domenica 1 novembre 2009

MARIO ALICATA

Bisognerà che un giorno si scriva la storia ragionata di un gruppo di studenti romani antifascisti - del quale Mario Alicata fu uno dei principali animatori - che ebbe una grande funzione nello sviluppo della lotta politica in Italia e nella creazione di quel grande movimento culturale rinnovatore definito genericamente neorealismo.
Allora Mario Alicata aveva vent'anni, essendo nato a Reggio Calabria il 9 maggio 1918. E il 1938 era un anno cruciale di saldatura fra la fine gloriosa - ma negativa per le forze democratiche - della guerra di Spagna e l'inizio della seconda guerra mondiale. Ed era un anno terribile nel quale sembravano ormai spente le speranze di una sconfitta del fascismo, più pesante e plumbea appariva la cappa che opprimeva l'Italia, più rassegnate si dimostravano le grandi nazioni democratico-borghesi, più tracotante l'aggressività della Germania nazista.

Mario Alicata era un giovane intellettuale di grande avvenire e già noto nella cultura italiana. La sua vocazione era la critica letteraria e ad essa si dedicava con grande impegno e con lucidissima intelligenza. E già allora si rivelavano nella sua personalità alcune costanti che dovevano rimanere anche nell'uomo maturo.
Chi lo ricorda studente non ha certo dimenticato le discussioni di quegli anni, la figura alta, magra e un po' curva di Mario, sempre al centro, nei corridoi della facoltà di Lettere di Roma, di un folto gruppo di studenti su cui egli esercitava il fascino del suo temperamento e l'egemonia della sua intelligenza. Già allora nelle sue parole e negli scritti che pubblicava e che gli davano un prestigio assai superiore alla sua età, poteva essere notato dai più avvertiti un ideale di cultura che unisse fermamente l'uomo - come personalità etico-politica - alla ricerca specifica dello studioso e dell'artista, un ideale di cultura, dunque, antiformalistico ed antidecadente, orientato sia pure in modo non del tutto consapevole, verso il realismo. E accanto a questo l'esigenza di un collegamento con il popolo che si manifestava allora nel vagheggiamento un po' ingenuo delle nostre esperienze risorgimentali, ma che rimase anche quando egli divenne più scaltrito e nutrì quell'intuizione giovanile di ben altri contenuti ideologici e culturali.
Basterebbe pensare a una sua acutissima nota su Bruno Barilli del 1942, nella quale egli non solo sapeva individuare l'importanza di questo scrittore completamente dimenticato dalla società letteraria italiana, ma indicava nell'ambizione fallita di essere un musicista alla Verdi « la parte più genuina e più nobile della personalità di Barilli, quella che, anche come scrittore, lo distingue dagli altri suoi contemporanei », perché si sentiva anche nei suoi scritti che egli « poneva Verdi in cima a tutti gli altri musicisti, che ne aveva intuito... il carattere di artista nazionale-popolare ».
Tale esigenza di collegamento con il popolo lo portò, fin da quegli anni, a comprendere il valore insostituibile di una nuova forma espressiva che si andava affermando e che la cultura idealistica disprezzava come pseudo-arte: alludo al cinema. E non a caso la sua firma si trova fra quelle degli sceneggiatori di un film che è ormai considerato come l'atto di nascita del neorealismo: "Ossessione" di Luchino Visconti: Non c'è da stupire, dunque, se da una lotta culturale nutrita di simili esperienze egli passasse - senza scosse - alla lotta politica, all'opposizione attiva contro il regime fascista, all'adesione al Partito comunista.
Né c'è da stupire se l'incontro con Marx ed Engels prima e con Gramsci poi, non fu per Alicata un incontro casuale dettato soltanto dalla milizia politica né fu - come avvenne per molti altri - una giustapposizione meccanica di nuove esperienze culturali a precedenti esperienze del tutto diverse se non contrastanti. Fu, invece, il lievito che affrettò un processo già in atto, il chiarimento ideologico di istanze già confusamente sentite, l'indicazione di una strada sulla quale egli si era già avviato e nella quale doveva procedere in modo rapido e sicuro.

