
FRANCESCO ALBANI
Pittore italiano
Figlio di un mercante, Francesco nasce a Bologna nel 1578 e deve lottare contro la volontà paterna per poter studiare pittura prima col fiammingo Denis Calvaert e poi all'Accademia degli Incamminati fondata da Ludovico, Annibale e Agostino Carracci per riportare alla semplicità perduta durante il periodo manierista.
Con Ludovico (Annibale era già a Roma) Francesco Albani affresca a Palazzo Fava (1598) un fregio dove, pur influenzato dalla pittura molto espressiva del maestro, mostra una tendenza classicista e raffaellesca che, nell'Accademia, veniva insegnata da Agostino.
La decisa virata in senso classicista dell'ASSUNZIONE DELLA VERGINE di San Domenico del 1601, risente già dello stile di Annibale e fa ipotizzare un viaggio a Roma prima dell'ottobre 1601, quando Albani vi si trasferì con Reni.
Qui conosce Domenichino e si pone nella scia di Annibale col quale lavora in San Giacomo degli Spagnoli e realizza a Villa Dora Pamphili le lunette con paesaggi che furono determinanti per lo sviluppo di questo genere pittorico in Italia.
Lavora poi in Palazzo Verospi e, con Domenichino, a Villa Giustiniani a Bassano affrescandovi una CADUTA DI FETONTE con uno stile che interpreta in modo personale, più sentimentale che lirico, il colto classicismo idealizzante di Annibale Carracci.
Dopo i lavori in Santa Maria della Pace (1614) e la morte della moglie (risposatosi avrà dieci figli), torna a Bologna dove, dal 1617 al 1623, dipinge varie pale d'altare e i quattro tondi con STORIE DI VENERE E DIANA per Scipione Borghese che gli procureranno commissioni simili da parte del duca di Mantova Ferdinando Gonzaga e dal cardinale di Savoia.
Tra il 1623 e il 1625 torna a Roma..., ma la sua fama è in declino.
Nel 1627, deluso dalla mancata commissione per una pala in San Pietro, torna per sempre a Bologna dove muore il 4 ottobre 1660.
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ALLEGORIA DELL’ACQUA - Francesco Albani
Con Ludovico (Annibale era già a Roma) Francesco Albani affresca a Palazzo Fava (1598) un fregio dove, pur influenzato dalla pittura molto espressiva del maestro, mostra una tendenza classicista e raffaellesca che, nell'Accademia, veniva insegnata da Agostino.
La decisa virata in senso classicista dell'ASSUNZIONE DELLA VERGINE di San Domenico del 1601, risente già dello stile di Annibale e fa ipotizzare un viaggio a Roma prima dell'ottobre 1601, quando Albani vi si trasferì con Reni.
Qui conosce Domenichino e si pone nella scia di Annibale col quale lavora in San Giacomo degli Spagnoli e realizza a Villa Dora Pamphili le lunette con paesaggi che furono determinanti per lo sviluppo di questo genere pittorico in Italia.
Lavora poi in Palazzo Verospi e, con Domenichino, a Villa Giustiniani a Bassano affrescandovi una CADUTA DI FETONTE con uno stile che interpreta in modo personale, più sentimentale che lirico, il colto classicismo idealizzante di Annibale Carracci.
Dopo i lavori in Santa Maria della Pace (1614) e la morte della moglie (risposatosi avrà dieci figli), torna a Bologna dove, dal 1617 al 1623, dipinge varie pale d'altare e i quattro tondi con STORIE DI VENERE E DIANA per Scipione Borghese che gli procureranno commissioni simili da parte del duca di Mantova Ferdinando Gonzaga e dal cardinale di Savoia.
Tra il 1623 e il 1625 torna a Roma..., ma la sua fama è in declino.
Nel 1627, deluso dalla mancata commissione per una pala in San Pietro, torna per sempre a Bologna dove muore il 4 ottobre 1660.
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