mercoledì 22 luglio 2009

FILOSOFO IN MEDITAZIONE (Philosopher in Meditation) - Rembrandt

   
FILOSOFO IN MEDITAZIONE (1632)
Rembrandt (1606 - 1669)
Pittore olandese
Museo del Louvre a Parigi
Tela cm. 28 x 34
Clicca immagine per un'alta risoluzione
Pixel 1750 x 2150 - Mb 1,66


Il "Filosofo in meditazione" appartiene alla prima attività di Rembrandt ad Amsterdam, opera di un periodo in cui esegue varie versioni di filosofi e apostoli in atteggiamento meditativo, che di volta in volta offrono soluzioni formali e luministiche di grande interesse.
La calda e intima atmosfera della composizione è frutto della capacità tecnica di Rembrandt: la forma prende corpo grazie al forte ma equilibrato gioco di luci e ombre.
Sia la tipologia del soggetto che l'atmosfera che avvolge la composizione ricordano opere quali "Geremia medita sulla distruzione di Gerusalemme" del 1630 (Amsterdam. Rjiksmuseum) e soprattutto il "Filosofo che legge" del 1631 (Stoccolma, Museo Nazionale).
È possibile che per questo dipinto Rembrandt abbia tratto ispirazione da una incisione di Vredeman de Vries pubblicata su un testo sulla prospettiva.


L'OPERA

Il dipinto è firmato e datato RHI van Rjin 163 (2).
L'ultima cifra della data è poco leggibile, ma la critica è oggi comunemente d'accordo nel l'affermare che si tratta di un lavoro del 1632.
Del dipinto, oggi al Museo del Louvre, esiste una copia di Salamon Koninck (anche essa nel medesimo museo parigino, probabilmente eseguita per lo stesso committente.
E infatti i due dipinti hanno subito nel tempo la stessa sorte: nel 1734 vennero venduti all'asta della collezione di W. Six ad Amsterdam e vennero acquistati nel 1784 per conto di Luigi XVI.



ALCUNE NOTE BIOGRAFICHE

Rembrandt Harmenszoon van Rjin nasce il 15 luglio 1606 a Leida.
Dopo tre anni di apprendistato nella bottega del pittore tradizionalista Jacob van Swanenburgh, nel 1624 si trasferisce ad Amsterdam dove frequenta la bottega del pittore di storia Pieter Lastman.
Nel 1625 ritorna nella città natale dove apre una bottega; a questa data risale il suo primo dipinto datato, la "Lapidazione di Saint-Etienne" che rivela l'interesse dell'artista per la ricerca chiaroscurale, costante in tutta la produzione pittorica.
Incoraggiato dalle numerose commissioni ricevute, nel 1631 Rembrandt si trasferisce ad Amsterdam dove apre una propria bottega e intrattiene rapporti di lavoro con l'influente mercante d'arte Hendrick Uylenburgh, zio di Saskia che l'artista sposerà nel 1634.
Nei primi anni della sua attività ad Amsterdam, Rembrandt si dedica in prevalenza alla ritrattistica; nel 1632 riceve la sua prima commissione ufficiale dipingendo per la ghilda dei dottori la "Lezione di anatomia del dottor Tulip".
Probabilmente sotto l'influenza della pittura barocca, i lavori eseguiti da Rembrandt intorno agli anni '40 rivelano un'intensa sperimentazione tecnica, alla ricerca di nuove soluzioni chiaroscurali e compositive; a questo periodo risale la celebre "Ronda della notte", eseguito nel 1642 su commissione della ghilda degli archibugieri.
Nel 1650, malgrado i gravi problemi che investono la sua vita privata, Rembrandt esegue alcuni suoi capolavori, come la "Betsabea" del Louvre, alcuni ritratti a carattere morale ispirati all'antico, e si dedica con crescente passione all'incisione (a lui oggi sono attribuite 287 incisioni).
Considerandolo il miglior artista vivente, nel 1662 il Municipio di Amsterdam gli affida l'esecuzione de "I sindaci dei Drappieri", oggi al Rjiksmuseum.
Rembrandt muore il 14 ottobre 1669, a 63 anni.


VEDI ANCHE . . .

