lunedì 26 agosto 2013

HITLER - La guerra civile in Spagna e le manovre militari del 1937 in Germania (The civil war in Spain and the military maneuvers of 1937 in Germany)

  
LA GUERRA CIVILE DI SPAGNA 

La primavera del 1936 vide il trionfo della spedizione italiana in Abissinia. Il 5 maggio il maresciallo Pietro Badoglio entrò nella capitale Addis Abeba, l'8 il generale Rodolfo Graziani occupò Harrar e il 9 maggio fu proclamata la sovranità italiana. Vittorio Emanuele III assunse il titolo di imperatore di Etiopia. Mussolini fu da allora in poi chiamato fondatore dell'impero. 
La Società delle Nazioni accettò il fatto compiuto e, su proposta inglese, il 4 luglio abolì le sanzioni. 
Dovunque, in Europa, le forze di desta rialzavano la testa. In molte nazioni avevano il potere. Dove non lo avevano esse si apprestavano a conquistarlo, anche con la forza. 
In Spagna, ad esempio, i partiti reazionari avevano sperato d'impadronirsi del governo coi metodi parlamentari, ma la vittoria elettorale del Fronte popolare, avvenuta nel febbraio e nel marzo 1936, aveva deluso le loro aspettative.

Allora i partiti reazionari ricorsero alla forza. Il 17 luglio scoppiò nel Marocco spagnolo una rivolta militare, capitanata dal generale Francisco Franco, comandante delle isole Canarie. 
Il moto si estese anche al territorio metropolitano, a Siviglia, Cordoba, Granada, Toledo, Burgos, Saragozza e altre città del sud e del nord della Spagna. 
In aiuto del governo repubblicano si mobilitarono tutti i partiti di sinistra e gli operai, armatisi, affrontarono i reggimenti ribelli, decisi a difendere con ogni mezzo la libertà e la democrazia. 
Nella capitale e in Catalogna la ribellione fu domata e nelle altre città contenuta. Franco allora domandò all'Italia e alla Germania l'aiuto delle loro flotte e dell'aviazione per poter trasportare il suo esercito dal Marocco in Spagna. L'ottenne. 
Hitler, per camuffare il suo intervento, diede l'ordine che fosse creata in Marocco una società di trasporti alla quale Goering assegnò molti aerei militari Junkers da trasporto. 
Anche I'Italia, più apertamente, impegnò un certo numero di navi e di aeroplani. 
Franco poté così passare in Spagna. A Burgos venne costituita una giunta che presentò il moto reazionario come una lotta contro le forze dell'Internazionale comunista. 
Il 30 settembre la giunta di Burgos nominò Franco capo dello Stato spagnolo e si sciolse. 
Il 1° agosto il governo francese, d'accordo con l'Inghilterra, propose alle altre nazioni europee un patto di non intervento nella guerra civile spagnola. I vari governi accettarono, ma mentre la Francia e I'Inghilterra rispettarono il patto e non aiutarono i repubblicani, sostenuti solo dall'Unione Sovietica, la Germania e specialmente l'Italia appoggiarono apertamente Franco. L'Italia mandò un vero esercito, gabellato come volontario, la Germania si limitò ad una squadra aerea, detta Legione Condor, che servì ad addestrare i piloti tedeschi alle operazioni di guerra.
Neanche il massiccio intervento italiano riuscì a smuovere i franco-inglesi, i cui ceti dirigenti, sostanzialmente reazionari, anche se con l'etichetta democratica, non desideravano la vittoria repubblicana. Franco ebbe così patita vinta. Ciò rialzò ancor più il prestigio dei dittatori e Hitler fu confermato nell'idea che poteva impunemente osare tutto.

Hitler aveva dalla parte sua la grande maggioranza del popolo tedesco, ma voleva guadagnare prestigio anche presso gli alti popoli. Un'occasione gli venne offerta dalle Olimpiadi del 1936, che si svolsero a Berlino. Egli mise a disposizione del Comitato olimpico somme ingenti, Goebbels si impegnò con tutta la sua abilità propagandistica e i Giochi olimpici si risolsero in un vero e proprio trionfo della Germania nazionalsocialista. Milioni di partecipanti e di spettatori tornarono in patria convinti che la Germania camminasse, sotto la guida di Hitler, sulla via del progresso e della pace.


