BETSABEA AL BAGNO (1635 circa)
Paul Pieter Rubens
Pittore fiammingo
Gemaldegalerie - Dresda
Tela cm. 175 x 126
CLICCA IMMAGINE per un'alta risoluzione
Pixel 2540 x 1780 - Mb2,15
Paul Pieter Rubens
Pittore fiammingo
Gemaldegalerie - Dresda
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Secondo la narrazione biblica, Betsabea era una donna di grande bellezza; il re David si innamorò di lei, divenne suo amante e fece uccidere il marito Urie, suo ufficiale, per poterla sposare (II Libro di Samuele, 11).
Per questa azione malvagia il Sovrano fu aspramente rimproverato dal profeta Nathan.
La scena rappresentata da Rubens in quest'opera è più simbolica che narrativa: il vero soggetto non è la bellezza della donna, ma il messaggio che Betsabea riceve e la sua reazione.
La composizione è piuttosto complessa; la giovane donna dal magnifico seno scoperto è sorpresa dall'improvvisa irruzione del messaggero e rimane bloccata in una posa precaria.
Il piccolo cane che abbaia mette in evidenza la tensione del momento; il volto leggermente stupito della donna è, al contrario, rilassato.
Nello sguardo lontano sembra possibile presagire tutti quegli eventi che dovranno accadere e questa impressione è rafforzata dalla furtiva presenza, al balcone, di re Salomone, il figlio che nascerà dall'unione di Betsabea con re David.
Il soggetto biblico è trattato in maniera molto sensuale e non soltanto per la presenza della graziosa serva che pettina i lunghi capelli di Betsabea, ma anche per i morbidi drappeggi, i gioielli, la fontana con l'Amorino, l'acquamanile.
La scena si svolge tutta in primo piano e anche se dietro i personaggi si innalza una costruzione monumentale, l'effetto che ne deriva è quello di un'atmosfera intima e raccolta.
La modella, che appare anche in molte altre opere di Rubens, sotto le spoglie più varie (come Didone, Andromeda, Susanna, Maria Maddalena...), è Elena Fourment, sua seconda moglie.
Il pittore la sposò, appena sedicenne, il 3 dicembre 1630.
In quella occasione la ritrasse con l'abito nuziale (Elena Fourment in abito nuziale).
Questa stupenda tela è una delle opere lasciate in eredità da Rubens e fu trasferita da Parigi a Dresda nel 1749.
Il tema BETSABEA AL BAGNO, come quello di SUSANNA E I VECCHIONI, veniva raramente trattato prima della fine del Sedicesimo secolo; dopo il Concilio di Trento (1545-1563) questa scena fu considerata come un'allegoria della purezza.
Anche numerosi altri pittori si cimentarono con questo soggetto, mascherando sotto i tratti di Betsabea i loro sensuali nudi femminili.
VEDI ANCHE ...
La vita di PIETER PAUL RUBENS
AUTORITRATTO CON LA PRIMA MOGLIE - Pieter Paul Rubens
IL RATTO DELLE FIGLIE DI LEUCIPPO - Pieter Paul Rubens
L'UNIONE DELLA TERRA CON L'ACQUA - Pieter Paul Rubens
VENERE AL BAGNO - Pieter Paul Rubens
AUTORITRATTO CON IL FRATELLO FILIPPO (1611 - 1612) - Pieter Paul Rubens
GIUDIZIO DI PARIDE (1638-1639) - Pieter Paul Rubens
PERSEO E ANDROMEDA (1622 - 1624) - Pieter Paul Rubens
ULTIMA CENA (Last Supper) - Pieter Paul Rubens
Per questa azione malvagia il Sovrano fu aspramente rimproverato dal profeta Nathan.
La scena rappresentata da Rubens in quest'opera è più simbolica che narrativa: il vero soggetto non è la bellezza della donna, ma il messaggio che Betsabea riceve e la sua reazione.
La composizione è piuttosto complessa; la giovane donna dal magnifico seno scoperto è sorpresa dall'improvvisa irruzione del messaggero e rimane bloccata in una posa precaria.
Il piccolo cane che abbaia mette in evidenza la tensione del momento; il volto leggermente stupito della donna è, al contrario, rilassato.
Nello sguardo lontano sembra possibile presagire tutti quegli eventi che dovranno accadere e questa impressione è rafforzata dalla furtiva presenza, al balcone, di re Salomone, il figlio che nascerà dall'unione di Betsabea con re David.
Il soggetto biblico è trattato in maniera molto sensuale e non soltanto per la presenza della graziosa serva che pettina i lunghi capelli di Betsabea, ma anche per i morbidi drappeggi, i gioielli, la fontana con l'Amorino, l'acquamanile.
La scena si svolge tutta in primo piano e anche se dietro i personaggi si innalza una costruzione monumentale, l'effetto che ne deriva è quello di un'atmosfera intima e raccolta.
La modella, che appare anche in molte altre opere di Rubens, sotto le spoglie più varie (come Didone, Andromeda, Susanna, Maria Maddalena...), è Elena Fourment, sua seconda moglie.
Il pittore la sposò, appena sedicenne, il 3 dicembre 1630.
In quella occasione la ritrasse con l'abito nuziale (Elena Fourment in abito nuziale).
Questa stupenda tela è una delle opere lasciate in eredità da Rubens e fu trasferita da Parigi a Dresda nel 1749.
Il tema BETSABEA AL BAGNO, come quello di SUSANNA E I VECCHIONI, veniva raramente trattato prima della fine del Sedicesimo secolo; dopo il Concilio di Trento (1545-1563) questa scena fu considerata come un'allegoria della purezza.
Anche numerosi altri pittori si cimentarono con questo soggetto, mascherando sotto i tratti di Betsabea i loro sensuali nudi femminili.
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IL RATTO DELLE FIGLIE DI LEUCIPPO - Pieter Paul Rubens
L'UNIONE DELLA TERRA CON L'ACQUA - Pieter Paul Rubens
VENERE AL BAGNO - Pieter Paul Rubens
AUTORITRATTO CON IL FRATELLO FILIPPO (1611 - 1612) - Pieter Paul Rubens
GIUDIZIO DI PARIDE (1638-1639) - Pieter Paul Rubens
PERSEO E ANDROMEDA (1622 - 1624) - Pieter Paul Rubens
ULTIMA CENA (Last Supper) - Pieter Paul Rubens
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