REALISMO OLANDESE DEL '600 nelle Pittura


REMBRANDT Harmenszoon van Rijn - Vita e opere

RONDA DI NOTTE (The Night Watch) - Rembrandt

LEZIONE DI ANATOMIA DEL DOTTOR TULP - Rembrandt

FILOSOFO IN MEDITAZIONE - Rembrandt

BUSTO D'UOMO IN COSTUME ORIENTALE (Baltassar) Rembrandt

BETSABEA CON LA LETTERA DI DAVID (1654) - Rembrandt

FLORA (SASKIA) - Rembrandt


REMBRANDT E SASKIA CHE BRINDANO (1635 circa) - Rembrandt

LA CENA IN EMMAUS (1648) - Rembrandt






IL DIAVOLO NELLA BOTTIGLIA (The devil in the bottle) - Robert Louis Stevenson


IL DIAVOLO NELLA BOTTIGLIA


ROBERT LOUIS STEVENSON

Armando WEditore

Collana - Horror noir


Curato da Riccardo Reim







Robert Louis Stevenson (1850-1894), scozzese di nascita, fu un personaggio singolare, sia sul piano dell'attività letteraria che nella vita.
Spinto da sete di avventura, ma anche dalla ricerca di climi più adatti alla sua gracile salute, egli viaggiò molto, e terminò la propria breve esistenza nelle isole Samoa, nel Pacifico, inserendosi perfettamente nell'ambiente indigeno.
La sua produzione, molto vasta e varia (conoscerete certo, almeno dal titolo, "L'isola del tesoro" e "Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr Hyde"), fu caratterizzata soprattutto dalla reazione a quel clima di eccessiva fiducia nel progresso scientifico, che si era diffuso in Europa alla fine del secolo scorso.
Da ciò il frequente ricorso alla tematica del fantastico e dell'irrazionale.

La novella che ho da poco letto è una delle sue più famose, e testimonia dell'affettuosa partecipazione di Stevenson alla vita degli indigeni del Pacifico, da cui amava farsi raccontare delle storie ed ai quali egli stesso narrava le proprie.
Il racconto è abbastanza lungo, e traccio in breve la trama.

Un giovane hawaiano, di nome Keawe, trova un giorno un ricco signore il quale lo convince ad acquistare una misteriosa bottiglia scura, con la quale potrà appagare ogni suo desiderio.
Effettivamente, la cosa funziona.
In breve tempo, Keawe diventa ricco a sua volta, e corona il sogno della sua vita: abitare in una bellissima casa.
Poi però, preoccupato per le conseguenze di un possesso troppo prolungato della magica bottiglia, la rivende.
Bisogna infatti sapere che questa bottiglia ha una tenebrosa qualità: essa conduce all'inferno il suo possessore!
E non basta: la bottiglia può solo essere venduta (non regalata), e solo ad un prezzo inferiore a quello per cui era stata acquistata..., se la si vende ad un prezzo superiore o uguale, essa ritorna misteriosamente al vecchio proprietario, come Keawe stesso ha sperimentato prima di liberarsene definitivamente.
Va infine precisato che il venditore deve sempre spiegare tutto all'acquirente, prima di vendergli la bottiglia, altrimenti la vendita non funziona.
Superfluo dire, poi, che la bottiglia è assolutamente infrangibile.
Le cose, comunque, vanno a gonfie vele per il nostro eroe, che per giunta scopre di essere amato dalla bella Kokua, un tesoro di fanciulla.
Ma quando si sta per celebrare il matrimonio, la fortuna gira: Keawe si accorge di essere affetto da un cancro della pelle (che nel testo è chiamato "mal cinese").
La sua felicità rischia di sfumare per sempre.
Non c'è che un rimedio: ritornare in possesso della bottiglia, e ottenere una guarigione magica.
Dopo lunghe ricerche, il giovane riesce a rintracciare l'attuale proprietario..., ma qui, purtroppo, cominceranno i veri guai!

La novella è un tipico esempio del modo di scrivere di Stevenson: tutto fatti, con scarsi indugi, e sempre sorretto da una forte tensione.
Stevenson non è forse uno stilista, ma di sicuro possiede come pochi altri l'arte del narrare, mantenendo viva la curiosità del lettore.
La trama, del resto, è sostenuta da una forte passione morale: ne abbiamo una prova lampante in questa novella, che può essere intesa come una grande lezione di vita, in cui l'autore ci insegna a ricercare nell'amore, anziché nel denaro, la fonte della felicità.


VEDI ANCHE . . .




