Visualizzazione post con etichetta Architettura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Architettura. Mostra tutti i post

mercoledì 19 settembre 2018

LE ARTI FIGURATIVE del XIX SECOLO (Figurative Arts of the Nineteenth Century)


Mole Antonelliana a Torino
  
LE ARTI FIGURATIVE del XIX SECOLO

Architettura ed urbanistica

Il concetto neoclassico di imitazione di uno stile tradizionale recava in sé un germe di decadenza che si sviluppò nel secondo Ottocento con fatali conseguenze per I'architettura.
Tramontata l'aristocratica civiltà neoclassica, frutto artificiale dell'impero napoleonico, infranto l'ideale classico per il rivoluzionario movimento del Romanticismo che, in architettura, volge l'interesse alle forme gotiche, si determina in Francia ed in Inghilterra un movimento culturale "neogotico".

Esso influì specialmente sul destino dei monumenti antichi oggetto di restauri totalitari ad opera di Viollet Le Duc e della sua scuola, restauri che purtroppo snaturarono pate del patrirnonio del passato . . .

In Italia, dove la tradizione nazionale si identificava col Romanico e col Rinascimento, dilagò piuttosto una maniera che fondeva caratteristiche di tutti gli stili.

Pietro Selvatico, nel 1852, fissava infatti modelli di stile per ogni tipo di costruzione: per la chiesa il "gotico", per il cimitero il "romanico", per il palazzo il "Rinascimento".

In tanta decadenza pochi edifici meritano una segnalazione per le loro qualità costruttive: il "palazzo Margherita" a Roma, opera di Gaetano Koch; il "palazzo di Giustizia", sempre a Roma, di Guglielmo Calderini; il "Monumento a Vittorio Emanuele", ideato da Giuseppe Sacconi.

Maggiore attenzione per queste prove di architettura stilistica meritano le esperienze del novarese Alessandro Antonelli che, adottando moderne teorie di architettura funzionale, costruì la "cupola di S. Gaudenzio" a Novara, e la "Mole Antonelliana" a Torino.

A proposito di urbanistica ottocentesca, si deve notare che essa divide, con l'arte del restauro, la responsabilità di radicali distruzioni di "ambienti monumentali" italiani, ma che ha anche il pregio di aver attuato sistemazioni felici; tra queste eccelle il "Piazzale Michelangelo" di Firenze con lo sfondo della splendida passeggiata del Viale dei Colli, opera di Giuseppe Poggi.


Scultura

Anche nella scultura, il primo Ottocento è un'età di regresso rispetto alla grande fioritura che aveva avuto il dono del genio di Antonio Canova.

Il periodo di transizione dal Neoclassicismo al Realismo si impersona in Lorenzo Bartolini, il quale, dopo una fanciullezza umile e faticosa, studiò a Parigi nello studio di David D'Abgers.

Spirito combattivo e polemico, non tardò a mettersi a capo di un movimento innovatore nell'ambiente stesso della arte accademica, volto a far sì che  giovani si avvezzassero a scegliere il bello naturale, quel bello che non può essere rilevato dalla esperienza individuale o dall'esame delle opere dove i grandi maestri hanno così fedelmente espresso.

Per convalidare con la pratica tali princìpi non rifuggì dall'introdurre nella scuola un gobbo, come modello di un Esopo che gli allievi dovevano scolpire.

Per questa violenta contrapposizione del bello naturale al bello ideale, che era principio basilare del Neoclassicismo, si sarebbe tentati di credere che il Bartolini fosse del tutto staccato dalla tradizione, cosa che invece gli riuscì solo di rado.

Le sue più celebri sculture sono la Carità educatrice e la Fiducia in Dio.

Non è comunque possibile parlare di una vera modernità nella scultura italiana dell'Ottocento se non alla fine del secolo di fronte alla personalità spiccatissima di Medardo Rosso.

Spunti realistici e nostalgie romantiche; tendenti a risolvere nella luce le vibrazioni plastiche si intrecciano per tutto il secolo concentrandosi in alcune scuole: la toscana, la piemontese e la napoletana.

In quella toscana si distingue l'opera di Giovanni Dupré e del Cecioni, di cui è particolarmente memorabile il gruppo marmoreo della Madre; in quella napoletana spicca la grandiosa e tragica personalità di Vincenzo Gemito, autore dei notissimi Acquaiuolo e Pescatore; anima  della scuola piemontese è Carlo Marochetti, celebrato autore di statue equestri (Il duca di Orleans...,  Riccardo Cuor di leone) delle quali quella ad Emanuele Filiberto a Torino, dà la misura delle sue qualità.


Pittura

Anche nella pittura si ebbe una reazione al Neoclassicismo influenzato da Antonio Canova, col movimento del "purismo" e soprattutto col così detto "romanticismo storico", capeggiato dal veneziano Francesco Hayez (1791-1882).

Questi sostituisce ai soggetti ricavati dalla mitologia e dalla favola quelli tratti dalla storia vissuta e sofferta dagli uomini, per aderire alla nuova sensibilità romantica ispiratrice della poesia e della letteratura europea.

I temi sono attinti preferibilmente alla storia delle repubbliche italiane che doveva suscitare, nell'animo degli Italiani, l'orgoglio comunale e favorire il movimento risorgimentale.
Le sue pitture più belle sono: I vespri siciliani..., Il bacio di Giulietta e Romeo, oltre ai celebri ritratti del Manzoni, del Cavour e del Rossini.

Lo stesso movimento storico-romantico rappresentato in Lombardia dall'Hayez, si riscontra contemporaneamente in Toscana ed a Roma, con maestri che vogliono reagire, nome del realismo, alla tradizione classicistica.

In un certo senso autonoma si sviluppa la pittura napoletana, che, con i celebri maestri Giacinto Gigante, Filippo e Giuseppe Palizzi, Domenico Morelli e Gioacchino Toma, creò paesaggi e scenografie di precisa bellezza e di grande suggestione.

In Toscana, infine, ad opera del Signorini e del Fattori, il romanticismo-storico si risolve nella scuola dei Macchiaioli.



giovedì 12 febbraio 2015

GAE AULENTI - Architetta italiana - La vita (Italian architect - The life)



GAE AULENTI

Gaetana "Gae" Aulenti (Palazzolo dello Stella, 4 dicembre 1927 – Milano, 31 ottobre 2012 è stata un architetto e designer italiana, particolarmente dedita al tema dell'allestimento e del restauro architettonico.

Alla femminilità, quanto meno ai suoi canoni estetici più usuali, Gae Aulenti non ha mai concesso molto. I capelli tagliati corti, I'abito severo, i colori sobri, sembrano respingere ogni
scorciatoia decorativa. Difficile capire se questo rigore sia un lascito del linguaggio progettuale degli inizi, o solo il frutto di un'educazione austera: in una delle rarissime interviste in cui parla di sé, confessa un padre "esigente e severo" che mal tollerava trucchi e frivolezze, ed era capace di prendere a schiaffi la figlia adolescente per un'ombra di rimmel verde sugli occhi. 
"Avrebbe voluto che fossi un ragazzo", è la conclusione. 
Nella famiglia, di origini calabresi, era sottoposta a regole precise anche l'espansività: 
"Il bacio della sera, l'abbraccio del mattino. Ma niente di spontaneo, di improvvisato. La spontaneità era repressa a casa nostra".

