Simone MARTINI (1284 circa - 13449
Pittore italiano DEL XIV secolo
GALLERIA DEGLI UFFIZI a FIRENZE
Tavola cm. 265 x 305
CLICCA IMMAGINE alta risoluzione
Pixel 2270 x 1880 - Mb 1,81
La scritta che si legge alla base del dipinto attesta che Simone Martini si avvalse della collaborazione del cognato Lippo Memmi.
La critica ha a lungo dibattuto sulla parte avuta nell'intervento da ognuno dei due artisti…, l'ipotesi più accreditata sembra essere, comunque, quella che vede la mano di Simone nella scena centrale e quella di Lippo Memmi limitata ai due santi laterali ed ai quattro medaglioni delle cuspidi.
Simone Martini raggiunge in quest'opera il momento più alto dell'arte gotica di ispirazione francese.
In una scena immersa in un'astratta luce dorata ed ugualmente diffusa, simboleggiante lo spazio metafisico del Paradiso, le due figure dell'angelo e della Vergine, quasi immateriali, sembrano vivere solo della loro pura esistenza spirituale.
A questo si aggiunge una attenta e puntuale osservazione della realtà, come è testimoniato nel bellissimo intarsio del sedile della Vergine, nel vaso dorato, nella delicatezza dei candidi gigli o nella raffinatezza delle ali dell'angelo.
Il pittore, per attenuare l'effetto astratto del dipinto, suggerisce uno spazio reale dato dal pavimento di marmo.
Il risultato è una scena dal fascino delicato e quasi sospesa nel tempo, poema figurativo della letteratura cortese, un'opera di un equilibrio stilistico e di una qualità assoluti.
L’OPERA
La tavola è firmata e datata 1333 ed è stata realizzata da Simone Martini con la collaborazione del cognato Lippo Memmi per la cappella di Sant’Ansano nel Duomo di Siena, ove è rimasta fino al 1676.
Dopo un breve periodo nella chiesa di Sant’Ansano di Castelvecchio, la “Annunciazione” ha trovato, nel 1799, la sua collocazione alla Galleria degli Uffizi, dove è tuttora conservata.
Le due figure dei pannelli laterali rappresentano Sant’Ansano ed una santa di difficile e controversa identificazione, probabilmente Santa Giuditta.
La cornice del dipinto è stata restaurata nel XIX secolo ed in essa sono stati inseriti la modanatura alla base, con l'iscrizione originale, e i quattro tondi superiori, anch'essi originali.
SIMONE MARTINI E IL GOTICO INTERNAZIONALE
Questa "Annunciazione" di Simone Martini rappresenta una delle più squisite testimonianze delle tendenze pittoriche legate alla singolare eleganza del gotico francese.
Il pittore appare affascinato dallo splendore profano della vita di corte e aderisce agli ideali cavallereschi che si ispirano all'onore, alla cortesia e al coraggio.
Non ci si trova di fronte alla rappresentazione di un avvenimento mistico, ma piuttosto in presenza di un episodio poetico, delicato e prezioso, animato da personaggi di una bellezza aristocratica tutta senese.
Il ruolo svolto da Simone Martini è rilevante perché segna l'inizio di un movimento artistico che influenzerà tutta la pittura del XIV secolo, in Italia e in Europa, e che sarà chiamato “gotico internazionale”.
Le opere di questa tendenza sono impregnate di poesia, affini all'arte cortese ed estremamente raffinate…, l'eleganza delicata dei personaggi testimonia una grande armonia interiore e il dominio delle proprie emozioni.
L'aspetto appena trascendente delle composizioni di questo periodo è compensato da una straordinaria ricchezza di osservazione dei particolari.
VEDI ANCHE . . .
SIMONE MARTINI (1284 - 1344) - Vita e opere
L'INVESTITURA DEL CAVALIERE (1315-1317) - Simone MARTINI
SAN LUDOVICO DA TOLOSA INCORONA IL FRATELLO ROBERTO D'ANGIÒ (1317) - Simone Martini
La critica ha a lungo dibattuto sulla parte avuta nell'intervento da ognuno dei due artisti…, l'ipotesi più accreditata sembra essere, comunque, quella che vede la mano di Simone nella scena centrale e quella di Lippo Memmi limitata ai due santi laterali ed ai quattro medaglioni delle cuspidi.
Simone Martini raggiunge in quest'opera il momento più alto dell'arte gotica di ispirazione francese.
In una scena immersa in un'astratta luce dorata ed ugualmente diffusa, simboleggiante lo spazio metafisico del Paradiso, le due figure dell'angelo e della Vergine, quasi immateriali, sembrano vivere solo della loro pura esistenza spirituale.
A questo si aggiunge una attenta e puntuale osservazione della realtà, come è testimoniato nel bellissimo intarsio del sedile della Vergine, nel vaso dorato, nella delicatezza dei candidi gigli o nella raffinatezza delle ali dell'angelo.
Il pittore, per attenuare l'effetto astratto del dipinto, suggerisce uno spazio reale dato dal pavimento di marmo.
Il risultato è una scena dal fascino delicato e quasi sospesa nel tempo, poema figurativo della letteratura cortese, un'opera di un equilibrio stilistico e di una qualità assoluti.
L’OPERA
La tavola è firmata e datata 1333 ed è stata realizzata da Simone Martini con la collaborazione del cognato Lippo Memmi per la cappella di Sant’Ansano nel Duomo di Siena, ove è rimasta fino al 1676.
Dopo un breve periodo nella chiesa di Sant’Ansano di Castelvecchio, la “Annunciazione” ha trovato, nel 1799, la sua collocazione alla Galleria degli Uffizi, dove è tuttora conservata.
Le due figure dei pannelli laterali rappresentano Sant’Ansano ed una santa di difficile e controversa identificazione, probabilmente Santa Giuditta.
La cornice del dipinto è stata restaurata nel XIX secolo ed in essa sono stati inseriti la modanatura alla base, con l'iscrizione originale, e i quattro tondi superiori, anch'essi originali.
SIMONE MARTINI E IL GOTICO INTERNAZIONALE
Questa "Annunciazione" di Simone Martini rappresenta una delle più squisite testimonianze delle tendenze pittoriche legate alla singolare eleganza del gotico francese.
Il pittore appare affascinato dallo splendore profano della vita di corte e aderisce agli ideali cavallereschi che si ispirano all'onore, alla cortesia e al coraggio.
Non ci si trova di fronte alla rappresentazione di un avvenimento mistico, ma piuttosto in presenza di un episodio poetico, delicato e prezioso, animato da personaggi di una bellezza aristocratica tutta senese.
Il ruolo svolto da Simone Martini è rilevante perché segna l'inizio di un movimento artistico che influenzerà tutta la pittura del XIV secolo, in Italia e in Europa, e che sarà chiamato “gotico internazionale”.
Le opere di questa tendenza sono impregnate di poesia, affini all'arte cortese ed estremamente raffinate…, l'eleganza delicata dei personaggi testimonia una grande armonia interiore e il dominio delle proprie emozioni.
L'aspetto appena trascendente delle composizioni di questo periodo è compensato da una straordinaria ricchezza di osservazione dei particolari.
VEDI ANCHE . . .
SIMONE MARTINI (1284 - 1344) - Vita e opere
L'INVESTITURA DEL CAVALIERE (1315-1317) - Simone MARTINI
SAN LUDOVICO DA TOLOSA INCORONA IL FRATELLO ROBERTO D'ANGIÒ (1317) - Simone Martini
Nessun commento:
Posta un commento