LA PRESSIONE NAZISTA

E questa convinzione fu confermata dal fatto che proprio in quel periodo Hitler firmò un trattato con I'Austria, che si presentò come un modello di moderazione. Il governo tedesco riconosceva la piena sovranità dello Stato austriaco e proclamava la sua volontà di non annetterlo né di incorporarlo. Ciascuno dei due governi dichiarava di considerare la vita politica interna dell'altro Stato, compresa la questione del nazionalsocialismo austriaco, come un fatto interno sul quale non avrebbe esercitato alcuna azione, né diretta né indiretta. 
L'Austria, alla fine, riconosceva se stessa come uno stato tedesco e a questo riconoscimento avrebbe conformato la sua politica. 
Il trattato, però, comportava due clausole segrete. L'Austria si impegnava ad amnistiare tutti i nazionalsocialisti che erano in carcere per delitti politici; e ad ammettere nel suo governo alcuni rappresentanti del partito nazionalsocialista. Ma queste clausole il pubblico europeo non
le conobbe.

Mussolini avrebbe dovuto essere contrario all'accordo fra I'Austria e la Germania. Ma, impegnato nella guerra di Spagna, egli aveva bisogno di avere amica la Germania per contrastare Francia e Inghilterra. Perciò, alla fine dell'ottobre 1936, egli mandò in Germania Galeazzo Ciano, suo genero e ministro degli esteri. Questi, dopo aver avuto colloqui a Berlino col ministro degli esteri tedesco von Neurath, fu poi ricevuto da Hitler a Berchtesgaden, località delle montagne bavaresi dove il Führer si era fatto costruire una magnifica villa.
Hitler dichiarò a Ciano che Mussolini era il primo uomo politico del mondo, al quale nessuno poteva paragonarsi. Unite, l'Italia e la Germania sarebbero state in grado di vincere il bolscevismo e di imporre la propria volontà alle altre due potenze occidentali. Gli comunicò che il riarmo tedesco procedeva rapidamente e che entro tre anni la Germania sarebbe stata pronta a fare la guerra. 
Al termine delle conversazioni furono emessi due comunicati. Con uno la Germania riconosceva l'impero italiano d'Abissinia; con I'altro si constatava la concordanza di vedute fra i due governi e il proposito di svolgere un'azione comune. 
Seguì a questo incontro un discorso che Mussolini fece a Milano il 1° novembre 1936. Egli sottolineò l'intesa manifestatasi fra Italia e Germania e proclamò che la verticale Berlino-Roma non era un diaframma, ma piuttosto un'asse, attorno al quale potevano collaborare tutti gli Stati europei animati da volontà di collaborazione e di pace
Nacque così l'espressione Asse Roma-Berlino, che servì ad indicare la formazione di un'alleanza sempre più stretta fra Italia e Germania. 
Il 18 novembre 1936 l'Italia e la Germania riconobbero ufficialmente il governo di Franco.
Hitler aveva detto a Ciano che entro tre anni la Germania sarebbe stata pronta a entrare in guerra. Egli, infatti, mentre in pubblico parlava di pace, coi suoi collaboratori e i suoi alleati non faceva mistero che si preparava alla guerra. 
Subito dopo la sua assunzione al potere ne parlò ai generali. 
Il 28 febbraio 1934, ad esempio, in un rapporto agli ufficiali superiori dell'esercito confermò il suo intento di scendere in guerra al momento designato. In linea generale i capi militari e i gerarchi politici erano d'accordo con lui e lavoravano in questo senso. 
Il 30 settembre 1934 il presidente della Reichsbank e ministro dell'economia nazionale dottor Schacht presentò a Hitler un memorandum sull'andamento dei lavori per la mobilitazione economica, dove era detto che il Consiglio di difesa del Reich lo aveva incaricato di preparare la guerra sul piano economico. 
E appunto per realizzare l'economia di guerra fu varato nel 1936 un piano quadriennale per l'autarchia. 
Le istruzioni di Hitler a questo proposito furono:

"Entro quattro anni I'esercite tedesco deve essere pronto a battersi; per quattro anni l'economia tedesca dovrà essere orientata verso la guerra". 

