giovedì 10 aprile 2014

F - GRANDI INVENTORI (F - Greats inventors)


I GRANDI INVENTORI

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FERMI Enrico
(Roma, 29 settembre 1901 – Chicago, 29 novembre 1954)


Enrico Fermi nacque a Roma il 29 settembre 1901. Nel luglio 1922 si laureò in fisica all'Università di Pisa. Ma già in precedenza aveva pubblicato alcuni lavori di carattere teorico su questioni di elettrodinamica e relatività. 
Subito dopo la laurea si recò a Göttingen, in Germania, grazie a una borsa di studio che gli consentì di frequentare, perfezionandosi, l'Istituto del famoso fisico nucleare Max Born.
Nel 1924, Fermi insegnò fisica e matematica presso l'Università di Firenze. 
Nel 1926 fu chiamato a ricoprire la cattedra di fisica teorica all'Università di Roma.
In questo periodo si dedicò allo studio delle particelle atomiche elementari, mentre tra il 1933 e il 1949 si occupò di fisica nucleare e delle sue applicazioni.
Nel 1931 Fermi espose la teoria della disintegrazione dei nuclei radioattivi, e contemporaneamente pensò di utilizzare i neutroni come proiettili per provare oltre che provocare la radioattività. 
Nel 1934, in collaborazione con i fisici E. Amaldi, B. Pontecorvo, E. Segrè, scopri un altro importante fenomeno, e cioè che la radioattività, provocata dai neutroni, poteva essere rallentata e quindi controllata. 
Nel 1918 per sottrarsi al regime fascista, Fermi si recò a lavorare nella Columbia University, negli Stati Uniti. 
Dopo la scoperta della scissione dell'uranio per opera dei neutroni, fatta da O. Hahn e F. Strassmann nel 1919, Fermi compì importanti ricerche sullo stesso argomento.
E giunse a ipotizzare la possibilità di provocate una reazione nucleare a catena, un fenomeno che avrebbe avuto, da li a pochi anni, un'applicazione pratica sconvolgente. 
Infatti, nel 1942, su incarico del Governo americano, Fermi si trasferì all'Università di Chicago e qui diresse la costruzione della prima pila atomica.
Il 2 dicembre 1942, per la prima volta nella storia dell'umanità, lo scienziato italiano ottenne una reazione nucleare a catena, controllata. L'uomo era ora in grado di disporre della spaventosa energia dell'atomo.
Fino al 1944 Fermi si dedicò al perfezionamento della sua Pila, ma in quell'anno si trasferì nella località di Los Alamos, dove erano stati organizzati i laboratori di ricerca per le applicazioni belliche della sua scoperta, che condussero alla fabbricazione della prima bomba atomica. 
Premio Nobel nel 1938, Fermi ritornò in Italia nel 1949 e nel 1954 e tenne delle lezioni di fisica nucleare divenute famosissime. 
Rientrato negli Stati Uniti si spense a Chicago il 29 novembre 1954.


FERRARIS Galileo
(Livorno Piemonte, 30 ottobre 1847 – Torino, 7 febbraio 1897)


Galileo Ferraris nacque il 31 ottobre 1847 a Livorno Vercellese.
Fin dall'infanzia dimostrò una particolare predisposizione agli studi scientifici.
Nel 1869 ottenne la laurea in ingegneria all'Università di Torino dove, dieci anni dopo, fu nominato professore ordinario di fisica.
Nell'ambiente universitario, Ferraris ebbe modo di esplicare il suo talento per l'elettrotecnica, e nel 1885 enunciò il principio teorico del campo magnetico rotante. Si basa sulla scoperta che, quando si dispongono due elettromagneti perpendicolarmente tra loro, si genera al loro interno un campo magnetico rotante, in grado cioè di far ruotare un cilindro di rame collocato in esso. 
In questo modo Ferraris aveva determinato il concetto dei moderni motori elettrici a induzione. 
Nel 1887 realizzò il terzo esemplare del suo motore, già predisposto per uso industriale, munito cioè di un albero rotante che poteva essere collegato ad alcune macchine utensili. 
Nello stesso periodo, negli Stati Uniti, il fisico Nikola Tesla brevettò il suo motore elettrico e ingiustamente gli fu attribuita la paternità dell'invenzione realizzata dallo scienziato italiano.
Questi, dopo essersi dedicato con passione all'insegnamento e alla ricerca scientifica, morì il 7 febbraio 1897, a Torino.


