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martedì 14 maggio 2013

LIBERTÀ E PARITÀ SESSUALE - Freedom and equality sexual



   
 Scarse sono le conoscenze riguardanti il comportamento sessuale nel Medio Evo: anche da questo punto di vista si tratta di secoli oscuri, come per una serie di altre attività umane, artistiche o scientifiche. 

Nei primi tempi successivi al Medio Evo le cose non mutarono dal recente passato: da un lato, specie tra i nobili (ma anche nelle gerarchie ecclesiastiche) continuò una certa libertà o peggio una certa dissolutezza sessuale. La chiesa cattolica preoccupata, accentuava intanto la sua predicazione sessuonegativa, che adagio adagio andava estendendo le sue influenze. Da rilevare che i primi episodi di malattie veneree (la sifilide è importata dalle Americhe alla fine del '400) furono considerati una sorta di punizione divina della sessualità.

Contro questa tendenza repressiva, oscurantista e autoritaria, si pone il Rinascimento, che fa dell'amore, del rispetto della persona umana in tutte le sue manifestazioni, la sua filosofia. L'amore e l'erotismo sono di nuovo esaltati nella vita d'ogni giorno e nelle opere d'arte. La libertà sessuale è cantata dai poeti, il nudo entra nelle opere di pittura e scultura, la scienza torna ad occuparsi del corpo umano, studiandone le strutture esterne ed interne. La conseguenza più positiva è una generale diminuzione del preesistente senso di colpa e dello stato d'ansia derivante dalla repressione medioevale o cristiana. 
E' una rivoluzione sessuale che apre I'Evo moderno, caratterizzato sino a tutto il Settecento, da una certa convivenza, senza drammatici contrasti, tra le tesi repressive della società e della religione e la libertà del costume che porta a successi nell'arte o nella scienza.
A questa evoluzione si oppone la Controriforma che cerca di riportare in primo piano una posizione repressiva, finendo con I'introdurre nuove e più gravi ipocrisie. La donna è separata e relegata in casa, vista come pericolo ed occasione di tentazione; l'uomo esaspera il suo bisogno sessuale, pur sentendolo come un fatto peccaminoso. Ma l'evoluzione poi riprende. La letteratura accentua il suo interesse per I'amore e l'erotismo (sono i tempi di Don Giovanni e di Casanova): Rousseau sostiene una famiglia monogamica, naturale. libera, felice (e viene condannato come erotico); la medicina microscopica studia I'anatomia, la fisiologia e la fecondazione. La stessa chiesa cattolica deve occuparsi delle questioni collegate con la procreazione, pur ponendosi uno dei suoi tipici problemi astratti: qual è il momento in cui l'anima entra nel corpo dell'uomo?
Nell'embrione, è la risposta, e si fissano cervelloticamente anche precise  date: 20 giorni dopo la fecondazione nel maschio, 50 invece nelle donne,  poste in secondo piano anche in questo caso.
La sessualità assume un suo ruolo, esercita una sua influenza anche nel  mondo politico e sociale: le amanti  dei re di Francia, ad esempio, hanno grande importanza nelle decisioni dei governanti. Una certa rilassatezza dei costumi è ancora presente ed evidente presso Ie classi più elevate e tra la ricca borghesia, mentre poco di tale clima arriva tra il popolo che lavora, sempre costretto a sobbarcarsi gravose fatiche fisiche e a lottare con la miseria. 
La rivoluzione francese pone infine anch'essa, ma in modo più limpido e valido, il problema di una lotta contro la dissolutezza dei nobili, dei potenti, dei ricchi e nel contempo affaccia per la prima volta alla ribalta della società il problema della parità dei sessi. Il matrimonio e il divorzio sono legali e rigidamente regolati, la prostituzione controllata, la famiglia viene valorizzata. 
A queste linee si adegua la borghesia, in pieno sviluppo economico e sociale, malgrado la successiva Restaurazione (nei primi decenni dell'800) cerchi di contrastare tali condizioni di vita abolendo temporaneamente il divorzio ed ostacolando molte libertà. Ciò favorisce una nuova positiva reazione: il Romanticismo, il quale lamentando che l'amore, anche se vissuto positivamente, rende infelici, sollecita un rifiuto dall'autoritarismo, un'esaltazione della passione amorosa, un pieno accordo fra uomo e natura. La donna assume ancora una volta un ruolo importante e degno d'ammirazione e a suo favore viene rivendicata una parità di diritti familiari, sociali e sessuali, anche se i matrimoni sono ancora basati sulla convenienza economica e regolati dai parenti, e se la società ufficialmente è sempre in posizioni sessuo-repressive (viene condannato Baudelaire e si impedisce I'esposizione di quadri con nudi).
   

