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sabato 15 maggio 2010

LA COLAZIONE (The Breakfast) - François Boucher

LA COLAZIONE (1739)
François Boucher (1703-1770)
Pittore francese del XVIII secolo
Museo del Louvre a Parigi
Tela cm 81,5 x 65,5


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Pixel 2320 x 1790 - Mb 1,97


Ritorno su François Boucher con questo dipinto, realizzato nel 1739, che si colloca in un periodo particolarmente felice della carriera di Boucher.
In questi anni, infatti, il pittore raggiunge la sua piena maturità artistica e conferisce alle sue creazioni un carattere originale e personale.
In particolare ne "La colazione" posso sottolineare la sicurezza e l'accuratezza del disegno, oltre all'uso di un impasto di colore ricco, ma allo stesso tempo sobrio, mai sovrabbondante.

L'abilità di Boucher riesce a rendere partecipe l'osservatore al senso di serenità e di tranquillità che emana da un gruppo familiare ripreso nella sua intimità.
Da notare inoltre lo sguardo del fanciullo fisso su di me spettatore, il quale dona alla pittura l'impressione di una fotografia istantanea, facendo quasi dimenticare il lungo e paziente lavoro dell'artista.
Tale sensazione di immagine fotografica viene rafforzata dalla moltitudine di particolari: la caffettiera d'argento, il servizio da caffè e, in secondo piano, l'orologio, la statuetta di porcellana cinese simile a quelle possedute dal pittore.
La critica tradizionale, confortata dalle vicende biografiche di Boucher (che nel 1739 aveva moglie e due figli), riconosceva in questo dipinto un affettuoso omaggio dell'artista alla sua famiglia.
La critica più recente preferisce invece vedervi la rappresentazione di un interno rococò alla moda, abitato da personaggi per i quali i familiari del pittore fecero da modelli.
A partire da Boucher è stato definito rococò lo stile ornamentale usato nell'arredamento dei piccoli appartamenti dei reali e delle dimore private.
Questo stile alleggerito miniaturizza e incurva l'austera linea che prevaleva al secolo di Luigi XIV, grazie anche all'uso crescente dell'arabesco.

Già nel 1749, cioè appena dieci anni dopo la sua esecuzione, "La colazione" è citata nel catalogo della vendita Gersaint, come opera di soggetto galante e piacevole.
Nel 1759 compare nel catalogo della vendita Prousteau, come dipinto particolarmente rispondente al gusto del pubblico.
Negli anni successivi subisce numerosi passaggi di proprietà.
Nel 1878 appare nella collezione di Jules Duclos con il titolo Interno della sua famiglia.
In seguito alla vendita del 1881 giunge infine in possesso del dottor Achille Malecot, il quale lascia il dipinto al Museo del Louvre, per legato.


BOUCHER E LA PITTURA DI GENERE

François Boucher è sicuramente il maestro incontestato della pittura galante, genere molto apprezzato dalla borghesia e dai cortigiani, e colui che dipinge i soggetti più rilevanti e significativi della pittura rococò..., in qualche modo, secondo un'espressione un po' forte, ma storicamente vera, egli fece della "pittura di seni e di glutei" un vero stile nazionale.
Ma egli è anche pittore di scene di vita borghese, come testimonia "La colazione" del Museo del Louvre.
La scelta del soggetto, piuttosto inusuale (altre opere similari sono "La modista"..., "L'artista nel suo atelier"..., "La bella cuoca"), consente l'accostamento di Boucher ai cosiddetti "Peintres de Fétes galantes" e, soprattutto, a Jean-François de Troy (1679-1752), il quale si era guadagnato fama e notorietà dipingendo personaggi dell'alta società riuniti nelle loro aristocratiche dimore.
In questo caso, tuttavia, "La colazione" è una pittura di genere e non più celebrativa..., è la storia familiare, la vita intima, ad esservi raffigurata e non una grande scena storica o religiosa.