FLEMING  Sir Alexander
(Lochfield, 6 agosto 1881 – Londra, 11 marzo 195)


Batteriologo scozzese, scoprì l'antibiotico chiamato penicillina.
Nell'estate del 1928, mentre lavorava nel suo laboratorio all'Ospedale St. Mary di Londra, Fleming notò che in un piattino di vetro scoperto, contenente dei batteri, si erano formare delle curiose chiazze di muffa e che, là dove la muffa era cresciuta, i batteri erano morti. La muffa era stata presumibilmente causata da una spora - un microscopico corpuscolo riproduttore - entrata casualmente da una finestra del laboratorio lasciata aperta.
Nei giorni successivi a questa scoperta, Fleming continuò a studiare quella strana muffa. Il liquido che essa secerneva aveva un effetto letale su certi microbi patogeni, e Fleming scopri che la muffa apparteneva a quella famiglia di funghi, a forma di pennello, denominata penicillium dal vocabolo latino che significa, appunto, pennello. Per questo chiamò "penicillina" la nuova sostanza scoperta.
Fleming non riusci però a stabilizzarla. 
Solamente nell' agosto del 1940 il patologo Howard Florey e il biochimico Ernst Chain stabilizzarono quella che sarebbe poi divenuta la più portentosa delle medicine, e vi riuscirono grazie a un metodo complesso di evaporazione, detto liofilizzazione.
Con l'aiuto degli Americani, la penicillina venne prodotta su scala industriale e immessa sul mercato.
Essa salvò migliaia di vite durante la Seconda Guerra Mondiale.
Per la loto opera, Fleming e Florey vennero nominati cavalieri nel 1944. E l'anno successivo ricevettero, insieme a Chain, il Premio Nobel per la medicina.


FORD Henry
 (Dearborn, 30 luglio 1863 – Detroit, 7 aprile 1947)


Industriale automobilistico americano, pioniere della produzione industriale in serie.
Dopo l'uscita della Ford Modello T, nell'ottobre del 1908, Ford era insoddisfatto del ritmo di produzione della sua fabbrica di Detroit. Si rendeva conto che l'automobile era troppo cara per essere accessibile alle categorie meno abbienti - il prezzo unitario di 850 dollari rappresentava allora un anno di paga per gran parte dei lavoratori - ed era convinto che, abbreviando i tempi di produzione, si sarebbe potuto produrre un'automobile per milioni di persone a un prezzo ragionevole.
A quei tempi, per montare un'automobile, si metteva un gruppo di uomini attorno al telaio di una stessa macchina, e ciascuno vi eseguiva svariate operazioni.
Cosi gli operai si intralciavano l'un l'altro, e spesso dovevano aspettare che il vicino avesse terminato la propria operazione prima di poter montate un altro pezzo. Solo per installare un magnete occorreva una ventina di minuti, per fare un esempio.
La prima "spinta" di Ford per accelerare il lavoro fu di accatastare i diversi componenti di ogni vettura in vari mucchi, disposti lungo il pavimento della fabbrica. Un gruppo di operai trascinava il telaio su una rudimentale slitta lungo il varco aperto tra i vari mucchi. Un altro gruppo di lavoratori vi camminava a fianco, e ciascun lavoratore, passando vicino a ogni mucchio, prendeva un pezzo e lo montava al suo posto.
Ford, però, non era ancora soddisfatto di questo espediente, e considerava "improduttivi" gli uomini addetti al traino della slitta.
Perciò la sostituì con un nastro trasportatore che, muovendosi alla velocità di circa un metto e mezzo al minuto, faceva scorrere il telaio davanti ai meccanici, che non avevano quindi più bisogno di spostarsi e avevano tutto il materiale occorrente a portata di mano. 
Nel 1914, adottando questo sistema, il tempo necessario al montaggio di un magnete scese a 13 e infine a 5 minuti.
Non passò molto tempo e la linea di montaggio Ford produsse una Modello T ogni minuto e mezzo.
E nel 1915 si raggiunse il traguardo di un milione di vetture realizzate in un anno.