Il 24 agosto 1936 il servizio di leva fu portato a due anni.
 Il 24 giugno 1937 il generale von Blomberg diramò una Direttiva sull'unificazione della preparazione alla guerra della Vehrmachtnel cui preambolo era detto che la Vehrmacht doveva essere costantemente pronta alla guerra. 
Il 5 novembre, dopo aver convocato nel suo studio il ministro della guerra, i capi delle tre armi, esercito, marina e aviazione, e il ministro degli esteri, Hitler, dopo un vasto giro d'orizzonte, indicò come prossimo obiettivo i paesi confinanti con la Germania ad est, Austria e Cecoslovacchia. 
Gli interlocutori non sollevarono valide contestazioni.


LE NUOVE TEORIE MILITARI

Hitler si occupava anche degli aspetti tecnici del riarmo. In quel momento si faceva strada negli ambienti dello stato maggiore una nuova teoria, sostenuta dagli ufficiali più giovani e combattuta dagli ufficiali tradizionalisti. Questa teoria riguardava i carri armati e il suo principale esponente era il generale Heinz Guderian.
Il carro armato, sosteneva quest'ultimo, sarà il protagonista della prossima guerra. Ma in luogo di adempiere al compito secondario di sostegno della fanteria, esso agirà in grandi formazioni indipendenti, che potranno da sole determinare l'esito della campagna. 
I vecchi generali, legati ai concetti strategici e tattici della prima guerra mondiale, si opponevano a queste idee. Ma Guderian aveva dei potenti alleati. Uno era la grande industria, che vedeva nello sviluppo dei mezzi corazzati la possibilità di fare grandi guadagni. L'altro era lo stesso Hitler, che mal tollerava i dubbi e le esitazioni dei vecchi generali. 
Così la fabbricazione dei carri armati fu accelerata e furono prodotti i tipi più moderni e più potenti, migliori di quelli d'ogni nazione europea. In una dimostrazione che si svolse a Münster nel 1935 essi ottennero dei risultati positivi e gli stessi più accaniti avversari dovettero piegare la testa. Ben presto fu possibile costituire tre divisioni di carri armati, detti in tedesco Panzer.


LE GRANDI MANOVRE DEL SETTEMBRE 1937

Ma i carri armati dovevano essere ancora provati in una grande manovra, nella quale fossero impiegate insieme con essi tutte le altre specialità dell'esercito tedesco, fanteria, artiglieria, genio, aviazione. Questa manovra fu fissata per la fine del settembre 1937.
Hitler pensò che era una buona occasione per invitare Mussolini e fargli constatare da vicino quanto grande fosse ormai la potenza della Germania. Mussolini accettò e Hitler e Goebbels prepararono fin nei minimi dettagli la visita dell'ospite straniero, sul quale volevano fare la più grande impressione. Mussolini fu infatti accolto da grandi folle festanti e percorse le vie delle città tedesche tutte pavesate fino all'eccesso di bandiere italiane e di insegne fasciste. 
Il 26 settembre egli e il maresciallo Badoglio assistettero alle grandi manovre nel Mecklemburgo e poterono rendersi conto della grande mobilità e della terrificante potenza di fuoco delle nuove Panzerdivisionen, comandate personalmente dal Guderian.
Il 27 fecero visita alle officine Krupp, che contribuivano al riarmo del Reich lavorando ventiquattro ore su ventiquattro. In ultimo fu loro mostrato il più potente pezzo d'artiglieria del mondò, un cannone da 580 mm, montato su un carro ferroviario. 
In quell'occasione Mussolini dichiarò al Führer che lo ammirava. 
Il 28 vi fu una spettacolare riunione nello Stadio olimpico di Berlino, con il concorso di una folla mai fino a quel momento vista, più di un milione di persone. Hitler additò in Mussolini uno di quegli uomini, unici nel corso dei secoli, che non sono fatti dalla storia, ma la fanno.
Aggiunse che dalle affinità tra rivoluzione fascista e rivoluzione nazionalsocialista era nata una comunanza non solo d'idee, ma di azione, che costituiva la più sicura garanzia per la conservazione dell'Europa contro gli elementi distruttori. 
Mussolini, parlando in tedesco, affermò che nazional-socialismo e fascismo avevano gli stessi nemici, coloro che erano al servizio della Terza Internazionale. Terminò proclamando che il fascismo, quando si faceva un amico, marciava con lui fino in fondo. 
Mussolini, poi, tornò in Italia. Qualche tempo dopo, il 6 novembre, Hitler mandò in Italia un inviato speciale, Gioacchino von Ribbentrop, perché proponesse a Mussolini di aderire al patto antiComintern (contro il comunismo internazionale) stipulato col Giappone un anno prima. Mussolini firmò senza un secondo d'esitazione. Egli ormai si era completamente schierato con la Germania.