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LA SIGNORA BOUCHER SULLA CHAISE LONGUE (1743) - François Boucher


LA SIGNORA BOUCHER SULLA CHAISE LONGUE (1743) - François Boucher

LA SIGNORA BOUCHER SULLA CHAISE LONGUE (1743)
François Boucher (1703-1770)
Pittore francese del XVIII secolo
Frick Collection di New York
Olio su tela cm 54 x 67
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Pixel 1790 x 2160 - Mb 1,75


Più che in una stanza da letto, ci troviamo in un boudoir, in un piccolo camerino da ricevimento o da riposo ornato in ogni dettaglio con cura minuziosa.
Lo testimonia la piccola bacheca laccata di grigio dove, secondo un'usanza settecentesca assai diffusa nel Nord-Europa, sono contenuti tutti gli ingredienti per fare il tè e, in bella vista, la teiera e le tazze per servirlo ad eventuali ospiti.
Come nel paravento semiaperto posto ai piedi della chaise longue, la statuetta di Buddha collocata nello scomparto superiore risponde alla moda per gli oggetti orientali, o decorati da disegni orientaleggianti, che pervase la cultura e l'arredamento francese a cominciare dagli anni Trenta divenendo un gusto vero e proprio soltanto durante il regno di Luigi XV.

Risponde alla stessa intenzione estetica la carta rosso-aranciato a girali vegetali che copre i muri del camerino e che ricorda i ricami decorativi degli abiti del tempo.
Al rivestimento delle pareti s'intona la stoffa del basso panchetto sul quale la donna ha deposto alcuni accessori del proprio abbigliamento prima di sdraiarsi sulla chaise longue.

Ancora vestita di tutto punto come se avesse da poco ricevuto qualcuno, la dama sembra stia ora meditando di riposarsi. Ha un elegante abito bianco alla moda e calze pantofoline da camera dalla tomaia rosso-vivo ancora in pendant con l'ambiente in cui si trova.
A fianco alla chaise longue, che costituisce una delle invenzioni più raffinate e più curiose del mobilio dello stile "Luigi XV" vi è un tavolinetto di legno pregiato con il cassettino aperto e dai sostegni ricurvi, esili e slanciati.

Sul piano del tavolo, un foglio un po' accartocciato con la firma di Boucher si rivela come una lettera da questi inviata alla donna effigiata, secondo la tradizione identificabile con la moglie dell'artista.


La tela è firmata e datata in basso a destra: "F. Boucher. 1743".
Un'altra firma compare nella lettera appoggiata sul piano del tavolinetto collocato a fianco della chaise longue.
La donna effigiata è Marie-Jeanne Buseau, nata a Parigi nel 1716 e sposata da Boucher nel 1733, quando aveva solo 17 anni.
L'opera, che apparteneva in origine a Davout, ha subito una lunga serie di passaggi di proprietà.
Rimasta per un certo periodo nella collezione di Le Dart a Caen, essa giunse a Parigi grazie a Joseph Bardac.
Successivamente fu acquistata da David Weill a New York e infine, nel 1937, passò nella Collezione Frick.


LA PRESUNTA INFEDELTÀ DI BOUCHER

I moralisti del XVIII secolo, prendendo spunto dal fatto che Boucher aveva dipinto una serie di tavole erotiche su commissione di Luigi XV, ne dedussero che l'artista doveva essere un dissoluto.

A parte l'opinione di Diderot, che circa Boucher si domandava...

"Cosa può avere in mente un uomo che passa la sua vita con le prostitute di basso rango?"..

...esisteva sul suo conto un pettegolezzo scandaloso secondo il quale François Boucher avrebbe condotto la duchessa di Chartres all'infedeltà, sedotto dalla sua quasi completa nudità mentre questa posava per lui.

L'aneddoto, rientrante nella categoria delle molte storie inventate dopo la Rivoluzione per screditare l'Ancien Régime, non trova conferma nelle testimonianze contemporanee che anzi raccontano della stretta armonia nella quale viveva la famiglia Boucher e dell'ottimo rapporto fra l'artista e sua moglie.