FORLANINI Carlo
 (Milano, 11 giugno 1847 – Nervi, 25 maggio 1918) 


Nato a Milano, compì gli studi di medicina all'Università di Pavia dove si laureò nel 1870. 
Entrò quindi all'Ospedale Maggiore di Milano come primario dermatologo. 
Nel 1884
fu chiamato a Torino, ad assumere la cattedra di patologia medica in quella Università.
Tra il 1875 e il 1882, Forlanini si dedicò allo studio per la cura e la guarigione della tubercolosi, dopo aver svolto delle ricerche nel campo della aeroterapia e degli apparecchi pneumatici.
 I suoi studi lo condussero ad applicare una speciale terapia al polmone leso dalla tubercolosi, basata sull'insufflazione di aria, o azoto, nella cavità pleurica con un ago.
In questo modo si favoriva la cicatrizzazione delle lesioni provocare dalla tubercolosi e si facilitava la guarigione.
Il metodo applicato da Forlanini fu chiamato pneumotorace artificiale ed è stato usato con successo fino ai nostri giorni.


FORLANINI Enrico
(Milano, 13 dicembre 1848 – Milano, 9 ottobre 1930) 


Talento versatile e vivace, pioniere nel campo aeronautico per le sue realizzazioni di elicotteri e dirigibili, e inventore dell'aliscafo, Enrico Forlanini nacque a Milano il 13 dicembre 1848. Compiuti gli studi tecnici e iscrittosi al collegio militare, da li passò all'Accademia Militare e alla Scuola di Applicazione del Genio di Torino, da cui usci con il grado di tenente, nel 1870. 
Destinato alla piazza di Casale Monferrato, nella locale officina del Genio Forlanini iniziò gli studi su problemi aeronautici cui era particolarmente appassionato.
Nel 1874, abbandonò momentaneamente l'esercito per frequentate il Politecnico di Milano dove si laureò in ingegneria industriale. 
Ripreso il servizio militate nel Genio di Alessandria, nel 1877 realizzò il suo primo prototipo di elicottero, che presentò con successo nello stesso anno a Milano. 
Nel 1895, Forlanini lasciò definitivamente il servizio militare, andando a dirigere le Officine di Forlì di cui divenne proprietario dopo alcuni anni.
Da allora, avendo finalmente a disposizione un proprio laboratorio, si dedicò con maggior vigore alla ricerca, ideando il suo primo dirigibile.
Stabilitosi nel 1897 a Milano, dove trasporrò la direzione delle proprie Officine, diede il via alla costruzione del suo primo dirigibile, il Leonardo da Vinci, terminato nel 1909. 
Di lì a poco sarebbe divenuto il capostipite di una famosa serie di dirigibili "F" che fecero parte della flotta aerea italiana durante la Prima Guerra Mondiale. 
Sempre in quegli anni, Forlanini si dedicò alla progettazione e alla realizzazione dei primi aliscafi, da lui chiamati "idroplani" o "idrotteri".
L'esemplare N° 7, l'ultimo della serie progettata, provato sul lago Maggiore nel 1904, raggiunse la velocità di 82 km/h, propulso da un motore di 100 cv.
L'ultima realizzazione di Forlanini fu il  dirigibile Omnia Db, terminato nel 1930, e ribattezzato con il nome dell'inventore, dopo la sua morte, avvenuta in quello stesso anno.


