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sabato 18 ottobre 2014

B - STORIA DELL'ARTE- I grandi artisti (B - Art History - The great artists)

Sant'Agnese in Piazza Navona - Roma

I GRANDI ARTISTI

A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z
(In costruzione)


BACCIO della PORTA (Vedi biografia)

Fra Bartolomeo, al secolo Baccio della Porta (Firenze, 21 agosto 1473 – Firenze, 31 ottobre 1517), è stato un pittore italiano, frate domenicano.


BALLA Giacomo  

Pittore (Torino 1871 - Roma 1958).
Dopo I'esordio divisionista, firmò il Manifesto tecnico della pittura futurista (1910) entrando a far parte, con Boccioni - che fu suo allievo - Carrà, Russolo e Severini, del nuovo movimento, da subito proiettato in una fervida dimensione europea. Lo interessava soprattutto la tematica futurista del dinamismo, evidente nel tentativo di assimilare il linguaggio pittorico a quello cinematografico, spinto verso esiti di audace astrattismo.
Nel 1918 pubblicò il Manifesto del colore e nel '29 sottoscrisse quello dell'aeropittura futurista.


BASCHENIS Evaristo (Vita e opere)

Evaristo Baschenis (Bergamo, 7 dicembre 1617 – Bergamo, 16 marzo 1677) è stato un pittore italiano.


BAZILLE Jean-Frédéric (Vita e opere)

Jean Frédéric Bazille (Montpellier, 6 dicembre 1841 – Beaune-la-Rolande, 28 novembre 1870) è stato un pittore francese.


BEATO ANGELICO (Giovanni Angelico da Fiesole) (Vedi biografia)

Pittore (Vicchio di Mugello 1400 circa - Roma 1455).
Il suo esordio in pittura fu segnato dalla realizzazione di alcune pregevolissime miniature per codici liturgici, la cui finezza e minuzia esecutive non resteranno senza strascichi nella sua produzione successiva.
Nonostante la sua formazione fosse avvenuta all'insegna dell'eleganza tardo-gotica di Lorenzo Monaco, Gentile da Fabriano e Masolino da Panicale, fu uno dei primi estimatori e studiosi degli affreschi di Masaccio nella chiesa del Carmine a Firenze. 
Realizzò molte pale d'altare, soprattutto per i conventi domenicani, tra cui spiccano la Deposizione di Santa Trinità, il Giudizio Finale, l'Incoronazione della Vergine, il Tabernacolo dei Linaioli, la pala detta "di Annalena", I' Annunciazione di Cortona e il Polittico di Perugia. 
Da ricordare inoltre il rigore compositivo del ciclo di affreschi per il Convento di San Marco a Firenze, e la monumentalità di quello per la cappella di Niccolò V in Vaticano.


 BECCAFUMI Domenico, detto Mecarino (Vedi biografia)

Pittore e scultore (Valdibiena 1446 - Siena 1551).
È uno degli esponenti più rappresentativi del primo manierismo, di cui le sue opere migliori costituiscono gli esempi più originali e suggestivi, con i colori accesi e fiammmanti, le luci guizzanti e le ombre cupe e vischiose. 
Da ricordare le sue grandi pale, e gli affreschi nell'oratorio di San Bernardino, nel Palazzo Bindi Sergardi e nel Palazzo Pubblico di Siena.
Per il Duomo di Siena realizzò i cartoni per il pavimento e, come scultore, otto angeli in bronzo e dodici figure in marmo di Evangelisti.
A Genova lavorò agli affreschi, perduti, di Palazzo Doria (1541).


 BELLINI Giovanni, detto Giambellino (Vedi biografia)

Pittore (Venezia 1430 circa.-1516).
Formatosi accanto al fratello Gentile nella bottega del padre, fu poi profondamente influenzato dalla vicinanza di Mantegna, suo cognato. La lezione di Mantegna, sempre però reinterpretata nella chiave di un colorismo caldo e luminoso o di una intensa commozione religiosa, è evidente nell'Orazione nell'orto, nella Trasfigurazione, nella Pietà e nel Cristo morto. 
La Pala Pesaro (1473) documenta I'importanza del suo incontro con la pittura di Piero della Francesca, in occasione dei suoi soggiorni a Ferrara, Rimini e nelle Marche, luoghi deputati della vicenda artistica di Piero. 
Altrettanto importante fu il contatto a Venezia (1475) con l'arte di Antonello da Messina, che gli ispirò, attraverso la pala di San Cassiano, una serie di Sacre Conversazioni. 
Sono da menzionare anche la Trasfigurazione di Napoli e l'Allegoria Sacra, in cui il colore vivido e avvolgente stabilisce una fusione armonica tra figure e spazio.