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lunedì 25 gennaio 2010

APOLLO RIVELA LA SUA IDENTITÀ A ISSÉ (Apollo Revealing his Divinity to the Shepherdess ) - François Boucher

APOLLO RIVELA LA SUA IDENTITÀ A ISSÉ (1750)
François Boucher (1703-1770)
Pittore francese del XVIII secolo
Musée des Beaux-Arts a Tours
Olio su tela cm. 129 x 157,5

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Pixel 1810 x 2240 - Mb 1,91


Dentro una fitta foresta svolazzano numerosi amorini, che hanno in mano delle corone di fiori, intenti a celebrare l'incontro fra il dio Apollo e la pastora Issé.
I due protagonisti principali della storia si trovano al centro della composizione.
Apollo porta in capo la corona di alloro, suo tradizionale attributo, e la faretra, che allude al suo ruolo di protettore degli arcieri.
Egli prende dalle mani di un amorino la cetra, strumento che lo elegge a dio della musica.
La pastora, perduto il suo modesto aspetto, ha assunto le sembianze di una bellissima giovane, elegantemente abbigliata.
In alto un amorino regge le briglie dei cavalli bianchi che tirano il carro d'oro.
Due ninfe sdraiate, in primo piano sulla sinistra, assistono teneramente abbracciate all'incontro fra Apollo e Issé.

Gli artisti del Settecento, compreso Boucher, spesso rappresentarono temi tratti dalla mitologia greca, e in particolar modo la leggenda di Apollo, molto in voga presso la corte.
La larga diffusione dei temi apollinei in Francia è legata alla passione che Luigi XV nutriva per questo dio.
Tale legame ha indotto qualche critico a pensare che il dipinto di Boucher fosse stato commissionato dal sovrano per donarlo come pegno d'amore a M.me de Pompadour.


Probabilmente il dipinto fu commissionato a Boucher dal futuro duca di Choiseuil, come dono di nozze alla giovane sposa, figlia del banchiere Crozat, famoso collezionista, celebrate nel dicembre del 1750.
Confiscato nel 1794, nel 1802 entrò nelle Collezioni Statali del Museo di Tours.
Dell'opera restano alcuni disegni preparatori, dei quali uno relativo agli amorini è conservato al Metropolitan Museum of Art di New York, e un altro che traccia le figure delle ninfe, si trova all'Art Institute di Chicago.
Esiste anche uno schizzo a olio della composizione, tracciato dalla pittrice impressionista Berthe Morisot.


IL GALANTE BOUCHER


Nel 1750 Boucher si trasferì a Bellevue, ospite della marchesa di Pompadour, sua fedele ammiratrice, nonché committente di numerose sue opere.
Frequentò assiduamente salotti, fra cui anche quello di M.me Geoffrin, e la Reggia di Versailles, sempre accolto con simpatia per la sua grazia e la sua allegria.

Queste sue virtù dovevano essere molto note a corte se Deloynes, nel 1753, scrisse di lui...

"Un uomo come Boucher può sopportare molte critiche senza mai nulla perdere della sua reputazione: gli si potranno scoprire dei difetti, ma gli resteranno abbastanza doti ammirevoli da farne oggetto di invidia".


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sabato 23 gennaio 2010

EDUCAZIONE DI AMORE (Education of Cupid) - François Boucher

EDUCAZIONE DI AMORE (1738)
François Boucher (1703-1770)
Pittore francese del XVIII secolo
COUNTY MUSEUM OF ART di LOS ANGELES
Olio su tela cm. 72 x 157


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Pixel 2500 x 1740 - Mb 1,97


L'elegante composizione si dipana su un registro orizzontale: attorno all'asse mediano del quadro le tre figure, i cigni, i panneggi e le nuvole stesse creano una serie di linee che fluttuano con andamento sinusoidale.
Lo stesso motivo grafico è ripreso dal pittore per delineare lo scettro di Mercurio.
Su un soffice letto di nuvole vediamo semisdraiate le figure di Venere, madre del piccolo Amore, e di Mercurio, suo maestro.
Amore è raffigurato come un bambino paffuto e vivace…, ai suoi piedi è adagiato il suo strumento di seduzione, la faretra carica dei potenti strali amorosi.
I due dèi stanno insegnando a leggere al piccolo con l'aiuto di un cartiglio che reca un'iscrizione con la firma del pittore.
La scena è suddivisa, anche dal punto di vista cromatico, in due sezioni distinte: nella parte inferiore dominano le nuvole compatte, dense e scure, che servono da basamento, mentre lo sfondo della zona superiore, dai toni azzurrini, è dominato da un cielo arioso solcato da nubi bianche e rosate.
Tutto il quadro è fondato su tonalità tenui, su colori madreperlacei e sfumati come in un pastello.
Fa eccezione soltanto il drappo rosso che cinge i fianchi di Mercurio.

