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mercoledì 17 aprile 2013

JEAN-FREDERIC BAZILLE - Pittore impressionista francese (French Impressionist Painter)

Jean-Frédéric Bazille al cavalletto (1867)
  Pierre-Auguste Renoir
Parigi, Musée d’Orsay
Olio su tela, 105 x 73,5
      
In questo quadro Renoir ritrae l’amico nel suo studio mentre dipinge una “Natura morta con airone e ghiandaia” oggi conservato a Montpellier nel Musée Fabre.

Alle sue spalle si intravede un quadro di Monet, “La via sotto la neve”, opera che attualmente si trova in una collezione privata.

Jean Frédéric Bazille (Montpellier, 6 dicembre 1841 – Beaune-la-Rolande, 28 novembre 1870) è stato un pittore francese.

Prima di appassionarsi all’arte Jean-Frédéric Bazille frequenta l’università di Montpellier dove segue gli studi di medicina.

Nel 1862 il padre gli permette di recarsi a Parigi dove frequenta l’atelier di Charles Gleyre, qui conosce e stringe un forte legame d’amicizia con Sisley, Monet, Renoir e Manet.

Presto Bazille diventa uno dei maggiori animatori del gruppo di artisti del movimento impressionista.

Egli, rampollo di una facoltosa famiglia di produttori di vini, aiuta gli amici nelle difficoltà dell’inizio carriera, spesso li ospita nel suo studio in rue La Condamine e procura loro il necessario per dipingere.

A ventitre anni inizia la sua carriera di pittore, le sue opere sono di ampio respiro compositivo, come ad esempio “La ragazza con il vestito rosa” del 1864 conservato oggi a Parigi nel Musée d’Orsay, in cui la modella, raffigurata di spalle a Méric, sulle rive del Lez, sulla terrazza della casa di famiglia del pittore, è intenta a osservare il villaggio di Castelnau, che si trova sotto di lei.
   
Veduta di villaggio: Castelnau (1868)
Jean-Frédéric Bazille

Un soggetto analogo è raffigurato nella “Veduta di villaggio:Castelnau” del 1868 conservato a Montpellier al Musée Fabre, in cui vediamo una fanciulla seduta vicino ad un albero, in primo piano, questa volta rivolta verso lo spettatore, e la cittadina francese sullo sfondo, vista dall’alto.

Bazille, in entrambe le opere, pone la parte inferiore della composizione lievemente in ombra, mentre una luce chiara e uniforme illumina la parte superiore.
  
Negra con peonieJean-Frédéric Bazille


   
Nella sua carriera artistica dipinge ritratti di amici e conoscenti, paesaggi, come “I bastioni di Aigues-Mortes” e nature morte, tra cui “Negra e Peonie” del 1870 e “Natura morta con pesci”del 1866.

Purtroppo la sua promettente carriera viene interrotta premasturamente dal conflitto franco-prussiano: inviato a Philipperville dopo essere stato arruolato nel reggimento degli zuavi, viene ucciso il 28 novembre del 1870 durante i combattimenti a Beaune-la-Rolande. Non aveva ancora compiuto ventinove anni.
  
 Riunione di famiglia (1867) Jean-Frédéric Bazille
 Parigi, Musée d'Orsay - Olio su tela, cm 152 x 230 


   
Bazille ritrae alcuni membri della sua famiglia a Méric, sulla terrazza della casa di campagna e espone il quadro al Salon del 1868

L’artista si è raffigurato all’estrema sinistra accanto allo zio Eugène des Hours.

Davanti a loro, seduti sulla panchina, ci sono i genitori del pittore, mentre nel gruppo di tre persone a destra riconosciamo il fratello dell’artista, Marc.
  
Foresta di Fontainebleau (1865)  Jean Frédéric Bazille
Parigi, Musée d’Orsay   - Olio su tela, cm 59 x 73




    
Dopo un breve viaggio a Sainte-Adresse nel 1864, Bazille si appassiona alla pittura en  plein air.

Negli anni seguenti capiterà spesso che in compagnia di Renoir, Manet e Sisley si rechi a Honfleur, in Normandia e nella foresta di Fontainebleau a dipingere paesaggi dal vero.


venerdì 5 novembre 2010

RIUNIONE DI FAMIGLIA (Family Reunion) Jean-Frédéric Bazille

        

RIUNIONE DI FAMIGLIA (1867)
Frédéric Bazille (1841 - 1870)
Museo d'Orsay a Parigi
Olio su tela cm. 152 x 230
CLICCA IMMAGINE per un'alta risoluzione
Pixel 1770 x 2510 - Mb 2,23




In questo ritratto di gruppo, Bazille raffigura alcuni membri della sua famiglia, che posano sulla terrazza della loro casa di Méric, vicino a Montpellier.