MIA CUGINA RACHELE (My Cousin Rachel) - Daphne Du Maurier



MIA CUGINA RACHEL
My Cousin Rachel


Daphne Du Maurier
Traduzione di M. Morpurgo
Editore - Il Saggiatore Tascabili


Collana - Narrativa Mondiale
Reparto - Narrativa straniera

Data di Pubblicazione - 2008



MIA CUGINA RACHELE

Al giovane Philip Ashley era impossibile immaginare un uomo più buono, più comprensivo e giusto di suo cugino Ambrose. Si sforzava di imitarlo in tutto, desideroso di somigliargli come un figlio somiglia al padre. Ambrose l'aveva allevato ed educato, gli aveva fatto da padre e da madre, era tutta la sua famiglia. Quando Philip ebbe finito l'università, Ambrose Ashley si decise a obbedire al suo medico che gli aveva prescritto un lungo soggiorno in un clima più mite. All'inizio dell'autunno partì per l'Italia, lasciando a Philip la cura della vastissima tenuta...

"Abbi cura di ogni cosa, Philip - disse l'ultima sera. - Non deludermi in nulla... Sei ancora molto giovane e io metto un pesante fardello sulle tue spalle. Ad ogni modo, tutto quello che ho è tuo, lo sai".

Dopo un mese, Ambrose scrisse da Firenze: visitava con entusiasmo ville e giardini, alla ricerca di piante rare, di cui avrebbe voluto tentare il trapianto in Inghilterra. Una lontana parente, la contessa Rachele Coryn Sangalletti, gli faceva da guida in quelle visite...

"Incomincio ad avere molta stima per nostra cugina Rachele - scrisse Ambrose al principio della primavera - e a volte provo un vero rancore contro quel Sangalletti, che l'ha fatta tanto soffrire prima di liberarla della sua presenza facendosi uccidere in un duello. Trascorro buona parte della giornata nella sua villa, che ha stupendi giardini, famosi per le fontane".

* * *

Poco dopo le feste di Pasqua, giunse a Philip l'annuncio del matrimonio di Ambrose con Rachele...

"Comunica a tutti la notizia - scriveva Ambrose - e ricordati, mio carissimo figliolo e cucciolo, che questo matrimonio così tardivo non può sottrarre un filo dell'affetto che ho per te".

Philip, con sua vergogna, non riuscì a provare gioia alcuna per la felicità toccata ad Ambrose: si sentiva abbandonato, come se fosse rimasto orfano una seconda volta.
Poi seguì un lungo silenzio; per mesi e mesi nemmeno una parola di Ambrose. Philip non sapeva più che cosa pensare.
Se avesse seguito il suo impulso, si sarebbe imbarcato sulla prima nave in partenza per il Continente e sarebbe corso a Firenze.
Al principio dell'estate (la seconda, dopo il matrimonio di Ambrose) giunse finalmente una lettera: breve e sconclusionata, scritta con una grafia quasi illeggibile...

"Lei mi sorveglia continuamente. Ti ho scritto parecchie volte, ma non c'è nessuno di cui mi possa fidare - scriveva Ambrose. - Sono ammalato e non c'è un medico in cui creda: sono tutti impostori dal primo all'ultimo".

* * *

Philip fece sellare il cavallo e andò di corsa dal suo padrino Nick Kendall, per mostrargli quella terribile lettera...

"Penso che dovresti partire subito - disse Kendall. - Temo che sia davvero gravemente ammalato. Tuo zio Philip, padre di Ambrose, è morto di un tumore al cervello. Non vorrei che...".

Non riuscì a terminare la frase, ma Philip comprese e si sentì gelare dalla paura. Decise di partire il più presto possibile, perché il viaggio sarebbe stato assai lungo: doveva recarsi a Londra in carrozza e di lì a Dover a prendere il piroscafo per Boulogne.
Poi avrebbe dovuto attraversare tutta la Francia e parte dell'Italia in diligenza. Salvo imprevisti, sarebbe arrivato a Firenze in tre settimane. La mattina della partenza Philip ricevette ancora un messaggio di Ambrose, agghiacciante nella sua brevità...

"È riuscita a finirmi, Rachele, il mio tormento. Se indugi, potrebbe essere troppo tardi. Ambrose".