FRANKLIN  Benjamin
 (Boston, 17 gennaio 1706 – Filadelfia, 17 aprile 1790) 


Statista americano, inventore del parafulmine e delle lenti bifocali.
Nel 1752, la grande passione per l'elettricità indusse Franklin a compiete un esperimento, che gli sarebbe potuto costare la vita.
Volendo dimostrare che il fulmine era una scarica elettrica, durante un temporale fece volare un aquilone, ricoperto da uno strato di metallo, da cui pendeva una chiave appesa a un filo. Mentre i lampi si accendevano nel cielo in tempesta, Franklin avvicinò il pugno alla chiave e si mise a osservare le scintille che si sprigionavano, dato che il filo bagnato aveva fatto da conduttore. Attraverso il suo corpo, l'elettricità si scaricava poi a terra.
Il passo successivo di Franklin fu di installare delle aste metalliche - o parafulmini- sui tetti di alcuni edifici di Filadelfia, dove egli abitava. Durante i temporali, le aste attiravano i fulmini, che per mezzo di fili venivano scaricati a terra senza provocare danni. 
Poco dopo il 1780, mentre era ambasciatore degli Stati Uniti in Francia, seccato di dover cambiare ogni volta gli occhiali per leggere o per guardate lontano, Franklin inventò gli occhiali con lenti bifocali, cioè suddivise in due parti, una adatta alla lettura ravvicinata e l'altra alla visione a distanza.
Nel 1781, a Parigi, Franklin stava assistendo al primo volo del primo pallone ad aria calda costruito dal fratelli Montgolfier. Uno spettatore, vicino a lui, gli chiese: "Ma a che serve?"... e Franklin a sua volta gli domandò: "A che serve un bambino appena nato?".
Come statista, Franklin collaborò alla stesura della Dichiarazione dl Indipendenza e della Costituzione degli Stati Uniti.


FRIESE-GREENE William
(1855-1921)


Fotografo ritrattista inglese, pioniere della cinematografia. Si dice che Friese-Greene abbia dato la prima dimostrazione pubblica della sua "scatola magica" nel 1889, trascinando nel suo studio un poliziotto londinese, e mettendolo a sedere davanti a uno schermo. Agli occhi attoniti dell'agente apparvero scene di carrozze, pedoni e cavali che l'inventore aveva ripreso quello stesso giorno a Hyde Park.
Poco tempo dopo, Friese-Greene brevettò la sua invenzione. Ma nel 1891 la sua azienda fotografica fallì ed egli fu ridotto in miseria.
Trent'anni dopo, a una riunione dell'Associazione per gli Spettacoli Cinematografici, fece un discorso commovente invitando i presenti ad appianare i loro contrasti interni nell'interesse comune del nuovo "linguaggio universale".
Pochi minuti dopo, Friese-Greene cadde stroncato da un infarto e fu portato all'obitorio su un carrettino. In tasca aveva esattamente uno scellino e 10 penny, quanto bastava allora a pagare il biglietto di un cinema.




G - GRANDI INVENTORI (G - Greats inventors)


I GRANDI INVENTORI

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(Pisa, 15 febbraio 1564 – Arcetri, 8 gennaio 1642)


Matematico, fisico e astronomo italiano, fondatore della scienza moderna, inventore, fra l'altro, del termometro. Volendo misurare la temperatura dell'aria, nel 1592 Galileo costruì un termoscopio, o termometro a gas, nel quale il gas si espandeva con il calore e si contraeva con il freddo. Ma lo strumento non dava molto affidamento e nel XXVII secolo venne perfezionato dal fisico francese Guillaume Amontons.
L'esatta tesi di Galileo, basata su osservazioni con il cannocchiale, che la Terra e gli altri pianeti girano intorno al Sole venne giudicata eretica dalla Chiesa e Galileo venne processato.
Dichiarato colpevole, ritrattò e passò gli ultimi otto anni della sua vita agli arresti domiciliari.


