Guido Cavalcanti e la brigata godereccia - Miniatura del XV secolo
La nuova lirica, più che a Bologna dotta, trovò la sua continuazione in Firenze..., perché in Toscana, più e meglio che altrove, era sviluppato quel senso della forma e della misura, che sarebbe rimasto per secoli il carattere dell'arte di quella regione.
Qui più che altrove, anche per la costituzione democratica della città, la poesia popolare, ora gentile, ora fiera, ora amorosa, ora satirica, poteva confondersi con la poesia dotta e darle più vigore di immagini, più elevatezza di espressione.
Qui finalmente la poesia d'amore trovava strumento più adatto in un volgare, che, se non era l'illustre vagheggiato da Dante, si innalzava sugli altri per precisione, abbondanza, armonia.
Così accadde che, tra gli ultimi decenni del Duecento e i primi del Trecento, in Firenze fiorirono i rimatori di amore del "Dolce stil nuovo".
Ricordo qui pochi nomi: Gianni Alfani (che fa sentire talvolta le tristi note dell'esilio)..., Dino Frescobaldi, il più vicino alle estasi gioiose e malinconiche delle rime dantesche..., Lapo Gianni, notaio, che ricorda la freschezza dei rispetti popolari..., Guido Orandi..., Lapo degli Uberti..., Sennuccio del Bene..., e, fuori della Toscana, quel Guido Novello, signore di Polenta, che fu l'ospite ultimo di Dante.
L'amore di quei poeti ha carattere mistico.
La donna è anonima, o reca nomi simboleggianti le sue virtù o il suo potere.
Nessuna nota di concretezza femminile, di determinazione storica, intorno a lei.
Essa è un angelo che passa fugacemente sulla terra, per gioia e conforto degli uomini, ma è atteso nel cielo, dove presto ritornerà.
Il motivo dell'amore si termina o si confonde con quello della morte.
Per cotesto loro carattere irreale, si pensò che allegoriche siano le donne dei rimatori del "Dolce stil nuovo"..., e chi immaginò che fossero figura della filosofia, o della Rivelazione, chi della bellezza perfetta.
Ma forse ogni puro e verginale amore, come è quello di questi antichi rimatori, è così indefinito e così schivo di ogni nota della realtà prosaica.
Dei rimatori del "Dolce stil nuovo" tre spiccano sugli altri: uno è Dante..., l'altro, il maggiore amico della sua giovinezza e che morì prima di lui: Guido Cavalcanti..., il terzo, Cino da Pistoia, ché sopravvisse invece alla morte del poeta.
Guido Cavalcanti era un patrizio: genero del capitano ghibellino, che ai guelfi inflisse la sconfitta di Montaperti: Farinata degli Uberti.
Quando Firenze fu divisa in guelfi Bianchi e guelfi Neri, egli fu tra i Bianchi, cioè tra i simpatizzanti per i ghibellini.
Nel 1300, essendo Dante tra i priori della città, fu deliberato che i capi dei Bianchi e dei Neri si mandassero in esilio, perché la cittadinanza avesse pace.
Guido fu confinato a Sarzana, nella Lunigiana, dove lo colse una febbre malarica, che lo uccise poco dopo ritornato a Firenze, nell'agosto di quello stesso anno 1300.
Più nomi di donne amate appaiono nel suo canzoniere..., una Giovanna (detta Primavera), una Pinella di Bologna.
Durante un suo pellegrinaggio a Santo Jacopo di Compostella in Galizia, si innamorò, a Tolosa, di una Mandetta.
Di lui abbiamo canzoni, sonetti, ballate: forse sono suoi anche più di sessanta sonetti anonimi, che parlano del ben servire, cioè del come corteggiare la dama.
Giacché egli si intrattenne molto sulle questioni d'amore, che trattò la poesia provenzale..., e sulla origine e natura dell'amore scrisse una canzone delle meno felici e delle più famose ("Donna mi Prega", perch'io voglia dire").
Anche, a lui furono attribuite canzoni morali parecchie.
Ma il vero poeta è in non molte rime d'amore e di galanteria: in sonetti che dipingono l'apparizione della donna amata: in una ballata, di maniera provenzale, per la Mandetta di Tolosa: nelle rime, in cui egli analizza e ritrae a sé la sua tristezza d'amore: e in una celebre ballata ("Perch'io no spero") mandata dall'esilio alla sua donna, a cui essa ballata deve recare l'ultimo saluto del poeta.
Guido Cavalcanti mi interessa per la sua immediatezza, per la sua capacità a dire con grazia, con leggiadria, con individualità i concetti e le immagini della poesia del tempo.
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TRASFORMAZIONE DELLA LIRICA D'AMORE - GUIDO GUINIZELLI
CINO DA PISTOIA - Vita e opere
FRANCO SACCHETTI - Vita e opere
DE VULGARI ELOQUENTIA - Dante Alighieri
DE MONARCHIA - Dante Alighieri
IL CONVIVIO - Dante Alighieri
VITA NUOVA - Dante Alighieri
PAOLO E FRANCESCA - V Canto dell' Inferno - La Divina Commedia - Dante Alighieri
IL CANZONIERE - Dante Alighieri
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