
Andrea del Sarto nacque a Firenze intorno al 1487.
Iniziò il suo apprendistato presso un orafo fiorentino e successivamente entrò nella bottega di Piero di Cosimo, dove si cimentò in numerose copie dei cartoni di Michelangelo e di Leonardo per Palazzo Vecchio, tappa obbligata per la formazione artistica fiorentina del tempo.
Nel 1508 l'artista era già indipendente e divideva la sua bottega con Franciabigio.
La sua sapienza pratica lo impegna nello studio dell'atmosfera e non lo fa mai eccedere nella forma e nei sentimenti.
Moderato e tranquillo, disegna in modo perfetto i particolari anatomici, e l'aria vibra intorno alle sue carni imbevute di luce.
Gli affreschi dei cinque episodi della "Vita di San Filippo Benizzi", nel piccolo chiostro della Santissima Annunziata di Firenze, la "Nascita della Vergine", insieme al "Corteo dei Magi", sono le prima importanti realizzazioni di Andrea del Sarto e risalgono al 1509 - 1514.
La composizione della "Nascita della Vergine" è tratta dal Ghirlandaio, ma l'affresco diviene più spazioso, ed i morbidi personaggi - dalle lente visitatrici alle statiche ancelle - occupano i paini interni..., la tonalità dell'aria è quasi viola, e le forme vi si fondono con un lieve e vario accordo di tinte.
La sua equilibrata interpretazione della tradizione pittorica fiorentina gli garantì numerose commissioni.
Si conoscono i suoi spostamenti: egli effettuò due viaggi a Roma (1511 e 1514), un viaggio a Venezia e un lungo soggiorno di circa un anno (1518-1519) in Francia, presso la corte di Francesco I.
Durante i suoi soggiorni romani, l'artista rimase profondamente impressionato dagli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina e dalle decorazioni di Raffaello in Vaticano.
Nella sua maturità artistica questi influssi risultano tangibili negli affreschi a monocromo raffiguranti la "Vita di San Giovanni Battista" (1515-1526, Chiostro degli Scalzi, Firenze).
Nel chiostro fiorentino dieci piccoli affreschi in chiaroscuro esprimono i fatti di San Giovanni Battista: dal "Battesimo del Cristo" a "L'iscrizione del nome" (1526), nel quale il Vasari riconosceva a torto "un ringrandimento della maniera".
Tra le opere più famose di questo periodo vi sono le due tavole raffiguranti la Storia di Giuseppe, dipinte per la camera nuziale di Pierfrancesco Borgherini, la "Sacra Famiglia" del Louvre e la "Madonna delle arpie" degli Uffizi.
Del periodo inerente al soggiorno francese non rimane che l'ampollosa "Carità", oggi al Louvre, e non si migliora nelle altre e più aride Virtù ("Speranza" e "Fede").
Fra i quadri d'altare, la "Madonna delle Arpie" ha la maestà di una regina e la coscienza dell'assoluto..., quantunque l'ordinamento derivi dal Cristo risorto di Fra Bartolomeo nella Galleria Pitti, l'immagine si leva statuaria sul plinto, e due angeli la trattengono, mentre il Bimbo inclina il viso sorridente sul braccio teso al collo della Madre, astratta e monumentale anche nel gesto dove la sinistra sostiene il libro..., più deboli e fluttuanti nell'equilibrio sembrano San Francesco e San Giovanni Evangelista.
Alla ricchezza delle linee si associa l'abbondanza dei toni sulle superfici poliedriche, che frangono i colori, alternandoli con guizzi di luce e veli d'ombra.
Ma lo stile di Andrea del Sarto raggiunge la maggiore elevatezza nella "Madonna del Sacco" (Firenze, SS. Annunziata, 1525), dove le due figure principali creano l'armonia con l'equivalenza delle masse.
La Vergine siede sui gradini di un portico e regge il figlioletto, che si rivolge a San Giuseppe intento a leggere un libro ed appoggiato al sacco.
Il tentativo prospettico di questa semplice e familiare invenzione può richiamare le ripetute esperienze del Correggio.
Il ritorno a Firenze del pittore fu caratterizzato da un'importante serie di commissioni per la famiglia medicea.
Andrea del Sarto morì nel 1530 (o forse nel 1531), vittima di una delle numerose epidemie di peste che afflissero la città di Firenze.