Nata nel 1927 a Palazzolo della Stella, in provincia di Udine, Gae esce di casa presto, dimostrando una precoce volontà di autonomia. Dichiara di voler frequentare il liceo artistico a Firenze, ma resta in Toscana solo un anno. Si iscriverà, invece, al Politecnico di Milano. Sono gli anni '50; la Aulenti fa in tempo a frequentare la generazione di Franco Albini, Giò Ponti, Ignazio Gardella, quella che ha saputo dare all'architettura italiana una dignità e qualità europea, a un livello forse mai più raggiunto, se non in sporadici casi individuali. 
La città lombarda è una fucina, e Gae ne apprezza appieno le potenzialità: 
"Diciamo che Milano la sento come mia, è la città dove ho studiato. Io che venivo dal Friuli, e mi considero apolide, avevo l'impressione che qui succedesse di tutto, tanta cultura, tanti incontri possibili"
.
Laureata nel '54, per qualche anno resta nell'università, prima collaborando con Giuseppe Samonà, a Venezia, poi con Ernesto Rogers, a Milano, ma l'esperienza accademica si conclude verso la fine degli anni Sessanta. 
Questa interruzione provoca probabilmente due conseguenze. La prima, che la Aulenti non ha prodotto una scuola, una linea di continuità; la seconda, che si è distaccata dal gruppo a cui, sia per motivi generazionali e ambientali che per predisposizione culturale, era omogenea, cioè quello degli Aldo Rossi, Vittorio Gregotti, Carlo Aymonino. Di quel gruppo ha condiviso solo inizialmente le rigidità ideologiche ed espressive, restando fortunatamente estranea alle derive morfo-tipologiche che hanno contribuito in larga  misura a ingessare la ricerca architettonica italiana nell'ultima parte del Novecento.

Ciò che ha differenziato Gae Aulenti dai colleghi con cui ha vissuto il clima intellettuale della Milano degli anni Settanta (ha fatto parte, tra l'altro, della redazione della Casabella di Rogers) è stato un approccio alla disciplina fortemente, forse completamente, mediato dalla professione. Nella professione, esercitata con ferma vocazione internazionale (dall'estero le verranno i maggiori riconoscimenti, come la Legion d'Honneur conferitale da Mitterand nell'87), i rigori man mano si stemperano, i progetti acquistano flessibilità, ricchezza di soluzioni articolate e diversificate; affiora sempre più evidente quel particolare segno eclettico che ne contraddistingue lo stile compositivo.


Tavolo in cristallo con ruote di Fontana Arte
   
L'ha aiutata senz'altro il fatto di non aver mai perso i contatti con la sua attività di designer (è autrice di alcuni pezzi evergreen, come il tavolo in cristallo con ruote di Fontana Arte) sperimentando materiali e indagando con insistenza le possibilità espressive della luce. 
L'abitudine a considerare quella del design come un'esperienza formativa, e non collaterale, per l'architetto, si legge anche nella cura, mai approssimativa o distratta, del dettaglio esecutivo. Le architetture di Gae Aulenti sono disegnate per essere costruite; grazie all'attenzione per I'aspetto realizzativo e tecnologico (vedi per esempio l'uso sempre adeguato dei materiali, l'impiego delle strutture metalliche) schivano la trappola del formalismo neoaccademico, la prevalenza dell'immagine, tipica di buona parte della cultura architettonica contemporanea.

Come scenografa, ha lavorato più che mai da architetto. Con Luca Ronconi ha messo in scena Euripide, Ibsen, Hofmannsthal, Pasolini, e numerose opere liriche; per il Rossini Opera Festival ha anche firmato la regia della Donna del Lago. Le sue scenografie sono vere visioni architettoniche più che semplici installazioni, e appare evidente come la riflessione specifica sui nessi tra spazio scenico e testo venga ricollocata all'interno di quella più generale su costruzione e significato.

Ma Gae Aulenti ha espresso al meglio il suo talento nella costante attività di ricerca sugli spazi espositivi, dagli allestimenti (moltissimi), alla progettazione di musei, come il Museo d'arte Catalana di Barcellona, il New Asian Art Museum di San Francisco, oltre ai più noti (ma forse meno innovativi) progetti per il Museo  d'Orsay di Parigi e Palazzo Grassi a Venezia. Nei primi due le espansioni sono connesse alle parti preesistenti da strutture leggere, aeree, che introducono la luce come elemento di mediazione tra vecchio e nuovo.

La biografia personale della Aulenti (si sa di un breve matrimonio con un collega e di un lungo sodalizio con Carlo Ripa di Meana) appare ininfluente, messa in ombra dalla sua figura professionale. Attraverso l'eccezionale impegno speso nella costruzione della sua carriera di progettista, nel mare aperto della competizione e del dibattito internazionale (un caso isolato tra le donne architetto della sua generazione, che hanno in genere scelto il più rassicurante approdo del mondo accademico), la Aulenti ha maturato una capacità quasi mimetica di interpretare temi e luoghi cosmopoliti, in cui si esprime l'eclettismo a cui abbiamo accennato. 
"Uno dei complimenti più belli che si possa fare ad una architettura - ha affermato - è dire che sembra sia sempre esistita in quel contesto".


VEDI ANCHE . . .






lunedì 12 gennaio 2015

ANTICA GRECIA - Architettura dell'età arcaica (Ancient Greece - Architecture of the Archaic period)

