Robert Campin (1375 circa - 1444)
Pittore fiammingo
Museo del Prado a Madrid
Olio su tavola cm. 101 x 47
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Pixel 2500 x 1070 - Mb 1,16
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Santa Barbara è rappresentata immersa nella lettura in una stanza arredata sobriamente con elegante mobilio in stile gotico.
La giovane dai lunghi capelli sciolti sulle spalle, è seduta su un banco rovesciabile in legno intagliato.
Il banco e il leggiadro mobiletto alle spalle della Santa presentano ornati decorativi ad archetti trilobi ed acuti di gusto puramente gotico.
Il pittore ha rappresentato con penetrante capacità di osservazione numerosi dettagli dell'architettura, del mobilio e degli utensili all'interno della stanza, ponendo una particolare attenzione anche alla resa dei diversi materiali.
Si notino il bacile con il versatoio, entrambi in rame, e l'asciugamano appeso all'asta sovrastante, la brocca d'argento in cui è infilato un iris blu, simbolo di purezza, l'ampolla sulla mensola in alto a destra, la statuetta con la "Trinità" e la candela con supporto a staffa girevole sulla cappa del focolare.
Il fuoco che arde nel caminetto si riflette sulle pareti e sugli oggetti, provocando delle ombre vibranti in contrasto con la luce immobile del giorno che proviene dalla finestra.
La torre che si intravede nello sfondo, e che costituisce il simbolo della Santa, riporta nell'ambito sacro questo quadro di vita borghese: un interno fiammingo del Quattrocento, colto nei suoi aspetti quotidiani, con una giovane donna intenta a leggere un libro d'ore.
L'opera fu acquistata da Carlo IV di Spagna e ha fatto parte delle Collezioni reali.
Fino a11827 si trovava ad Aranjuez, dopo quella data al Museo del Prado.
Il quadro insieme ad uno scomparto raffigurante il francescano Enrico de Werl con San Giovanni Battista, faceva parte di un trittico, la cui parte centrale è andata perduta.
Ai piedi del ritratto del francescano un'iscrizione ricorda la data 1438, anno in cui il personaggio era professore all'Università di Colonia e assistente al Concilio di Basilea.
LA STORIA DI SANTA BARBARA
Barbara, figlia del satrapo Dioscuro, era originaria di Nicomedia.
Il satrapo, affinché la giovane non diventasse proselita della religione cristiana, la rinchiuse in una buia torre.
Barbara, con uno stratagemma, riuscì ugualmente a ricevere gli insegnamenti cristiani e il Battesimo da un prete, inviato da Origene, che entrò nella torre spacciandosi per un medico.
Quando il satrapo venne a sapere che nonostante la segregazione la figlia si era convertita, minacciò di ucciderla. Fuggita in salvo dentro una grotta e successivamente scoperta e catturata, Barbara fu gettata in prigione.
In seguito al suo fermo rifiuto di abiurare la fede cristiana e di sposare un pagano, la giovane vergine fu sottoposta alle più feroci torture e quindi condotta nuda per la città.
Un angelo pietoso le gettò un velo per ricoprire il suo povero corpo sanguinante.
Alla fine il padre infuriato la condusse sulla cima di una montagna e la decapitò con le sue mani.
Immediatamente si scatenò il castigo divino: il satrapo fu colpito da un fulmine e fu annientato in tal modo che di lui non rimasero neppure le ceneri.