Ancora una volta Boucher ha saputo creare, utilizzando il tema mitologico, una scena aggraziata e sensuale, leggiadra e al tempo stesso provocante.

Il quadro è firmato e datato dall'artista sul foglio di carta srotolato al centro della composizione: su di esso compare l'iscrizione «F.Boucher 1738».
Fece parte della collezione del conte di Langonnay nel Palazzo Gotschacow.
Passò in seguito presso diverse Collezioni Private americane: R.Treat Paine di Boston, Marion Davies di Los Angeles, Wildenstein & Co. di New York e, infine, William Randolph Hearst, la cui raccolta è depositata oggi nel County Museum di Los Angeles.


Destinazione originale di EDUCAZIONE DI AMORE


Il dipinto fa parte di una serie di tre pannelli di identiche dimensioni, molto allungate nel senso orizzontale, che erano in origine dei soprapporte.
Questo genere di quadri, che aveva la funzione di complemento dell'arredo domestico e che sostituiva egregiamente le decorazioni ad affresco o in stucco fatte direttamente sulla parete, si diffuse soprattutto a partire dal XVII secolo e conobbe grande fortuna nel Settecento, epoca in cui assunse talora anche forme bizzarre legate al gusto rococò.
Gli altri due dipinti della serie sono rispettivamente “Venere, Adone e due amorini”, sempre nel County Museum of Art di Los Angeles, e “Venere, Amore e due donne al seguito”, che si trova in una Collezione Privata di New York.
Questi ultimi due, a differenza del nostro che risale all'anno 1738, sono però datati 1741.
Si conoscono alcuni disegni preparatori per le tre composizioni.


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domenica 20 dicembre 2009

LA MODISTA ( The Milliner - The Morning) François Boucher

LA MODISTA (1746)
François Boucher (1703-1770)
Pittore francese del XVIII secolo
Nationalmuseum di Stoccolma
Tela cm. 64 x 53


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Pixel 2200 x 1790 - Mb 1,79


Il dipinto rappresenta un fatto di vita quotidiana e contemporanea, cosa piuttosto rara nelle opere di Boucher, pittore che solitamente privilegia soggetti mitologici, allegorici e amorosi, ambientati in paesaggi fantastici.
La scena si svolge in una camera di una ricca abitazione, sontuosamente arredata con mobilio in stile Luigi XV.
Si notino il letto ad alcova, chiuso da tendaggi rossi, la poltroncina imbottita, la deliziosa toilette rivestita di tessuto che scende fino a terra e sormontata da specchiera.
Seduta alla toilette una nobile dama osserva con attenzione e con modi civettuoli alcuni nastri e merletti che le vengono mostrati da una giovane donna, una modista o una merciaia.
Quest'ultima è seduta a terra ed ha intorno a sé alcune scatole contenenti le passamanerie all'ultima moda.
Da notare l'asta graduata appoggiata sulla scatola chiusa, sicuramente uno strumento per misurare la lunghezza dei nastri.
Questo piccolo capolavoro di suprema eleganza e ricercatezza faceva forse parte in origine di una serie di quattro tele, raffiguranti quattro diversi momenti della giornata di una donna elegante: il mattino, il mezzogiorno, il pomeriggio e la notte.
Questo soggetto fu suggerito a Boucher da Berch, come risulta da una lettera inviata in data 27 ottobre 1745 dallo stesso Boucher al duca di Tessin, committente dell'opera.
È possibile che il dipinto con “La toilette”, conservato nella Collezione Thyssen-Bornemisza di Lugano costituisca il primo della serie.
Anche quest'opera, datata 1742, sarebbe stata acquistata da Tessin direttamente dall'artista nell’anno 1745.

La piccola tela è firmata «F. Boucher 1746» sulla scatola della modista posta sul pavimento.
Si trovava un tempo nella collezione della regina Luisa Ulrica di Svezia.
Nel 1765 era collocata nel castello di Drottningholm.
Pervenne alla sede attuale nel 1865.
Il dipinto fu commissionato a Boucher dall'ambasciatore di Svezia a Parigi, il conte di Tessin.
Fu inciso in controparte da R. Galliard, che trasse però la sua incisione da una replica di bottega, attualmente conservata presso la Wallace Collection di Londra.