Si riconoscono, da sinistra a destra, Bazille, suo zio M. des Hours, i suoi genitori, sua cugina Pauline con il marito M. Teulon, sua zia Madame des Hours con la figlia Thérèse e, infine, Mare Bazille con la moglie e Camille des Hours.

L'interesse dell'artista si concentra sulla collocazione della figura umana nello spazio aperto.

La disposizione naturale dei personaggi, la chiarezza dei colori e lo studio della luce, che accentua i contrasti chiaroscurali, rivelano l'interesse di Bazille per l'opera di Manet, dimostrando anche una certa affinità stilistica con Monet, con il quale lavorò spesso.

Il rigoroso disegno, che evidenzia i volumi delle figure, e la freschezza cromatica ricordano le contemporanee opere dei Macchiaioli.


L'OPERA

Bazille dipinse questo quadro nel 1867, presentandolo al Salon dell'anno successivo.

Alla morte dell'artista passò in eredità alla famiglia e, nel 1905, Mare Bazille, fratello dell'artista, lo donò allo Stato.

Dopo un passaggio al Musée du Luxembourg, nel 1929 l'opera entrò al Louvre e, quindi, nel 1947, fu trasferita al Jeu de Paume.

Dal 1986 si trova al Museo d'Orsay, nel quale sono altre tele dello stesso artista, come "L'Atelier di Bazille" e "Il vestito rosa".


Jean-Frédéric Bazille - Pittore francese

              
Jean-Frédéric Bazille 

Montpellier 6.12.1841 
Beaune-la-Rolande 28.11.1870

Pittore impresssionista francese












Frédéric Bazille nacque nel 1841 da una ricca e colta famiglia di Montpellier, nella Francia del Sud.
La sua passione per la pittura risale agli anni giovanili, quando vide in casa del collezionista Alfred Bruyas, due quadri di Delacroix.

Nel 1860 si trasferì a Parigi dove frequentò il corso di pittura di Charles Gleyre, nel quale conobbe, divenendone amico, Pierre Auguste Renoir, Claude Monet e Alfred Sisley.

Durante la Pasqua del 1863, il gruppo partì per recarsi nella foresta di Fontainebleau, luogo ideale per disegnare all'aria aperta.

I rapporti con i pittori impressionisti, nell'estate del 1864, s'infittirono e trascorse un periodo a Honfleur, sulla Senna, insieme a Monet, Boudin e Jongkind.

Influenzato da Manet e da Courbet, Bazille si dedicò con passione alla rappresentazione della figura all'aria aperta; posò per La colazione sull'erba di Monet e lui stesso eseguì il vestito rosa dove una figura è ritratta in ombra con lo sfondo di un paesaggio serale estivo.

La sua pittura non trovò il consenso sperato, tanto che al Salon del 1867, delle due opere presentate, la giuria scelse solo Natura morta con pesci.

Grazie alle sue buone risorse finanziarie, Bazille aiutò spesso i suoi amici: comprò a rate "Donne in giardino" di Monet e ospitò nel proprio studio, a Batignolles, Renoir.

Allo scoppio della guerra franco-prussiana, Bazille si arruolò volontario negli zuavi e cadde nel campo di battaglia di Bearne-la-Rolande, il 28 novembre 1870.






domenica 10 agosto 2008

IMPRESSIONISMO (Impressionism - Impressionnisme - Импрессионизм - Impressionismus - 印象主義 - 印象派 - Impresjonizm)