Del resto il passaggio dalla letteratura o dalla ricerca culturale alla politica fu una caratteristica di tutto quel gruppo di studenti o di giovani intellettuali (Antonio Amendola, Paolo Bufalini, Pietro Ingrao, Antonello Trombadori, Aldo Natoli, Lucio Lombardo Radice, Valentino Gerratana, Renato Guttuso, Massimo Aloisi, Fabrizio 0nofri, Antonio Giolitti e Carlo Salinari). Ed avvenne - in quegli anni cruciali - non solo sotto la spinta degli avvenimenti.
Certo, la situazione dell'Italia è dell'Europa, il profilarsi di una nuova guerra mondiale, l'appesantirsi della dittatura fascista (con la crescente insofferenza che provocava) ebbero il loro peso.
La prima riunione clandestina a cui partecipò Carlo Salinari su invito di Mario Alicata, appunto nel 1938, ebbe come oggetto di discussione il comportamento che i giovani antifascisti dovevano tenere di fronte alla prossima guerra e alla inevitabile mobilitazione. Salinari conobbe allora, in casa di Bruno Zevi dove si svolgeva la riunione, molti suoi futuri compagni di lotta e gli fu possibile apprezzare subito il temperamento di Alicata, la carica di entusiasmo e di fiducia che egli sapeva infondere, quando già ci proponeva di trasformare la mobilitazione in guerriglia e di fare quello che quasi un secolo prima aveva realizzato Rosolino Pilo in Sicilia, contro i Borboni. Ma non furono solo gli avvenimenti a far maturare la scelta politica di Alicata e degli altri. Fu anche una difficile, faticosa e anche dolorosa elaborazione ideologica che lo portò a staccarsi dall'idealismo e dal liberalismo di Benedetto Croce e ad assimilare la filosofia marxista. Fu la convinzione maturata in tutti loro - e della quale Mario fu uno dei fermenti più attivi - che non poteva esservi rottura fra cultura e politica, che - come ha scritto Ingrao - « la cultura non potesse salvarsi se periva la libertà del mondo, se veniva schiacciata la rivoluzione proletaria e, in fondo, non era cultura se, non diveniva capace di impegnarsi nella società per trasformarla. Perciò l'approdo al marxismo e al partito fu per lui non solo lo sbocco dell'antifascista che cercava l'organizzazione che lo rendesse capace di battere Hitler e Mussolini, ma insieme la ricerca e la conquista della dottrina che consentisse all'intellettuale di intendere la società, tutta la società per riscattarla e mutarla, saldando modernamente il pensiero e l'azione ». Questa elaborazione ideologica dell'intero gruppo romano - di cui Alicata, lo ripeto, era uno dei leaders - ebbe un'importanza storica di grande rilievo, sia sul piano culturale che su quello politico.

Mario Alicata ritratto da Guttuso nel 1954
La cultura italiana, infatti, « era ripiegata lontano dalla società, per difendersi dall'asservimento al fascismo e dalla strumentalizzazione. Si era rifugiata nell'intimo dell'individuo. E così ripiegata e scissa dalla società, si trovava a fronteggiare improvvisamente, drammaticamente la tempesta della guerra e del nazismo che si scatenava sul mondo. Mario Alicata fu tra quelle persone che in quel momento cruciale aiutarono a trovare un rapporto nuovo tra gli intellettuali e la lotta rinnovatrice. E lo fece in modo prestigioso, vivo, pieno di fascino che lo fece rispettare anche da chi lo combatteva. Tutti quanti noi sappiamo quanto sia stato importante questo ritrovato collegamento tra la cultura italiana e la società: quanto sia stato importante per la qualità stessa della lotta di Resistenza, per il respiro, l'afflato, la larghezza della lotta di rinnovamento che fu ingaggiata dopo il crollo del fascismo, contro l'oscurantismo clericale, contro í vecchi costumi, contro lo Stato poliziotto e codino e le strutture reazionarie ». Sul piano politico quella elaborazione ideologica e l'impegno concreto nella lotta del Partito comunista ebbe un'enorme importanza nella formazione di un partito di "tipo nuovo", nel collegare il vecchio gruppo dirigente illegale del Pci con la nuova realtà nazionale e con le nuove generazioni, nel superare ogni concezione chiusa e settaria della lotta politica, nel formulare l'esigenza della via italiana al socialismo.