Il riarmo tedesco non si limitava ai carri armati e all'aviazione. Si pensava anche alla difesa e sulla frontiera franco-tedesca, di fronte alla linea fortificata francese, detta dal suo ideatore Maginot, stava sorgendo una linea fortificata tedesca, che ebbe il nome di Sigfrido.
Tutta la Germania era un grande cantiere per la guerra e Goering, capo del piano quadriennale di mobilitazione economica, dichiarava ai grandi industriali: 

"Il piano è nato dalla convinzione che presto o tardi un conflitto con la Russia è inevitabile". 

I capi delle potenze occidentali non potevano ignorare la via sulla quale si era messo il nazionalsocialismo, ma facevano finta di nulla, perché una Germania potente che contrastasse e in futuro abbattesse I'Unione Sovietica era l'idea fondamentale che guidava Ia loro politica.
Specialmente gli inglesi prendevano per buone tutte le proteste di amicizia fatte da Hitler e alcuni loro personaggi di primo piano, come il duca di Windsor, I'ex re Edoardo VIII che aveva appena abdicato, lo visitavano spesso, esprimendogli la loro simpatia.


PUBBLICHE RELAZIONI PER I LEADERS EUROPEI

Il nuovo primo ministro inglese Neville Chamberlain, salito al potere nel maggio 1937, mandò subito in Germania il suo ministro degli esteri, lord Halifaz, e questi, rientrando a Londra dichiarò: 

"Il cancelliere del Reich mi ha dato l'impressione esser poco probabile che egli s'imbarchi un giorno in un'avventura la quale necessiti della forza o conduca alla guerra". 

Moltissimi furono gli stranieri appartenenti agli strati alti della società europea che intervennero al congresso del partito nazista a Norimberga. Le gigantesche cerimonie, organizzate da Goebbels, si svolsero con una magnificenza e un'imponenza senza pari. Gli ospiti ne tornarono affascinati. Ormai la convinzione che le due potenze occidentali, Francia e Inghilterra, non potessero opporsi all'espansione delle tre potenze totalitarie, Germania, Italia e Giappone, era comune a tutti. 
Ciascuno cercava di mettersi al sicuro.
Il Belgio aveva prevenuto i tempi fin dall'epoca della rimilitarizzazione della Renania, sciogliendosi dall'alleanza con la Francia e proclamando la sua neutralità. 
Il 13 ottobre 1937 la Germania fece al Belgio una dichiarazione di rispetto della sua inviolabilità.

Coloro che circondavano Hitler sapevano, però, come egli non avesse rinunciato a nessuna delle sue idee di espansione e fra di essi ve ne erano alcuni che consideravano questa politica troppo audace e troppo pericolosa per una Germania non ancora completamente preparata. Uno di questi era il ministro degli esteri von Neurath, uomo timido e di vecchio stampo, che aveva assistito al rapporto di Hitler del 5 novembre 1937 e si era spaventato. 
Nel gennaio 1938 egli parlò con Hitler e lo scongiurò di andare più cauto. Hitler, naturalmente, non gli diede retta. Allora il von Neurath presentò le dimissioni, che furono accolte con grande piacere dal capo del governo. Von Neurath fu eletto alla sinecura di presidente di un fantomatico Consiglio segreto di gabinettoche avrebbe dovuto far da guida al Führer in materia di politica estera, ma che in realtà non funzionò mai.
sostituire il von Neurath quale ministro degli esteri fu chiamato Gioacchino von Ribbentrop, un fervente nazista, che aveva intrapreso per caso la carriera diplomatica ed era ambasciatore a Londra. 
Un altro che si dimise fu il dottor Schacht. Egli non tollerava che la direzione del piano quadriennale fosse stata affidata al Goering. Al suo posto, come ministro dell'economia, fu nominato Walter Funk, di scarso valore tecnico, ma pronto ad eseguire gli ordini senza discuterli.




