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Anonimo
Anno di pubblicazione – 900 ca.
Lingua originale – Giapponese
Versione Moderna – Yasunari Kawabata 1998
Titolo originale – Taketori Monogatari
La leggenda del tagliatore di bambù, la più antica opera teatrale giapponese che ci sia giunta, è definita insieme a “Storia di Genji il principe splendente” capostipite di tutti i romanzi.
Esistono varie teorie circa l’esatta data della sua composizione, ma si ritiene che sia apparsa tra la fine del nono e l’inizio del decimo secolo.
La sua straordinaria popolarità, insieme alle riscritture di cui è stata oggetto, testimoniano il suo valore archetipico all’interno della cultura giapponese.
Il testo narra la storia di Kaguya-hime, una bellissima principessa trovata ancora bambina da un vecchio tagliatore di bambù.
La bellezza della ragazza rapisce il cuore degli uomini giapponesi e, per vederla sposata, il suo custode le propone cinque pretendenti.
Restia all’idea, l’insensibile Kaguya-hime richiede agli uomini delle imprese impossibili; essi usano subdolamente il denaro e la propria posizione sociale per convincerla di averle portate a termine.
Uno dei pretendenti ingaggia un gruppo di operai che lavora notte e dì per farle un ramo d’oro, un altro paga un cinese affinché gli trovi una tuta ignifuga.
Ogni fallimento dei corteggiatori porta alla nascita di un proverbio.
Un’impresa sfortunata è “sciocca come una prugna” perché il grande consigliere, incapace di portare alla principessa Kaguya-hime il gioiello di un drago, si fa sostituire gli occhi con due pietre simili a due susine mature.
Bellissima la versione moderna del libro magnificamente illustrata da Masayuki Miyata.




