LA RAGION PURA: TEORIA DELLA CONOSCENZA
Per il Kant, dunque, l'atto conoscitivo è sintesi di due elementi: la forma e il contenuto (o materia).Il processo del pensiero presenta tre gradi: la conoscenza sensibile o intuitiva, la conoscenza intellettiva o concettuale, l'attività razionale.
Il contenuto dell'intuizione, o della sintesi sensibile, sono i dati del senso, la forma sono lo spazio e il tempo..., lo spazio per il cosidetto senso esterno, il tempo per il senso interno e esterno.
Ciò vuol dire che noi disponiamo le nostre sensazioni secondo un ordine di coesistenza spaziale e di successione temporale, il che pure equivale a dire che il contenuto delle nostre sensazioni si spazializza e si temporalizza, dando luogo alla nostra realtà spaziale (il mondo delle cose) e alla nostra realtà storica (il mondo della coscienza e dei ricordi).
I due elementi (materia e forma) sono inscindibili (salvo per astrazione) e acquistano quel dato comune valore, significato e realtà, che la loro sintesi esprime: la quale perciò è detta "a priori".
Il contenuto della conoscenza concettuale, o sintesi intellettiva, è dato, come s'è già accennato, dalle intuizioni (cioè dal risultato del primo grado di attività sintetica) e la forma da una o più delle dodici categorie dell'intelletto, che Kant distingue in quattro gruppi...
1° - Quantità: unità, pluralità, totalità
2° - Qualità: realtà, irrealtà, limitazione
3° - Relazione: sostanza, causa, reciprocità
4° - Modalità: possibilità, esistenza, necessità
Ne risultano i giudizi, o sintesi concettuali (giudizi individuali, particolari, universali..., affermativi, negativi, ecc.).
Quello che si detto sull'apriorità delle sintesi sensibili vale anche per le sintesi concettuali.
Questi primi due gradi dell'attività integrano necessariamente: l'intenzione è cieca, il concetto senza intuizione è vuoto.
Nell'attività razionale, che è il terzo cesso conoscitivo, si hanno, come ho detto, tre idee regolatrici dell'attività stessa: la psicologica o idea dell'anima, la cosmologica o idea del mondo, la teologica o idea di Dio.
Anche quest'attività è unificatrice, anzi è quella che tende all'attuazione delle sintesi supreme, ma, come ho già detto, non dà mai risultati concreti nè conclusivi.
La metafisica, tradizionalmente intesa, non è possibile come scienza positiva.
La conoscenza concettuale umana è limitata all'esperienza, di origine e natura intuitiva, sensibile.
L'oggetto suo è fenomenico, ma reale, in quanto vi concorrono le forme, che hanno valore universale e necessario
e sono costitutive della conoscenza e, insieme, della realtà in quanto conosciuta.
La _realtà fenomenica rappresenta il limite positivo della conoscenza umana.
Essa è la 'reale' realtà nostra, cioè quello che la realtà è in relazione a noi.
Quello che sia la realtà in se stessa si sottrae al nostro conoscere, appunto perchè, se è la realtà in se stessa, essa non è in realtà in relazione a noi.
Il Kant l'ammette per poter dare un fondamento alla realtà nostra, ma, rispetto alla nostra conoscenza, essa non rappresenta che un limite negativo.
Il Kant la chiama 'noumenica', avendo chiamata l'altra 'fenomenica'.
Essa è estranea al tempo e allo spazio ed è propria del dominio della ragion pratica o della fede morale, di cui è uno dei postulati fondamentali.
Ma la realtà fenomenica, o natura, che cos'è?
Da quanto si è detto appare che essa è il contenuto dell'esperienza, cioè l'esperienza nella sua concretezza.
E come il pensiero, che pertanto s'incorpora col mondo e penetra e vivifica la realtà sensibile, non chiude mai la sua opera, così il nuovo concetto kantiano del mondo non è più quello d'un tutto compiuto e tanto meno quello d'una natura contrapposta al nostro spirito, ma quello di un processo continuo d'organizzazione, immanente alla vita cosciente e unificatrice, che è l'essenza dello spirito nostro.
Ma l'ulteriore intento del Kant, nuovo Socrate, era la fondazione di una salda dottrina morale.
VEDI QANCHE . . .
IMMANUEL KANT - Vita e opere
CRITICA DELLA RAGIONE - Immanuel Kant
CRITICA DELLA LA RAGION PRATICA - TEORIA DELLA MORALE - Immanuel Kant
CRITICA DEL GIUDIZIO - Immanuel Kant
KANT... e i post-kantiani Schelling, Fichte, Hegel
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