BERNINI Gian Lorenzo (Vedi biografia)

Architetto, scultore, pittore, scenografo (Napoli 1598 - Roma 1680).
É una delle personalità più significative del barocco: la consacrazione ufficiale gli venne dalla predilezione dei Papi, che lo convocavano persino per affidargli I'organizzazione coreografica delle cerimonie, facendo di lui il vero e proprio animatore culturale di un'intera epoca. 
Nel 1664 Luigi XIV lo volle a Parigi perché desse la sua consulenza in merito alla ristrutturazione del Palazzo reale del Louvre.
Iniziò come scultore, realizzando fra il 1620 e il 1623 opere di grande maturità stilistica e tecnica, tra cui il David, il Ratto di Proserpina e I'Apollo e Dafne.
Nel grandioso baldacchino di San Pietro (1624), prima opera pubblica, la sua interpretazione pittorica e decorativa della scultura raggiunge i massimi esiti, mentre il suo virtuosismo tecnico si dispiega nell'ornamentazione dei piloni della cupola, nelle navate laterali e nell'abside, oltre che nella progettazione e adattamento di piazze, palazzi, giardini e fontane.
La sua opera più celebrata è la Cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria (1646) in cui è custodita I'Estasi di Santa Teresa,
Come architetto esordì con i lavori per Palazzo Barberini con il patrocinio di Urbano VIII, mentre con Alessandro Vll diede espressione al suo talento architettonico, propenso a realizzazioni di largo respiro urbanistico: il portico di San Pietro, la Scala Regia in Vaticano, le Chiese di Sant'Andrea al Quirinale, di San Tomaso da Villanova a Castel Gandolfo, dell'Assunta ad Ariccia, ed i progetti per il Palazzo di Montecitorio e per palazzo Odescalchi.


BLACKE William (Vita e opere)

William Blake (Londra, 28 novembre 1757 – Londra, 12 agosto 1827) è stato un poeta, incisore e pittore inglese. Largamente sottovalutata mentre egli era in vita, oggi l'opera di Blake è considerata estremamente significativa e fonte di ispirazione sia nell'ambito della poesia sia delle arti visive.


BOCCIONI Umberto

Pittore, scultore e incisore (Reggio Calabria 1882 - Verona 1916).
E considerato il più significativo esponente del movimento futurista. Fu giovanissimo a Roma, e condivise con Balla i primi passi in ambito divisionista. Dopo soggiorni a Parigi e Pietroburgo, tornò in Italia, e a Milano venne in contatto con Marinetti, facendosi fautore della sezione per le arti plastiche del nuovo movimento futurista (1910).
Nel 1912, anno della pubblicazione del suo Manifesto della Scultura Futurista, partecipò alla intensa animazione in ambito europeo del movimento, attraverso una serie di mostre a Parigi, Londra, Bruxelles e Berlino.
Sue opere principali sono: Periferia (1909), Gli stati d'animo e Rissa in Galleria (1911), Materia e La città che sale (1912), Antigrazioso (1913), Forme uniche nella continuità dello spazio, La carica dei lancieri (1916).


BOLDINI Giovanni (Vita e opere)

Giovanni Boldini (Ferrara, 31 dicembre 1842 – Parigi, 11 gennaio 1931) è stato un pittore italiano.


BONHEUR Maria Rosalia (Vita e opere) 

Pittrice francese (Bordeaux, 16 marzo 1822 – Thomery, 25 maggio 1899)
Rosa Bonheur, insieme al fratello Auguste e alla sorella Juliette si accostò alla pittura formandosi nello studio del padre Raymond Bonheur.
In seguito la giovane frequentò l'atelier del pittore Léon Cogniet dimostrandosi un'allieva non facile perché restia a imparare metodi accademici e più favorevole a una pittura di maggiore impatto realista.
Tutta la sua produzione artistica è improntata sulla pittura di paesaggio a esclusione dell’ultima attività, quando la Bonheur si rivolse con grande interesse alle novità emerse dalla pittura impressionista.
Il primo impegno ufficiale dell'artista risale al Salon del 1841 dove presentò “Moutons, chèvres et lapins” che raccolse un buon successo di critica.
Sull'esempio di George Sand, Rosa fu una donna spregiudicata e anticonformista…, assetata di novità, curiosa di tutto, fu amica di gente di tutte le condizioni sociali, non disdegnò di frequentare luoghi malfamati e locali per soli uomini.
Negli anni trascorsi in Inghilterra questo lato ribelle del suo carattere suscitò la simpatia della regina Vittoria, nonostante questa fosse una donna attaccata ai valori tradizionali, che le procurò un cospicuo numero di commissioni.
Dopo una lunga serie di onorificenze, la Bonheur chiuse la sua attività con il premio più ambito per le donne francesi, perché solitamente riservato solo agli uomini: la nomina a cavaliere della Legion d'Onore. L'artista si spense a Melun nel 1899.