Il tempio di Apollo a Corinto


ANTICA GRECIA - L'età arcaica 

Verso il 1200 a.C. la calata dal Nord (Tessaglia e Balcani) dei Dori, popolazione rozza e bellicosa, provocò la brusca interruzione della civiltà micenea. Delle città achee, travolte dall'invasione brutale, si salvò solo Atene, che iniziò ad elaborare lentamente un proprio linguaggio artistico, destinato a svilupparsi in forme splendide e originali nei secoli successivi.
Durante il periodo di transizione, definito medioevo ellenico (1200-900 a.C.), anteriore alla nascita delI'arte greca, le manifestazioni figurative appaiono scarse e povere in quanto prodotto di una società agricolo-pastorale, e consistono essenzialmente in vasi e statuette di terracotta, pietra e bronzo.
All'VIII secolo a.C. risalgono gli enormi vasi provenienti dalla necropoli ateniese del Dipylon (due porte), decorati su tutta la superficie da fasce a disegno geometrico, ad eccezione di una zona mediana nella quale il ceramista ha dipinto scene di compianto funebre.
Questo stile viene definito appunto geometrico, per il tipo di ornamentazione distribuita in modo chiaro ed organico, secondo principi che saranno alla base della visione artistica greca.
Con l'evoluzione del sistema economico e la nascita di nuove forme di governo (democrazia) anche nell'arte si assiste alla progressiva elaborazione di forme e tipologie rispondenti agli ideali di armonia, dignità ed equilibrio, riassunti nella forma Kalòs K'agathòs ("bello e buono") attribuita all'adolescente.
La forma rivelatasi adatta a realizzare questi valori al grado più alto di perfezione è il tempio, insieme semplice di tre elementi fondamentali: colonna, trabeazione e timpano, il cui rapporto variamente interpretato determinò la nascita di tre "ordini" (dorico, ionico e corinzio) .
Gli ordini si differenziano tra loro per le proporzioni del fusto della colonna e per la forma del capitello e del fregio (costituito dall'alternarsi di metope e di triglifi nel dorico e da un rilievo figurato continuo nello ionico).
Il tempio è di pianta generalmente rettangolare, costituita da una cella interna (naos), delimitata da pareti in muratura, con il simulacro della divinità, preceduta o anche circondata da uno spazio porticato.
Quest'ultimo era agibile ai fedeli, cui era invece interdetto l'accesso alla cella, consentito al solo sacerdote.
Il tempio poteva essere in antis, se preceduto da un breve pronao con colonne o pilastri; prostilo, se le colonne erano presenti solo sulla facciata; anfiprostilo, se ambedue le fronti erano colonnate; periptero, se circondato da un giro di colonne; diptero, se il giro era doppio.
La copertura era ottenuta con un tetto a due falde, risolto all'estremità con due frontoni, decorati con sculture.
Il tempio si pone come un volume nitido, aperto all'aria e alla luce, in stretta correlazione con l'ambiente naturale nel quale è inserito (di solito in posizione dominante su un'altura).



I tre ordini architettonici

1 Dorico 
2 Ionico 
3 Corinzio.

a Stilobate e base della colonna
b Fusto della colonna
c Capitello
d Abaco
e Trabeazione;
f Timpano. 

Da notare l'evoluzione stilistica della colonna



L'acropoli di Atene



Nella vasta capitale della Grecia odierna, la piccola altura dell'acropoli di Atene con i suoi ruderi costituisce la principale meta di attrazione turistica. L'acropoli di Atene, o città alta, è posta su una collina calcarea con pareti a strapiombo svettante sulla pianura centrale dell'Attica, attraversata dai fiumi Illisso e Cefiso, Essa costituì storicamente il primo insediamento miceneo con una rocca ed un palazzo regio. Nel corso dei primi secoli del I millennio a.C., in considerazione dell'intensa crescita demografica, la città si estese ai piedi della collina in direzione nord e l'altura assunse la funzione esclusiva di centro culturale, sede dei santuari delle principali divinità cittadine.
Un momento traumatico per lo sviluppo dell'insediamento sull'acropoli fu certamente la distruzione operata dai Persiani nel 480 a.C'. Dopo la rivincita sui Persiani si seppellirono ritualmente gli arredi degli edifici cultuali in grandi fosse (la cosiddetta "colmata persiana") e si imposto un integrale programma di ricostruzione. Si deve al governo democratico e in particolare a Pericle, alla metà del V secolo a.C., la realizzazione di grandi opere pubbliche come la costruzione delle "lunghe mura", che chiudevano la città e il suo porto, il Pireo, in un'unica fortificazione. Egli abbellì I'Acropoli affidando a grandi architetti e scultori la realizzazione di un ingresso monumentale (i Propilei), il tempietto di Atena Nike,la grande statua di Atena Promachos, opera di Fidia, il Partenone (447-432 a.c.) e I'Eretteo.
L'acropoli assunse'allora I'aspetto che poi conservo per secoli fino ai più recenti interventi di restauro e scavo.







martedì 21 gennaio 2014

ARTE ROMANA - Il ritratto - Il rilievo storico - La pittura (ROMAN ART - The Picture - The historical importance - Painting)

La statua di Augusto di Prima Porta (8 a.C), anticamente
posta dinnanzi la villa della moglie dell'Imperatore, Livia

IL RITRATTO

Nell'arte romana la scultura assolve funzioni soprattutto celebrative, e ciò si ripercuote nella scelta dei temi, prevalentemente storici. Personaggi reali, quali imperatori, uomini illustri o ricchi patrizi, sostituiscono gli stereotipi (il faraone, lo scriba, l' offerente, l'atleta, il portatore di lancia...) ricorrenti nella scultura degli antichi imperi orientali e della Grecia.

Solitamente si ritiene che la principale creazione dell'arte romana sia stata il ritratto. Ciò non è esatto: le splendide serie di ritratti di età romana non sono infatti che una continuazione, in diverse condizioni di ambiente e con diverse esigenze, della grande arte ritrattistica ellenistica. 
Ciò che è nuovo nel ritratto romano è la sua grande diffusione e il suo carattere privato, legato a particolari tradizioni delle famiglie patrizie, che custodivano in ogni loro ramo i ritratti degli antenati, e per lungo tempo ebbero - uniche - il diritto all'immagine. 
Il ritratto quindi, specie quello funerario, deriva da tali effigi, maschere in cera tratte dal volto stesso del defunto, e testimonia l'elevato rango sociale raggiunto dalla gens (status di patrizio).
Accanto a queste manifestazioni private di tipo familiare (che hanno alla base la tradizione etrusca) si sviluppa il ritratto ufficiale (di origine greca) , onorario ed imperatorio, del princeps inteso come imperator, comandante militare (ad esempio l'Augusto di Primaporta, 8 a.C.). 
Questa netta distinzione è particolarmente evidente nei due ritratti dell'imperatore Vespasiano: mentre nel primo (Copenaghen, Glyptoteca Ny Carlsberg) , l'imperatore appare come un vecchio militare di origine plebea, dai tratti grossolani e volgari, nel secondo i tratti distesi ed il tono aulico gli conferiscono un aspetto intellettuale e distinto.

Particolarmente fortunato è il tipo del ritratto equestre, del quale rimane uno splendido esempio nella statua del Marc'Aurelio a cavallo in piazza del Campidoglio a Roma, cui si ispireranno gli artisti del Rinascimento.



Hermes a riposo - Villa dei Pisoni a Ercolano

IL RILIEVO STORICO

L'esigenza di lasciare un'immagine duratura delle proprie imprese è sempre stata particolarmente sentita dagli imperatori: nel rilievo storico romano abbiamo la narrazione di un fatto di interesse pubblico, di carattere civile o militare, legato all'esaltazione di una gloria da tramandare ai posteri. La celebrazione di una guerra vittoriosa è argomento abituale dell'arte romana, e la sua rappresentazione si cristallizzerà in alcuni temi fissi: partenza, costruzione di strade, ponti o fortificazioni, offerta di un sacrificio agli dei, allocuzione, battaglia, assedio, atto di sottomissione dei vinti, ritorno e corteo trionfale, atti di beneficenza.
Attraverso questa tematica l'artista riceve una norma entro la quale inserire volta a volta quelle varianti che richiamavano con particolari caratteristiche i luoghi o gli avvenimenti, puntualizzando e storicizzando la raffigurazione. Questa diveniva in tal modo facilmente comprensibile, esplicita a chiunque, anche a prima vista.