GALLUP George
(Jefferson, 18 novembre 1901 – Tschingel, 26 luglio 1984)


Psicologo americano, ideatore dei sondaggi d'opinione. 
Nel 1935, mentre era direttore delle ricerche in una agenzia pubblicitaria di New York, Gallup inaugurò l'American Institute of Public Opinion. Servendosi dei metodi di ricerca di mercato, egli e i suoi colleghi interrogarono diversi "campioni di popolazione" invitandoli a esprimere il loro punto di vista su vari problemi del momento. 
L'anno successivo venne inaugurato il British Institute of Public Opinion, e Gallup ottenne il primo grande successo, predicendo che il democratico Franklin D. Roosevelt avrebbe sconfitto il rivale repubblicano Alfred M. Landon nella corsa alla presidenza degli Stati Uniti.
Nonostante alcuni clamorosi insuccessi - fra cui quello di non aver previsto la caduta del presidente americano Harry Truman nel 1948 - i sondaggi Gallup, come quelli di altri metodi concorrenti, rivestono oggi un ruolo di primo piano nelle elezioni politiche.


GILLETTE  King Camp
(Fond du Lac, 5 gennaio 1855 – Los Angeles, 9 luglio 1932)


Inventore americano, creatore della lametta e del rasoio di sicurezza. 
Un giorno, nel 1895, Gillette, allora piazzista di articoli di ferramenta, mentre si stava radendo davanti a uno specchio con un comune rasoio, osservò che solo una parte della lunghezza della lama veniva usata, e considerò inoltre quanto fosse pericoloso radersi e quanto tempo si perdesse a passare il rasoio sulla coramella per affilarlo. Si ricordò allora del consiglio che gli aveva dato il suo ex principale William Painter, inventore del tappo a corona per bottiglie: "Perché non inventi qualcosa da usare e gettar via? Il cliente continuerebbe cosi a tornare per comprarne ancora".
E allora Gillette ideò il rasoio di sicurezza a doppia lama, che brevettò nel dicembre del 1901. 
La produzione della sua società di rasoi di sicurezza iniziò nel 1904, ma alla fine di quell'anno si erano venduti solo 51 rasoi e 168 lamette.
Ben presto. però, l'invenzione attecchi. Alla fine del 1906 le vendite erano rapidamente salite a 90.000 rasoi e circa 12 milioni e mezzo di lamette, facendo di Giliette un uomo ricco e molto famoso.


GODDARD Robert Hutchings
(Worcester, 5 ottobre 1882 – Baltimora, 10 agosto 1945)