Mi sono soffermato in modo particolare sul periodo della formazione politica e civile di Mario Alicata perché ad essa si richiama con estrema coerenza tutto il resto della sua vita.
Venne arrestato nel 1942 e deferito al tribunale speciale. Rimase in carcere fino al 25 luglio del 1943 quando, con la caduta del regime fascista, vennero rimessi in libertà i detenuti politici. Nel periodo dell'occupazione tedesca fu redattore capo de "L'Unità" clandestina. Subito dopo la Liberazione fu prima assessore del Comune di Roma e poi direttore della "Voce" di Napoli e infine nel 1946 direttore de "L'Unità" nel periodo della grande battaglia per la Repubblica.
Furono quelli anni eroici per i militanti comunisti, impegnati, senza risparmio, a costruire un grande partito e un grande blocco di forze democratiche. Si lavorava alla garibaldina, con pochi mezzi ma molta fantasia, capacità d'improvvisazione, spirito di sacrificio. E Alicata s'inserì pienamente in quel clima e fu un animatore di quelle epiche battaglie.
Ecco come lo ricorda uno dei redattori della "Voce" di Napoli: « La mensa attorno a Piazza della Carità fallì rapidamente e ci trovammo a prendere i nostri pasti in un istituto per sordomuti, tenuto da monaci, dalle parti di Cellamare. Mangiavamo faccia al muro, seduti di fronte a un lungo tavolo di legno. Fagioli, sempre fagioli. Alicata dava l'impressione di trovarsi a perfetto suo agio in quello strano posto. Mangiava di gusto e qualche volta, guardandosi attorno, ironizzava allegramente sulla nostra situazione di comunisti ospitati in una specie di convento... Il giornale era un successo straordinario a quel tempo. Alicata non ne era particolarmente eccitato. Direi che trovasse naturale tutto questo. Facevamo il giornale con pochi mezzi, con impianti di fortuna per captare le notizie. Alicata non si rendeva conto, e in fondo non voleva rendersi conto della precarietà della nostra organizzazione. Gli interessava vedere questo foglio uscire quasi miracolosamente giorno per giorno, con un titolo, un articolo che era sempre un'idea. Una eccitante avventura intellettuale e al tempo stesso il frutto di una milizia comunista generosa e inflessibile... Era un giornalista coraggioso, finissimo, che credeva profondamente nella grande funzione civile del giornale. Ricordo la sua prima campagna; appassionata, violenta e sempre nobilissima, contro il giornale dei liberali napoletani. Ne vennero fuori due sfide a duello, da parte del direttore e del redattore capo del "Giornale". Alicata si divertiva come un ragazzo all'idea di battersi a duello. Si lasciava prendere in giro da noi, stando allo scherzo. Poi, quando fu chiaro che avrebbe
dovuto davvero battersi, prese coscienziosamente lezioni da un maestro di scherma. E si batté, un po' per burla e un po' sul serio. Convinto tuttavia, di aver fatto anche in questo il suo dovere di militante ».

Le battaglie giornalistiche costituiscono, senza dubbio, uno dei momenti più alti della lotta condotta da Alicata per la libertà e la giustizia sociale. Basterà ricordare, all'inizio della sua carriera, la battaglia per la Repubblica, contro i "lazzari del re", battaglia che seppe collegare la vicenda in corso con le migliori tradizioni democratiche del Risorgimento, e, alla fine, pochi giorni prima della sua morte, quella per risanare le ferite di Firenze colpita dall'alluvione e quella contro il « sacco di Agrigento » anch'esse battaglie che all'immediata esigenza politica univano profonde spinte civile e morali.

Un altro argomento di grande rilievo della sua lotta democratica è costituito dall'azione meridionalistica che egli sviluppò in modo particolare nel periodo in cui lavorò nel Mezzogiorno come dirigente comunista (dal '47 al '54) e fu segretario regionale della Calabria, membro del Comitato per la Rinascita del Mezzogiorno, direttore - con Giorgio Amendola e Francesco De Martino - della rivista "Cronache meridionali". Ma la sua azione meridionalistica continuò anche negli anni seguenti e fu una costante della sua attività: perché egli non la considerava soltanto una lotta politica condotta per risolvere uno dei problemi più acuti della società nazionale, ma anche una lotta culturale perché lì, nel Mezzogiorno, si era sviluppato un filone della cultura italiana - quello che aveva elaborato i temi della questione meridionale da Giustino Fortunato a Gramsci - che era stato il filone più moderno ed anche più profondamente democratico della nostra più recente tradizione: Così egli intrecciò l'elaborazione marxista dei programmi per la rinascita del Mezzogiorno alla lotta per l'occupazione delle terre incolte, lo studio e la valorizzazione dei classici della questione meridionale alla presenza attiva nelle agitazioni contadine. E fu sindaco di Melissa per volere dei braccianti che se lo trovarono accanto nei giorni drammatici del barbaro eccidio.

