François Boucher (1703-1770)
Pittore francese del XVIII secolo
Frick Collection di New York
Olio su tela cm 54 x 67
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Più che in una stanza da letto, ci troviamo in un boudoir, in un piccolo camerino da ricevimento o da riposo ornato in ogni dettaglio con cura minuziosa.
Lo testimonia la piccola bacheca laccata di grigio dove, secondo un'usanza settecentesca assai diffusa nel Nord-Europa, sono contenuti tutti gli ingredienti per fare il tè e, in bella vista, la teiera e le tazze per servirlo ad eventuali ospiti.
Come nel paravento semiaperto posto ai piedi della chaise longue, la statuetta di Buddha collocata nello scomparto superiore risponde alla moda per gli oggetti orientali, o decorati da disegni orientaleggianti, che pervase la cultura e l'arredamento francese a cominciare dagli anni Trenta divenendo un gusto vero e proprio soltanto durante il regno di Luigi XV.
Risponde alla stessa intenzione estetica la carta rosso-aranciato a girali vegetali che copre i muri del camerino e che ricorda i ricami decorativi degli abiti del tempo.
Al rivestimento delle pareti s'intona la stoffa del basso panchetto sul quale la donna ha deposto alcuni accessori del proprio abbigliamento prima di sdraiarsi sulla chaise longue.
Ancora vestita di tutto punto come se avesse da poco ricevuto qualcuno, la dama sembra stia ora meditando di riposarsi. Ha un elegante abito bianco alla moda e calze pantofoline da camera dalla tomaia rosso-vivo ancora in pendant con l'ambiente in cui si trova.
A fianco alla chaise longue, che costituisce una delle invenzioni più raffinate e più curiose del mobilio dello stile "Luigi XV" vi è un tavolinetto di legno pregiato con il cassettino aperto e dai sostegni ricurvi, esili e slanciati.
Sul piano del tavolo, un foglio un po' accartocciato con la firma di Boucher si rivela come una lettera da questi inviata alla donna effigiata, secondo la tradizione identificabile con la moglie dell'artista.
La tela è firmata e datata in basso a destra: "F. Boucher. 1743".
Un'altra firma compare nella lettera appoggiata sul piano del tavolinetto collocato a fianco della chaise longue.
La donna effigiata è Marie-Jeanne Buseau, nata a Parigi nel 1716 e sposata da Boucher nel 1733, quando aveva solo 17 anni.
L'opera, che apparteneva in origine a Davout, ha subito una lunga serie di passaggi di proprietà.
Rimasta per un certo periodo nella collezione di Le Dart a Caen, essa giunse a Parigi grazie a Joseph Bardac.
Successivamente fu acquistata da David Weill a New York e infine, nel 1937, passò nella Collezione Frick.
LA PRESUNTA INFEDELTÀ DI BOUCHER
I moralisti del XVIII secolo, prendendo spunto dal fatto che Boucher aveva dipinto una serie di tavole erotiche su commissione di Luigi XV, ne dedussero che l'artista doveva essere un dissoluto.
A parte l'opinione di Diderot, che circa Boucher si domandava...
"Cosa può avere in mente un uomo che passa la sua vita con le prostitute di basso rango?"..
...esisteva sul suo conto un pettegolezzo scandaloso secondo il quale François Boucher avrebbe condotto la duchessa di Chartres all'infedeltà, sedotto dalla sua quasi completa nudità mentre questa posava per lui.
L'aneddoto, rientrante nella categoria delle molte storie inventate dopo la Rivoluzione per screditare l'Ancien Régime, non trova conferma nelle testimonianze contemporanee che anzi raccontano della stretta armonia nella quale viveva la famiglia Boucher e dell'ottimo rapporto fra l'artista e sua moglie.
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