BONNARD Pierre (Vita e opere)

Pierre Bonnard (Fontenay-aux-Roses, 3 ottobre 1867 – Le Cannet, 23 gennaio 1947) è stato un pittore francese.


 BORROMINI Francesco (Vedi biografia)

Architetto italiano (Bissone 1599 - Roma 1667).
Fu a Roma giovanissimo e si formò presso il Maderno. Lavorò dapprima alle dipendenze del Bernini in San Pietro e a Palazzo Barberini, fu poi nel 1634 solo responsabile dei lavori per la chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane. Fu esacerbato dalla competizione col Bernini, di cui rigettava l'impostazione spaziale amplificata.
Sono sue la galleria prospettica di Palazzo Spada e il convento, l'oratorio e la biblioteca dei Filippini. Della sua piena maturità sono, oltre alla sua creazione più originale, Sant'lvo alla Sapienza (1642-50), anche i palazzi Carpegna (attualmente sede dell'Accademia di San Luca e di Propaganda Fide), Sant'Agnese in Piazza Navona, il convento e la chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori al Gianicolo e Sant'Andrea delle Fratte.
Prima della morte realizzò la facciata del San Carlino, espressione efficacemente riassuntiva dei motivi dominanti della sua impostazione architettonica.


BOSCH Hieronymus (Vita e opere)


Hieronymus Bosch, nome d'arte di Jeroen Anthoniszoon van Aken ('s-Hertogenbosch, 2 ottobre 1453 – 's-Hertogenbosch, 9 agosto 1516) è stato un pittore olandese.


BOTTICELLI, Sandro Filipepi (Vedi biografia)

Pittore (Firenze 1445-1510).
Esponente tra i più importanti della cultura fiorentina, risentì probabilmente I'influenza di Filippo Lippi, del Verrocchio e del Pollaiolo.
Le sue prime opere sono la Madonna col Bambino, il Dittico di Giuditta e Oloferne (1468) e la Fortezza (1470)
Introdotto nell'ambiente di Lorenzo il Magnifico, eseguì la Primavera (1477-78) e la Nascita di Venere (1483-84).
Chiamato a Roma lavorò alla Cappella Sistina nel 1481 (Storia di Cristo e Mosè).
Alcune delle sue grandi opere sono: Adorazione dei Magi, Madonna del Magnificat, Madonna del Libro, gli affreschi della Villa Tornabuoni ecc. 
Coinvolto nella crisi politica e religiosa di Firenze, I'artista si espresse in opere di tensione drammatica, come la Calunnia (1494 ca.), i disegni per la Divina Commedia, la Pietà ed altre, fino alle ultime, altamente mistiche, come la Crocefissione e la Natività (1501).


BOUCHER François (Vedi le sue opere)

François Boucher (Parigi, 29 settembre 1703 – Parigi, 30 maggio 1770) è stato un pittore francese.


BOUTS Dieric (Vita e opere)

Dieric Bouts il vecchio (Dirk o Dierick) (Haarlem, 1415 circa – Lovanio, 6 maggio 1475) è stato un pittore olandese. Insieme a Hans Memling, è considerato il più importante seguace di Rogier van der Weyden; il luogo di origine, come pure la data di nascita, non sono certi.