Infine, un posto particolare, occupa Mario Alicata nella lotta per la libertà della cultura italiana. La sicurezza dell'orientamento e del giudizio era la caratteristica fondamentale della sua personalità intellettuale negli anni più maturi. Sicurezza che gli derivava dall'aver assimilato fino in fondo e in modo non meccanico la lezione del marxismo. Perché egli sapeva sempre, di fronte a ogni fenomeno culturale, compiere quell'operazione culturale che è così difficile ma che caratterizza uno studioso marxista: di verificare nel movimento reale, nella reale storia degli uomini, l'incidenza, la portata, la validità delle proposte culturali. Di qui una sorta di sesto senso che gli permetteva di scoprire subito quel poco o molto d'intellettualismo che si poteva trovare in molti scrittori o movimenti culturali. E non solo dove quell'intellettualismo era più scoperto, nella cultura dichiaratamente arcadica ed evasiva, ma anche in quella impegnata e di etichetta rivoluzionaria. Anche - e voglio proprio ricordarlo - nel famoso giudizio sul "Politecnico" di Vittorini (una nota critica apparsa su "Rinascita"), che tanto scandalo suscitò nel 1946 e negli anni successivi, e che oggi appare sempre più giusto a mano a mano che, accanto ai grandissimi meriti di quella rivista, sappiamo valutarne i limiti di tendenza culturale ancora chiusa nell'ambito della tradizionale cerchia di intellettuali. Anche nel giudizio sulla letteratura meridionalistica e, in particolare, sul "Cristo si è fermato ad Eboli" di Carlo Levi che egli analizzò in un saggio apparso su "Cronache meridionali" e che deve essere considerato uno dei saggi più rigorosi ed acuti che la critica marxista abbia saputo produrre in Italia. Qui nella contrapposizione di una civiltà contadina arcaica, chiusa nei suoi miti, nelle sue superstizioni, nella sua millenaria saggezza, e una città sfruttatrice e corruttrice di quel mondo (una città presa nel suo complesso, come simbolo della civiltà industriale nella quale si trovano uniti capitalisti e operai), egli coglieva non solo il limite ideologico di quella letteratura (che sarebbe stato ancora un giudizio puramente politico), ma vedeva la breccia attraverso la quale si inseriva, nell'esigenza realistica, il mito decadentista del primitivo e del selvaggio e le suggestioni decadenti dell'esotismo, del folclorismo, del pittoresco.

Questa capacità di rompere gli schemi intellettuali tradizionali nutrì l'azione che egli svolse come responsabile della politica culturale del Partito comunista negli anni fra il 1954 e il 1958. Così egli seppe mettere al centro della lotta culturale il rinnovamento della scuola e la battaglia contro la censura (in tutte le sue forme), così egli volle che il Partito comunista italiano si facesse paladino della libertà della creazione artistica e della ricerca scientifica (anche in polemica, talvolta, con alcuni partiti fratelli); così egli volle un marxismo aperto che non si chiudesse in dogmatici schemi ma si misurasse competitivamente con le altre correnti che venivano affermandosi nel mondo borghese. Egli, quindi, ebbe grande curiosità per il nuovo, ma ebbe anche la capacità di mantenere un distacco critico verso di esso, in modo da non farsi travolgere da mode intellettuali e di distinguere sempre il permanente dall'effimero, le vere conquiste culturali dalle formule suggestive ma vuote.

