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| Perseo e la Medusa |
Benvenuto Cellini (1500-1571) orefice, cesellatore e scultore fiorentino, detta la sua “Vita” con la più fresca spontaneità del linguaggio popolare, e non scrupaleggia nell'ammirare se stesso e nel descrivere i propri fatti e le proprie colpe.
Stranissimo, vendicativo, superstizioso e tracotante, non stette fisso in patria, ma si trasferì da città a città, facendo più lunga dimora in Roma, e trattenendosi cinque anni a Parigi, protetto da Francesco I.
Ritornato a Firenze nel 1545, fuse il Perseo della Loggia dei Lanzi, per ordine del duca Cosimo.
Il bozzetto di cera, che si custodisce nel Museo Nazionale, è superiore alla statua che esprime le fattezze acerbe del giovane, il quale innalza la testa sanguinante di Medusa, abbassa lo sguardo sul corpo della vittima, e stringe la spada con giusta ponderazione ed elegante vivezza.
L'epigramma contemporaneo: “corpo gigante, gambe da fanciulla” che si diffuse a dispetto della minaccia incisa sulla base: “Te fili mi, si quis laeserit, ultor ero”, esagera un lieve difetto di proporzioni, e tace della modellatura qua e là debole.
I rilievi del piedistallo abbondano di particolari, trattati con la secca sottigliezza dell'orafo e con lo stilizzamento figurativo della scuola di Fontainebleau...., mette conto d'osservare la graziosa Andromeda e la concitata Finea.
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| Cosimo I |
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| Bindo Altoviti |
Dei busti di Cosimo I e di Bindo Altoviti (Firenze, Museo Nazionale) il secondo è certo il migliore per l'esecuzione e la semplice naturalezza.
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| Saliera di Francesco I |
La sola opera d'oreficeria giuntaci, la Saliera di Francesco I (Vienna, Museo già di Corte), ha la base ovale e le perfette figure di Nettuno e della Terra sporgenti dalla navicella.
Tutto il resto si perse: dal bottone di piviale agli smalti e dalle gemme rilegate alle anfore.
VEDI ANCHE . . .
Vita di Benvenuto Cellini - J. Wolfgang Goethe
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