BRAMANTE Donato (Vedi biografia)

Architetto e pittore (Monte Asdruvaldo, Pesaro 1444 - Roma 1514).
La sua formazione artistica si svolse presso la corte dei Montefeltro a Urbino, studiando le opere del Laurana e di Piero della Francesca. Soggiornò a Mantova ove fu attratto dalle opere di Mantegna e successivamente di Melozzo.
La sua attività in Lombardia iniziò a Bergamo nel 1477 con gli affreschi del Palazzo della Ragione e continuò a Milano, ove nel 1478 diresse i lavori di ricostruzione della chiesa di Santa Maria presso S. Satiro. 
Si occupò del Duomo di Milano e, nel 1488 circa, progettò quello di Pavia e il Castello di Vigevano.
Negli ultimi anni trascorsi a Milano si occupò della ristrutturazione di Santa Maria delle Grazie.
Lasciò la città nel 1499 e si recò a Roma ove nel 1500 iniziò i lavori per il chiostro di Santa Maria della Pace e nel 1502 quelli per il Tempietto di S. Pietro in Montorio; seguirono poi la sistemazione dei Palazzi Vaticani (cortile del Belvedere) ed i primi lavori per la Nuova Basilica di S. Pietro (1505-1513) secondo un progetto che fu poi ripreso da Michelangelo.


BRAQUE Georges (Vedi Donna con la chitarra)

Georges Braque (Argenteuil, 13 maggio 1882 – Parigi, 31 agosto 1963) è stato un pittore e scultore francese, che assieme a Pablo Picasso è stato l'iniziatore del cubismo[1].Il cubismo sintetico nasce tra il 1910 e il 1911, grazie a Picasso e Braque, che si rendono conto che spezzando troppo la superficie pittorica, i suoi singoli frammenti non sono più ricomponibili virtualmente e l'opera si avvicina sempre più ai caratteri dell’astrattismo, infatti i cubisti non vogliono perdere la riconoscibilità dell'oggetto.
Con la collaborazione di Juan Gris elaborano una serie di tecniche per uscire da questo paradosso in cui sono incappati portando alle estreme conseguenze la loro tecnica di rappresentazione del reale. Introducono nel quadro frammenti di realtà, di oggetti reali combinati alle parti dipinte (tecnica del collage), utilizzano mascherine con numeri o lettere (tecnica mista, tipo stencil); inseriscono "trompe l'œil" e riproducono l’effetto delle venature del legno con la tecnica del pettine passato sul colore fresco.
Inoltre si assiste al ritorno del colore e soprattutto il processo dell'opera non ha inizio attraverso l'osservazione del reale, ma si creano sulla tela forme geometriche semplici variamente composte, in intersezione, orientate in vario modo e solo in un secondo momento queste suggeriscono oggetti reali. La realtà viene dunque sintetizzata, creata nell’immagine. Gli oggetti sulla tela non sono più copia del reale, esistono nel momento in cui vengono concretizzati nell’immagine pittorica, di essi c’è solo il concetto formale.


BRETON Jules (Vita e opere)

Louis Aimé Aldolphe Jules Breton (Pas-de-Calais, 1º maggio 1827 – Parigi, 5 luglio 1906) è stato un pittore e poeta francese.


BRILL Paul (Vita e opere)

Paul Bril (Anversa, 1554 – Roma, 7 ottobre 1626) è stato un pittore e incisore fiammingo, fratello di Matthaeus Bril.
Figlio del paesaggista Matthijs il Vecchio. Spesso lavorò a fianco del fratello.
Subì influenze di Adam Elsheimer. I suoi paesaggi sono in stile derivante dal Manierismo e soprattutto dai fiamminghi del Cinquecento.
Nel 1574 si trasferì a Roma e si lasciò influenzare dal paesaggismo Muziano e si distanziò dalla poetica fiamminga.
Dipinse perlopiù paesaggi, ma fece anche incisioni su rame e delle pitture in miniatura dette in inglese cabinet painting (vale a dire, in italiano, pitture gabinetto) e collaborò anche con Johann Rottenhammer.
Dipinse anche degli affreschi nel Palazzo Orsini a Monterotondo.

Sue opere sono esposte al Vaticano (soprattutto affreschi) e, un "Paesaggio con scene e caccia" è esposta alla Galleria Doria Pamphilj.


BRONZINO, Agnolo di Cosimo (Vedi biografia)

Pittore (Monticelli, Firenze 1504 circa - 1572).
Educato alla pittura da Raffaellino del Garbo e soprattutto dal Pontormo, collaborò con quest'ultimo alla Certosa di Val d'Ema e alla decorazione della Cappella Capponi a Santa Felicita.
Dal 1530 lavorò per i Duchi di Urbino e dal 1539 per i Medici, che gli affidarono i lavori per la Cappella di Eleonora di Toledo in Palazzo Vecchio (1540-46).
Dipinse i suoi più bei ritratti per le famiglie Panciatichi e Medici. 
Soggiornò a Roma (1546-48) e, tornato a Firenze, intraprese diverse opere lavorando a lungo per la chiesa di S. Lorenzo.