Queste le tappe e i motivi fondamentali di una vita di uomo politico e d'intellettuale. L'acutezza dei giudizi, l'originalità di alcune intuizioni, il calore con cui sapeva enunciarle e difenderle hanno spesso falsato agli occhi di chi non lo conosceva bene i tratti salienti della sua personalità, facendolo considerare troppo rigido, fanatico e rissoso. Il fatto è che la sua statura intellettuale e il suo temperamento tendevano a dominare a soggiogare gli interlocutori. Per questo egli si sentiva spesso drammaticamente solo: e diveniva impaziente verso gli amici, che non sapevano seguirlo alla sua altezza, e sarcastico verso gli avversari che gli apparivano dei pigmei.

Morì il 7 dicembre del 1966, il giorno successivo a un memorabile atto d'accusa pronunciato in Parlamento contro gli speculatori responsabili della rovina di Agrigento.


VEDI ANCHE . . .





RODOLFO MORANDI

GIUSEPPE MASSARENTI - Le lotte sindacali di Molinella


FUGA IN EGITTO (Flight into Egypt) Bartolomé Esteban Murillo

FUGA IN EGITTO (1645-1650 circa)
Bartolomé Esteban MURILLO (1617-1682)
Pittore spagnolo del XVII secolo
GALLERIA DI PALAZZO BIANCO a GENOVA
Tela cm. 210 x 163

CLICCA IMMAGINE alta risoluzione

Pixel 1800 x 2270 - Mb 1,72


Giuseppe, avvertito dall'angelo che Erode stava cercando il Bambino appena partorito da Maria per ucciderlo, raccolte le povere masserizie, radunò la famiglia fuggendo in groppa a un asino alla volta dell'Egitto, dove rimasero fino alla morte del crudele re.
Dell'episodio Murillo scelse di raffigurare il momento in cui la Sacra Famiglia è in cammino verso la salvezza.
Sui volti dei personaggi non vi è alcun segno di stanchezza, il dolce sguardo della Madonna veglia dolcemente sul Bambino, abbandonato a un profondo sonno, ignaro del pericolo che incombe su di lui.
La morbida resa cromatica, la semplicità formale e la serena atmosfera che avvolge la composizione, elementi questi che caratterizzano l'attività giovanile dell'artista, contribuiscono a trasformare l'episodio sacro in uno stralcio di vita quotidiana: eliminato il pathos, rimane il sereno viaggio di due poveri viandanti.

Grazie alla facilità di lettura, il tema della Fuga in Egitto fu uno dei preferiti della Controriforma, di cui Murillo fu uno dei principali protagonisti..., infatti scopo primario della sua pittura era quello di lanciare messaggi comprensibili ai fedeli.
Il dipinto di Genova corre su questo binario: la scena è immediata ed essenziale, epurata da ogni sorta di decorativismo.
La stessa rigorosità si trova in altri lavori contemporanei di Murillo, come ad esempio la Fuga in Egitto, conservata all'Institute of Arts di Detroit..., per quanto riguarda invece l'altra versione dell'Ermitage di San Pietroburgo, databile alla fine degli anni Sessanta, lo stile appare più maturo con una maggiore morbidezza nella stesura dei colori e una maggiore luminosità.


L'opera venne commissionata a Murillo dai frati del convento di Merced Calzada di Siviglia ed eseguita intorno agli anni Cinquanta. Da qui venne sequestrata dal maresciallo Soult che la vendette insieme al resto del bottino a Parigi.
Acquistata per 51.000 franchi dalla duchessa di Galliera, nel 1899 la donò alla Galleria di Palazzo Bianco di Genova.
Del tema esistono molte repliche: oltre alle già citate versioni di San Pietroburgo, e quella di Detroit, segnalo anche quella dell'Art Gallery di Glasgow, già nella collezione di Luciano Bonaparte e donata al museo britannico da A. Mc Lellan nel 1854.


VEDI ANCHE...

LA MADONNA DEL ROSARIO

BAMBINI CHE MANGIANO UN DOLCE

BAMBINO CHE SI SPULCIA - Bartolomé Esteban Murillo


Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (4) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (2) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Cervantes (3) Cézanne (19) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (26) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (2) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (16) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (10) Disegni Personali (2) Disney (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (7) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (9) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (55) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (1) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (3) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (4) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (85) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (4) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (43) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (3) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (17) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (14) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nobel (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (1) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (2) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (2) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (8) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (2) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicoanalisi (1) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (20) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (19) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Sciamanesimo (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (1) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (123) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (47) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (5) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (15) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (2) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)