RAZZE e RAZZISMO (Races and racism)


  
Dal punto di vista strettamente scientifico, le razze umane hanno una origine comune e sono solo varietà di un'unica e medesima specie. Biologicamente parlando, dal punto di vista dell'evoluzione fisica dei loro rappresentanti, nessuna razza è inferiore alle altre. Tutte sono venute fuori dall'umanità primitiva. Solo la comune origine può spiegare le somiglianze che si manifestano non solo nelle particolarità specificamente umane della loro morfologia, ma anche nei più piccoli dettagli, e questo fatto essenziale: le rare diversità razziali hanno dal punto di vista biologico e anatomico una funzione del tutto secondaria. Spessissimo esse hanno appena un valore di segni distintivi.

Vi sono tuttavia degli studiosi che attribuiscono ai caratteri razziali l'importanza di quelle che definiscono la varietà e addirittura la specie. Scavando così artificialmente il loro vaIore taxonomico, essi scavano tra le razze attuali un vero e proprio fossato. Secondo costoro le razze non avrebbero un'origine comune e sarebbero poligenetiche. Nonostante l'evidenza dei fatti costoro fanno delle razze dei raggruppamenti dai caratteri morfologici, fisiologici e psichici del tutto differenti, che proclamano fondamentalmente opposti gli uni agli altri e privi di qualsiasi parentela.


Razze "elette" e razze "inferiori"

Anche quegli studiosi di questa corrente che ammettono I'origine comune dell'umanità, sostengono che vi sono razze superiori la cui evoluzione è stata "più rapida" e altre inferiori, disperatamente in ritardo.
Le prime si sviluppano e sono destinate a dominare; le seconde sono condannate dalla storia alla sottomissione, alla schiavitù, alla lenta degradazione. 
Fare l'apologia dell'ineguaglianza biologica delle razze, ecco in ultima analisi la ragione d'essere del razzismo.
I razzisti considerano di regola che i bianchi sono una "razza di signori" e che i negri e i gialli sono loro inferiori in tutto. Soprattutto alcuni studiosi tedeschi e anglosassoni sostengono la teoria ariana che attribuisce la superiorità a certi rami della razza europoide settentrionale (nordica). 
Sono esistite e riappaiono talvolta teorie non meno false che attribuiscono il ruolo di razza superiore ai mongoloidi o ai negroidi. 
Nel periodo più aggressivo del militarismo giapponese, per esempio, i suoi ideologi hanno sviluppato la  teoria di una "razza superiore nipponica", che dicevano incaricata della grande missione storica di civilizzare l'umanità.


Razzismo e civiltà umana

I razzisti sostengono che le razze superiori, minoritarie, hanno creato da sole tutta la civiltà materiale e morale dell'umanità. Le razze superiori sono "attive", e assolvono dunque nella storia una funzione dirigente, mentre le razze inferiori, il cui tratto dominante è "I'inerzia", sono sempre state subordinate alle prime. 
Secondo la maggioranza dei razzisti, il livello di evoluzione sociale non esercita alcuna influenza sui caratteri razziali; sono le qualità innate, biologiche della razza che determinano il progresso o il declino dell'uno o dell'altro gruppo sociale dell'umanità. Si trasforma così in teoria della storia la cosiddetta dottrina dell'ineguaglianza fisica e psichica degli uomini.

Attraverso questa "biologizzazione" arbitraria del processo storico, i razzisti giungono a mettere il segno di eguaglianza tra categorie come la razza e la nazione. 
E' superfluo dire che si tratta di una falsificazione grossolana: il concetto di razza è interamente
biologico, mentre quello di nazione appartiene unicamente alla sociologia.
L'antropologia prova abbondantemente e in modo categorico che la civiltà non è stata creata da nessuna razza "superiore". Si sa in particolare che i razzisti fanno dipendere il livello culturale dalle dimensioni del cervello. 
Ora, una delle migliori prove contrarie ci è offerta dall'antico Egitto. Secondo l'antropologo tedesco Schmidt le dimensioni medie della scatola cerebrale erano negli antichi egizi di 1.394 cm3 per gli uomini e di 1.257 cm3 per le donne. Il loro cervello doveva essere quindi ancora più piccolo, e in altre parole, gli egizi sarebbero stati inferiori su questo punto a numerosi popoli barbari vicini.

E' anche provato che non esiste alcun rapporto tra la forma del cranio e il livello di civiltà.