Philip giunse troppo tardi, come il povero Ambrose aveva previsto. A Villa Sangalletti non c'era più nessuno, fuorché i custodi, che guardavano il visitatore con occhi spaventati, quasi si fossero trovati in presenza di un fantasma; la somiglianza fra i due cugini era tale da sconvolgere chi avesse conosciuto Ambrose e non l'avesse mai visto accanto a Philip. Il custode diede scarse notizie:la signora Ashley era partita il giorno dopo il funerale e non aveva lasciato nessun recapito. Il signor Ashley era stato sepolto a Firenze, nel nuovo cimitero protestante...

"La fine - aggiunse l'uomo bassa voce - è venuta quasi improvvisa: il povero signore molto indebolito per la febbre, ma fino al giorno prima era sceso in cortile ed era andato a sedersi al suo solito posto, vicino alla fontana. La contessa l'aveva sconsigliato, ma lui non aveva voluto darle ascolto: non voleva ascoltare nessuno".

Gli occhi dell'uomo si inumidirono: erano occhi buoni, sinceri, con uno sguardo di cane fedele.
Più tardi, in riva all'Arno, Philip fece un voto: giurò che tutto ciò che Ambrose aveva sofferto sarebbe ricaduto sulla donna che ne era stata la causa. Non credeva nella malattia di Ambrose: credeva soltanto a ciò che il cugino gli aveva scritto nelle sue due lettere.
Quando Philip ritornò a casa, trovò che la luttuosa notizia l'aveva preceduto: il signor Rainaldi, uomo di fiducia di Rachele Ashley, aveva scritto da Firenze a Nick Kendall, informandolo di tutto e unendo due certificati medici, dai quali risultava che Ambrose era morto per un tumore al cervello. Il padrino di Philip era in possesso del testamento di Ambrose. Le intenzioni del testatore vi apparivano semplici e chiare: Nick Kendall veniva nominato tutore di Philip finché questi non avesse compiuto venticinque anni; soltanto allora il giovane sarebbe potuto entrare in possesso di tutti i beni lasciati da suo cugino Ambrose, a parte alcuni legati ai domestici e qualche lascito per i poveri del circondario.

Neppure una modesta pensione in favore di Rachele Ashley. Il testamento era stato redatto dieci anni prima e Ambrose non vi aveva apportato alcun mutamento, neppure dopo il suo matrimonio.
Una settimana dopo il ritorno di Philip dall'Italia, giunse a Kendall una lettera della vedova di Ambrose; proveniva da Plymouth. Nick volle che Philip la leggesse...

" Ho portato con me tutto ciò che possedeva Ambrose: - scriveva Rachele - i suoi libri, i suoi abiti; tutto ciò che Philip giustamente desidererebbe riavere e tenere per sé e che ora gli appartiene di diritto. Se volete farmi sapere come debbo regolarmi e dirmi se è bene che io scriva a Philip o meno, ve ne sarò infinitamente grata".

Philip decise che avrebbe visto sua cugina Rachele. Anzi, l'avrebbe invitata a trascorre qualche giorno in casa Ashley, come sua ospite. Avrebbe finalmente potuto guardarla bene in faccia e scoprire i suoi veri sentimenti.
Là cosa più difficile erano i preparativi per quella visita: la messinscena di cortesie che bisognava pure allestire, prima di sferrare l'attacco.
Comunicò la notizia a Seecombe, il vecchio maggiordomo...

"Bene, signore, - disse Seecombe - saremo tutti lieti di dare il benvenuto alla signora Ashley".

C'era nella sua voce un'autentica commozione e Philip ne fu contrariato: Rachele non meritava che qualcuno si commuovesse per lei.
Il giorno dell'arrivo di sua cugina, Philip non si fermò in casa ad attenderla: rimase fuori tutto il giorno visitando le fattorie della proprietà, col solo scopo di far passare il tempo. Ora che il momento era venuto, non aveva più alcun desiderio di incontrarsi con quella donna odiosa.
Tornò a casa molto tardi: era già buio...

"La signora vi attende - disse Seecombe. - Se desiderate vederla, sarà lieta di ricevervi nel salottino adiacente alla stanza a lei riservata".