BRUEGEL IL VECCHIO Pieter (Vedi le sue opere)

Pieter Bruegel o Brueghel (Breda, 1525/1530 circa – Bruxelles, 5 settembre 1569) è stato un pittore fiammingo. È generalmente indicato come il Vecchio per distinguerlo dal figlio primogenito, Pieter Bruegel il Giovane. Anche il secondogenito Jan Bruegel il Vecchio seguì le orme paterne e così pure il nipote Jan Bruegel il Giovane.


BRUNELLESCHI Filippo (Vedi biografia)

Architetto e scultore (Firenze 1377-1446).
Si formò artisticamente in "bottega" come orafo e scultore, eseguì busti e statue d'argento in stile tardo-gotico (intorno al 1400) per I'altare di S. Jacopo nel Duomo di Pistoia, e nel 1402 partecipò al concorso per la seconda porta bronzea del Battistero con la formella sul tema del Sacrificio d'Isacco.
Scolpì anche il Crocefisso ligneo della Cappella Gondi in S. Maria Novella(1420 circa). 
Compì frequenti viaggi di studio a Roma a partire dal 1402.
Il suo interesse si volse poi esclusivamente all'architettura e nel 1420 circa si occupò dei lavori della cupola di S. Maria del Fiore (Firenze) a cui dedicò tutta la sua vita.
Nel contempo realizzò altre opere fondamentali: il progetto per l'ospedale degli Innocenti (1419) e I'inizio dei lavori per S. Lorenzo (1423), ripresi da altri dopo la sua morte.
Fu anche inventore di macchine e congegni.


BÖCKLIN ARNOLD (Vita e opere)

Arnold Böcklin (Basilea, 16 ottobre 1827 – San Domenico di Fiesole, 16 gennaio 1901) è stato un pittore, disegnatore, scultore e grafico svizzero, nonché uno dei principali esponenti del simbolismo tedesco insieme a Ferdinand Hodler, Max Klinger e Lovis Corinth.
Böcklin è stata una figura rappresentativa della storia dell'arte in Germania. Inizialmente fu paesaggista, ma, grazie ai frequenti viaggi in Italia, fu influenzato dal romanticismo: all'interno dello stile dell'Art Nouveau, fu simbolista. La sua pittura si rivela mitologica: creature oniriche (ninfe, naiadi e centauri) tra architetture classiche, simbolismi, allegorie e un richiamo spesso ossessivo alla morte. L'effetto è la creazione di mondi strani e fantastici. La sua opera più famosa è L'Isola dei Morti.

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mercoledì 22 agosto 2012

Sandro di Mariano Filipepi detto BOTTICELLI


BOTTICELLI 
Cornini Guido
Giunti Editore * 2010
Collana - Dossier d'art
Pagine 52 illustrate




* La presente pubblicazione è dedicata a uno tra i più squisiti interpreti dell'arte fiorentina del Quattrocento: Sandro Botticelli, universalmente noto per la musicalità delle linee e per il fascino delle sue enigmatiche mitologie, dalla Primavera alla Nascita di Venere, dalla Pallade a Venere e Marte. Uno studio puntuale e documentato permette di leggere questi capolavori nelle loro strutture formali e nei loro significati simbolici, dedicando un ampio spazio a tutto l'arco della produzione del pittore. 





Sandro di Mariano Filipepi detto Botticelli (1444-1510) nasce a Firenze, e l'arte varia e voluttuosa di Filippo Lippi attrae l'intelligenza del giovane che non è indifferente né alla nobiltà del Verrocchio né alla vibrante risolutezza d'Antonio Pollaiolo. 

Botticelli si forma alla bottega del Verrocchio, dove viene a contatto con Leonardo, che segnerà sempre il percorso artistico del nostro. 