E che la civiltà non abbia niente a che vedere con l'appartenenza razziale possiamo vederlo nella storia dei germani. All'epoca della maggiore espansione di Roma, gli antenati dei tedeschi di oggi erano barbari. Più tardi le condizioni del loro sviluppo sono migliorate e, pur conservando le loro particolarità razziali, essi hanno raggiunto un alto livello di civiltà. Ne consegue che questa non dipende dai caratteri razziali, ma dai fattori economici e sociali.
Nel progresso dei gruppi umani dallo stato selvaggio alla barbarie e, successivamente, alla civiltà, la loro appartenenza razziale non ha mai avuto alcuna funzione.

Ma perché i razzisti si intestardiscono a sostenere il contrario? 
La risposta è semplice. La dottrina delle razze inferiori e superiori, del diritto innato degli uni di imporre agli altri le loro leggi, giustifica le guerre tra le nazioni, serve cioè da paravento ideologico alla politica imperialistica.


Classi sociali e ineguaglianza biologica

Riprendendo la dottrina reazionaria dei socialdarwinisti della seconda metà del XIX secolo, i razzisti contemporanei identificano con la "lotta per la vita" del mondo animale la lotta delle classi nella società umana. I socialdarwinisti estendevano all'umanità contemporanea le regole biologiche vigenti nella fauna selvaggia secondo le quali sopravvivono solo le specie meglio adattate, mentre le altre sono distrutte del tutto. 
Di concerto con i socialdarwinisti, i razzisti affermano che la divisione della società in classi discende dall'ineguaglianza biologica degli uomini, che è un risultato della selezione naturale. Così il razzismo cerca di spiegare con le leggi della natura i contrasti della società capitalista.

Portando ancora più lontano le tesi dei socialdarwinisti, i razzisti hanno sostenuto che le classi sociali si distinguono anche per i caratteri razziali dei loro rappresentanti. 
I paladini di questa teoria pretendevano in particolare che i ricchi sono quasi tutti dolicocefali e i poveri mesocefali o brachicefali. Ma un semplice esame dei fatti dimostra l'infondatezza di questa asserzione. 
Così, i protocolli dei consigli di revisione dei coscritti in Svezia provano che l'indice cefalico medio è di 77,0 sia nei figli delle classi privilegiate (i figli della borghesia) che in quelli dei poveri (i figli degli operai e dei contadini). 
E' vero che i dati della statura offrono risultati diversi: maggiore nei ricchi. Ma la leggera differenza di statura non ha niente a che vedete con I'appartenenza razziale e va spiegata piuttosto con il regime alimentare. Questi fatti dimostrano che è inammissibile confondere le nozioni di razza e di classe. Come è assurdo sostituire nella storia, alla lotta delle classi che è ben reale, una fittizia "lotta delle razze..


Razze e linguaggio

Dunque la caratteristica principale del razzismo è quella di confondere arbitrariamente e volutamente categorie di ordine biologico (razza) e sociale (classi e nazioni). La sostituzione del termine razza quello di nazione, quando si tratta di guerra esterna e a quello di classe quando si vuole giustificate lo sfruttamento in seno allo stesso popolo, mette chiaramente in luce lo spirito cinico e reazionario del razzismo.

Servitori fedeli delle classi al potere, i razzisti snaturano la verità fino ad attribuire un carattere razziale al linguaggio e alle attività psichiche.

La somiglianza tra le lingue parlate da molti popoli europei (tra cui gli slavi), ha spesso suggerito che doveva esservi una certa parentela tra di loro. Numerosi linguisti si sono impegnati nella ricerca dell'idioma iniziale che avrebbe potuto essere alla origine di tutte queste lingue. A un certo momento si era creduto di trovarlo nella lingua dei vecchi manoscritti sanscriti. In effetti, le lingue usate in Iran e in certe parti dell'India presentano degli elementi di parentela con le lingue europee. E perciò si è attribuito a questo gruppo linguistico il nome di indo-eutopeo.
Si suppone che, in un passato molto remoto, I'India e l'Iran siano stati invasi da popolazioni di lingua indo-europea. Questi conquistatori che si davano il nome di ariani (in sanscrito arya vuol dire nobile, di razza) si proclamarono "razza superiore" nei confronti degli indigeni che ridussero in schiavitù.