  
Un grosso salto all'indietro si verifica nella seconda metà del XIX secolo, con quella che viene definita dalla regina Vittoria d'Inghilterra la epoca vittoriana; il regresso fu facilitato dalla grande ignoranza scientifica, che ancora esisteva sui problemi del sesso, e dalle pesanti influenze che ebbero alcune tesi mediche del tutto false, quali la pericolosità della masturbazione e I'esercizio sessuale senza finalità procreative.

"Pruderie", bigottismo, pregiudizi ebbero come conseguenza la messa al bando di ogni libera espressione (anche letteraria ed artistica, che tuttavia si manifesta clandestinamente) dell'amore e del sesso. Peccatore non è chi contravviene alle leggi religiose, ma specificamente chi compia atti sessuali che contrastano con le rigide norme repressive. Sono poste al bando le relazioni extraconiugali e prematrimoniali, le attività genitali realizzate per il soddisfacimento del piacere, la masturbazione, l'omosessualità. 
Si arriva ad usanze che confinano con l'assurdo e il ridicolo: alle fanciulle non si spiega più alcuna loro funzione biologica per impedire che pensino o parlino del seno; alle donne si suggerisce di non spogliarsi davanti al medico ma di indicare su una bambola o su un figurino le regioni dolenti; ai ragazzi si avvolge il membro in speciali involucri per impedire atti autoerotici; qualsiasi pratica di igiene e pulizia personale è vista con riserva.

La quantità di pregiudizi mossi da questa vasta opera repressiva fu tale che senza dubbio una buona parte dei tabù, delle ignoranze e dei timori che oggi caratterizzano la sessualità sono diretta conseguenza dell'epoca vittoriana.

Ma anche la notte più buia non è eterna: così a fine secolo, importanti studi di medicina, di antropologia e di psicologia pongono le basi per un profondo rinnovamento, per una restituzione alla sessualità del giusto posto che le spetta nella vita e nella società. Pongono solo le basi, però, perché su di esse non si è poi riusciti a costruire, sino ad ora, un nuovo edificio corrispondente ad una vera morale naturale ed umana. A tale realizzazione si oppongono ancora quelle forze autoritarie e conservatrici per le quali ogni naturale espressione, ogni libera affermazione della personalità è qualcosa di potenzialmente pericoloso per il loro predominio.
Questo timore del resto corrisponde a una realtà, poiché la libertà dell'uomo non è qualcosa di separabile e divisibile, e non si può quindi pensare ad una libera espressione della sessualità
senza ammetterla anche per la vita lavorativa e sociale. Ed è pure per questo che le forze politiche e sociali che si battono per una delle due libertà, contro ogni autoritarismo ed ogni repressione, combattono sempre insieme anche per le altre, per affrancare in definitiva l'uomo dallo sfruttamento e dalla schiavitù morale e materiale.

Alla fine dell'800 le teorie che un economista inglese, Thomas Robert Malthus, aveva elaborato all'inizio del secolo, trovano diffusione, sia pure tra gravi contrasti e feroci polemiche. Si propone per la prima volta all'attenzione dei popoli il problema del controllo delle nascite, come mezzo di prevenzione dell'esplosione demografica e della miseria conseguente alle insufficienti possibilità alimentari. Ma se Malthus aveva predicato l'astinenza come mezzo di controllo delle nascite, ottenendo scarsi risultati (ed offrendo anzi ai padroni uno strumento di polemica contro gli operai che rivendicavano migliori salari), il neo-malthusianesimo della seconda metà del XIX secolo punta sulla pianificazione della famiglia, da realizzare non con I'astinenza ma con la diffusione di mezzi anticoncezionali.

