GIOVANNI MARINELLI 1846-1900
Gli studi geografici italiani, a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento devono il loro fiorire a Giovanni e Olinto Marinelli, seguiti o accompagnati da un altro gruppo di notissimi friulani.
Giovanni Marinelli, udinese, a sedici anni si iscrisse a matematica a Padova, per passare subito a legge: prima della laurea, a corsi completati, abbandonò tutte due le materie per insegnare storia e geografia a Udine.
Il matrimonio mise un qualche ordine nella sua vita e nel 1872, all'Accademia di Udine, propose l'istituzione di un osservatorio meteorologico a Tolmezzo, che fu subito approvato.
Anzi se ne aggiunsero altri a Pontebba, Ampezzo e nei bacini del Tagliamento e dell'Isonzo.
Si diede alle esplorazioni morfologiche, geologiche, botaniche, etnografiche e linguistiche della Regione.
L'amicizia con geografi dell'università di Padova, gli procurò l'ingresso all'insegnamento universitario a soli trentadue anni: per quattordici anni insegnò geografia a Padova e dal 1892 fino alla morte a Firenze.
E in questo insegnamento fu un maestro: noto in tutto il mondo scientifico per le sue numerose pubblicazioni, educò una generazione agli studi geografici, fondò società e sodalizi, tra cui la Società Alpina Friulana, la Società di studi geografici e coloniali di Firenze, diresse la Rivista Geografica italiana, fu quattro volte deputato al Parlamento per Gemona-Tarcento.
Trovò la geografia ad uno stato di emarginazione e di quasi disistima tra le varie discipline e la portò a vera scienza con una produzione abbondantissima, innovativa e rigorosa.
Nel 1894 pubblicò le due Guide dei Canal del Ferro e della Carnia e la grande sintesi di geografia universale, in sette volumi, dal titolo La Terra, edita da Vallardi nel 1869.
Oltre duecento lavori costituiscono un corpus di studi che collocano Giovanni Marinelli tra gli «apostoli» del progresso geografico.
Io considero il Marinelli il maggior divulgatore, organizzatore e coordinatore tra tutti i geografi italiani, soprattutto con il suo volume "La Terra", un trattato popolare di geografia universale composto di otto bei grossi tomi, che considero la prima vera e la più importante enciclopedia italiana di geografia.
Giovanni Marinelli, udinese, a sedici anni si iscrisse a matematica a Padova, per passare subito a legge: prima della laurea, a corsi completati, abbandonò tutte due le materie per insegnare storia e geografia a Udine.
Il matrimonio mise un qualche ordine nella sua vita e nel 1872, all'Accademia di Udine, propose l'istituzione di un osservatorio meteorologico a Tolmezzo, che fu subito approvato.
Anzi se ne aggiunsero altri a Pontebba, Ampezzo e nei bacini del Tagliamento e dell'Isonzo.
Si diede alle esplorazioni morfologiche, geologiche, botaniche, etnografiche e linguistiche della Regione.
L'amicizia con geografi dell'università di Padova, gli procurò l'ingresso all'insegnamento universitario a soli trentadue anni: per quattordici anni insegnò geografia a Padova e dal 1892 fino alla morte a Firenze.
E in questo insegnamento fu un maestro: noto in tutto il mondo scientifico per le sue numerose pubblicazioni, educò una generazione agli studi geografici, fondò società e sodalizi, tra cui la Società Alpina Friulana, la Società di studi geografici e coloniali di Firenze, diresse la Rivista Geografica italiana, fu quattro volte deputato al Parlamento per Gemona-Tarcento.
Trovò la geografia ad uno stato di emarginazione e di quasi disistima tra le varie discipline e la portò a vera scienza con una produzione abbondantissima, innovativa e rigorosa.
Nel 1894 pubblicò le due Guide dei Canal del Ferro e della Carnia e la grande sintesi di geografia universale, in sette volumi, dal titolo La Terra, edita da Vallardi nel 1869.
Oltre duecento lavori costituiscono un corpus di studi che collocano Giovanni Marinelli tra gli «apostoli» del progresso geografico.
Io considero il Marinelli il maggior divulgatore, organizzatore e coordinatore tra tutti i geografi italiani, soprattutto con il suo volume "La Terra", un trattato popolare di geografia universale composto di otto bei grossi tomi, che considero la prima vera e la più importante enciclopedia italiana di geografia.
OPERE PIU' IMPORTANTI
Saggio di cartografia della regione veneta, Venezia 1881
La più alta montagna del Friuli, Pagine friulane XII, 1888
La terra. Trattato popolare di geografia universale..., Milano 1889
Guida del Canale del Ferro, Udine 1894
Una carta del Friuli del sec. XVI, Pagine friulane I, 1894
Guida della Carnia, Firenze 1898
VEDI ANCHE . . .
OLINTO MARINELLI (Udine 1874 - Firenze 1926)
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