Agnolo di Cosimo Tori, detto BRONZINO (1504-1572)
Pittore italiano
Museo del Louvre a Parigi
Tavola cm. 99 x 79
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Su uno sfondo architettonico è ritratto di tre quarti un giovane uomo dalla cui immagine traspare l'elevata posizione sociale.
Vestito elegantemente, come si può notare dal prezioso pizzo della camicia e dall'anello alla mano sinistra, l'ignoto personaggio tiene una statuetta, attributo che lo qualifica come uno scultore.
Lo stile distaccato e il tono signorile ma non fastoso del quadro sono caratteri tipici del Bronzino, ritrattista prediletto dell'aristocrazia fiorentina del XVI secolo.
L'opera è collocabile negli anni Quaranta del Cinquecento, poco dopo i ritratti di “Cosimo I” e di “Eleonora di Toledo” ora agli Uffizi.
La statuetta rappresentata nel quadro del Louvre è simile a quella nel “Ritratto di giovane con liuto” (Firenze, Uffizi) del 1530-1532 circa.
Oggi generalmente assegnato al Bronzino, il ritratto del Louvre proviene dalla collezione di Luigi XIV.
Il personaggio è stato identificato in passato con lo scultore Baccio Bandinelli (Firenze, 1493-1560), opinione che non è stata seguita dalla critica recente dal momento che la fisionomia non corrisponde.
Il Bandinelli, artista insieme al Bronzino della corte di Cosimo I dei Medici, ha infatti dipinto alcuni autoritratti: i più noti sono quello agli Uffizi del 1525-1530 e quello dell'Isabel Stewart Gardner Museum di Boston databile negli anni Quaranta
GLI SCRITTI DEL BRONZINO
Il Bronzino oltre a dedicarsi alla pittura fu scrittore di versi lodati dai suoi contemporanei fra cui Giorgio Vasari e Benvenuto Cellini che lo definisce “grande Apelle e non minore Apollo”.
Le composizioni di tipo petrarchesco rispettano gli schemi e i modelli imposti dall’Accademia fiorentina in quegli anni: queste poesie senza originalità sono spesso omaggi ad artisti, amici, e agli stessi Medici.
Diverso interesse suscitano invece alcune rime caratterizzate da un tono ironico e umoristico che risente delle composizioni brillanti e grottesche di Francesco Berni (Lamporecchio, Pistoia 1497 - Firenze 1535) in aperta polemica con la poesia ufficiale.
Un esempio significativo del Bronzino è “Il pennello” in cui l'artista descrive con vivacità la mania propria dell'aristocrazia del tempo di farsi ritrarre ognuno in un luogo diverso, seduto o in piedi, da solo o in compagnia, nelle posizioni più “stravaganti”.
Unico scritto in prosa del Bronzino che affronti il tema dell'arte è una lettera incompiuta inviata a Benedetto Varchi, un letterato che fra il 1546 e il 1549 aprì un'inchiesta sul primato della pittura e della scultura.
Secondo l'artista la pittura è superiore alla scultura dal momento che il rilievo non è proprio dell'arte ma della natura.
2 commenti:
ciao a tutti, sono sbigottita...in quel ritratto è raffigurato fedelmente ed in ogni dettaglio mio nipote...aiutatemi a capire chi è raffigurato realmente...
Grazie
Il personaggio è stato identificato in passato con lo scultore Baccio Bandinelli (Firenze, 1493-1560), opinione che non è stata seguita dalla critica recente dal momento che la fisionomia non corrisponde.
Di più non so dire....
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