Disegnatore originale, traduce i tratti continui e le linee impulsive, che intaccano le superfici, in pennellate aspre, le quali ricercano i caratteri, le espressioni ed i movimenti. 
L'arido naturalismo di alcuni quattrocentisti toscani si raffina nella norma esclusiva della linea sottile e nervosa..., l'indole mobile e l'ardore dell'ingegno convengono a questo periodo di transizione. 
L'umanesimo dei Medici ristabilisce il culto e non la copia dell'antico: la poesia non ricalca modelli, e l'anima del vero artista interpreta le leggende religiose ed i miti pagani. 
All'intensità della fede non ripugnano i bei corpi femminili, lunghi e magri, dal viso affilato e dallo sguardo triste, come quello delle Madonne con gli occhi bassi e le labbra smorte. 
La curiosità e la finezza penetrano nell'allegoria ed appassionano l'azione con la violenza del contorno, specie quando i motivi si coordinano o turbinano attorno ad un punto di mezzo del quadro. 
Anche nei disegni in punta d'argento, che illustrano la "Divina Commedia", lo squisito idealista esclude dal suo lirismo pittorico i terribili effetti delle bufere e delle pene devastatrici.
  
Ritorno di Giuditta a Betulia - Botticelli
   
Nel "Ritorno di Giuditta a Betulia", che si trova nella galleria degli Uffizi a Firenze, dipinto nel 1472, domina un soffuso sentimento malinconico, espresso dalla qualità vibrante della luce, dall'intensa mobilità espressiva dei tratti e dalle fitte increspature delle vesti fluenti e arricciate, che accompagnano gli ondeggiamenti del corpo in movimento. 
La ripetizione ritmica delle linee morbide e la trasparenza velata delle vesti mettono in comunicazione la figura umana con la tremula luce del paesaggio. 
La "Primavera", dipinta nel I476-78, sita negli Uffizi di Firenze, evoca il sogno celebrato dal Poliziano nelle "Stanze". 
Al rezzo (luogo fresco ed ombroso) di un bosco di aranci, nella luce ambrata, che filtra fra i tronchi, Venere - casta e con il capo chino - sembra in atto di segnare il ritmo alla danza delle Grazie agili e coperte di veli. Accanto ad esse, Mercurio con il casco - è forse "il bel Julio" del poeta - alza la destra ai rami, ed il piccolo Amore, con gli occhi bendati, scendendo a volo, scaglia un dardo.., a sinistra, la Primavera cammina lieve ed ilare sui fiori, mentre Flora sfugge all'abbraccio di Zeffiro. 
  
Nascita di Venere - Botticelli
  
Nel 1478 fu eseguita la "Nascita di Venere", che si trova sempre agli Uffizi di Firenze: un altro capolavoro. 
La dea, trasportata sulla conchiglia dal soffio dei Venti, è malinconica, e, quasi tocca da un'ombra di misticismo medioevale, non si accorge della ninfa che vuol metterle il manto rosso a fiori verdi. 
  
Le tentazioni di Cristo e la Purificazione del lebbroso - Botticelli
   
Fra il 1481 e 1482, furono affrescati nella Cappella Sistina la "Le tentazioni di Cristo e la Purificazione del lebbroso" - che ricorda la carità di Sisto IV, fondatore di un ospedale -, la "Giovinezza di Mosé" ed "Aaron che scaccia i ribelli", monumentale e mosso....., la novità di quest'ultima composizione si collega con la più tarda "Calunnia d'Apelle" (Firenze, Uffizi). 
Fra i tondi non si deve dimenticare l'ispirata "Madonna del Magnificat" (Firenze, Uffizi), specie per il contrasto fra la Vergine, umile e raccolta, ed il Bambino che leva la testa e vede l'infinito. 

Dei singolari ritratti, i più psicologici sono "Simonetta Vespucci" (1476 circa) e "Giuliano de' Medici" (1478 circa) che si trovano oggi nel Museo di Berlino.
   
Madonna dell'Eucarestia - Botticelli (VEDI SCHEDA)
  
Negli ultimi anni, di fronte all'inasprirsi della crisi politico-religiosa a Firenze, e amareggiato per il confronto con Leonardo, fautore di una pittura antitetica ai suoi gusti, perchè fondata sull'immagine della natura e sull'osservazione diretta, Botticelli esaspera il suo pessimismo e la totale sfiducia nel progresso storico, riflettendo la sua angoscia nella scompaginazione dei valori spaziali e prospettici della "Natività mistica" e nei ritmi compositivi laceranti delle "Storie di San Zanobi".


VEDI ANCHE . . .