Particolarmente significative sono in quest'ambito le colonne coclidi (dal latino coclea, chiocciola) e gli archi (in quello di Tito i rilievi decorano l'interno del fornice, in altri anche
l'attico).

Se consideriamo soprattutto pittura e scultura (cioè le arti più propriamente figurative) appare evidente che il valore dell'arte romana risiede soprattutto nella sua aderenza alla storia.



 Teseo e il Minotauro - Pompei


LA PITTURA

La pittura romana deriva i suoi temi e i suoi modi di rappresentazione dalla pittura etrusca (naturalismo, vivacità cromatica e scene rituali) e dalla pittura ellenistica (soggetti mitologici, brani di vita quotidiana).
II grande archivio della pittura romana risiede nelle città della Campania distrutte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

La decorazione parietale è divisa, secondo una classificazione proposta dagli studiosi, in quattro stili, di cui il primo, chiamato stile ad incrostazione o strutturale (in quanto finge decorazioni marmoree) , è in uso fino all'inizio del I secolo a.C. (casa sannitica ad Ercolano).

Il più antico esempio del secondo stiledetto architettonico, è conservato nella casa dei Grifi sul Palatino (100 a.C.). Presenta finte colonne dipinte sulla parete, con accenno prospettico. 
A Pompei ricordiamo soprattutto la villa dei misteri (l secolo d.C.) celebre per la raffigurazione di riti dionisiaci.


L'ultima fase del secondo stile è rappresentata nella casa di Livia dalla parete detta del tablino, nella cui sintassi decorativa si inserisce una grande apertura al centro e due aperture minori ai lati, secondo uno schema tratto dalle scene teatrali.

Il  terzo stile, detto ornamentale (sala nera della casa della Farnesina a Roma, 30-25 a.C.), si distingue per la prevalenza dei valori disegnativi su quelli plastici.

Con quello che è stato detto quarto stile, o stile fantastico, si accentua sempre più, dopo la parentesi del terzo stile, la tendenza all'illusione prospettica, mediante lo sfondamento delle pareti con finte architetture e vedute. In particolare questo gusto prospettico, che diviene tal volta esasperato, riprende in pieno verso il 60 d.C. (Domus Aurea), e si fa addirittura fantastico e sovraccarico di ornamenti.


VEDI ANCHE . . .

VILLA ADRIANA - Tivoli

IL COLOSSEO o ANFITEATRO ROMANO - Roma

IL COLOSSEO - Jean Baptiste Corot

IL FORO ROMANO - Roma

IL PANTHEON - Roma







martedì 24 dicembre 2013

ARCHITETTURA ROMANA - I Fori - Il Teatro - Il tempio - Architettura privata - Città e Territorio (ROMAN ARCHITECTURE - Forum - Theater - Temple - Architecture Private - City and Territory)

COLOSSEO (Anfiteatro Flavio) è il più grande edificio destinato agli spettacoli gladiatori. Con i diametro tra i 188 e i 156 metri e un'altezza di quasi 50, poteva contenere 50.000 persone

ITALIA ROMANA
  
CARATTERI DELLA ARCHITETTURA

L'architettura romana deriva i suoi elementi strutturali dai motivi dell'architettura greca, combinati con le creazioni originali del popolo etrusco: I'arco, la volta, la cupola.
Soltanto nel II secolo a.C., quando Roma si è ormai imposta come potenza egemone in tutto il Mediterraneo, la città inizia a regolarizzare ed abbellire il foro (piazza principale con funzioni amministrative, commerciali e politico-religiose) con le basiliche (Porcia, Fulvia-Emilia e Sempronia), i rostri, la Curia senatoria.

La basilica è una struttura generalmente a pianta rettangolare, con o senza portico esterno su uno dei lati lunghi; internamente divisa in tre navate, e spesso munita di un'abside semicircolare sul lato più breve di fondo. 
Questi edifici, che servivano per l'amministrazione della giustizia e le varie riunioni inerenti alla vita civica, rivestiranno in seguito grande importanza per lo sviluppo della tipologia basilicale cristiana.

I rostri (così definiti per la presenza di trofei di guerra, gli speroni delle navi conquistate nelle guerre puniche) erano tribune per gli oratori.

Nella Curia si riuniva il Senato, cento propulsore della vita romana.

Si gettano altresì in questa fase repubblicana i primi ponti in muratura: l'Emilio (142 a.C.l e il Milvio (109 a.C.).

Un'architettura esiste quindi prima di una scultura e di una pittura romana.

Le costruzioni precedentemente citate sono infatti tutte opere di pubblica utilità, realizzate in pietra, tufo e terracotta, materiali che davano alla città un aspetto ben diverso da quello degli splendidi centri greci o dell'Asia Minore, candidi di marmi, folti di colonne, regolari e scenografici.

Sobria e austera, l'architettura romana, a differenza di quella greca, non si pone questioni di semplificazione e di unità stilistica, poiché i suoi obiettivi sono diversi, tesi soprattutto all'utilità.

Il sistema costruttivo romano era basato sulla tecnica cementizia laterizia. 
L'impiego delle concrezioni, cioè di una specie di cemento molto resistente ottenuto con malte e frammenti di pietrisco o di cotto, si diffuse subito in tutto il mondo romano per la facile ed economica applicazione, e la possibilità di ottenere coperture voltate inattuabili con la tecnica lapidea.

Il muro romano, di mattoni e di piccole pietre tenute insieme dalla malta (opus caementicium, opera a secco) , non ha una funzione eminentemente strutturale, ma è inteso come elemento che separa e racchiude gli spazi, come divisione e guscio, ossia mezzo per ottenere degli ambienti. 
Infatti, diversamente da quella greca, che è arte dei ritmi scanditi, che fanno da cornice a elementi figurati e concepiti sopra un piano verticale, l'architettura romana è arte degli spazi, sia di quelli interni, sia di quelli esterni, creati dai rapporti fra i vari edifici.
 All'interno i romani creeranno ambienti e volumi spaziali sempre più ampi, stabilendo in tal modo, sin dal I secolo d.C., i precedenti dell'architettura medievale europea.



Porticus Aemilia

Fondamentale per tale tendenza è la copertura a volta, che si basa sulla struttura dell'arco e permette da parte dei costruttori la realizzazione di murature curve in mattoni cotti.

Il primo impiego dell'arco in una grande costruzione utilitaria in Roma è documentato dalla Porticus Aemilia. Oltre che nelle porte, nei ponti e negli acquedotti, l'arco diventa ora un elemento architettonico a sé stante, come sostegno di statue onorarie. 
Questa funzione continua ad essere assolta anche dalla colonna con statua.
Tipico in particolare dell'architettura augustea, l'arco romano ha origine da quello etrusco, cui sono aggiunte forme di derivazione classica, come il timpano e le colonne ai lati del fornice (come è detta l'apertura centrale).