Philip salì al piano di sopra e bussò alla porta del salottino. Una voce dolce e appena percettibile disse di entrare. Appena vide Philip, Rachele si alzò rapidamente e gli mosse incontro: nella lunga veste di crespo nero sembrava piccola e fragile come una bambina. Gli occhi grandi e scuri facevano apparire ancora più minuti i lineamenti regolari del suo volto, che non avrebbe potuto essere più pallido. Un piccolo viso intagliato nell'avorio.
Philip le lesse negli occhi un doloroso sgomento: sembrava che Rachele riconoscesse in lui qualcuno che non c'era più. In quell'attimo fu più che mai conscio della sua somiglianza con Ambrose e per la prima volta ne provò un acuto disagio. Notò con sollievo che anche la cugina Rachele era piuttosto imbarazzata. Poi parlarono tutti e due contemporaneamente, quasi senza pensare a quel che dicevano.
Cinque minuti dopo Rachele, ormai a suo agio, raccontava del viaggio, mentre Philip, sempre sulle spine, non sapeva dove guardare. Posò infine lo sguardo sulle mani di lei: erano esili e bianche, così piccole da non potersele immaginare in una persona adulta. Rachele gli parlava con voce dolce e grave, trepida di affetto. Si rivolgeva a Philip come se lo conoscesse da sempre; sapeva di lui un mucchio di cose che Ambrose le aveva raccontato. Suo malgrado, Philip ne fu commosso e a un tratto l'ira e l'odio con cui aveva pensato, a lei per tanti giorni gli sembravano assurdi. Rachele non aveva niente in comune con l'idea che si era fatto di lei prima della sua venuta: non c'era niente di temibile in quella giovane donna pallida e sofferente, così piccola che non gli arrivava neppure alle spalle. Ambrose aveva scritto...

"È riuscita a finirmi, Rachele, il mio tormento"...

... ma forse farneticava, in preda alla febbre, immaginava cose inesistenti. Rachele Ashley era l'immagine stessa della dolcezza femminile: era veramente assurdo sospettare di lei.

* * *

Ogni giorno, verso l'ora di cena. Philip andava ad attendere Rachele in biblioteca.
Quando udiva avvicinarsi il fruscio della sua gonna l'emozione lo faceva impallidire: quello era il momento più bello della giornata. La biblioteca, così grigia e austera, sembrava illuminarsi all'apparire di Rachele. La luce delle candele dava ai minuti lineamenti di lei splendore e morbidezza: le guance sembravano più colorite e i neri capelli più brillanti. Philip si chiedeva con stupore come aveva potuto non accorgersi subito di quanto fosse bella sua cugina Rachele. Non soltanto lui, povero Philip, ne era incantato: pochi giorni dopo il suo arrivo in casa Ashley, Rachele aveva già conquistato tutti: amici di casa, vicini e domestici. Chiunque l'avesse incontrata anche una sola volta parlava di lei con devota ammirazione e intorno a lei era una continua gara di cortesie. Per Philip la cosa era assai più grave: non riusciva più a immaginare la sua vita senza Rachele. Si sentiva morire al pensiero che presto ella sarebbe ripartita per l'Italia, lasciandolo in una spaventosa solitudine. Non poteva più nascondere a se stesso l'intensità del suo amore e si chiedeva se Ambrose avesse provato per Rachele ciò che lui ora provava: quel desiderio continuo e angoscioso della presenza di lei e quel terrore di vederla scomparire dalla sua vita.
Dopo molte notti insonni, Philip si convinse che vi era un solo mezzo per trattenere Rachele in Inghilterra: compiere l'atto che Ambrose non aveva compiuto soltanto a causa della malattia che gli aveva ottenebrato la mente. Se Ambrose non si fosse ammalato, rifletteva Philip, avrebbe senza dubbio mutato il proprio testamento in favore della moglie; lasciandola almeno usufruttuaria dei beni e della casa fino alla morte. Philip fu certo di interpretare la volontà di Ambrose quando, pochi giorni prima del suo venticinquesimo compleanno, si recò da Nick Kendall, esecutore testamentario, per comunicargli la decisione di trasferire a Rachele Ashley l'intera proprietà...

"Sei veramente deciso a compiere questo passo?"... gli chiese Kendall gravemente.
"Decisissimo"... rispose Philip.
"Questa faccenda non mi garba affatto; Philip... Ti metti completamente nelle mani di lei! Quanto sarebbe stato meglio se non fosse mai venuta in Inghilterra..."

* * *

"Mezzanotte! - disse Philip - Ascolta, Rachele: ecco i dodici rintocchi. Ho venticinque anni!".

Si tolse di tasca il documento che quella stessa mattina aveva firmato in presenza di Kendall e lo posò sul tavolino accanto al letto...