Nella seconda metà dell'800, la scienza accerta che gli spermatozoi e gli ovuli (da un paio di secoli identificati) si uniscono nella fecondazione, destinata a dar vita ad un nuovo essere; si studia cosa siano e come nascono le perversioni sessuali e le malattie veneree. 
Tali ricerche - insieme ai dibattiti relativi alla limitazione delle nascite vastamente popolarizzate, favoriscono una più libera trattazione dei problemi sessuali fuori dagli ambienti specializzati e dalle camere da letto, aiutando a superare taluni tabù, specie se basati sull'ignoranza della gente e sulle incertezze della stessa scienza.

Ma il più notevole contributo a quest'opera di abbattimenti di pregiudizi lo si deve alla psicologia, e precisamente agli studi di Sigmund Freud, che propose una vera e propria rivoluzione concettuale, scoprendo come non poche turbe neuropsichiche siano attribuibili a conflitti interiori derivanti da complessi o traumi psicosessuali. 
Egli affermò che la sessualità è presente nell'uomo, in forme particolari, sin dalla più tenera infanzia e sostenne infine la fondamentale importanza della sessualità nella formazione del carattere, nel comportamento dell'uomo e, in definitiva, nella affermazione della personalità.

Per evitare i pericoli di una sessualità repressa e per offrire all'uomo tutti i mezzi necessari al suo sviluppo psicologico e a una migliore vita sociale ed affettiva, era necessario quindi che al sesso venisse riconosciuta tutta la sua importanza, che se ne parlasse liberamente, che al suo esercizio la gente venisse opportunamente educata.

Con I'avvento del XX secolo e l'affermazione - sia pure fra contrasti e difficoltà delle nuove tesi mediche, psicologiche e sociologiche, l'atteggiamento tradizionale nei confronti del sesso mutò un poco. Ma mutò più alla superficie che in profondità, più fra ristretti gruppi di innovatori che nelle classi più elevate. conservatrici, o in quelle povere, impedite dalla mancanza di istruzione e dalla necessità di badare a problemi più importanti come quelli del lavoro e della sopravvivenza.

Tuttavia, ormai, in mano dei sessuorepressori le armi andavano spuntandosi, mentre si arricchivano quelle in possesso dei rinnovatori. I conservatori e i bigotti cercarono e trovarono alleanza con i regimi autoritari, più o meno palesemente fascisti che imperversarono nell'esaltazione della potenza, a quindi del numero dei propri soldati, respingevano la limitazione delle nascite e cercavano ancora una volta di mettere in secondo piano l'amore e la naturalezza nell'atto sessuale. per imporre solo l'equivalenza accoppiamento - fecondazione. Nei regimi autoritari, in cui si stratificano rigidamente le gerarchie e le differenze sociali, s'approfondisce la frattura fra i sessi; il maschio è esaltato come sesso forte e guerriero; la donna considerata inferiore fisicamente e intellettualmente, è ridotta al ruolo di fattrice, di procreatrice, più ancora che di addetta alle attività domestiche, relegata a lavori meno elevati e retribuita a parità di lavoro con minor salario. Inoltre appaiono, o si rafforzano, antichi tabù come quelli razziali: I'ebreo o il negro sono considerati sottospecie umane, con cui non ci si può accoppiare o sposare. 
Ma l'assoluto potere dell'uomo e la degradazione della donna, portando ad un'esaltazione dei rapporti fra i maschi, finisce col favorire l'omosessualità.
   
Giorgione - Venere dormiente
   
Nella moderna società concezioni del genere sono sempre meno teorizzate: tuttavia sono ancora praticate e, quel che è peggio, trovano ancora una certa regolamentazione nelle vecchie leggi non ancora rinnovate.
Attualmente in Italia si è in una fase di transizione, caratterizzata da un'accentuazione dei contrasti e delle contraddizioni. Le giovani generazioni (e le forze progressiste) ambiscono ad una maggiore libertà, ad una vera vita democratica, alla liberazione da secolari pregiudizi sessuali: gli anziani faticano a seguire tale evoluzione, e gli ambienti conservatori la contrastano apertamente. Gli adulti, educati nell'ignoranza delle cose sessuali e nella considerazione del sesso come peccato, non possono o non sanno rispondere ai problemi proposti dai figli; i conservatori, coscienti che una libertà sessuale non può essere disgiunta da quella politica e sociale, rifiutano di affrontarli.