L'arco e la colonna sono posti in posizione isolata, perché rispondono a intenti celebrativi ed esornativi.
In genere l'arco di trionfo, spesso riccamente decorato con sculture, è posto all'ingresso della città (arco di Traiano a Benevento) o all'inizio di una via importante (arco di Augusto a Rimini), ed assume significati sia propagandistici sia storici (arco di Costantino a Roma). 



Colonna di Traiano - Roma

L'architettura è quindi intesa come, strumento per dimostrare là potenza e la ricchezza di Roma, mentre la scultura serve a celebrare, eternandola nel marmo, la gloria delle battaglie vittoriose, o la figura e I'operato di cittadini illustri. 
L'arte può cioè diventare strumento di governo, ed in questo caso è sempre legata ad un contesto di attualità storica (ad esempio la campagna di Dacia raffigurata sul fusto della colonna di Traiano di Roma).

La produzione artistica romana non appare mai gratuita, cioè rivolta a fini di godimento estetico, se non nell'ambito dell'artigianato di lusso (ad esempio la glittica), dove però è sempre congiunto un fine celebrativo, se non altro della potenza sociale e quindi economica del committente.

L'età augustea produce una vera e propria arte di corte, raffinata ma gelida. In questo periodo l'architettura è chiamata a dare un volto più monumentale alla nuova capitale: il marmo sostituisce il tufo e il travertino (pietra calcarea), sicché l'imperatore può vantarsi di aver trasformato in una città di marmo la Roma repubblicana di terracotta e mattoni.



Ricostruzione dell'Ara Pacis. Voluta in onore dl Augusto (9 a.C) riprende la struttura delle antiche are sacrificali. Il monumento, interamente scolpito, ha alla base motivi floreali sovrastati da una processione di notabili
     
Tra le principali realizzazioni augustee è l'Ara pacis (altare della pace), recinto marmoreo riccamente decorato, consacrato il 9 a.C., che racchiude un altare votivo.

Solo al tempo di Nerone (54-68 d.C.) si ebbe una svolta decisiva nell'architettura romana, le cui ripercussioni si fecero sentire in tutto l'impero. 
Nella sua Domus Aurea (casa d'oro), costruita dagli architetti Severus e Celer (64'68 d.C.), vengono sfruttate tecniche, prima sperimentate in senso solamente strutturale, per realizzare nuove immagini architettoniche come quella della famosa Sala Ottagona, vasto spazio interno coperto da una superficie concava, entro il quale la presenza umana riceve una collocazione particolare di subordinazione ad una struttura maestosa.

In questo periodo nell'architettura lo spazio interno si svilupperà in forme grandiose e destinate a durare negli edifici di carattere ufficiale.
Le invenzioni dell'architettura neroniana, interpretate però con una maggiore coerenza formale e libertà inventiva, si ritrovano nel Palazzo di Domiziano sul colle Palatino, dove le sale erano incredibilmente sviluppate in altezza quasi a rendere esplicita la nuova concezione della divinità del sovrano.



La Domus Aurea si trova ancora sotto le rovine del Terme di Traiano 

Con Traiano abbiamo la splendida fioritura, unitaria ed organica, di un'arte imperiale paragonabile a quella del periodo di Pericle in Grecia. 
L'imperatore volle una serie di grandi imprese monumentali realizzate da uno dei più grandi artisti che ebbe l'antichità: il "maestro delle imprese di Traiano".

Col successore di Traiano, Adriano, l'arte muta indirizzo.

L'attività edilizia di Adriano fu grande, quasi frenetica, ed il tempio di Venere e Roma (rimasto incompiuto alla morte dell'imperatore) tra Colosseo e foro romano ne rappresenta il documento più grandioso e drammatico.

La pianta della Domus Aurea, costruzione in mattoni con decorazioni orientaleggianti voluta da
Nerone; a fianco, lo schema del foro di Traiano.



I FORI

Foro Romano visto da Palazzo Senatorio

Giulio Cesare decise di ampliare lo spazio ormai insufficiente del vecchio foro romano (di età monarchica) costruendone uno nuovo, a partire dal 51 a.C., di lato al primo e sotto il colle capitolino. Al centro di una larga piazza fiancheggiata da ampie botteghe fu eretto il tempio di Venere Genitrice, di tipo greco, in marmo, con colonne molto ravvicinate.



 Tempio di Venere Genitrice - Roma

Foro di Cesare


Foro di Augusto

Al foro di Cesare s'aggiunge quello d'Augusto, inaugurato nel 2 a.C.: esso non ebbe però carattere pratico e commerciale, ma monumentale e celebrativo. 



Schema del foro di Traiano
Completa la serie il grande foro di Traiano, creato dal maestro delle imprese di Traiano, forse identificabile con Apollodoro di Damasco, architetto ed ingegnere militare.



IL TEATRO 

A differenza del teatro greco quello romano non sfrutta un declivio naturale del terreno, perché per poterlo inserire al centro della città lo si costruisce in muratura.
La cavea, grazie alla tecnica cementizia delle volte a botte, è costruita artificialmente con corridoi anulari, e con una facciata curvilinea scandita da più ordini di arcate inquadrate da semicolonne o lesene. 



Il teatro di Marcello accanto al tempio di Apollo Sosiano, dai piedi del Campidoglio

Dall'unione di due cavee romane affrontate nasce I'anfiteatro, per spettacoli gladiatori gratuiti. 
Tra gli anfiteatri più noti ricordiamo il teatro di Marcello, iniziato da Cesare e compiuto da Augusto (11 a.C.) e il Colosseo (anfiteatro Flavio), grandiosa struttura funzionale e monumentale ad un tempo, costruita ha il 70 e l'82 d.C. su ordine di Vespasiano.



IL TEMPIO 

La tipologia del tempio romano deriva dal modello etrusco e successivamente da quello greco, seppure reinterpretati nella chiave di una nuova destinazione funzionale. 
Il rito religioso è infatti considerato alla stregua di un evento collettivo, di una cerimonia pubblica che chiama a raccolta tutti i rappresentanti della società, dal popolo alle più alte autorità. Per questo davanti al tempio si apre un vasto spiazzo libero destinato ad ospitare anche un folto uditorio, ed è sempre per questo che il tempio viene rialzato da un basamento slanciato (podio) che conferisce all'edificio una dimensione monumentale, capace di valorizzarne l'imponenza architettonica agli occhi delle folle che vi si adunavano. 
Anche la facciata è fatta oggetto di una sempre'maggiore elaborazione architettonica, che ne esalta la grandiosità e la suggestione scenografica.



ARCHITETTURA PRIVATA

In una città come Roma, a capo di un immenso impero, destinata rapidamente a svilupparsi nel corso dei secoli sino a raggiungere la dimensione di una megalopoli con più di un milione di abitanti (lll secolo d.C.), grande importanza ebbe l'edilizia abitativa. 
L'esistenza di diversi tipi di case riflette la suddivisione del tessuto sociale in ceti di notevole disparità, dal più ricco al più povero, presenti su di uno stesso suolo urbano.