"Questo - disse - puoi leggerlo con tuo comodo, ma il resto voglio consegnartelo subito io stesso".

Aprì con furia gli astucci e rovesciò in grembo a Rachele il diadema e l'anello coi rubini che erano appartenuti a sua madre; poi gli zaffiri e gli smeraldi, la collana di perle e i braccialetti: tutti i gioielli di casa Ashley, prelevati poche ore prima dalla cassaforte della banca...

"Philip! - gridò Rachele - Sei impazzito?! Che significa tutto ciò?".
"Ho venticinque anni! - disse Philip ridendo - Tutto quello che ho, ora è tuo. Se fossi il padrone del mondo lo darei a te!".

Vedendolo ridere, Rachele gli buttò le braccia al collo e rise anche lei: sembrava contagiata dalla follia di Philip. Rimase stretta a lui per un poco, poi allungò la mano e spense la candela. Quando, alle prime luci dell'alba, Philip scese in giardino, era così felice e stordito da chiedersi se non aveva sognato: Rachele era sua, ora; ogni problema si era risolto come per incanto. La felicità di quella notte sarebbe durata per sempre: sarebbero vissuti l'uno per l'altra, come un cosa sola. Risentiva sulle labbra i baci di lei e a un tratto gli parve di potere intuire la verità sulla morte di suo cugino Ambrose: il fiero gigante dal cuore di fanciullo era stato abbattuto dalla vertigine di quell'amore.
Rachele non comprese che quella notte Philip le aveva affidato la sua vita e aveva inteso di ricevere da lei lo stesso dono. Ciò che Philip aveva creduto un pegno d'amore era stato per lei qualcosa di completamente diverso: un modo di dire 'grazie' per i gioielli, per tutto...

"Quando ci sposeremo?"... le chiese Philip, appena si ritrovarono da soli.
"Mai, Philip! E questa risposta è assoluta e definitiva"... disse Rachele, accompagnando le parole con un gesto rapido, deciso.
"Dunque non mi ami? Perché la notte scorsa non mi hai detto di andarmene?"... le chiese Philip.

Ma Rachele lo guardava come se non capisse. Forse aveva guardato così anche Ambrose, con quella stessa espressione negli occhi. Parve a Philip di sentire la presenza di Ambrose lì accanto a lui, alla tremula luce della candela. La disperazione che era stata di Ambrose ora era la sua.
Quella stessa notte Philip fu colto da una febbre violenta, accompagnata da lancinanti dolori al collo e alla testa. Rimase per molti giorni in uno stato di quasi totale incoscienza; gli sembrava di essere circondato da una fitta nebbia, in cui distingueva appena il viso di Rachele chino su di lui...

"Non parlare, adesso - diceva Rachele con voce dolcissima. - Sta' tranquillo...".

Poi se ne andava col suo passo leggero, come se volasse. La febbre durò cinque settimane e per tutto quel tempo Rachele curò Philip con assoluta abnegazione, rimanendo lunghe ore accanto al suo letto e spiando con ansia il minimo segno di miglioramento. Quando il giovane si alzò per la prima volta era così smunto da apparire irriconoscibile. Nei giorni della convalescenza Rachele fu con lui premurosa e tenera come una madre.

"Vedrai, Philip, - gli diceva - quando sarai più forte, tutto quanto è accaduto tra noi ti parrà senza importanza; riprenderai la cura della tenuta: ci sarà molto da fare... Andrai di nuovo in barca nella baia, come prima che io arrivassi. La proprietà, anche se tu me ne hai fatto dono, io la considero tua; o tua e mia, una specie di società. Verrai a trovarmi a Firenze, in primavera. Io tornerò qui tutte le estati...".

* * *

Gelosia e disperazione indussero Philip ad un gesto che, soltanto pochi mesi prima, non avrebbe mai pensato di poter compiere: frugò nei cassetti dello scrittoio di Rachele, mentre ella dormiva, sperando di ritrovarvi una lettera giunta dall'Italia pochi giorni prima; una lettera di Rainaldi, l'amico in cui Rachele riponeva tutta la sua fiducia. Ben nascosta in un cassettino trovò una busta chiusa: non conteneva la lettera che lui cercava, ma dei piccoli semi neri. Li riconobbe subito: erano semi di citiso, velenosissimi. Allora la certezza lo folgorò: Ambrose aveva scritto la verità....
"E' riuscita a finirmi...".