I rapporti fra sessualità e fattori economici sono evidenti. Oggi nella società capitalistica e consumistica si assiste ad un doppio fenomeno: da un lato il sesso, su cui fa leva la pubblicità, è di supporto allo sviluppo dei consumi, dall'altro una serie di iniziative economiche e produttive sono poste al servizio del sesso (industria cosmetica e dell'abbigliamento, film fortemente erotici, riviste pornografiche, e non parlo di internet...). 
Ne deriva una accentuazione dell'importanza del sesso che può finire con l'alterare il naturale sviluppo della maturazione sessuale e che contemporaneamente mantiene costante, o, meglio, crescente la domanda di beni sessuali, anche al di là dei fini puramente genetici o sanamente erotici, cui la funzione sessuale è destinata.

Ad esempio lampante di contrasto tra le tesi sessuorepressive e quelle che a fini consumistici esaltano invece il sesso, si può rilevare che le donne cui vengono imposte misure antisessuali (depilazione, deodorazione. ecc.) sono poi sollecitate contemporaneamente ad assicurarsi ti mezzi per accentuare i richiami sessuali. 
Se si impone così di coprire il seno, si suggerisce di acquistare reggiseni creati apposta per metterlo in evidenza; se si impone di coprire le natiche, si suggerisce di usare scarpe a tacchi alti che accentuano un'andatura ondeggiante e adatta ad evidenziare le anche; se si impone alle donne la depilazione si invita ad intensificare il segno sessuale delle labbra; se si impone il deodorante, la stessa industria cosmetica consiglia il profumo per dare un valore più sessualmente eccitante al corpo femminile... 
E' una evidente, quanto innaturale, contraddizione, che non può ritenersi giustificata dalla considerazione che se le prime imposizioni tendono a difendere la donna dalla indiscriminata aggressione d'ogni maschio, i secondi suggerimenti hanno lo scopo di facilitare una risposta del maschio, ad una cosciente e deliberata sollecitazione della donna.

Da questa situazione di contrasti fra interessi e generazioni diverse, si produce uno sbandamento che può giocare a favore delle forze sessuore-pressive. Il desiderio di una maggior libertà nei giovani, lasciato a se stesso, privo di un'opportuna educazione ed anzi eccitato e sollecitato da tante manifestazioni erotiche a fini consumistici, è causa di crisi e pericoli. 
La repressione della sessualità e la sua esaltazione artificiosa sono due facce, apparentemente opposte, dello stesso fenomeno.
  

   

Karl Marx - Friedrich Engels


Ma voi comunisti volete la comunanza delle donne - ci grida in coro tutta la borghesia.
Il borghese vede nella propria moglie un semplice strumento di produzione. Egli sente che gli strumenti di produzione debbono essere sfruttati in comune e, naturalmente, non può fare a meno di pensare che la sorte dell'uso in comune colpirà anche le donne.
Egli non s'immagina che si tratta appunto di abolire la posizione delle donne come semplici strumenti di produzione.
De! resto, nulla è più ridicolo del moralissimo sgomento dei nostri borghesi per la pretesa comunanza ufficiale delle donne nel comunismo. I comunisti non hanno bisogno d'introdurre la comunanza delle donne: essa è quasi sempre esistita.
I nostri borghesi, non contenti di avere a loro disposizione le mogli e le figlie dei loro proletari - per non parlare della prostituzione ufficiale - trovano uno dei loro principali diletti nel sedursi scambievolmente le mogli.
Il matrimonio borghese è, in realtà, la comunanza delle mogli. Tutt'al più si potrebbe rimproverare ai comunisti di voler sostituire alla comunanza delle donne, ipocritamente celata, una comunanza ufficiale, palese. Si comprende del resto benissimo che con l'abolizione degli attuali rapporti di produzione scompare anche la comunanza delle donne che ne risulta, vale a dire la prostituzione ufficiale e non ufficiale.
  

     


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