Boucher, il conte di Tessin e la regina di Svezia

Nel decennio 1740-1750 Boucher eseguì molte opere destinate a sovrani o nobili stranieri, fra cui quattro scene allegoriche per la corte di Danimarca, la “Educazione di Amore” (Berlino, Staatliche Schlosser und Garten) per Federico II di Germania, alcuni soggetti amorosi per il duca di Hamilton, e soprattutto numerose composizioni per la regina Luisa Ulrica di Svezia e per l'ambasciatore svedese a Parigi, il conte di Tessin.
Era quest'ultima a commissionare personalmente le opere al maestro francese e a spedirle poi presso la corte di Svezia.
Oltre a “La modista” fecero parte della collezione della regina Luisa Ulrica la “Veduta dei dintorni di Tivoli”…, “Veduta del tempio di Vesta” (1730)…, “Trionfo di Venere” (1740)…, “Leda e il cigno” (1742…, “Ninfe e amorini al bagno” (1746)…, “Toilette di Venere” (1746)… e “Pensano all'uva?” (1747), tutti attualmente conservati nel Nationalmuseum di Stoccolma.


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martedì 8 dicembre 2009

RATTO D’EUROPA (Rape of Europe) - François Boucher

RATTO D’EUROPA (1732-1734)
François Boucher (1703-1770)
Pittore francese del XVIII secolo
Wallace Collection di Londra
Tela cm. 234 x 277

Particolare


Il soggetto è tratto dalle “Metamorfosi” di Ovidio (II, 835-875).
Europa, figlia di Agenor, re di Sidon, viene attirata da Giove in veste di toro.
La giovane fanciulla dai biondi capelli è seduta tranquillamente sulla schiena del toro, al centro della composizione.
L'animale appare placido, con le piccole lucide corna ornate di fiori.
All’estrema destra una ninfa seduta su un drappeggio turchese e una ragazza dai capelli scuri, in abito arancione, accompagnano Europa.
Il bestiame è quello di re Agenor, guidato alla spiaggia da Mercurio in modo che il travestimento di Giove possa sembrare meno straordinario.
In alto tra uno stuolo di puttini, dietro una nuvola temporalesca, s'intravede l'aquila, attributo di Giove.
La composizione è piuttosto equilibrata, i ricchi effetti decorativi e delle luci suggeriscono che Boucher ha presente gli esempi veneziani di ugual soggetto di Sebastiano Ricci e Veronese.
Fino al matrimonio con Jean-Marie Burzeau, avvenuto il 21 aprile 1773, Boucher tratta i temi più disparati dando via via maggior rilievo all’amabile “pastorale” ma senza trascurare i soggetti mitologici a lui cari.
La sua maniera va gradualmente precisandosi e i suoi dipinti assumono a poco a poco maggior compattezza e profondità.
Nonostante l'artista risenta ancora dell'influenza di Lemoyne, suo maestro, in questo lavoro egli non è più un semplice allievo.

Lo stesso soggetto, il “Ratto d'Europa”, è trattato più volte da Boucher…, una versione successiva è conservata al Museo del Louvre, prima, in ordine di esecuzione, dei sette arazzi della serie “Gli amori degli dei”.
L'episodio in questo caso si svolge in un paesaggio che combina il mare con la terra ferma, e oltre alle compagne d'Europa compaiono anche tritoni e nereidi.
La testa della fanciulla sembra derivare dalla maniera di Rosalba Carriera.


Immagine completa


Il “Ratto d'Europa”, con il suo pendant, la “Nascita di Bacco”, fece parte del gruppo di otto grandi pitture che Boucher dipinse tra il 1732 e il 1734 per François Derbais, uno scultore parigino.
Nel 1779 questo quadro si trovava nel Cabinet Basan, quindi passò nella collezione Watelet, infine nel 1843, in quella di Lord Hertford.
Attualmente è nella collezione di Richard Wallace a Londra, aperta al pubblico.