COME NACQUE IL LORO NOME


Se invece di parlarvi di IMPRESSIONISTI, io avessi intitolato questa opinione GLI INTRANSIGENTI, molti si chiederebbero chi mai sono costoro.
Eppure i rappresentanti del movimento pittorico di cui intendo parlare ebbero in origine proprio questo nome, gli INTRANSIGENTI: si chiamavano così perché si scagliavano con una certa violenza contro i precedenti modi di dipingere e soprattutto contro il NEOCLASSICISMO, che si proponeva di far rivivere l'arte del periodo greco e romano.
Il suo nome, col quale gli INTRANSIGENTI erano destinati a diventare celebri e a tenere un posto importantissimo nella storia dell'Arte, nacque in occasione della prima mostra collettiva che essi tennero a Parigi, dal 15 aprile al 15 maggio del 1874, nello studio del fotografo Nadar, sul Boulevard des Capucins.
Una delle tele esposte in tale mostra si chiamava IMPRESSIONI AL LEVARE DEL SOLE ed era di uno dei maggiori esponenti del gruppo, Claude Monet.
Un giornalista, non troppo noto per la verità, certo Louis Leroy, basandosi sul titolo del quadro di Monet, cominciò a chiamare IMPRESSIONISMO il nuovo movimento e IMPRESSIONISTI i suoi rappresentanti, non nascondendo ma anzi accentuando un certo significato dispregiativo che egli dava a questa terminologia.
Il nome IMPRESSIONISTI tuttavia non fu affatto sgradito ai componenti del gruppo, perché in un certo senso esprimeva bene una delle caratteristiche del loro genere di pittura, che viveva soprattutto di impressioni raccolte a volo nell'osservazione della natura e poi riportate sulla tela dalle tinte per lo più chiare e vivaci.
Tanto piacque anzi il nome che nel 1876, quando ebbe luogo la loro seconda mostra, essa fu chiamata dagli stessi pittori che vi esponevano "Prima esposizione degli Impressionisti".
Facevano parte del gruppo, oltre a Monet, cui ho già fatto cenno, Auguste Renoir..., Edouard Manet..., Edgar Degas..., Camille Pissarro..., Alfred Sisley..., Paul Cézanne... e anche una donna, Berte Morisot.


PITTORI DELLA LUCE


Benché le loro mostre continuassero sempre a Parigi e benché Parigi rimanesse il centro ideale della loro pittura, gli IMPRESSIONISTI finirono col fissare il loro quartier generale ad Argenteuil, una piccola città sulle rive della Senna, a tredici chilometri dalla capitale.
Proprio per le caratteristiche della loro pittura gli IMPRESSIONISTI avevano bisogno di dipingere "in piena aria", come usavano dire, cioè a diretto contatto con i colori della natura e soprattutto con la luce: i colori - affermavano gli IMPRESSIONISTI - sono fatti di luce, esistono solo grazie alla luce.
Parigi naturalmente non rispondeva a queste esigenze, mentre Argenteuil per varie ragioni sembrava fatta apposta per i loro gusti di vita e di arte. Facilmente raggiungibile dalla capitale, offriva insieme occasione di pitture e di allegre scampagnate, luminose e festose vedute, familiari regate.


UN CASO DI OSTINATA INCOMPRENSIONE


Gli IMPRESSIONISTI, per il modo anticonformistico in cui concepivano la pittura, non erano certamente destinati a imporsi con facilità: dovettero anzi lottare a lungo prima di ottenere il trionfo. Quando ancora nessuno apprezzava i loro lavori, questi giovani artisti avevano trovato tuttavia un fervido e fedele ammiratore in Gustave Caillebotte, un ricco architetto navale, anche lui giovane e mediocre pittore dilettante. Ad Argenteuil, egli si fece costruire una bella casa. Vi tenne una raccolta di quadri impressionisti costituita in base a un metodo di scelta per lo meno singolare: acquistava unicamente le tele che nessun altro voleva!
Convinto di non vivere a lungo, nel 1876 egli volle fare testamento. Aveva 28 anni e ne visse ancora 18. Quando morì e si conobbero le clausole testamentarie, subito scoppiarono polemiche furibonde.
Caillebotte lasciava i suoi quadri allo Stato. Prevedendo opposizione da parte dell'arte 'ufficiale', egli precisava che lo Stato - accettando la sua donazione - si impegnava a non relegarla in soffitta o in un museo di provincia: le tele dovevano assolutamente andare al Luxembourg, museo dei pittori viventi, poi, alla morte degli autori, dovevano andare al Louvre, non altrove.
La reazione, come Caillebotte aveva previsto, fu violenta.
L'accademia delle Belle Arti si oppose con tutti i mezzi e provocò persino un dibattito al Senato. Il professore Gérôme, uno dei pontefici della pittura accademica, minacciò di dimettersi se la donazione veniva accettata e dichiarò...

"Viviamo in un secolo di decadenza e di imbecillità. La donazione include dipinti dei signori Manet, Pissarro e compagni, non è così? Ebbene, l'accettarla... significherebbe la fine della nazione, la fine della Francia.".