In considerazione del fatto che le radici delle lingue indo-europee ricordano molto quelle degli idiomi dell'India e dell'Iran, i linguisti han dato loro il nome di ariane. Più tardi, il termine ariano, nome e aggettivo, è stato applicato a cerri gruppi razziali e i dati di osservazione dei linguisti presero una coloritura razzista, antiscientifica. 
Molti razzisti vedono i "veri ariani" negli uomini di alta statura, biondi, con gli occhi azzurri del ramo detto "nordico" degli europei moderni (radice germanica "nord", donde i termini nordiconordismo, tanto cari ai razzisti americani che proclamavano gli yankees la "razza superiore pura al cento per cento").

Ma se si accetta che la lingua è l'emanazione dello spirito della razza, tutti i popoli che parlano idiomi indo-europei dovrebbero presentare i caratteri fisici della razza ariana. E questo non avviene. Così, i curdi e molte altre entità etniche di lingua indo-europea presentano la tinta scura e i capelli neri: tra questi popoli gli occhi chiari rappresentano rare eccezioni. 
La maggior parte dell'Europa meridionale appartiene al gruppo linguistico ariano, ma la sua popolazione ha in genere gli occhi e i capelli scuri e non assomiglia per nulla ai leggendari ariani.
Al contrario, i finlandesi e gli estoni che, per la loro alta statura e i loro occhi e capelli chiari, vanno classificati fra i puri europei nordici, parlano lingue che non presentano alcun carattere comune con quelle ariane.

Questi fatti smentiscono decisamente la leggenda di un linguaggio indo-europeo o ariano primitivo, attributo della razza ariana. E con questa leggenda scompare ogni ragione di attribuire a una qualsiasi razza il titolo di "nobile", di "ariano".
I popoli che parlano una stessa lingua non sono mai omogenei per la loro composizione razziale: nella maggior parte dei casi essi comprendono diversi tipi antropologici.
In Germania, in particolare, si contano fino a sei di questi tipi.
I neri parlano in Africa le loro lingue natali, in America del nord l'inglese, in America del sud lo spagnolo, eccetera. Ne consegue che gruppi di una sola razza parlano lingue differenti quando appartengono a popoli differenti.


Razze e psicologia

Tutto ciò prova che non esistono relazioni tra la razza e la lingua. I fatti smentiscono la concezione del linguaggio come emanazione di un misterioso "spirito razziale", come qualcosa di "biologicamente proprio" di una tazza.
La lingua dipende interamente dallo sviluppo della società; essa nasce, vive e muore nel corso dell'evoluzione dei popoli e non ha nulla a che vedere con la razza in quanto gruppo biologico.

Che le razze differiscano per la loro psicologia è opinione antica quanto erronea. 
Ricordiamo, per esempio, il caso del grande naturalista svedese Linneo (1707-1778) che per primo propose una classificazione più o meno scientifica, fondata sui caratteri fisici delle razze umane. Linneo attribuiva, senza alcun fondamento, agli asiatici la crudeltà, la melanconia, la testardaggine e l'avarizia; agli africani la cattiveria, I'astuzia, I'abulia e l'indifferenza; agli europei la mobilità di spirito e l'ingegnosità, cioè facoltà intellettuali superiori. 
Così egli metteva i bianchi al di sopra delle altre razze.

Al contrario, Darwin riconosceva che l'attività nervosa superiore è essenzialmente la stessa in tutte le razze umane. Egli, in particolare, scriveva: 

"Si classificano gli abitanti della Terra del Fuoco tra i barbari più grossolani; tuttavia sono sempre stato sorpreso, a bordo della nave Beagle, di vedere come tre esponenti di questa razza, che avevano vissuto alcuni anni in Inghilterra e che parlavano un poco la lingua di questo paese, ci assomigliavano dal punto di vista del carattere e della maggior parte delle facoltà intellettuali".
Darwin era ben lontano dallo spiegare con le loro particolarità psichiche razziali il basso livello di civilizzazione degli abitanti della Terra del Fuoco. Al contrario egli cercava la spiegazione di questo fenomeno in fattori sociali:
"I fuegini, costretti probabilmente da altre orde conquistatrici a fissarsi in un territorio inospitale, possono, come conseguenza di ciò, esservisi un po' più degradati".
A riguardo della mimica emozionale dei muscoli del volto, Darwin concludeva che la rassomiglianza è straordinaria nei rappresentanti di tutte le razze umane.