Quella sua frase era vera: alla lettera. Philip si accorse con stupore di non provare né collera né paura. Solo compassione. Rachele era un mostro, un essere irresponsabile, dedito al male. Aveva ucciso Ambrose e poi aveva tentato di uccidere anche lui, Philip. Con le sue mani bianche e delicate aveva tratto il veleno dai semi del citiso.
Il giorno seguente era domenica e Philip accompagnò come al solito sua cugina Rachele in chiesa. Era una bella giornata calda, di piena estate: ella aveva un vestito nuovo, di stoffa leggera; un cappello di paglia le ombreggiava il volto. Era bellissima.
Due ore più tardi, quando erano da poco rientrati in casa, Philip la vide avviarsi verso il parco; si era tolta il cappello e teneva in mano il parasole.

Philip sapeva che sulla passeggiata a terrazze, dove spesso Rachele si recava, c'era un ponticello pericolante e fu sul punto di avvertirla, ma a un tratto qualcosa glielo impedì: un sentimento strano, misto di sfida e di disperazione. Non disse nulla e lasciò che Rachele si avviasse incontro al suo destino... Poco dopo con l'abito vaporoso aperto intorno a lei come una corolla, Rachele giaceva tra le pietre e i tronchi, in un angolo deserto del parco. Una parte del ponticello era crollata e l'aveva trascinata con sé.
Quando Philip la raggiunse e le prese le mani, invocando il suo nome, Rachele aperse gli occhi e lo guardò come se lo vedesse da molto lontano. Poi aprì le labbra e sussurrò...

"Ambrose! Ambrose!"....

Philip non poté dirle né chiederle nulla: soltanto tenerle le mani già fredde finché spirò.

* * *

Rachele era innocente o colpevole? Morì portandosi via il suo segreto e lasciò Philip nell'angoscia del dubbio. Nessuno indovinò mai il pesante fardello che egli portava sulle spalle. Nessuno intuì la ragione vera della sua solitudine e della sua tristezza. Continuò a vivere onorato e rispettato, come lo era stato Ambrose e tutta la sua famiglia prima di lui. Continuò a curare la sua casa, a piantare alberi e siepi, a percorrere a cavallo la vastissima tenuta. Era diventato talmente simile ad Ambrose dà poter sembrare il suo fantasma. Ma c'era tra loro una differenza profonda, nota soltanto a Philip: Ambrose era stato, forse, la vittima di Rachele; Philip, invece, ne era l'assassino.


UNA PAGINA

"Il suo passo mi sembrava più lento del solito, accompagnato dal fruscìo della gonna, ormai così familiare. Poi la porta si aprì, essa entrò nella stanza e si fermò davanti a me. Vestiva sempre a lutto, come mi aspettavo, ma un abito nuovo che non le avevo mai visto, di un tessuto lucido e pesante, molto ricco e ampio, aderente solo attorno alla vita. Anche il corpetto era attillato e le lasciava nude le spalle. S'era acconciata i capelli in modo diverso dal solito, con la crocchia tirata su, in modo che le restavano scoperte le orecchie. Al collo aveva la collana di perle, era l'unico gioiello che indossava e le luceva morbido e bianco contro la pelle. Non l'avevo mai vista così raggiante, così splendida...
Rimase un momento a guardarmi, poi allungò le braccia verso di me e disse semplicemente:- Philip - Io mi accostai ed ella mi abbracciò, tenendomi stretto a sé. Vidi che i suoi occhi erano pieni di lacrime, ma quella sera non me ne addolorai. Tolse le braccia dalle mie spalle e mi accarezzò i capelli. Poi mi baciò. Non però come aveva fatto l'altra volta. E mentre mi baciava pensai: -Non per nostalgia della casa, non perché aveva il sangue malato o la febbre nel cervello, ma per questo Ambrose è morto".

COMMENTO ALLA PAGINA

È uno stile rapido, leggero, piacevole per la sua semplicità e immediatezza. Anche se il suo modo di scrivere non accontenta i critici più severi, Daphne Du Maurier ha un numero illimitato di lettori, che apprezzano le sue storie affascinanti, dense di personaggi misteriosi, di colpi di scena, di complesse situazioni sentimentali.
Nessuno, dopo averne iniziato la lettura, potrebbe lasciare a mezzo un romanzo della Du Maurier, tale è la tensione, il clima di suspence in cui la scrittrice riesce a tenere il lettore, dalla prima all'ultima pagina.