Una delle accuse più frequenti lanciate agli IMPRESSIONISTI era di essere "anarchici e sovversivi". Politicamente, era un'accusa senza senso. Era vero però che, sul piano dell'arte, rifiutandosi di seguire le mode del loro tempo e sostituendovi una nuova concezione, compivano (forse senza volerlo) un gesto ancora più rivoluzionario. Basta pensare che un giorno Manet si rifiutò di votare per il pittore Puvis de Chavenne, esclamando "non voterò mai per un uomo che sa dipingere un occhio!"
Comunque lo Stato finì con l'accettare 40 delle 65 tele della donazione di Caillebotte.
Per "prenderle in carico" bisognava avere un'idea del loro valore: furono sottoposte a perizia di stima. Gli esperti valutarono in media 2.000 euro odierni gli 8 Monet accettati..., 1.600 euro l'uno i 6 Renoir, tra cui l'oggi celeberrimo MOULIN DE LA GALETTE. Sorte analoga, ebbero Pissarro, i Manet, i Degas, i Sisley.
La peggiore quotazione toccò a due tele di Cézanne (che, pur non potendo dirsi un IMPRESSIONISTA, in quanto la sua pittura è già in posizioni più avanzate, era compreso nella raccolta): la sua veduta di porticciolo mediterraneo, l'ESTAQUE, fu stimata 300 euro in valuta attuale. Oggi non vale meno di una decina di milioni di euro.
Le tele accettate vennero effettivamente esposte al Luxembourg, nel 1897, sia pure in una sezione a parte, come in prudente quarantena; l'accoglienza del pubblico costituì, nell'insieme, un successo. Il fratello di Caillebotte si batté a lungo per far accettare anche le 25 tele restanti della raccolta, senza però riuscirvi.
Collezionisti privati furono ben lieti di entrare in possesso di questi quadri e lo Stato, rimasto vittorioso nella lunga contesa, riuscì a non diventare proprietario di capolavori che valgono oggi indefiniti miliardi.



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CHE COS'È


Nella prima metà dell'Ottocento, dipingere voleva dire quasi sempre rappresentare personaggi e fatti del mondo religioso e culturale: personaggi illustri, scene di caccia, soggetti religiosi, storici o mitologici. Tutto veniva minuziosamente disegnato col solo scopo di fare una "degna pittura", capace di ispirare grande rispetto e di dare una riproduzione il più possibile perfetta di ciò che si voleva ritrarre. Ai pittori ufficiali dell'epoca sarebbe apparso indecoroso dipingere, ad esempio, povere case e umili oggetti.
L'IMPRESSIONISMO reagisce a questo modo retorico e oleografico di rappresentare il mondo. I pittori IMPRESSIONISTI dipingono dal vero, sostituendo ai soggetti tradizionali scene ispirate alla vita quotidiana, agli avvenimenti più consueti; l'importante, per loro, è afferrare un momento della realtà, cogliere un'impressione ed esprimerla coi colori, rendendone partecipi coloro che guardano i loro quadri.
I rappresentanti più tipici del movimento, mi ripeto, sono Monet e Pissarro; altrettanto celebri sono Renoir, Manet, Degas, Sisley.
Vi sono poi altri pittori che, pur non facendo parte del gruppo, ne subirono l'influsso e possono essere considerati IMPRESSIONISTI, usando questo termine con significato alquanto largo; tra essi ricordo Toulouse-Lautrec  che si rifece a Degas come a un maestro ideale, GauguinVan Gogh, Cézanne.


DOVE


Il movimento nacque a Parigi, che era allora non solo il centro spirituale della cultura francese ma di tutto il mondo delle arti. Ma poiché gli IMPRESSIONISTI, innamorati com'erano della natura, si ispiravano soprattutto ai paesaggi campestri, trascorrevano lunghi periodi nel sud della Francia e nelle campagne della regione parigina, soprattutto, come ho accennato poco sopra, nella piccola città di Argenteuil.


QUANDO


La prima mostra ufficiale dei pittori IMPRESSIONISTI ebbe luogo come ho già detto nel 1874, ma da quasi vent'anni si era formato questo gruppo di artisti che, seguendo una vocazione comune, andava alla ricerca di un nuovo stile. L'ultima mostra degli IMPRESSIONISTI è dell'anno 1886. Da quell'anno in poi non si può parlare più di IMPRESSIONISMO, perché esso, come gruppo, cessò di esistere, anche se ogni suo componente continuò a lavorare e raggiunse una nuova pienezza e validità di stile.



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ALCUNI QUADRI...


IN BARCA
Edouard Manet
Metropolitan di New York



Ecco un quadro di Manet nel quale appaiono alcune di quelle che sono le caratteristiche principali della pittura impressionistica: colori vivi e brillanti, luminosità diffusa e mancanza quasi totale di chiaro-scuro.





IL CAFFÈ-CONCERTO DEGLI AMBASSADEURS


Edgar Degas

Musée des Beaux Arts de Lyon




Di questo pittore sono celebri le ballerine che egli non trasformò mai in personaggi convenzionali.