Le abitazioni romane erano di tre tipi: le insulae..., le domus...., e le villae.

Le insulae sono grandi caseggiati a quattro o più piani con appartamenti d'affitto, cui si accedeva attraverso ripide scale.
Attorno ad un cortile centrale interno erano disposte su ogni piano le stanze; a piano terreno si trovavano i negozi. 
Ogni insula (nella Roma imperiale ne esistevano circa 44.000) era delimitata da quattro strade.

Le domus (apprezzabili soprattutto negli esempi di Ercolano e Pompei) sono invece case signorili unifamiliari con molte stanze, costituite da un atrio e un cortile colonnato interno su cui si affacciano gli ambienti.


Villa Adriana a Tivoli

Le villae, grandi residenze di imperatori o ricchi patrizi, erano situate in campagna. 
Non presentavano tipologia fissa, ma erano sempre costituite da serie coordinate di edifici (parte signorile e rustica, a loro volta integrate da ulteriori ambienti: teatro, biblioteca, ninfeo, tempio, con vasche e giardini).
Splendido esempio è la Villa Adriana a Tivoli (120-138 d.C.), straordinario complesso di costruzioni fatte edificare dall'imperatore Adriano, che evocano nei nomi monumenti da lui ammirati durante i viaggi compiuti nelle province (Serapeo, Canopo, Accademia, Pecile ecc.).



CITTA' E TERRITORIO

Per uno Stato conquistatore come quello romano l'organizzazione dei territori annessi e la costruzione di nuove città sono questioni d'importanza vitale. Su tutto il territorio dell'impero viene tracciata una fitta rete di strade, mai esistite prima, che convergono su Roma, oltre a ponti, acquedotti e linee fortificate.
I terreni vengono suddivisi in moduli quadrati, con una griglia di strade secondarie: i decumani, paralleli all'arteria principale, e i cardini, perpendicolari ad essa, in modo da realizzare lotti quadrati di circa 700 metri di lato. 
Si tratta di un primo esempio di piano regolatore su scala regionale.

Anche gli accampamenti militari (castra) e I'abitato delle nuove città erano impostati in questo modo, cioè su questo sistema di assi ortogonali. 
Grazie alle foto aeree ancor oggi si può riconoscere l'origine romana di una città proprio per la
presenza di una maglia regolare di strade perpendicolari che delimitano isolati quadrati o rettangolari (Parigi, Vienna, Londra, e quasi tutte le città italiane).

Le città romane avevano un unico modello organizzativo che prevedeva tre funzioni diverse: servizi, localizzati nelle zone centrali (templi, terme, teatri, mercati e foro) ; la comunicazione sociale (archi di trionfo, colonne celebrative, vie imperiali); le abitazioni (case collettive e unifamiliari). 
Questo modello è stato portato dai Romani ovunque, in tutto il mondo da loro conquistato.



Panoramica delle Terme di Caracalla


CENTURIAZIONE

Centuriazione (da centuria, misura di superficie corrispondente a 200 "iugeri" o a cento "heredia") è un termine usato per definire quella particolare divisione regolare delle campagne praticata in età romana, più o meno sistematicamente, in ogni regione dell'Impero.
Questa pratica, che i Romani definivano "limitatio" (cioè definizione di confini) o anche "centuriatio" era utilizzata generalmente allo scopo di dividere il terreno agricolo pubblico in regolari poderi quadrati o rettangolari da assegnare a singoli proprietari. Questo metodo consisteva nella stesura di un reticolo di tracciati imperniati su due assi perpendicolari fondamentali: il "cardo maximus" e il "decumanus maximus". Su questa maglia di tracciati, all'incrocio di ognuno dei quali erano posti cippi, erano organizzati funzionali sistemi di irrigazione dei terreni e di collegamento viario; la fortuna di questa organizzazione è stata tale da garantire la conservazione delle centuriaziori spesso fino ad oggi, come ad esempio nella pianura padana ed in Tunisia. 
Alla realizzazione delle centuriazioni era addetta una categoria di professionisti detti "agrimensores" o "gromatici" (dalla "groma", lo strumento usato per realizzare assi perpendicolari); questi, organizzati stabilmente nel I secolo a.C. da Cesare, dovevano avere nozioni di cosmologia, astronomia, geometria e legislazione. Alcuni dei più importanti manuali e trattati di agrimensura furono raccolti intorno al V secolo d.C.


VEDI ANCHE . . .

