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| Le nutrici davanti alla Corte d'Assise (1902) Edvard Munch - Oslo, Museo Munch Dipinto a tempera |
Edvard Munch era l'immagine dell'anarchico individualista: agiva e viveva al di là di tutte le correnti artistiche ufficiali e non. Era contrario al "bel quadro" destinato a rallegrare i salotti, e dipinse i quadri più drammatici e pregnanti che mai siano stati fatti.
Perché un'opera d'arte veda la luce occorre che l'artista abbia la forza e il coraggio di esprimervi le idee del suo tempo. Ogni nuova epoca vuole la nascita di un'arte nuova.
Allora come oggi nel mercato dell'arte ufficiale non c'era che decadenza. Munch si sentiva più vicino a Michelangelo, a Rembrandt, a Goya, a Manet, Van Gogh, Gauguin, che avevano saputo dare all'uomo il giusto posto nella loro arte.
Nel manifesto di Saint Cloud del 1929 scriveva:
"Non occorrerà più dipingere degli interni, della gente che legge e delle donne che lavorano a maglia, ma piuttosto degli esseri viventi che respirano e sentono, che soffrono e amano".
Già da bambino Munch si sentiva attratto dal disegno; infatti scrisse nei suoi appunti autobiografici: "Mi ricordo che all'età di 7 anni un giorno presi un pezzo di carboncino, mi distesi sul pavimento e mi misi a disegnare i ciechi. Le mie figure erano monumentali. Mi ricordo che provai piacere per quel lavoro e sentii che la mia mano obbediva meglio di quando disegnavo sul retro delle ricette di mio padre".
I dipinti e i disegni del 1891, quando aveva 18 anni, erano già al livello di un grande maestro accademico. La sua pittura si trasformò poi col passare del tempo, evolvendosi di anno in anno.
Ma torniamo al quadro presentato in questa pagina: l'atmosfera è drammatica, il colore delle facce delle nutrici è allucinante, sembrano messaggere di morte.
I giudici e i giurati sembrano usciti da un processo di Kafka, e nel quadro tutti sembrerebbero colpevoli.
La tempera è usata molto diluita sopra un disegno preliminare molto largo, corretto da una traccia color terra d'ombra naturale.
Le imputate, il pubblico, i giudici sono tutti vestiti di nero, la parete di fondo sembra un cielo carico di tempesta, i pochi colori esasperati li troviamo sulle tremende facce delle imputate.
Per tutta la vita Munch fu perseguitato dall'angoscia della malattia e della morte.
Morì a 81 anni, mentre non avrebbe scommesso di viverne la metà; malato nei nervi e nel corpo, rigoroso e testardo nella pittura, fu sempre ribelle a tutto e a tutti anche nella vecchiaia.
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