SANDRO BOTTICELI - Vita e opere

LA PRIMAVERA - Botticelli 

MADONNA DEL MAGNIFICAT - Botticelli

MADONNA DELL'EUCARESTIA - Botticelli


lunedì 11 ottobre 2010

MADONNA DELL'EUCARESTIA (1470-1472 circa) - Sandro Botticelli

    

MADONNA DELL'EUCARESTIA (1470-1472 circa)
Sandro Botticelli (1445-1510)
Isabella Stewart Gardner Museum - Boston
Tavola cm. 85 x 64,5


Il titolo con cui l'opera è nota trova riscontro nell'originale presenza della composizione di uva e spighe di grano, simboli appunto dell'Eucarestia, che l'angelo porge alla Vergine e che essa accoglie mesta.
La scena si svolge in uno spazio semi-aperto definito prospetticamente da un'alta balaustra marmorea posta contro il cielo azzurrino ed aperta al centro da una finestra su un o sfondo di paese; questo è analiticamente descritto dall'artista nelle dolci colline, nelle anse del fiume, negli esili alberelli e nei radi edifici.
Le figure sono rappresentate con un taglio ravvicinato che ce le mostra quasi per intero occupando con i loro corpi eleganti ma vigorosamente torniti tutto il piano della scena: la Madonna assorta e meditabonda, il rotondo bambino raccolto nel suo grembo e il bell'angelo, ricciuto ed elegante come un paggio quattrocentesco che offre i suoi servigi, quasi sospeso fra un'espressione pensosa ed il sorriso "verrocchiesco" che inclina l'angolo della bocca.
Così la composizione, se è certo debitrice dell'iconografia del Lippi nella MADONNA COL BAMBINO E ANGELI degli Uffizi a Firenze, mostra anche un aggiornamento sulle ricerche della bottega verrocchiesco nella complessità prospettica e compositiva, con esiti che ricordano anche le ricerche del giovane Leonardo.

Non conosciamo l'originaria collocazione dell'opera che sappiamo proveniente dalla Collezione Chigi di Roma dove rimase fino al 1899 e della quale il dipinto conserva sul retro uno stemma.


LA DISPERSIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO ITALIANO NELL'OTTOCENTO

L'esportazione di un'opera importante come la MADONNA DELL'EUCARESTIA non fu un episodio isolato, anzi, nonostante il patrimonio artistico italiano fosse tutelato da rigide leggi, nel corso dell'Ottocento molte collezioni vennero vendute all'estero.
Il caso più clamoroso fu senz'altro la svendita della famosa collezione Campana di Roma che comprendeva pregiate sculture e maioliche rinascimentali; dopo l'arresto nel 1857 del marchese Giampietro campana per bancarotta fraudolenta, la sua collezione venne sequestrata dallo Stato Pontificio che in parte la rivendette allo zar di Russia... (...) ...



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giovedì 28 gennaio 2010

SAN DOMENICO BENEDICENTE (Saint Dominic) - Sandro Botticelli


SAN DOMENICO BENEDICENTE (1495-1500)

Sandro Botticelli (1445-1510)
Pittore italiano del XV secolo
Museo dell’Ermitage a San Pietroburgo
Olio e tempera su tela
(trasferito dalla tavola) cm. 44,5 x 26



Il quadro, di piccole dimensioni e originariamente dipinto su tavola, rappresenta San Domenico a figura intera, in piedi. Il Santo indossa il caratteristico abito domenicano, costituito da una veste di colore bianco e da un mantello nero sovrapposto e tiene nella mano sinistra un libro.
L'iconografia è comunque piuttosto insolita, ed è probabilmente dovuta al Botticelli stesso.

Il San Domenico si distende verso l'alto con un ampio gesto del braccio destro, gesto che sembra indicare un atto di benedizione, anche se è più probabile che il Santo stia predicando.
Proprio per questo tema mistico il dipinto è stato ritenuto un'opera tarda dell'artista, eseguito durante il periodo in cui egli aderì allo spirito austero e devoto della predicazione di frate Girolamo Savonarola.
Il paesaggio nello sfondo è analogo a quello che si trova in un altro piccolo quadro del Botticelli, sempre conservato all'Ermitage di San Pietroburgo, che raffigura “San Girolamo penitente” e che costituisce il pendant del “San Domenico”.
A questi due dipinti la critica ha accostato, forse a torto, altri due quadretti raffiguranti lo “Angelo annunziante” e la “Vergine annunziata”, che hanno la medesima provenienza e che oggi si trovano nel Museo Puskin di Mosca.
Questi ultimi facevano forse parte in origine degli sportelli che il Botticelli dipinse per la tavola del “Giudizio Universale” del Beato Angelico, come ricordano alcuni documenti quattrocenteschi.