Fisico americano, universalmente considerato il padre dei razzi spaziali. 
Non ancora ventenne, Goddard si sentiva fortemente attratto dalla missilistica, e nel 1914 divenne docente di fisica alla Clark University, nella città navale di Worcester, nel Massachusetts.
Quell'anno brevettò due ordigni a razzo, e nel 1919 pubblicò un libro intitolato A Method of Reaching Extreme Abitudes. 
Nel 1926, Goddard cominciò a mettere in pratica quello che era annunciato nel titolo di quel libro, compiendo con successo i primi esperimenti con razzi a propellente liquido, in un campo della fattoria di sua zia Effie ad Auburn, una località del Massachusetts.
l primi razzi erano lunghi solo un metro e mezzo circa. Ma nel 1929 Goddard lanciò un ruzzo più
grande che, per la prima volta al mondo, recava a bordo degli strumenti, un termometro, un barometro e una piccola macchina da presa. Questo nuovo razzo era tanto rumoroso che la gente se ne lamentò con la polizia, e a Goddard venne ordinato di non lanciarne più. 
Per questo motivo e per la sua reputazione di "svitato", il suo lavoro non ebbe mai un appoggio ufficiale. Ma l'aviatore Charles A. Lindbergh, che nel 1927 aveva compiuto la prima trasvolata dell'Atlantico, venuto a conoscenza dei guai di Goddard, persuase l'industriale e filantropo americano Daniel Guggenheim a concedergli una sovvenzione di 50.000 dollari.
Goddatd usò quella somma per impiantare una stazione sperimentale nel deserto del Nuovo Messico, dove costruì e lanciò razzi che raggiungevano velocità superiori agli 800 km/h e altezze di 2.500 metri. 
Nel 1935, fu  il primo a lanciate un razzo a propellente liquido con velocità superiore a quella del suono (che è di 1.200 km,/h). 
Goddard ottenne più di 200 brevetti missilistici, e alcune delle sue realizzazioni, come il razzo a più stadi, costituirono la base degli odierni razzi vettori a tre stadi.
Eppure, la sua opera non venne mai presa in considerazione dal governo degli Stati Uniti, nonostante Goddard avesse progettato, durante la Seconda Guerra Mondiale, dei propulsori a reazione per facilitare il decollo degli aerei dai ponti delle portaerei. 
Molto usato fu anche il bazooka, una specie di cannone anticarro, un'invenzione precedente di Goddard. Ma solo dopo la sua morte, e dopo che l'era spaziale era già cominciata, l'importanza di Goddard venne finalmente riconosciuta. E il governo degli Stati Uniti pagò 1 milione di dollari per usarne i brevetti.


GUILLOTIN Joseph-Ignace
(Saintes, 28 maggio 1738 – Parigi, 26 marzo 1814)


Professore di patologia e anatomia, introdusse in Francia la ghigliottina. 
Una "macchina per decapitare" era stata inventata dai Persiani ed era usata in varie parti dell'Europa occidentale - fra cui l'Inghilterra e la Scozia - prima che Guillotin ne presentasse la propria versione a Parigi durante la Rivoluzione Francese. Egli ne vantò le doti di "rapidità e umanità" in contrasto con la scure, che qualche volta non riusciva a uccidete la vittima al primo colpo, e dichiarò che il condannato non avrebbe sentito altro che "un leggero brivido alla nuca". 
Nel marzo del 1792, l'uso della ghigliottina venne incorporato nel codice penale francese, e il mese successivo, un rapinatore, di nome Jacques Pelletier, fu il primo a essere decapitato con la nuova macchina.
Per molto tempo Guillotin aveva preso a cuore le "barbare punizioni" che venivano inflitte ai criminali, e spiegava che poco prima della sua nascita, sua madre era rimasta sconvolta alla vista di un delinquente torturato sulla ruota, un meccanismo su cui il condannato veniva legato e poi battuto a morte o fatto a brani.
"Da mia madre" diceva, "ho ereditato il mio amore per la giustizia temperato dalla pietà".


(Magonza, 1394-1399 circa – Magonza, 3 febbraio 1468)


Tipografo tedesco. introdusse in Europa la stampa a caratteri mobili. 
Fin verso il 1450, i libri venivano copiati a mano, il che costituiva un procedimento lento e laborioso. Ma verso quell'anno, Gutenberg incominciò a produrre libri stampati con un torchio
appositamente progettato, ottenendo una resa molto superiore. 
La sua prima opera di notevole importanza fu una Bibbia di 1.282 pagine- detta la Bibbia Gutenberg - della quale vennero tirate 300 copie.
Oggi, le 21 copie complete ancora esistenti - stampate in latino, su pagine divise in due colonne con 42 righe ciascuna - sono tra i libri più ricercati e preziosi del mondo.
Nel 1978. una di queste Bibbie venne acquistata dall'Università americana del Texas per quasi due milioni e mezzo di dollari: un prezzo da primato mondiale per un libro stampato.
Nonostante I'idea rivoluzionaria l'invenzione non arricchì Gutenberg. Avendo contratto dei debiti con uno dei suoi soci, il tipografo Johann Fust, costui si prese le macchine stampatici. E fu lo stesso Fust a pubblicare le Bibbie. 
Gutenberg mori in miseria, proprio nel momento in cui il suo sistema di stampa stava dando vita all'editoria europea, per poi diffondersi in tutto il mondo.