VALORE DELL'OPERA

Il fascino maggiore del romanzo sta in quel mistero che non si risolve neppure alla fine: chi è Rachele, veramente? E' davvero un demonio? L'interrogativo angoscioso che perseguiterà Philip Ashley fino alla morte si riflette sul lettore e lo induce a ripensare a tutta la storia, a esaminarla nei suoi particolari, a riviverne i momenti più drammatici.
E' come un gioco abilissimo, in cui la scrittrice ci irretisce senza parere, con una sapiente tecnica descrittiva.
Ecco Rachele tra i fiori che ama: sembra ingenua e fresca come una bambina; le sue piccole mani accarezzano le corolle, raddrizzano gli steli e depongono i bulbi nella terra con delicatezza infinita. Ma quelle manine candide sanno anche dosare i veleni delle erbe e trarne filtri noti a lei sola. Intorno a Rachele si respira ambiguità, mistero e angoscia. Forse non è colpevole, ma tutto ciò che lei tocca diventa tragedia.
Ambrose e Philip, così simili fisicamente e spiritualmente da sembrare una sola persona, sono due sognatori, chiusi in se stessi e privi di senso pratico; se fossero diversi, non si innamorerebbero di Rachele, la vedrebbero con altri occhi.
Rachele, forse, non è migliore né peggiore di tante altre donne: mente per calcolo o perché le piace farlo, come una bambina bugiarda. E' improbabile che sia davvero un'assassina; ma rimane pur sempre un filo di dubbio, e basta questo per rimettere da capo tutto in discussione; ogni gesto di lei, ogni parola e perfino ogni sguardo. Così all'infinito, senza alcuna possibilità di una soluzione convincente e definitiva.
Il personaggio di Rachele è vivo proprio per questa sua ambiguità; per l'impossibilità di costringerlo a una realtà ben definita. E non è un personaggio "da romanzo": costruito con nitida precisione, è, pur nella eccezionalità delle situazioni, palpitante di verità e credibile sotto molti aspetti.


BREVE BIOGRAFIA

Daphne Du Maurier; nata nel 1907 da due attori celebri e nipote di un romanziere di fama, era tra i più notti scrittori inglesi del secolo scorso. Aveva soltanto venti anni quando il suo nome cominciò ad apparire su importanti giornali e periodici.
Sposata al generale Browning, Daphne Du Maurier era madre di tre figli e visse in un antico castello nella penisola di Cornovaglia.
È stata una donna incantevole, di carattere tranquillo e lieto. Ella stessa non sapeva spiegarsi come le riesciva di inventare i personaggi ambigui e sottilmente crudeli che animavano i suoi romanzi. Questi personaggi non le somigliavano affatto, mentre normalmente uno scrittore infonde sempre nei suoi personaggi parte di se stesso.
La Du Maurier amava la vita semplice, il silenzio e la pace dell'immenso parco che circondava il suo castello che giungeva fino al mare. In una capanna di legno, sul limitare della spiaggia, passava molte ore della giornata a scrivere i suoi straordinari racconti.
"Dopo averli immaginati - diceva la signora Du Maurier - non si può fare a meno di raccontarli".
Daphne Du Maurier morì il 19 aprile del 1989.


ALTRE OPERE

I DU MAURIER
The du Mauriers (1937)
Interessante cronaca familiare che abbraccia tre generazioni.

REBECCA
(Traduzione italiana "Rebecca, la prima moglie") (1938)
Romanzo drammatico, dalla complicata vicenda, col quale la Du Maurier ha conquistato una vastissima fama in tutto il mondo. Il successo dell'opera fu favorito dal bellissimo film trattone qualche anno dopo.

DONNA A BORDO
Frenchman's Creek (1941)
Romantica storia di un impossibile amore tra una gran dama e un pirata. Il romanzo ha come sfondo il paesaggio misterioso, selvaggio e incantevole caratteristico della Cornovaglia.
________________________________________________________
Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (4) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (2) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Cervantes (3) Cézanne (19) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (26) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (2) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (16) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (10) Disegni Personali (2) Disney (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (7) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (9) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (55) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (1) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (3) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (4) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (85) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (4) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (43) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (3) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (17) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (14) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (1) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (2) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (2) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (8) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (2) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicoanalisi (1) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (20) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (19) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (1) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (123) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (47) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (5) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (15) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (2) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)