In un altro testo egli attira I'attenzione sulla somiglianza delle forme e della tecnica di fabbricazione delle punte delle armi litiche raccolte in regioni opposte del mondo e risalenti a epoche preistoriche. Secondo Darwin, questo fatto dimostra che, per quanto si risalga nel tempo, tutte le razze umane possedevano un'intelligenza e facoltà inventive molto simili.
Si sostiene spesso l'opinione che la psicologia è radicalmente differente nelle diverse razze, sulla base della constatazione che il peso del cervello differisce di qualche centinaio di grammi in questo o in quell'altro gruppo razziale. Ma il peso del cervello non consente affatto di dare un giudizio sulle facoltà intellettuali: per esempio il cervello di Anatole France pesava appena 1.017 grammi, mentre quello di Turghenev pesava il doppio: 2.012 gtammi, e sia I'uno che l'altro fanno patte delle grandi glorie della letteratura mondiale.


Tutte le razze sono eguali

Tutte Ie razze hanno espresso spiriti eletti. Uomini di Stato africani e asiatici come Indira Gandhi, Mao Tse-tung, Modibo Keita, Nyerere, e via dicendo erano conosciuti in tutto il mondo. Tra gli altri merita un ricordo speciale Patrice Lumamba che ha sacrificato la vita per la libertà e l'indipendenza del suo paese. 
Moltissimi neri hanno raggiunto la vetta della creazione intellettuale e artistica.
Basta ricordare lo scienziato William Du-Bois, il grande cantante Paul Robeson, il pittore australiano Albert Namatjira.
Per dimostrare la pretesa ineguaglianza intellettuale delle razze gli studiosi borghesi reazionari hanno elaborato dei test speciali, che però applicano sempre senza tener conto della situazione sociale e del livello di istruzione dei soggetti esaminati. E' dunque naturale che ogni scienziato serio si pronunzi contro questi test assolutamente inadatti a determinare le facoltà intellettuali.
Al congresso internazionale di antropologia e di etnografia che si è tenuto a Copenaghen nell'agosto del 1938, alcuni studiosi reazionari tedeschi hanno tentato di dimostrare nei loro interventi e rapporti che esistono dei tratti psichici razziali ereditari. Nella loro apologia del razzismo, sono giunti fino a sostenere che, se gli australiani si sono estinti quasi del tutto, la causa va ricercata nella loro "cattiva psicologia razziale" mentre i maori della Nuova Zelanda che, secondo costoro, sono europoidi, assimilano con successo la cultura europea.

I congressisti progressisti hanno respinto queste teorie dimostrando che la mentalità degli uomini è determinata dal livello di civiltà.
I risultati scientifici sconfessano l'affermazione di un certo "istinto razziale" che causa l'inimicizia tra le razze.
Se le condizioni sociali sono favorevoli, i popoli, indipendentemente dalle razze che li compongono, elaborano forme altissime di civiltà materiale e morale. La psicologia degli individui, il loro carattere nazionale, il loro comportamento, si formano sotto I'influenza determinante dell'ambiente sociale. Nell'attività intellettuale le particolarità razziali non hanno nessuna influenza.

" Il meccanismo del pensiero dell'uomo - ha scritto lo scienziato russo Sechenov -, come anche le sue reazioni sentimentali, non hanno subito mutamenti nell'essenziale attraverso la storia; essi non dipendono né dalla razza, né dalla situazione geografica, né dal livello di civiltà. Altrimenti ci sarebbe impossibile spiegare la coscienza della parentela morale e intellettuale che unisce gli uomini indipendentemente dalla loro appartenenza razziale, di comprendere il pensiero, i sentimenti e gli atti dei nostri più lontani antenati".

Le teorie razziste fomentate dagli imperialisti provocano odio e conflitti tra le nazioni.




Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (4) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (2) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Cervantes (3) Cézanne (19) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (26) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (2) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (16) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (10) Disegni Personali (2) Disney (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (7) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (9) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (55) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (1) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (3) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (4) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (85) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (4) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (43) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (3) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (17) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (14) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (1) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (2) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (2) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (8) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (2) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicoanalisi (1) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (20) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (19) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (1) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (123) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (47) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (5) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (15) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (2) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)