Resurrezione di Tabita (1426-1427)
Chiesa del Carmine a Firenze
PITTURA DEL QUATTROCENTO
Il secolo XIV è soggiogato dall'opera di Giotto, che sembra il propugnatore dell'arte classica del Rinascimento..., nei primi decenni del secolo successivo, alcuni ritardatari lavorano a Pisa, Lucca e Siena, e l'affresco continua a divulgarsi da Firenze per tutta l'Italia.
L'uso dei quadri d'altare e da cavalletto, in cui s'usufruisce del luminoso procedimento ad olio scoperto dai Van Eyck, non diminuisce l'importanza religiosa e civile della grande arte popolare.
Dal medesimo ceppo hanno origine le due tendenze quattrocentistiche: l'una, per mezzo di Masaccio, del Ghirlandaio e del Perugino, arriva all'ideale estetico di Raffaello, e l'altra, piú oggettiva e piú tentata dalla singolare indipendenza degli ingegni, per mezzo del Lippi, del Botticelli e dello spregiudicato Signorelli, arriva alle creazioni di Michelangelo.
Un indirizzo naturalistico prepara il meraviglioso risveglio, ed alcuni artisti intermedi, da Gherardo Starnina a Gentile da Fabriano, spiegano la formazione di vari toscani e dello stesso Pisanello, nato nel 1337.
I soggetti sono spesso subordinati all'esigenza dei problemi tecnici..., i calcoli prospettici, gli studi anatomici e la ricerca del carattere imperano, ma nel crepuscolo degli idealisti l'Angelico ritorna alle visioni celesti, e gli umbri insegnano di nuovo a colorire con toni smaglianti.
Di Tommaso di Cristoforo Fini, detto MASOLINO DA PANICALE, ho trovato la prima notizia risalente al 1418, e l'ultima dodici anni dopo..., egli, peraltro, è sopravvissuto alla seconda data.
La "Assunzione della Vergine" (Napoli, Museo Nazionale) non utilizza piú ricordi gotici nella sana fermezza realistica com'è modellata la Madonna, ma nella mandorla, frecciante di serafini e canora d'altri ordini angelici.
Al giovane non si sottrae al gusto che domina ancora.
La "Fondazione di Santa Maria Maggiore" del medesimo museo dà a papa Liberio i tratti di Martino V (1417-31)..., il pontefice disegna sulla neve la pianta della chiesa, mentre in un'aureola appare la Vergine con il Cristo..., il quadro certifica, dunque, il primo soggiorno a Roma di Masolino.
Il quale affresca nella Collegiata e nel Battistero di Castiglione d'Olona ("Battesimo di Gesú"..., "Banchetto d'Erode" , ecc.) con iridi di colori puri e con un goticismo calligrafico in cui si alimenta lo spirito del novatore.
I fatti di "Santa Caterina" (Roma, S. Clemente), assai guasti, comprovano il vigoroso tentativo d'introdurre nella vita reale le astrazioni della leggenda.
I dottori della "Disputa" sono variati con profondità fisionomica, e la "Decollazione" riunisce l'impeto dinamico dello sgherro con il candore della martire, la quale si piega come un giglio nell'uragano.
La pienezza costruttiva e la facilità episodica della "Crocifissione", disposta sopra uno sfondo di monti lontani, che innalza le tre croci nell'aria libera, è un frutto precoce del nuovo stile, dove si ravvisano i molteplici andamenti in "Santa Caterina e l'imperatore idolatra", meglio che non nel forzato "Martirio", dove si mette conto di considerare lo sforzo del sicario, che preme invano sul manubrio della ruota, e lo smarrimento del vecchio che gli sta dietro.
Qua e là sembra che i gesti della scultura fiorentina si associno alle dirette consultazioni del vero..., ma dove il maestro emerge è nella "Cappella Brancacci" (Firenze, Carmine)...., qui egli presente e quasi teme Masaccio.
Nei "Progenitori" cerca l'anima di due statue, e tanto nella "Guarigione del paralitico" quanto nella "Resurrezione di Tabita" l'agiografo, che non rifiuta le risorse del novellatore, merita d'anticipare i tempi e di annunziare la plasticità e la gagliardia psicologica di un genio.