L - GRANDI INVENTORI (L - Greats inventors)


I GRANDI INVENTORI

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LAND  Edwin Herbert
(Bridgeport, 7 maggio 1909 – Cambridge, 1º marzo 1991)


Fisico americano, inventore della macchina fotografica Polaroid.
Abbandonati gli studi universitari ad Harvard, verso la metà degli anni Trenta Land cominciò a compiere esperimenti sulla polarizzazione della luce, un fenomeno per cui le onde luminose vibrano tutte su uno stesso piano, attenuando la riflessione dei raggi abbaglianti del Sole. 
Nel 1917, Land costituì la Polaroid Corporation, che fabbricava prismi, occhiali e vetri accoppiati, tutti basati sul principio della polarizzazione.
Nella Seconda Guerra Mondiale la polarizzazione venne utilizzata per i cannoni antiaerei e per i telemetri.
Nel 1947, infine, Land inventò la macchina fotografica Polaroid, con la quale si ha una stampa fotografica finita in circa un minuto. Fu questo uno dei maggiori contributi alla diffusione della fotografia presso il pubblico, dal 1885, da quando George Eastman introdusse sul mercato la pellicola fotografica a rullini.


LARREY Dominique-Jean
( Beaudéan, 8 luglio 1766 – Lione, 25 luglio 1842)


Medico personale di Napoleone, inventore dell'ambulanza, od ospedale da campo mobile.
Durante la guerra franco-austriaca del 1792, Larrey rimase inorridito dal ritardo con cui si prestavano le cure ai soldati feriti. Spesso questi erano costretti ad aspettare anche 36 ore prima di essere trasportali in ospedale su carrette traballanti.
Larrey progettò allora un'ambulanza più leggera e munita di molle, capace di muoversi facilmente e speditamente sui campi di battaglia, trasportando medici e attrezzature sanitarie.
Due anni dopo Napoleone ordinò per l'esercito una serie di questi veicoli, trainati da cavalli, e dichiarò: "Oggi i chirurghi condividono i pericoli del soldato. In mezzo al fuoco dei cannoni essi prestano le loro cure. Larrey ha tutta la mia stima e la mia gratitudine!"


LEONARDO DA VINCI
Vedi relativa scheda



LIPPERSHEY Jan
(Wesel, 1570 – Middelburg, settembre 1619)


Fabbricante di occhiali olandese, pioniere del cannocchiale. 
Un giorno del 1608, un apprendista di Lippershey si mise a guardare per caso attraverso due lenti, messe l'una dietro l'altra a qualche centimetro di distanza, e rimase molto sorpreso nel vedere oggetti distanti come se fossero vicini.
Lippershey prese allora le due lenti e le montò alle estremità di un tubo, creando cosi uno dei primi cannocchiali. E pensò subito che lo strumento sarebbe stato molto utile in caso di guerra, potendo ingrandire le immagini delle navi e delle forze militari nemiche.
Il governo olandese pagò a Lippershey 900 fiorini per questa invenzione, ma nello stesso anno l'idea gli venne sottratta e lo strumento venne messo in vendita a Londra, a Parigi, in Germania e in Italia.
Nel 1610 la notizia del cannocchiale giunse a Galileo Galilei, che ne costruì un esemplare basandosi esclusivamente su deduzioni.
Nonostante le tesi sostenute a favore, non fu Galileo a inventare quello strumento, che Lippershey aveva originariamente chiamato kijker, cioè "scrutatore".



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