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| DANAE (1621 circa) - Orazio Gentileschi Cleveland, Ohio, Museum of Art Olio su tela cm 163,5 x 228,5 |
Figlio dell'orafo Giovan Battista Lomi, fratello del pittore Aurelio, Orazio nasce a Pisa nel 1563. Nel 1576-1578 si trasferisce a Roma presso uno zio materno dal quale desunse il cognome Gentileschi.
L'opera più antica pervenutaci di Orazio, che come pittore è citato per la prima volta nel 1586-1587, è un affresco in Santa Maria Maggiore dove il pittore rivela, come in tutte le sue opere cinquecentesche (gli affreschi dell'abbazia di Farfa e di San Giovanni in Laterano), uno stile ancora tardo manierista.
Il contatto col nuovo modo di dipingere del Caravaggio, determina, al principio del Seicento, un profondo cambiamento nel linguaggio di Orazio, ora volto ad osservare il rivoluzionario approccio al reale, proprio della pittura del Merisi.
Ormai quarantenne, Gentileschi sviluppa finalmente uno stile proprio e originale basato su una grande raffinatezza formale che mescola le capacità disegnative apprese nella sua formazione tosco-romana, con il naturalismo delle prime opere di Caravaggio.
Nascono così, nel primo decennio del secolo, il Battesimo di Cristo di Santa Maria della Pace a Roma, il David di Dublino e di Roma e la Circoncisione di Ancona, prima testimonianza del rapporto con le Marche dove il Gentileschi lavorerà nel 1613-1614 e nel 1616-1 619.
Nel 1611-1612 affresca in collaborazione con Agostino Tassi il Casino delle Muse di Scipione Borghese a Roma e nel 1621 è invitato a Genova da Giovanni Antonio Sauli.
Influenzando fortemente la pittura locale del tempo, Orazio dipinge a Genova due versioni dell'Annunciazione (per San Siro e per il duca Carlo Emanuele I di Savoia) e nel 1624 conclude gli affreschi della loggia del Casino di Marcantonio Doria a Sampierdarena, purtroppo perduti.
Nel 1624 I'artista viene chiamato da Maria de' Medici a Parigi dove si trattiene fino al 1626, quando si trasferirà alla corte di Carlo I d'Inghilterra, restandovi fino alla morte avvenuta nel 1639.
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