L'uso dei quadri d'altare e da cavalletto, in cui s'usufruisce del luminoso procedimento ad olio scoperto dai Van Eyck, non diminuisce l'importanza religiosa e civile della grande arte popolare.
Dal medesimo ceppo hanno origine le due tendenze quattrocentistiche: l'una, per mezzo di Masaccio, del Ghirlandaio e del Perugino, arriva all'ideale estetico di Raffaello, e l'altra, piú oggettiva e piú tentata dalla singolare indipendenza degli ingegni, per mezzo del Lippi, del Botticelli e dello spregiudicato Signorelli, arriva alle creazioni di Michelangelo.
Un indirizzo naturalistico prepara il meraviglioso risveglio, ed alcuni artisti intermedi, da Gherardo Starnina a Gentile da Fabriano, spiegano la formazione di vari toscani e dello stesso Pisanello, nato nel 1337.
I soggetti sono spesso subordinati all'esigenza dei problemi tecnici..., i calcoli prospettici, gli studi anatomici e la ricerca del carattere imperano, ma nel crepuscolo degli idealisti l'Angelico ritorna alle visioni celesti, e gli umbri insegnano di nuovo a colorire con toni smaglianti.
LA SCUOLA FIORENTINA: Masolino da Panicale
Di Tommaso di Cristoforo Fini, detto MASOLINO DA PANICALE, ho trovato la prima notizia risalente al 1418, e l'ultima dodici anni dopo..., egli, peraltro, è sopravvissuto alla seconda data.
La "Assunzione della Vergine" (Napoli, Museo Nazionale) non utilizza piú ricordi gotici nella sana fermezza realistica com'è modellata la Madonna, ma nella mandorla, frecciante di serafini e canora d'altri ordini angelici.
Al giovane non si sottrae al gusto che domina ancora.
La "Fondazione di Santa Maria Maggiore" del medesimo museo dà a papa Liberio i tratti di Martino V (1417-31)..., il pontefice disegna sulla neve la pianta della chiesa, mentre in un'aureola appare la Vergine con il Cristo..., il quadro certifica, dunque, il primo soggiorno a Roma di Masolino.
Il quale affresca nella Collegiata e nel Battistero di Castiglione d'Olona ("Battesimo di Gesú"..., "Banchetto d'Erode" , ecc.) con iridi di colori puri e con un goticismo calligrafico in cui si alimenta lo spirito del novatore.
I fatti di "Santa Caterina" (Roma, S. Clemente), assai guasti, comprovano il vigoroso tentativo d'introdurre nella vita reale le astrazioni della leggenda.
I dottori della "Disputa" sono variati con profondità fisionomica, e la "Decollazione" riunisce l'impeto dinamico dello sgherro con il candore della martire, la quale si piega come un giglio nell'uragano.
La pienezza costruttiva e la facilità episodica della "Crocifissione", disposta sopra uno sfondo di monti lontani, che innalza le tre croci nell'aria libera, è un frutto precoce del nuovo stile, dove si ravvisano i molteplici andamenti in "Santa Caterina e l'imperatore idolatra", meglio che non nel forzato "Martirio", dove si mette conto di considerare lo sforzo del sicario, che preme invano sul manubrio della ruota, e lo smarrimento del vecchio che gli sta dietro.
Qua e là sembra che i gesti della scultura fiorentina si associno alle dirette consultazioni del vero..., ma dove il maestro emerge è nella "Cappella Brancacci" (Firenze, Carmine)...., qui egli presente e quasi teme Masaccio.
Nei "Progenitori" cerca l'anima di due statue, e tanto nella "Guarigione del paralitico" quanto nella "Resurrezione di Tabita" l'agiografo, che non rifiuta le risorse del novellatore, merita d'anticipare i tempi e di annunziare la plasticità e la gagliardia psicologica di un genio.

4 commenti:
Ciao Loris, un abbraccio.
Buongiorno carissimo Loris, i pittori d'un tempo avevano quel qualcosa in più che ancor oggi affascina. Buona domenica
Assolutamente d'accordo con lei. Credo che questo sia un concetto molto diverso. Pienamente d'accordo con lei.
Condivido pienamente il suo punto di vista. Mi piace questa idea, sono pienamente d'accordo con te.
Sorry for my bad english. Thank you so much for your good post. Your post helped me in my college assignment, If you can provide me more details please email me.
Posta un commento