese tutta la sua vita a Siena, dove morì nel 1551.
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STIMMATE DI SANTA CATERINA - Domenico Beccafumi

1 commento:
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