VEDI ANCHE ...
SACRA FAMIGLIA - Andrea del Sarto
CARITÀ - Andrea del Sarto
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Nel 1508 l'artista era già indipendente e divideva la sua bottega con Franciabigio.
La sua sapienza pratica lo impegna nello studio dell'atmosfera e non lo fa mai eccedere nella forma e nei sentimenti.
Moderato e tranquillo, disegna in modo perfetto i particolari anatomici, e l'aria vibra intorno alle sue carni imbevute di luce.
Gli affreschi dei cinque episodi della "Vita di San Filippo Benizzi", nel piccolo chiostro della Santissima Annunziata di Firenze, la "Nascita della Vergine", insieme al "Corteo dei Magi", sono le prima importanti realizzazioni di Andrea del Sarto e risalgono al 1509 - 1514.
La composizione della "Nascita della Vergine" è tratta dal Ghirlandaio, ma l'affresco diviene più spazioso, ed i morbidi personaggi - dalle lente visitatrici alle statiche ancelle - occupano i paini interni..., la tonalità dell'aria è quasi viola, e le forme vi si fondono con un lieve e vario accordo di tinte.
La sua equilibrata interpretazione della tradizione pittorica fiorentina gli garantì numerose commissioni.
Si conoscono i suoi spostamenti: egli effettuò due viaggi a Roma (1511 e 1514), un viaggio a Venezia e un lungo soggiorno di circa un anno (1518-1519) in Francia, presso la corte di Francesco I.
Durante i suoi soggiorni romani, l'artista rimase profondamente impressionato dagli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina e dalle decorazioni di Raffaello in Vaticano.
Nella sua maturità artistica questi influssi risultano tangibili negli affreschi a monocromo raffiguranti la "Vita di San Giovanni Battista" (1515-1526, Chiostro degli Scalzi, Firenze).
Nel chiostro fiorentino dieci piccoli affreschi in chiaroscuro esprimono i fatti di San Giovanni Battista: dal "Battesimo del Cristo" a "L'iscrizione del nome" (1526), nel quale il Vasari riconosceva a torto "un ringrandimento della maniera".
Tra le opere più famose di questo periodo vi sono le due tavole raffiguranti la Storia di Giuseppe, dipinte per la camera nuziale di Pierfrancesco Borgherini, la "Sacra Famiglia" del Louvre e la "Madonna delle arpie" degli Uffizi.
Del periodo inerente al soggiorno francese non rimane che l'ampollosa "Carità", oggi al Louvre, e non si migliora nelle altre e più aride Virtù ("Speranza" e "Fede").
Fra i quadri d'altare, la "Madonna delle Arpie" ha la maestà di una regina e la coscienza dell'assoluto..., quantunque l'ordinamento derivi dal Cristo risorto di Fra Bartolomeo nella Galleria Pitti, l'immagine si leva statuaria sul plinto, e due angeli la trattengono, mentre il Bimbo inclina il viso sorridente sul braccio teso al collo della Madre, astratta e monumentale anche nel gesto dove la sinistra sostiene il libro..., più deboli e fluttuanti nell'equilibrio sembrano San Francesco e San Giovanni Evangelista.
Alla ricchezza delle linee si associa l'abbondanza dei toni sulle superfici poliedriche, che frangono i colori, alternandoli con guizzi di luce e veli d'ombra.
Ma lo stile di Andrea del Sarto raggiunge la maggiore elevatezza nella "Madonna del Sacco" (Firenze, SS. Annunziata, 1525), dove le due figure principali creano l'armonia con l'equivalenza delle masse.
La Vergine siede sui gradini di un portico e regge il figlioletto, che si rivolge a San Giuseppe intento a leggere un libro ed appoggiato al sacco.
Il tentativo prospettico di questa semplice e familiare invenzione può richiamare le ripetute esperienze del Correggio.
Il ritorno a Firenze del pittore fu caratterizzato da un'importante serie di commissioni per la famiglia medicea.
Andrea del Sarto morì nel 1530 (o forse nel 1531), vittima di una delle numerose epidemie di peste che afflissero la città di Firenze.
VEDI ANCHE ...
SACRA FAMIGLIA - Andrea del Sarto
CARITÀ - Andrea del Sarto
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