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sabato 5 dicembre 2009

PENSANO ALL’UVA? (Are they thinking about the grapes?) François Boucher

PENSANO ALL’UVA? (1747)
François Boucher (1703-1770) 1703-1770
Pittore francese del XVIII secolo
Art Institut di Chicago
Olio su tela (ovale) cm. 80 x 68,5




Si tratta di uno dei molti dipinti di Boucher a soggetto pastorale.
La scena è ambientata in un lussureggiante paesaggio.
L'aria è tersa, il sole colpisce le fronde degli alberi che assumono un colore dorato.
Siamo alla fine dell'estate e due giovani amanti, seduti in una radura, si scambiano con aria maliziosa e complice alcuni acini d'uva.
Lui è un giovane pastore circondato dal suo gregge di pecore e capre, e accompagnato da un bambino.
Lei è una delicata fanciulla bionda con un ricco abito dall'ampio décolleté e nastro rosa tra i capelli.
Entrambi sono scalzi.
Boucher vagheggia in questo quadro una mitica età arcadica, rappresentata dalla vita naturale e dall’amore giovanile e spontaneo.
Il giovane pastore è seduto ai piedi della fanciulla e si rivolge a lei con espressione intensa proponendo le sue offerte d'amore.
La ragazza sembra accettare e ricambiare porgendo alla bocca del pastorello un acino dell'uva che ha appena raccolto nel cesto.
Il soggetto di questo quadro s'ispira all'opera “Vendanges de Tempé” scritta da un amico di Boucher, Charles-Simon Favart.
Appare singolare la maniera con la quale l'artista tratta i personaggi: sovente i suoi contadini portano eleganti abiti, molto lontani dalla realtà, e forse è per renderli più credibili che li raffigura a piedi nudi.
È possibile che con queste scene pastorali Boucher voglia dare forma al suo sogno di vivere in un paese idilliaco dove poesia, giovinezza e amore sincero possono essere paragonati solo alla natura.
Il sonno interrotto è un altro lavoro dove il nostro artista illustra uno dei suoi sogni: un giovane pastore solletica con un filo d'erba il collo di una graziosa fanciulla addormentata ai piedi di un albero.

La tela è firmata e datata «F. Boucher 1747».
Dello stesso soggetto esiste una versione rettangolare al Museo Nazionale di Stoccolma che fu probabilmente esposta al Salon nel 1746 insieme al suo pendant “Il suonatore di flauto” (1746), anch'esso ispirato ai Vendanges de Tempé.
Fino al 1959 l'opera è appartenuta al conte di Rohan-Chabot che l'ha poi ceduta ai Wildenstein che, a loro volta, l'hanno venduta all'Art Institut di Chicago.


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VENERE DOMANDA LE ARMI A VULCANO PER ENEA (Venus demanding Arms for Vulcan for Aeneas) François Boucher

VENERE DOMANDA LE ARMI A VULCANO PER ENEA (1732)
François Boucher (1703-1770)
Pittore francese del XVII secolo
MUSEO DEL LOUVRE a PARIGI
Olio su tela cm. 252 x 175



La composizione si svolge su tre piani: la parte superiore è occupata da due cigni, in quella mediana sono, sedute sulle nubi, a destra, Venere, in posa lasciva, in compagnia di un amorino, e sulla sinistra delle ninfee, una delle quali tiene stretti al petto dei colombi…, in primo piano è Vulcano, seduto su una roccia nei pressi della sua fucina dove sono impegnati a lavorare due uomini, che preparato l'armamentario richiesto offre una spada alla moglie.
Alla sensualità delle figure femminili si contrappone il vigore muscolare del corpo di Vulcano, messo in risalto dall'audace posa.
I colori sono piuttosto forti e acidi.
Nel corso della sua attività Boucher ha più volte trattato questo soggetto: il medesimo taglio compositivo di quest'opera compare nella versione del Kimbell Art Museum di Forth Worth, datata 1769, e anche in quella, sempre al Louvre, eseguita probabilmente per il gabinetto del delfino.
In realtà durante il Settecento, in Francia questo soggetto era molto in voga, tanto che oltre a Boucher fu ripreso anche da C.-J. Natoire e Van Loo.
Il quadro è la prima opera di Boucher datata con certezza e probabilmente nacque come pendant di “Amore e Cephale” (Nancy, Musée des Beaux-Arts).
La sua esecuzione cade al tempo del ritorno dell'artista dal viaggio formativo in Italia dove era rimasto particolarmente impressionato dalla capacità illusionistica dei decoratori barocchi, come Francesco Trevisani e Benedetto Luti, ma soprattutto era rimasto affascinato dalla calda sensualità della pittura del Correggio.