L'opera

Il piccolo dipinto è documentato nel 1896 nella Collezione Stroganoff insieme ad altri tre quadretti del Botticelli raffiguranti rispettivamente lo “Angelo annunziante”, e la “Vergine annunziata”, e “San Girolamo penitente”.
Le quattro opere pervennero nel 1921 all'Ermitage di San Pietroburgo.
Da qui le prime due passarono al Museo Puskin di Mosca.
Il “San Domenico benedicente” è un'opera piuttosto difficile da giudicare a causa delle attuali non buone condizioni di conservazione.
Il dipinto ha subito in passato alcuni restauri e presenta qualche ridipintura.


Botticelli e Savonarola

A Firenze, dopo la morte di Lorenzo il Magnifico e la caduta dei Medici, era stata instaurata alla fine del XV secolo una repubblica guidata dal frate domenicano Girolamo Savonarola.
Egli perseguiva la strada della moralizzazione e della spiritualizzazione della società in senso estremistico e radicale.
Il Vasari afferma nelle sue “Vite dei pittori” che Sandro Botticelli aderì al partito dei “piagnoni”, i fedeli seguaci del Savonarola. In realtà sembra che sia stato più che altro Simone, fratello dell'artista, ad essere un vero e proprio “piagnone”.
Tuttavia non si può negare che le opere tarde del Botticelli siano in qualche misura ispirate alla predicazione del frate domenicano.
I soggetti, quasi sempre sacri, hanno toni apocalittici…, la bellezza ideale che aveva caratterizzato le celebri opere profane, come la “Primavera” e la “Nascita di Venere”, lascia il posto a una forte componente drammatica.


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BOTTICELLI - Giunti Editore


mercoledì 11 giugno 2008

MADONNA DEL MAGNIFICAT (1482 circa) - Sandro Botticelli



MADONNA DEL MAGNIFICAT (1482 circa)


Sandro Botticelli (1445-1510)
Galleria degli Uffizi - Firenze
Tempera su tavola diametro cm. 118



Secondo la narrazione del Vangelo di San Luca il "Magnificat" è l'inno che Maria, già in attesa di Cristo, innalzò a Dio quando si recò a trovare la cugina Elisabetta, futura madre di Giovanni Battista. Nel momento in cui le due donne si incontrarono, il bambino di Elisabetta si agitò nel grembo, e la Santa comprese che era stata sottomessa alla volontà divina. Fu così che Maria rivolse all'Onnipotente il suo canto di gioia e di ringraziamento.

In questa composizione Botticelli, come in altre occasioni, non fu fedele al testo. Qui infatti vediamo Maria incoronata dagli angeli - invece secondo l'iconografia più diffusa veniva incoronata da Gesù - mentre è intenta a scrivere la sua preghiera, guidata alla mano del Bambino.
Questa posa ritorna in una piccola tavola dello stesso periodo, conosciuta col titolo LA MADONNA DEL LIBRO (Museo Poldi Pezzoli, Milano).
Con sguardo dolce e sicuro il Bambino indica alla Madre già pensierosa, il passo biblico che allude al suo destino. Ma l'originalità del tondo è data dall'armonia con cui sono orchestrate le novità iconografiche e stilistiche.
Nell'impostazione formale c'è un'innovazione rispetto all'uso consueto della prospettiva: i personaggi e lo sfondo paesaggistico sono disposti in modo tale da creare l'illusione che il tondo sia concavo, una semisfera che attrae lo spettatore verso l'interno. Forse Botticelli ebbe questa idea guardando i giochi illusionistici o le prospettive poco ortodosse dei capolavori fiamminghi che arrivavano a Firenze proprio in quegli anni.
La raffinatezza espressa dal tipico linearismo botticelliano e l'eleganza nella profusione degli ori sarebbero stati sterili senza la tenerezza e la grazia delle espressioni e le movenze dei personaggi tutti silenziosamente dialoganti fra loro.

Nelle VITE del 1568, Giorgio Vasari ricorda che al suo tempo il tondo era molto ammirato; la preziosa testimonianza però non è chiara sulle notizie della committenza e della originale collocazione. E' documentato, invece, l'acquisto della tavola, comprata dal granduca Pietro Leopoldo presso Ottavio Magherini come opera di un ignoto artista. Oggi la maggior parte degli studiosi è d'accordo nel datare l'opera dopo il viaggio di Botticelli a Roma (1481-1482), dove l'artista aveva affrescato la Cappella Sistina ricevendone fama e successo.


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