LA SCUOLA FIORENTINA - Masaccio
MASACCIO DI SER GIOVANNI DI MONE GUIDI (1401-1429) nasce da un notaro in San Giovanni Valdarno, e la gloria lo compensa della vita troppo breve.
Egli conosce la prospettiva, e le sue linee arrivano alle distanze dei monti, allargando gli spazi delle solenni composizioni.
Il paesaggio è calmo, i gruppi si riuniscono con ordine dignitoso, ed i corpi mantengono la solidità delle forme nei portamenti eroici.
L'accordo fra la luce e l'ombra, il chiaro-scuro, fortifica il colore e si gradua nella successione dei piani per dare evidenza costruttiva ai volumi e unità all'atmosfera.
Masaccio non fa eccezioni nello studio assiduo della natura..., scultoreo nella potenza del modellato, panneggia le figure sentendone i corpi..., i partiti delle pieghe hanno rilievo di dorsi e profondità di solchi..., l'anatomia e la muscolatura si affermano con esattezza, e la maturità tecnica sviluppa i movimenti con contorni semplici e sobri, che coordinano le parti nell'azione.
Il sentimento si traduce nella schietta espressione delle facce..., il tipo è sostituito dall'individuo, e la comprensione dell'universale non copia schemi né adula immagini.
La prima opera di Masaccio è un affresco con la "Vergine allatta il Bimbo tra due Santi" (Montemarciano, Oratorio), ma desta maggior interesse il gruppo della "Vergine con il Bambino e Sant'Anna" (Firenze, Galleria dell'Accademia), dalla quale Leonardo deriva il tema d'un quadro celebre.
Gli affreschi della Cappella Brancacci sono sufficienti per consentire nell'ammirazione dei secoli.
Di fronte alla "Tentazione" di Masolino (della quale ho parlato nell'opinione precedente), che accenna a risolvere il problema spaziale con i nudi secchi ed immobili di Adamo ed Eva, Masaccio dipinge la "Cacciata dall'Eden".
A fianco d'una porla, l'angelo con la spada indica ai peccatori la via del deserto..., dei due espulsi, affranti dalla dalla condanna, l'uomo si copre gli occhi con le mani e cammina vergognoso, e la donna lo precede a fatica, con un grido convulso.
Il vero ha rotto le tradizioni: la coppia si muove con forza plastica, ed i cuori vivono del loro sgomento.
Raffaello, preso dalla drammatica grandezza di questa scena, la imitò nelle Logge Vaticane.
Nel "Tributo", uno dei quattro affreschi ai lati dell'altare, Cristo grandeggia umano tra gli apostoli, come un console di Roma antica che discuta in un crocchio di senatori in toga.
Gli episodi secondari, richiesti dalla consuetudine d'interezza narrativa, non scemano l'efficacia del gruppo mediano, la quale si riverbera nel piú raccolto quadro di "San Pietro e San Giovanni che distribuiscono le elemosine", ragguardevole per la grandezza morale del vecchio apostolo e per la devozione dei derelitti.
In "San Pietro, seguito da San Giovanni, che risana con la propria ombra gli infermi", il miracolo trasparisce dalla lenta figura del santo che procede con l'autorità del mistero, come attratto dalla potenza dell'invisibile..., tra i pochi spettatori, quello genuflesso e l'altro a braccia incrociale hanno il dono essenziale della vita, e perciò non si differenziano da due suonatori della monumentale "Trinità" di Santa Maria Novella in Firenze.
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MASACCIO - Vita e opere
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SANT'ANNA , LA MADONNA E IL BAMBINO (1424 - 1425 circa - Masaccio
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