L'opera è firmata e datata in basso a destra: «F. Boucher, 1732».
Con molta probabilità fu realizzata insieme al suo pendant “Amore e Cephale”, per l'avvocato Frani Derbais.
È appartenuta alla Collezione Watelet e poi a quella di de la Couronne.
Fu acquistata nel 1785 per il Museo del Louvre, grazie alla mediazione del conte d'Angivillier.
Nel 1861-1863 venne trasferita al Palazzo di Fontainebleau.
Esiste un'incisione raffigurante la testa della Venere.


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MADAME DE POMPADOUR (1758) - François Boucher

PENSANO ALL’UVA? (1747) François Boucher

RATTO D’EUROPA (1732-1734) - François Boucher

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EDUCAZIONE DI AMORE (1738) - François Boucher

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lunedì 12 maggio 2008

Madame de Pompadour (1758) - François Boucher

LA MARCHESA DE POMPADOUR ALLA TOILETTE (1758)
François Boucher (1703-1770)
Pitore francese
Fogg Art Museum di Cambridge (USA)

Olio su tela cm. 81 x 63



Il quadro ritrae Antoinette Le Normant d’Étoiles, nata Poisson, meglio conosciuta come Madame de Pompadour, favorita di Luigi XV.
Incorniciata dal taglio ovale della tela, la donna, non più giovanissima, è ritratta a mezzo busto davanti allo specchio, intenta a truccarsi. Il suo elegante abito, dall’ampia scollatura, è arricchito da trine e fiocchi. Sul tavolo sono sparsi dei fiori, un nastro blu e un prezioso portacipria dotato di un vaporoso piumino bianco. La donna porta al polso un grande cammeo con il profilo del suo amante.
Madame de Pompadour fu una delle più fedeli mecenati di Boucher, tanto da commissionargli un cospicuo numero di quadri. Dal canto suo l’artista ci ha regalatole più grandi immagini della gentildonna, ritratta sia in età giovanile che in età matura: un ritratto che la ritrae ancora giovane, sdraiata su una chaise longue è alla Frick Collection di New York; un altro datato 1756 è all’Alt Pinakothek di Monaco; un altro ancora, datato 1759 e che la ritrae a figura intera, è alla Wallace Collection di Londra. Insomma, possiamo sicuramente affermare che la Pompadour fu una delle dame più ritratte del suo tempo.
La colta e raffinata Madame de Pompadour fu la maggior protagonista del Rococò, che durò circa un trentennio, e il suo gusto condizionò l’arte alla corte di Luigi XV, sia l’abbigliamento che l’arredamento e il costume. Uno dei suoi passatempi preferiti fu quello di arredare le sue numerose dimore: il castello di Crésy, presso Dreux, decorato con dipinti di Boucher; il castello di Champs, in Brie; il Petit Chateau di La Celle-Saint-Cloud; gli “ermitages” di Versailles, Fonainebleau e Compiégne, il suo palazzo di residenza a Parigi, l’Hôtel d’Évreux, oggi chiamato L’Eliseo.

Il dipinto è firmato e datato a metà quadro sulla sinistra di chi guarda “F. Boucher, 1758”; esso fu acquistato dal Barone de Rothschild di Vienna il 15 marzo 1875 per 17.000 franchi. In seguito gli eredi lo trasferirono nella loro residenza a Parigi, e poi lo vendettero a M. Stiebel a New York. Dopo un breve passaggio nella collezione di Charles E. Dunlop, il quadro fu acquistato dal Fogg Art Museum di Cambridge, negli Stati Uniti. In passato sono state segnalate due copie, oggi in ubicazione ignota.VEDI ANCHE . . .

VENERE DOMANDA LE ARMI A VULCANO PER ENEA (1732) - François Boucher

PENSANO ALL’UVA? (1747) - François Boucher

RATTO D’EUROPA (1732-1734) - François Boucher

LA MODISTA (1746) François Boucher

EDUCAZIONE DI AMORE (1738) - François Boucher

APOLLO RIVELA LA SUA IDENTITÀ A ISSÉ (1750) - François Boucher

LA SIGNORA BOUCHER SULLA CHAISE LONGUE (1743) - François Boucher

LA COLAZIONE (1739) - François Boucher


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