IMPERO DELLE LUCI I
EMPIRE OF LIGHTS (1950)
René Magritte (1898 - 1967)
Museum of Modern Art di New York
Olio su tela cm. 97 x 70
EMPIRE OF LIGHTS (1950)
René Magritte (1898 - 1967)
Museum of Modern Art di New York
Olio su tela cm. 97 x 70
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Pixel 2500 x 1770 - Mb 1,71
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Nella produzione artistica di Magritte, il dipinto si colloca in un momento successivo ai periodi 'Renoir', 'neoimpressionista' e 'Vache'.
La notte e il giorno, un paesaggio notturno e un cielo in pieno giorno, riuniti nella stessa immagine, questo è il tema dell'Impero delle luci.
L'immagine inattesa "di un paesaggio notturno sotto un cielo assolato" è sconcertante.
Nell'opera di Magritte il sogno non ha alcuna importanza se non è tangibile, la sua pittura non trova ispirazione nei sogni ma piuttosto nel reale..., la vita è la traduzione del sogno, così come il sogno è la traduzione del reale.
Per il pittore è solo quando si disegnano le cose che queste diventano conosciute.
È reale solo il pensiero che permette di realizzare le cose: il quadro dettato dal pensiero è la realtà.
"L'Impero delle luci" s'inserisce in questa teoria.
Il paesaggio notturno si apre sotto un cielo soleggiato.
Più che di realismo nel suo significato più convenzionale Magritte parla di 'somiglianza', rifiutando comunque il principio della 'similitudine'.
L'immagine di una cosa non è la cosa...
"Non c'è immagine pittorica fino a quando l'aspetto dei colori stesi su una superficie coincide con un'immagine che ha similitudini con il mondo visibile".
Magritte espose pubblicamente queste sue teorie in tre diverse occasioni: in una conferenza tenutasi nel 1959 alla Libre Académie de Belgique, e nel 1960 e 1961 nelle introduzioni dei suoi cataloghi.
Magritte è il primo artista che cerca di far esprimere alla natura il mistero, l'oggetto nascosto in un altro oggetto.
IMPERO DELLE LUCI II EMPIRE OF LIGHTS (1954)
Peggy Guggenheim Collection a Venezia
Olio su tela cm. 100 x 60
Esistono due versioni de "L'Impero delle luci": la prima, del 1950, conservata al Museum of Modern Art di New York..., la seconda del 1954, attualmente esposta ai Musées Royaux des Beaux-Arts di Bruxelles, dove si trova la collezione più importante delle opere di Magritte.
Al Museum of Modem Art troviamo anche opere come: "L'assassino minacciato" del 1926 e "Ricordo di viaggio III" del 1955.
TRA "RENOIR" E "VACHE"
Il primo periodo di Magritte, definito 'Renoir', fu oggetto di una mostra a carattere piuttosto riservato tenutasi a Bruxelles nel luglio del 1943 in un locale privato.
Il ciclostile del pittore diceva...
"René Magritte desiderebbe un incontro tra i suoi ultimi quadri e i suoi amici, sabato 10 luglio, per esempio alle tre, al primo piano del 51 rue de la Madaleine, prima porta a sinistra nel corridoio".
Il secondo periodo cosiddetto 'Vache', parafrasando la parola 'Fauve' (belva) fu concepito per la sua prima mostra personale che ebbe luogo alla Galerie du Faubourg, nel 1948: una trentina di oli e gouaches che provocarono commenti piuttosto negativi.
La mostra era presentata da un titolo enigmatico: "Les pieds dans le plat" che letteralmente significa fare una gaffe.
Durante questi due momenti Magritte realizzò opere molto liriche, seppure legate al movimento surrealista.
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