INONDAZIONE A PORT MARLY
Alfred Sisley
Louvre di Parigi

Ecco un bell'esempio della cura con cui gli Impressionisti osservavano la natura, loro perenne fonte di ispirazione.


VEDI SCHEDA





LA GRENOUILLÈRE

Claude Monet

Metropolitan di New York




Impressionante l'importanza che assume in questo quadro la luce che si riflette sull'acqua e come il gioco dei riflessi valorizzi il dipinto.






GIARDINO A PONTOISE

Camille Pissarro

Bridgeston Gallery di Tokio


La figura umana che si vede al centro del dipinto perde l'importanza nei confronti della natura che qui appare la vera protagonista del quadro.




  

La pittura degli IMPRESSIONISTI è più "sentita" che pensata e da ciò deriva il suo grande fascino.


VEDI ANCHE ...

AUTORITRATTI DEGLI IMPRESSIONISTI


LA SENNA E GLI IMPRESSIONISTI (Renoir - Pissarro - Gauguin)


BERTHE MORISOT -  EDOUARD MANET - PIERRE-AUGUSTE RENOIR 


IL GIARDINO DI CLAUDE MONET - Giverny in Normandia


* La vita di CLAUDE MONET


REGATA AD ARGENTEUIL - Claude Monet


PASSEGGIATA SULLA SCOGLIERA - Claude Monet


DONNA CON PARASOLE - Claude Monet


LONDRA, IL PARLAMENTO - Claude Monet


LO STAGNO DELLE NINFEE, ARMONIA VERDE - Claude Monet


NINFEE: MATTINO (Waterlilies: Morning) - Claude Monet

ESTATE - Claude Monet


PAPAVERI - Claude Monet


BRINA - NEBBIA - Claude Monet


LA STAZIONE DI SAINT-LAZARE - Claude Monet


CATTEDRALE DI ROUEN (EFFETTO DI LUCE MATTUTINA - Claude Monet


IMPRESSIONE, LEVAR DEL SOLE - Claude Monet


UN BAR ALLE FOLIES-BERGÈRE - Édouard Manet


PIFFERO DI REGGIMENTO - Édouard Manet


OLYMPIA - Edouard Manet (Versione Loris)


OLYMPIA - Edouard Manet (Versione Gramigna)

NATURA MORTA CON PEONIE - Édouard Manet


RITRATTO DI ZOLA - Édouard Manet


L'AUTUNNO - Édouard Manet


LA LETTURA - Edouard Manet


IL BALCONE - Édouard Manet


ALLA FERROVIA (Al ferrocarril) - Édouard Manet


















PIERRE-AUGUSTE RENOIR - Vita e opere

DAME A LA GRENOUILLÈRE - Pierre-Auguste Renoir


LA COLAZIONE DEI CANOTTIERI - Pierre-Auguste Renoir (Versione Loris)


LA COLAZIONE DEI CANOTTIERI - Pierre-Auguste Renoir (Versione Gramigna)


DONNA D'ALGERI - ODALISQUE - Pierre-Auguste Renoir


LE BAL DU MOULIN DE LA GALETTE - Pierre-Auguste Renoir (Versione Loris)


LE BAL DU MOULIN DE LA GALETTE - Pierre-Auguste Renoir (Versione Gramigna)


MADAME DAUDET - Pierre Auguste Renoir


CLAUDE MONET CON TAVOLOZZA - Pierre Auguste Renoir


LA PRIMA USCITA (Café Concert) - Pierre Auguste Renoir


TORSO DI DONNA AL SOLE (Étude - Torse, effect de soleil) - Pierre Auguste Renoir


BAMBINA CON INNAFFIATOIO - Pierre Auguste Renoir





* La vita di CAMILLE PISSARRO


AUTORITRATTO (Selfportrait) Camille Pissarro


LA PASTORELLA (LA BERGÈRE) - Camille Pissarro


LE FOND DE L'HERMITAGE, PONTOISE - Camille Pissarro


PIAZZA DEL VECCHIO CIMITERO A PONTOISE (1872) Camille Pissarro


NATURA MORTA - Camille Pissarro

PIAZZA A LA ROCHE-GUYON - Camille Pissarro
















* 1 - JEAN-FREDERIC BAZILLE (Versione Gramigna)


* 2 - JEAN-FREDERIC BAZILLE (Versione Loris)


RIUNIONE DI FAMIGLIA - Jean-Frederic Bazille


LA BARCA DURANTE L'INONDAZIONE, PORT-MARLEY - Alfred Sisley


INONDAZIONE A PORT-MARLEY - Alfred Sisley











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