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| LA TAZZA DI CIOCCOLATA (1742) Nicolas Lancret (1690-1743) National Gallery - Londra Olio su tela cm 88,9 x 97,8 |
La tela raffigura una scena di carattere quotidiano, almeno al tempo in cui è nato il dipinto.
Si tratta di una famiglia di elevato rango sociale riunita nel giardino della propria villa che, a giudicare dal parco che la circonda, si può immaginare d'impianto monumentale.
Lasciato volutamente un po' incolto, il giardino si fa largo, secondo la moda settecentesca inglese, in mezzo a una natura rigogliosa che tende a conquistare anche lo spazio costruito della grande fontana dall'andamento curvilineo, pienamente rispondente al gusto Rococò.
Ornata da vasi colmi di fiori, da vasche e zampilli d'acqua, la fontana fa da sfondo alla scena principale, quella della famigliola che fa colazione, o merenda, in giardino, premurosamente servita da un domestico, a cui il padrone sorregge con cortesia il vassoio.
Vestito di tutto punto e secondo la moda più elegante del tempo, il signore osserva la moglie che imbocca dolcemente l'impaziente bambina sotto Io sguardo interessato della figlia maggiore, compostamente in attesa del proprio turno.
Pittore della più illustre società del tempo, Nicolas Lancret ha curato ogni dettaglio capace di trasmettere allo spettatore la qualità di vita della famiglia committente del quadro. Lo rivela innanzitutto I'abbigliamento dei personaggi e in particolare I'eleganza delle scelte cromatiche che caratterizzano la mise della donna: il rosso corallo del manto, I'azzurro muschiato della sopraveste, il bianco-argenteo della gonna.
Anche il cane , di razza inglese, non è lì per caso ma per testimoniare una delle passioni del padrone di casa, ancora una volta alla moda con I'hobby del tempo: la caccia.
La tela è dunque I'immagine di un attimo consueto della vita di una famiglia aristocratica francese ( ma si potrebbe dire europea) a metà del Settecento.
Il dipinto è tradizionalmente chiamato La tazza di cioccolata anche se lo stesso Lancret lo presentò al Salon del 1742 col titolo: Une dame prenant du Café avec des enfants.
L'erronea definizione nasce forse dalla presenza dei bambini (che notoriamente non bevono caffè) ai quali la donna sta offrendo parte del contenuto della propria lazza con un cucchiaino. La confusione è stata però certo determinata anche dal grande uso che nel corso del Settecento si incominciò a fare della cioccolata.
La tela è giunta alla National Gallery nel 1972 grazie a Lady Amory alla quale era stata lasciata da Sir John Heathcoat Amory.
Le Mandorle che hanno quelli della Nuova Spagna per moneta
Con queste parole Cristoforo Colombo menziona per la prima volta i semi di un albero fino ad allora sconosciuto in Europa, quello del cacao. Presso gli Aztechi i semi del cacao erano utilizzati come moneta ma anche per fame una bevanda ben diversa dalla cioccolata che siamo abituati a bere. Si trattava di un miscuglio di cacao, farina di mais, peperoncino, vaniglia ed altre spezie: una miscela che era quasi una droga e che infatti provocò effetti di stordimento sugli europei che la bevettero in America.
Fatta conoscere al re di Spagna da Femando Cortez, la cioccolata venne subito adeguata al gusto europeo: nacque così la bevanda che ancora conosciamo e che divenne di moda a partire dal Settecento, soprattutto nei salotti dell'aristocrazia europea alla quale certo appartiene anche la famiglia rappresentata sulla tela.
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