VILLA ADRIANA - Tivoli

IL COLOSSEO o ANFITEATRO ROMANO - Roma

IL COLOSSEO - Jean Baptiste Corot

IL FORO ROMANO - Roma

IL PANTHEON - Roma



Afrodisiaco (1) Aglietta (1) Albani (2) Alberti (1) Alda Merini (1) Alfieri (4) Altdorfer (2) Alvaro (1) Amore (2) Anarchici (1) Andersen (1) Andrea del Castagno (3) Andrea del Sarto (4) Andrea della Robbia (1) Anonimo (2) Anselmi (1) Antonello da Messina (4) Antropologia (7) APPELLO UMANITARIO (5) Apuleio (1) Architettura (5) Arcimboldo (1) Ariosto (4) Arnolfo di Cambio (2) Arp (1) Arte (4) Assisi (1) Astrattismo (3) Astrologia (1) Astronomia (3) Attila (1) Aulenti (1) Autori (7) Avanguardia (11) Averroè (1) Baccio della Porta (2) Bacone (2) Baldovinetti (1) Balla (1) Balzac (2) Barbara (1) Barocco (1) Baschenis (1) Baudelaire (2) Bayle (1) Bazille (4) Beato Angelico (6) Beccafumi (3) Befana (1) Bellonci (1) Bergson (1) Berkeley (2) Bernini (1) Bernstein (1) Bevilacqua (1) Biografie (11) Blake (2) Boccaccio (2) Boccioni (3) Böcklin (2) Body Art (1) Boiardo (1) Boito (1) Boldini (3) Bonheur (3) Bonnard (2) Borromini (1) Bosch (4) Botanica (1) Botticelli (7) Boucher (9) Bouts (2) Boyle (1) BR (1) Bramante (2) Brancati (1) Braque (1) Breton (3) Brill (2) Brontë (1) Bronzino (4) Bruegel il Vecchio (3) Brunelleschi (1) Bruno (2) Buddhismo (1) Buonarroti (1) Byron (2) Caillebotte (2) Calcio (1) Calvino (2) Calzature (1) Camillo Prampolini (1) Campanella (4) Campin (1) Canaletto (4) Cancro (2) Canova (2) Cantù (1) Capitalismo (3) Caravaggio (19) Carlevarijs (2) Carlo Levi (3) Carmi (1) Carpaccio (3) Carrà (1) Carracci (4) Carriere (1) Carroll (1) Cartesio (3) Casati (1) Cattaneo (1) Cattolici (1) Cavalcanti (1) Cellini (2) Ceruti (1) Cervantes (3) Cézanne (19) CGIL (1) Chagall (3) Chardin (4) Chassériau (2) Chaucer (1) CHE GUEVARA (1) Cialente (1) Cicerone (8) Cimabue (4) Cino da Pistoia (1) Città del Vaticano (3) Clarke (1) Classici (28) Classicismo (1) Cleland (1) Collins (1) COMMUNITY (2) Comunismo (28) Condillac (1) Constable (4) Copernico (2) Corano (1) Cormon (2) Corot (9) Correggio (4) Cosmesi (1) Costa (1) Courbet (9) Cousin il giovane (2) Couture (2) Cranach (3) Crepuscolari (1) Crespi (2) Crespi detto il Cerano (1) Creta (2) Crispi (1) Cristianesimo (3) Crivelli (2) Croce (1) Cronin (1) Cubismo (1) CUCINA (9) Cucina friulana (2) D'Annunzio (1) Dadaismo (1) Dalì (5) Dalle Masegne (1) Dante Alighieri (8) Darwin (2) Daumier (6) DC (1) De Amicis (1) De Champaigne (2) De Chavannes (1) De Chirico (4) De Hooch (2) De La Tour (4) De Nittis (3) De Pisis (1) De' Roberti (2) Defoe (1) Degas (17) Del Piombo (4) Delacroix (6) Delaroche (2) Delaunay (2) Deledda (1) Dell’Abate (2) Derain (2) Descartes (2) Desiderio da Settignano (1) Dickens (8) Diderot (2) Disegni (2) Disegni da colorare (11) Disegni Personali (2) Disney (1) Divisionismo (1) Dix (3) Doganiere (5) Domenichino (2) Donatello (4) Donne nella Storia (42) Dossi (1) Dostoevskij (8) DOTTRINE POLITICHE (75) Dova (1) Du Maurier (1) Dufy (3) Dumas (1) Duprè (1) Dürer (9) Dylan (2) Ebrei (9) ECONOMIA (7) Edda Ciano (1) Edison (1) Einstein (2) El Greco (10) Eliot (1) Elsheimer (2) Emil Zola (3) Energia alternativa (6) Engels (10) Ensor (3) Epicuro (1) Erasmo da Rotterdam (1) Erboristeria (7) Ernst (3) Erotico (1) Erotismo (4) Esenin (1) Espressionismo (3) Etruschi (1) Evangelisti (3) Fallaci (1) Fantin-Latour (1) Fascismo (26) Fattori (4) Faulkner (1) Fautrier (1) Fauvismo (1) FAVOLE (2) Fedro (1) FELICITÀ (1) Fenoglio (2) Ferragamo (1) FIABE (6) Fibonacci (1) Filarete (1) Filosofi (1) Filosofi - A (1) Filosofi - F (1) Filosofi - M (1) Filosofi - P (1) Filosofi - R (1) Filosofi - S (1) FILOSOFIA (56) Fini (1) Finkelstein (1) Firenze (1) Fisica (5) Fitoterapia (10) Fitzgerald (1) Fiume (1) Flandrin (1) Flaubert (4) Fogazzaro (2) Fontanesi (1) Foppa (1) Foscolo (6) Fougeron (1) Fouquet (4) Fra' Galgario (2) Fra' Guglielmo da Pisa (1) Fragonard (9) Frammenti (1) Francia (2) François Clouet (2) Freud (2) Friedrich (5) FRIULI (8) Futurismo (4) Gadda (2) Gainsborough (14) Galdieri (1) Galilei (2) Galleria degli Uffizi (1) Gamberelli (1) Garcia Lorca (1) Garcìa Lorca (1) Garibaldi (2) Gassendi (1) Gauguin (17) Gennaio (1) Gentile da Fabriano (2) Gentileschi (2) Gerard (1) Gérard (1) Gérard David (2) Géricault (7) Gérôme (2) Ghiberti (1) Ghirlandaio (2) Gialli (1) Giallo (1) Giambellino (1) Giambologna (1) Gianfrancesco da Tolmezzo (1) Gilbert (1) Ginzburg (1) Gioberti (1) Giordano (3) Giorgione (15) Giotto (12) Giovanni Bellini (10) Giovanni della Robbia (1) Giovanni XXIII (8) Giuseppe Pellizza da Volpedo (1) Giustizia (1) Glossario dell'arte (19) Gnocchi-Viani (1) Gobetti (1) Goethe (9) Gogol' (2) Goldoni (1) Gončarova (2) Gorkij (3) Gotico (1) Goya (11) Gozzano (2) Gozzoli (1) Gramsci (5) Grecia (2) Greene (1) Greuze (4) Grimm (2) Gris (2) Gros (7) Grosz (3) Grünewald (5) Guadagni (1) Guardi (6) Guercino (1) Guest (1) Guglielminetti (1) Guglielmo di Occam (1) Guinizelli (1) Gutenberg (2) Guttuso (4) Hals (3) Hawthorne (1) Hayez (4) Heckel (1) Hegel (6) Heine (1) Heinrich Mann (1) Helvétius (1) Hemingway (3) Henri Rousseau (3) Higgins (1) Hikmet (1) Hobbema (2) Hobbes (1) Hodler (1) Hogarth (4) Holbein il Giovane (4) Horus (1) Hugo (1) Hume (2) Huxley (1) Il Ponte (2) Iliade (1) Impressionismo (88) Indiani (1) Informale (1) Ingres (7) Invenzioni (31) Islam (5) Israele (1) ITALIA (2) Italo Svevo (5) Jacopo Bellini (4) Jacques-Louis David (9) James (1) Jean Clouet (2) Jean-Jacques Rousseau (3) Johns (1) Jordaens (2) Jovine (3) Kafka (3) Kandinskij (4) Kant (9) Kautsky (1) Keplero (1) Kierkegaard (1) Kipling (1) Kirchner (4) Klee (3) Klimt (5) Kollwitz (1) Kuliscioff (1) Labriola (2) Lancret (3) Land Art (1) Larsson (1) Lavoro (2) Le Nain (3) Le Sueur (2) Léger (2) Leggende (1) Leggende epiche (1) Leibniz (1) Lenin (7) Leonardo (58) Leopardi (3) Letteratura (22) Levi Montalcini (1) Liala (1) Liberalismo (1) LIBERTA' (28) LIBRI (23) Liotard (5) Lippi (5) Locke (4) Lombroso (1) Longhi (3) Longoni (1) Lorenzetti (3) Lorenzo il Magnifico (1) Lorrain (5) Lotto (6) Luca della Robbia (1) Lucia Alberti (1) Lucrezio (2) Luini (2) Lutero (10) Macchiaioli (1) Machiavelli (10) Maderno (1) Magnasco (1) Magritte (4) Maimeri (1) Makarenko (1) Mallarmé (2) Manet (14) Mantegna (8) Manzoni (4) Maometto (4) Marcks (1) MARGHERITA HACK (1) Marquet (2) Martini (7) Marx (18) Marxismo (9) Masaccio (7) Masolino da Panicale (1) Massarenti (1) Masson (2) Materialismo (1) Matisse (6) Matteotti (2) Maupassant (1) Mauriac (1) Mazzini (5) Mazzucchelli detto il Morazzone (1) Medicina (4) Medicina alternativa (23) Medicina naturale (17) Meissonier (2) Melozzo da Forlì (2) Melville (1) Memling (4) Merimée (1) Metafisica (4) Metalli (1) Meynier (1) Micene (2) Michelangelo (11) Mickiewicz (1) Millais (1) Millet (4) Minguzzi (1) Mino da Fiesole (1) Miró (2) Mistero (10) Modigliani (4) Molinella (1) Mondrian (4) Monet (15) Montaigne (1) Montessori (2) Monti (3) Monticelli (2) Moore (1) Morandi (4) Moreau (4) Morelli (1) Moretto da Brescia (2) Morisot (3) Moroni (2) Morse (1) Mucchi (16) Munch (2) Murillo (4) Musica (14) Mussolini (5) Mussulmani (5) Napoleone (11) Natale (8) Nazismo (17) Némirovsky (1) Neo-impressionismo (3) Neoclassicismo (1) Neorealismo (1) Neruda (2) Newton (2) Nietzseche (1) Nievo (1) Nobel (1) Nolde (2) NOTIZIE (1) Nudi nell'arte (52) Odissea (25) Olocausto (6) Omeopatia (18) Omero (26) Onorata Società (1) Ortese (1) Oudry (1) Overbeck (2) Ovidio (1) Paganesimo (1) Palazzeschi (1) Palizzi (1) Palladio (1) Palma il Vecchio (1) Panama (1) Paolo Uccello (5) Parapsicologia (1) Parini (3) Parmigianino (3) Pascal (1) Pascoli (3) Pasolini (3) Pastello (1) Pavese (3) Pedagogia (2) Pellizza da Volpedo (1) PERSONAGGI DEL FRIULI (30) Perugino (3) Petacci (1) Petrarca (4) Piazzetta (2) Picasso (8) Piero della Francesca (9) Piero di Cosimo (2) Pietro della Cortona (1) Pila (2) Pinturicchio (1) Pirandello (2) Pisanello (2) Pisano (1) Pissarro (10) Pitagora (1) Pitocchetto (1) Pittura (1) Plechanov (1) Poe (1) Poesie (4) Poesie Classiche (18) POESIE di DONNE (2) Poesie personali (16) POETI CONTRO IL RAZZISMO (1) POETI CONTRO LA GUERRA (18) Poliziano (1) Pollaiolo (4) Pomodoro (1) Pomponazzi (1) Pontano (1) Pontormo (1) Pop Art (1) Poussin (9) Pratolini (1) Premi Letterari (3) Prévost (1) Primaticcio (2) Primo Levi (1) Problemi sociali (2) Procaccini (1) PROGRAMMI PC (1) Prostituzione (1) Psicanalisi (2) PSICOLOGIA (5) Pubblicità (1) Pulci (1) Puntitismo (3) Puvis de Chavannes (1) Quadri (2) Quadri personali (1) Quarton (2) Quasimodo (1) Rabelais (1) Racconti (1) Racconti personali (1) Raffaello (21) RAPHAËL MAFAI (1) Rasputin (1) Rauschenberg (1) Ravera (1) Ray (1) Razzismo (1) Realismo (3) Rebreanu (1) Recensione libri (15) Redon (1) Regina Bracchi (1) Religione (7) Rembrandt (10) Reni (4) Renoir (21) Resistenza (8) Ribera (4) RICETTE (3) Rimbaud (2) Rinascimento (3) RIVOLUZIONARI (55) Rococò (1) Roma (6) Romantici (1) Romanticismo (1) Romanzi (3) Romanzi rosa (1) Rossellino (1) Rossetti (1) Rosso Fiorentino (3) Rouault (1) Rousseau (3) Rovani (1) Rubens (13) Russo (1) S. Francesco (1) Sacchetti (1) SAGGI (11) Salgari (1) Salute (16) Salvator Rosa (2) San Francesco (5) Sandokan (1) Sannazaro (2) Santi (1) Sassetta (2) Scapigliatura (1) Scheffer (1) Schiele (3) Schmidt-Rottluff (1) Schopenhauer (2) Sciamanesimo (1) Sciascia (2) Scienza (8) Scienziati (13) Scipione (1) Scoperte (33) Scoto (1) Scott (1) Scrittori e Poeti (24) Scultori (2) Scultura (1) Segantini (2) Sellitti (1) Seneca (2) Sereni (1) Sérusier (2) Sessualità (5) Seurat (3) Severini (1) Shaftesbury (1) Shoah (7) Signac (3) Signorelli (2) Signorini (1) Simbolismo (2) Sindacato (2) Sinha (1) Sironi (2) Sisley (3) Smith (1) Socialismo (45) Società segrete (1) Sociologia (4) Socrate (1) SOLDI (1) Soldi Internet (1) SOLIDARIETA' (6) Solimena (2) Solženicyn (1) Somerset Maugham (3) Sondaggi (1) Sorel (2) Soulages (1) Soulanges (2) Soutine (1) Spagna (1) Spagnoletto (4) Spaventa (1) Spinoza (2) Stampa (2) Steinbeck (1) Stendhal (1) Stevenson (4) Stilista (1) STORIA (68) Storia del Pensiero (81) Storia del teatro (1) Storia dell'arte (124) Storia della tecnica (24) Storia delle Religioni (48) Stubbs (1) Subleyras (2) Superstizione (1) Surrealismo (1) Swift (3) Tacca (1) Tacito (1) Taoismo (1) Tasca (1) Tasso (2) Tassoni (1) Ter Brugghen (2) Terapia naturale (18) Terracini (1) Thomas Mann (6) Tiepolo (4) Tina Modotti (1) Tintoretto (8) Tipografia (2) Tiziano (18) Togliatti (2) Toland (1) Tolstoj (2) Tomasi di Lampedusa (3) Toulouse-Lautrec (6) Tradizioni (1) Troyon (2) Tura (2) Turati (2) Turgenev (2) Turner (6) UDI (1) Ugrešić (1) Umanesimo (1) Umorismo (1) Ungaretti (3) Usi e Costumi (1) Valgimigli (2) Van Der Goes (3) Van der Weyden (4) Van Dyck (6) Van Eyck (8) Van Gogh (16) Van Honthors (2) Van Loo (2) Vangelo (3) Velàzquez (8) Veneziano (2) Verdura (1) Verga (10) Verismo (10) Verlaine (5) Vermeer (8) Vernet (1) Veronese (4) Verrocchio (2) VIAGGI (2) Viani (1) Vico (1) Video (13) Vigée­-Lebrun (2) VINI (3) Virgilio (3) Vittorini (2) Vivanti (1) Viviani (1) Vlaminck (1) Volta (2) Voltaire (3) Von Humboldt (1) Vouet (4) Vuillard (3) Warhol (1) Watson (1) Watteau (9) Wells (1) Wilde (1) Windsor (6) Winterhalter (1) Witz (2) Wright (1) X X X da fare (34) Zurbarán (3)